Tutti gli articoli di suor Mariangela, fsp

Poche cose vorrei dire di me, ma una la ritengo un dovere: sento di essere amata da sempre. So che questo ha fatto la differenza nella mia vita. Mi dicono che dovrei decellerare, ma l'amore sa mettere "le ali al vento".

E’ Natale… per questo sperare è possibile!

i pastori che lodano
Dio si è fatto carne
e la vita esplode 

Ti sei fatto carne, Dio dell’universo perché nessuno su questa terra potesse dire di non aver visto, di non aver conosciuto, di non aver incontrato.
Ti sei fatto storia, per portare l’infinito nel tempo, per essere il Dio prossimo in ogni evento, il Dio vicino in ogni istante.
Ti sei fatto persona, perché ogni uomo e donna non cercasse Dio guardando il cielo e scrutando le stelle.

Sei tra noi, Dio povero. Sei con noi, Dio viandante. Sei uno di noi, Dio uomoe la vita, quella di ogni giorno, quella fatta di istanti normali che trascorrono uno dopo l’altro senza troppa importanza, si riempie di senso ed esplode di novità.

Non più soli, non più anonimi, non più in balia di credenze…
Non più ignoti, non più affidati al caso, non più figli di nessuno…      Continua a leggere E’ Natale… per questo sperare è possibile!

Ultimi giorni… l’attesa lascia spazio alla fretta

Ultimi giorni, ultime ore, ultimi acquisti, ultimi istanti per confezionare regali e poi sarà Natale…

Luci, luccichio per le strade e nelle vetrine, sui balconi e nelle case. Tutto sembra uguale, ma tutto è diverso!

Le città sono state vestite a festa, quasi per incanto, inaugurando, quest’anno, un nuovo Carnevale… perché le luci oggi sembrano delle maschere, necessarie più che mai per camuffare, almeno per un po’,  la poca speranza, le tante paure, la grande povertà che attraversa vicoli, percorre viali ed appesantisce i cuori.

Eccolo il Natale che scorre sotto i nostri occhi… eppure tra luci, tavole imbandite, strade affollate, ricerche ansiose e disperate di ultime occasioni e possibilità qualcosa sfugge… resiste… mette in discussione e ci raggiunge, proprio qui, proprio oggi, proprio in questo senso di povertà e impotenzaQualcosa, anzi  Qualcuno entra come novità e scardina certezze!

…il Natale sotto ai nostri occhi… istantanee

Ma può veramente bastarci? Possiamo far sì che il Natale, almeno per un cristiano, diventi una corsa sfrenata?

Davvero possiamo permetterci, di ridurre l’attesa a frenesia? Possiamo concedere alla fretta il privilegio di distrarci dall’essenziale?

Tradizioni, cucina, regali, Babbo Natale, addobbi (anche liturgici)… tutto è più importante dell’unico vero dono da accogliere: dono che raggiungendoci ha la possibilità di svelare a noi, noi stessi e il senso più pieno e profondo della nostra vita.

Buon’attesa, cari amici! Con coraggio e controcorrente, continuiamo a guardare la realtà, a volte troppo dura, di questo momento storico e continuiamo ad attendere il Signore, invocando e portando la sua presenza amante, tra le numerose situazioni di povertà e disperazione materiale e interiore. E se anche questo Natale dovesse essere più povero, noi possiamo far sì che per i poveri che conosciamo possa essere più Natale!

Vieni Signore Gesù

Accogliere il fratello… diverso da me – esercitandoci in accoglienza

Accogliere il FRATELLO
diverso da me

 

Siamo entrati nella NOVENA… e ora più di ogni altro momento dobbiamo esercitarci nell’accogliere l’altro, il fratello, la sorella diverso/a da me.natività betlemme

Sembra scontato ma non lo è! Eppure è proprio in questo atteggiamento che si invera (diventa vera) la nostra fede nel Dio di Gesù Cristo. Perchè? Semplice! Lui si è fatto altro… altra persona, altro rispetto a se stesso (da Dio si è fatto uomo), altro rispetto a me e altro rispetto all’idea di Dio che c’era prima della sua nascita e che, in molte religioni, c’è ancora.

Dio, incarnandosi, è diventato il primo Fratello, il diverso da me, a bussare alla mia porta e a chiedere di essere accolto. L’esercizio di oggi è a mio parere più impegnativo di quello precedente. 

Ebbene sì, paradossalmente, credo che, per il nostro modo di vivere, sia più facile accogliere Dio che non l’altro. Non pensatemi folle, perché non credo siano folli questi pensieri. Per il nostro modo di credere in Dio, noi abbiamo operato una sorta di riduzione, mettendoci al sicuro dai paradossi che Dio ha sempre usato nel suo essere accanto a Israele e a ogni suo figlio. Guardiamoci dentro con verità: spesso silenziamo Dio, gli permettiamo di parlare con le nostre idee, gli permettiamo di diventare una conferma al nostro stile di vita, ma è raro incontrare qualcuno che si lasci mettere radicalmente in discussione dalle sue logiche, dalla sua morte, dal suo perdono, dalla sua incarnazione.      Continua a leggere Accogliere il fratello… diverso da me – esercitandoci in accoglienza

Cuore ospitale: Preghiera e dinamica – da Ragazzi & Dintorni Dicembre 2013

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Carissimi catechisti vi propongo una dinamica e una preghiera pensata per la catechesi con preadolescenti e adolescenti a partire dall’opera di misericordia “Vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini”.

OBIETTIVO:

Fare il primo passo, andare verso l’altro, diventare «cuore ospitale» nei confronti del «diverso da me»: è questa la dinamica da attivare nei ragazzi. Si tratta di aiutarli a diventare concreti, ad assumere nella vita quotidiana atteggiamenti di apertura, di solidarietà e di accoglienza verso tutti.Layout 1

LA PROPOSTA:

  • Leggete la parabola del buon samaritano: Lc 10,25-37. Fermatevi al versetto 29 e riascoltate il brano Il buon samaritano di D. Ricci. Sul finire della canzone proclamate i versetti 36-37.
  • Provocate i ragazzi in modo forte: «Ora tocca a noi! Dobbiamo imparare a farci prossimi, ad avvicinarci agli altri, a diventare fratelli degli ultimi, imparando dal Samaritano-Gesù. Dobbiamo inventare la solidarietà».
  • Date loro un tempo di silenzio per pensare a un’azione concreta, facile da realizzare da subito: potrebbe essere un sorriso da offrire alle persone che si incontrano, un «buon giorno» da dire, un aiuto da dare in casa, una gentilezza da esprimere a una persona. Si tratta di non aspettare, ma di amare per primi.
  • Chiedete loro di scrivere l’azione scelta su un rotolino di carta da tenere con sé, fino all’incontro successivo. Poi ne parlate insieme, condividendo fatiche e possibilità.
  • Pregate insieme con la preghiera qui proposta, che potrà essere consegnata e portata a casa dai ragazzi per essere pregate all’inizio della giornata. 

Cuore ospitale

Cuore ospitale è la dinamica e la preghiera conclusiva del percorso Ma tu… chi sei fratello straniero? – elaborato da suor Mariangela Tassielli fsp per la rubrica Musica e Fede di Dicembre, nell’ambito del percorso per adolescenti Gesti e parole d’amore, proposte nell’inserto staccabile della nostra rivista Catechisti Parrocchiali.

—> Per l’elenco di tutte le preghiere clicca QUI <—

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Accogliere Dio! – mantenendo il ritmo dello Step1

Accogliere DIO

Verbo si è fatto carne 

Nuove indicazioni per mantenere il ritmo e continuare l’esercizio dell’ACCOGLIENZA

Esiste ancora la Brocca? Siete riusciti a metterla in casa o in parrocchia? E’ stato il simbolo che vi ha accompagnato?
Prima di aprirci a Dio, è necessario preparare la tenda, fargli spazio, togliere il superfluo, rimuovere tutto ciò che riempie l’anfora/brocca della nostra vita. Se queste parole vi risuonano come nuove, allora vi invito, prima di proseguire la lettura di tornare al passaggio precedente Allenarsi in accoglienza, diversamente possiamo proseguire.

L’esercizio di oggi è semplice e, direi, richiede poco sforzo: accogliere Dio.

Non siete d’accordo? Pensateci bene! E’ lui a rimetterci di più, è lui a perdere, è suo lo sforzo di venirci incontro. Sua è la follia, suo l’amore, sua la vita data per noi, sua la divinità, sua la parola.
Mi chiederete: e noi? E io? Il nostro unico sforzo è: lasciarlo agire.

Se davvero abbiamo iniziato a togliere dalla nostra vita certe incrostazioni, se abbiamo iniziato ad alleggerirla da certe abitudini viziate e così poco lungimirante, se nel nostro cuore inizia a sbocciare il desiderio di un di più… di un non so che di diverso, di un non volersi accontentare delle cose, così come vengono, allora Dio inizia ad avere porte aperte, terreno a disposizione: può agire e iniziare far emergere quel capolavoro che ognuno di noi porta dentro.porta-del-cuore

Dire che lui, Parola, si è fatta carne, è dire qualcosa di grosso che interpella anche la nostra vita. Lui, facendosi carne, si è fatto storia, incontro, evento. Ricordate tutte quelle guarigioni? Nascono sempre da un incontro, da un lasciarsi toccare, da una relazione che accade realmente.

Ma questa non è storia di duemila anni fa. La Parola, Gesù Cristo, continua OGGI a farsi EVENTO REALE anche per noi; continua a INCONTRARCI davvero, e toccandoci cambia la nostra mente, propone ai nostri pensieri possibilità nuove, nuovi orizzonti di comprensione e azione. AVVENTO è il nostro tempo, lo spazio della nostra interiorità, delle nostre convinzioni offerte, aperte a Lui. E allora DUE PROPOSTE per vivere da protagonisti la NOVENA del natale.

…una PROPOSTA per gli ADULTI      Continua a leggere Accogliere Dio! – mantenendo il ritmo dello Step1

Allenarsi in accoglienza – Step1 di “Training di misericordia”

Step1
allenarsi in ACCOGLIENZA

 

L’ESERCIZIO da vivere per tutto il tempo di Avvento e Natale

ACCOGLIERE:
         1. Dio;
         2. l’altro nella sua diversità;
         3. questo tempo storico dandogli un senso.

Il BRANO biblico di riferimento

Lc 1,26-38 – brano dell’annunciazione.

Il coraggio di un Sì che ha sapore di futuro

Pensiamo a Maria di Nazaret, pensiamo a quel momento particolarissimo della sua vita e, se riusciamo, proviamo ad allontanare dalla nostra mente le idee che tanti film ci hanno messo in testa. Nazareth era una città reale, così come Maria era una ragazza reale, carne e ossa, vita e futuro, promessa sposa a un uomo di cui nessuno degli evangelisti scrive che fosse vecchio, ma solo uomo giusto (cioè uomo davvero credente in Dio). Maria e la sua giovane età; Maria e la sua fede nel Dio dei Padri; Maria e la sua attesa del Messia che era la stessa attesa di ogni buon giudeo. Maria e il suo legittimo desiderio di essere sposa e madre amata.   Continua a leggere Allenarsi in accoglienza – Step1 di “Training di misericordia”

Chiusura dell’anno delle fede – provocazioni per tutti e idee per catechisti

…la fede

Cristo al centro della vita! 

vita di fede

Fede: nulla di più lontano dalle parole… nulla di più vicino alla vita. La fede è determinazione, scelta, orientamento, atteggiamento. Fede è luce proprio perché dà luce, la offre, la dona senza riserve. Fede è fiducia, è volontà di mettere al centro della vita qualcuno, è dire sì a colui che sta chiamando

La fede non è anonima, proprio perché viene da qualcuno: Dio. E’ atto libero e incondizionato di chi si sta consegnando, si sta offrendo, si sta dando senza pretese… di chi si sta fidando mettendosi in gioco, perdendo! E’ atto libero di Dio. E’ luce che illumina.

La fede “va” verso qualcuno: l’uomo. E’ proposta di relazione, di dono, di vita, di fiducia, di accoglienza, di risposta libera e totale. E’ atto libero dell’uomo che sceglie e dice sì. E’ luce a cui viene dato spazio.

La fede diventa dono: da persona a persona, verso Dio. E in questo la fede, luminosa strada di vita, non può che diventare testimonianza, capacità di attuare scelte coerenti, trasparenza di ciò in cui si crede. La fede dà un colore alla vita, la rende unica, riconoscibile, individuabile. Una vita credente non è incolore, in sapore, in odore. La vita credente ha un colore specifico: è luminosa. Ha un sapore forte e inconfondibile. Ha un profumo intenso. E’ una risposta libera. E’ luce che si fa luce, per tutti.

La vita credente è una vita centrata: ha un centro specifico, non disperde le energie, è con-centrata! La vita credente è una vita in cui essere con-centrati significa essere con-Cristo, metterlo al centro, non sostituirlo.

L’anno della fede volge alla conclusione. Ancora pochi passi e la domenica di Cristo Re, affidandoci a un nuovo anno liturgico, ci chiederà anche di fare il punto della situazione: quanto splende la nostra fede? Quanto riesce a illuminare? E soprattutto: di quante sfumature è riuscita a caricarsi?

Carissimi amici, seppur il mondo ci sembra buio, credere significa portare luce. E la luce che il Signore dona al mondo ha dei nomi propri: Andrea, Sara, Elisabetta, Luca, Giuseppe… ognuno metta il suo. La luce di cui il Signore vuole illuminare il mondo siamo noi, con i doni e i limiti che ci portiamo dentro.

Concludere l’anno della fede significa di fatto ripartire più forti, più convinti, più consapevoli di essere chiamati a essere luce… perché il mondo creda… e credendo viva!

E se sei un catechista o educatore…      Continua a leggere Chiusura dell’anno delle fede – provocazioni per tutti e idee per catechisti

Un viandante sulla via di Gerico – video forum

Un viandante sulla via di Gerico
Un viandante
sulla via di Gerico 

video forum

QUALCHE PREMESSA

Il video che vi proponiamo di utilizzare può diventare una possibilità per attivare un percorso di attualizzazione della parabola del buon Samaritano (Lc 10, 25-37), da proporre a preadolescenti e adolescenti.
La parabola è tra le più conosciute e forse anche tra le più anestetizzate. Contiene provocazioni forti, anche e soprattutto per una contemporaneità così segnata da squilibri, povertà, contraddizioni, prevaricazioni, divari socio-culturali. Si tratta allora nell’attualità di quel comandamento: farsi prossimi!
Le immagini del video possono aiutare i ragazzi a trasferire la parabola nell’oggi, ma potrebbero essere associate anche ad altre che gli stessi ragazzi, in un lavoro successivo potrebbero individuare a partire dalla loro esperienza e dagli ambienti in cui vivono.

APPUNTI DI LAVORO    Continua a leggere Un viandante sulla via di Gerico – video forum