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Parabolando

per una fede che diventa vita

INCONTRI DI FORMAZIONE E SPIRITUALITA’
PER GIOVANI DAI 17 AI 30 ANNI

 

CATECHISTI PARROCCHIALI – Ottobre 2010: Alleanze educative

Preparare l’incontro di catechesi

di Franca Feliziani Kannheiser

 

Ogni evento importante è da prepararsi con cura e ogni incontro catechistico, anche quello che avviene in una semplice stanza di una piccola parrocchia, con fanciulli spesso iperattivi o distratti, è un momento prezioso, perché occasione irripetibile di incontro con Gesù e con la comunità che lo testimonia. Proprio questa consapevolezza deve spingere il catechista a non improvvisare, ma a predisporre il percorso da fare insieme con accuratezza e intelligente elasticità.
Una buona guida sa che la condizione indispensabile perché un’impresa riesca è la conoscenza dei compagni di viaggio, cioè del gruppo che deve condurre al traguardo.
Il catechista cercherà ogni occasione per conoscere i fanciulli che gli sono affidati, consapevole che proprio sulla qualità della relazione che saprà stabilire con loro si gioca in gran parte la disponibilità a farsi coinvolgere nella vita della comunità cristiana in cui sperimentare l’incontro con Gesù vivente.

Un rapporto autentico non si improvvisa né si inventa.
Esso nasce dalla volontà di mettersi in gioco e richiede al catechista di lasciare fuori dalla porta della stanza dell’incontro i problemi personali. Almeno per un’ora mettiamo il nostro cuore e la nostra mente a completa disposizione dei ragazzi.
Solamente in questo modo possiamo sperare di ottenere qualche risultato.
Iniziare un incontro con nervosismo e impazienza, oppure gravati da pregiudizi è il modo migliore per destinarlo al fallimento.
I fanciulli possiedono antenne sensibilissime: colgono immediatamente lo stato d’animo dell’adulto, leggono più nel suo sguardo che nelle sue parole, scoprono, dietro sorrisi di facciata, durezze e diffidenze.
Il singolo ragazzo e l’intero gruppo si comporteranno in larga parte secondo la fiducia o la sfiducia che riporremo in essi.
Spesso non ci si accorge che il detto popolare «a pensar male ci s’indovina sempre!» si avvera, in quanto è proprio la diffidenza a creare le condizioni per l’incomprensione e i fraintendimenti, a mettere l’altro sulla difensiva e a scoraggiarlo nel suo sforzo di cambiamento.
Fidarci dei nostri fanciulli, credere nella loro capacità di bene è il modo migliore per sviluppare in loro una sana autostima, condizione necessaria per scoprire l’altro come persona uguale a me, degna di rispetto e d’amore.
Molto tempo, dunque, deve essere dedicato alla conoscenza dei fanciulli, non soltanto attraverso domande dirette, ma piuttosto osservandoli giocare, lavorare, interagire; ascoltando i loro racconti, in cui esprimono preferenze, paure, desideri e speranze.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Ottobre di Catechisti Parrocchiali

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Ottobre 2010 clicca qui

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Speciale campi estivi (3a parte)

Castellammare di Stabia (NA): “Catechisti on line!” – Laboratorio di spiritualità e comunicazione

Dal 24 al 28 Agosto 2010 a Castellammare di Stabia (NA) si è svolto un campo di formazione per i catechisti dal titolo Catechisti on line. Le organizzatrici sono state le Figlie di San Paolo e il gruppo che ha collaborato alla realizzazione concreta del campo era composto da due suore paoline (sr Mariangela e sr Silvia), due postulanti paoline (Nikki e Veronica) e due ragazze laiche GEP (Claudia e Dalia).
Il numero dei partecipanti si è rivelato piuttosto contenuto, ma quelli che hanno detto “sì” hanno avuto la passione, il coraggio, la volontà e l’entusiasmo di mettersi in gioco; assieme alla disponibilità di cuore necessaria per accogliere ciò che era stato preparato per loro.
Il campo si è svolto così: nel primissimo pomeriggio del 24 i giovani catechisti provenienti da diverse città (Napoli, Salerno, Roma, Bologna, Castellamare) sono stati prelevati con efficienza dalla Metro, dalla stazione ferroviaria e dalla Circumvesuviana, dal nostro ‘pulmino navetta’ alle 16.00 in punto per poter dare il via ufficiale ai lavori. Dopo una piccola dinamica di conoscenza, siamo entrati immediatamente nel vivo dell’attività, infatti i catechisti sono stati invitati a creare e formulare una loro personale presentazione della durata massima di tre minuti che sarebbe stata ripresa e registrata da una telecamera per poi analizzarla e aiutare ciascuno di loro a crescere sul proprio “stile comunicativo”. Importante per un catechista, infatti, è il suo modo di porsi e di dialogare con i bambini/ragazzi/adolescenti/giovani che ha davanti, le tecniche di comunicazione che usa e il tipo di linguaggio usato rispetto proprio ai suoi “uditori”.
Abbiamo concluso la giornata con la visione di Don Milani – Il priore di Barbiana, un film sulla figura di un grande sacerdote, catechista ed educatore. È stato il nostro modello durante il campo, da lui abbiamo imparato cosa volesse esprimere con il suo “I CARE”: tutto mi sta a cuore, tutto mi interessa, e il suo motto è diventato per noi la linea rossa che ha accompagnato in ogni momento e in ogni istante le nostre giornate.
La mattina era interamente dedicata alla formazione umana e spirituale del catechista. I temi che abbiamo affrontato: “Catechesi e comunicazione: alleanze e strategie del comunicatore della fede”; “La spiritualità del catechista. La mia vita di fede: la sorgente, il modello, lo stile dell’annuncio”; “La spiritualità del catechista. Chiamato e mandato ad essere testimone”.
Invece, il pomeriggio è stato dedicato esclusivamente a tre laboratori: Rielaborazione artistico-narrativa; Immagine e video; Liturgia e catechesi. I catechisti  si sono cimentati così con nuove metodologie di comunicazione da affiancare ai metodi più tradizionali per trasmettere in maniera sempre più efficace e vitale il Vangelo. Centro delle nostre giornate la celebrazione eucaristica: fonte del nostro agire, fonte della nostra spiritualità, fonte della vita vera.
La sera del 26 Agosto abbiamo vissuto una bellissima esperienza di preghiera: una Veglia Eucaristica itinerante. Il Signore aspettava veramente a braccia aperte i suoi catechisti che ha chiamato a sé ognuno con il proprio nome per mandarli ad essere nel mondo annunciatori della sua Parola che salva.
Ovviamente non è mancato il gioco, lo stare insieme in allegria e il divertimento concretizzatosi anche in una bellissima passeggiata sul lungomare di Castellammare.
Sabato 28 ci siamo salutati portandoci via la consapevolezza di essere stati chiamati ad essere testimoni di un Vangelo che ancora oggi parla, di essere dei cristiani alla ricerca di nuove strategie per rendere attuale e comprensibile la Parola a tutti, di essere dei catechisti capaci di radicare la propria fede sullo studio, sulla formazione e sul dialogo profondo con Dio.
Amati, chiamati e mandati ad essere delle piccole scintille di un grande fuoco che è l’amore di Gesù Cristo per ognuno di noi. (cf)

La parola ad alcuni dei partecipanti:

«Per me è stata la prima esperienza di campo e quindi non posso fare confronti e differenze, auspicare migliorie o addirittura sottolineare peggioramenti… posso solo dire che è stata un’esperienza importante. Ciò che mi ha colpito in positivo sono stati i laboratori pomeridiani, dove tutti contribuivamo dando del nostro, partendo dal come fare una cosa e realizzandola step dopo step. Alla base di questo c’era un sano spirito costruttivo e la voglia di fare insieme, di mettersi in gioco con le proprie idee e… l’ambiente riusciva davvero a coinvolgerci essendo positivo, aperto e “comunicativo”.
Il campo è stato una sorta di riscoperta di una vita spirituale che deve crescere in ognuno, come un piccolo seme che per diventare pianta ha bisogno di cure, attenzione e costanza per diventare una pianticella di vita spirituale forte e ben radicata nella vita quotidiana, conditio sine qua non per sentirsi veramente figli di Dio».

Daniel C. L. – Castellammare di Stabia (NA)

«Finalmente un campo a misura di noi catechisti!
Ebbene si, sono sei anni che sono catechista e sono sei anni che sento la mancanza di un punto di riferimento per noi educatori, un punto da cui partire o ri-partire… e sono soddisfatta di aver partecipato al campo “Catehisti on-line” organizzato dalle Figlie di San Paolo.
Sono partita da casa con alcune domande e tanta voglia di mettermi in gioco perché ho sempre sentito il bisogno di una preparazione mirata e forse è stato proprio questo a farmi vivere in pieno questa quattro giorni.
Al nostro arrivo siamo stati guidati, attraverso le dinamiche di gruppo (o è meglio dire di presentazione) ad esprimere il nostro modo di essere trasmettitori della fede e sono stata contenta di vedere anche altri modi di rapportarsi col proprio gruppo perché mi è impossibile durante l’anno confrontarmi in questo modo con altri catechisti.
Le mattine sono state dedicate alle catechesi e alle riflessioni, al deserto, e sono state fondamentali perché mi hanno portata a confrontarmi con la figura di Gesù Maestro e con le mie reali motivazioni nell’essere catechista. Utilissimi sono stati anche i momenti di condivisione perché mi hanno permesso di vedere il tutto secondo angolature che non mi sono abituali. Durante i laboratori pomeridiani mi sono sentita partecipe come singola persona in un clima di libertà e di accoglienza di qualsiasi idea da parte dei miei compagni di viaggio. Spero davvero di riuscire a trasmettere lo stesso spirito di squadra e la stessa leggerezza nel poter esprimere le proprie opinioni che ho sentito in quei giorni!
Forse proprio il mio mettermi fortemente in gioco mi ha fatto reagire positivamente ad un fattore: il numero di noi catechisti, perché il numero dei partecipanti era molto contenuto e le animatrici erano sei: due laiche, due postulanti e due suore. Questo rapporto numerico un po’ anomalo non mi è dispiaciuto per niente, anzi, secondo me ha reso tutto speciale. I tempi per riflettere, parlare e creare sono stati davvero abbondanti, cosa che forse non sarebbe avvenuta se fossimo stati 30 o 40.
Il piccolo numero non è stato un ostacolo neppure durante il laboratorio liturgico in cui suor Silvia ci ha spiegato la ragione di alcune azioni che compiamo durante la celebrazione eucaristica.  Alla fine l’abbiamo letteralmente sommersa di domande alle quali ha risposto con tranquillità e competenza, ma – e mentre lo dico mi sento un po’ egoista, lo ammetto – difficilmente sarei stata così soddisfatta se a cercare chiarimenti fossero state un numero più grande di persone. Sarebbe stato più difficile prendere la parola ed esporre i propri interrogativi.
Sono contenta di aver vissuto questo campo per tre motivi: ho ricevuto molti input su cui devo lavorare per adattarli volta per volta con le persone che ho accanto, mi sono chiarita le idee su molte cose e ho sperimentato cosa significhi mettere a frutto i propri talenti!».

Chiara L. – Salerno

«Era da tempo che attendevo  di partecipare a degli incontri formativi per catechisti, questo campo è stata una grande occasione e non me la sono lasciata sfuggire.  Tramite i vari laboratori svolti, ho avuto modo di confrontarmi con gli altri e in modo particolare di ampliare il mio bagaglio di catechista , di chiarire alcuni miei dubbi ed imparare nuovi metodi  per annunciare la  parola di Gesù. Particolarmente interessante, per me, è stato approfondire la conoscenza della Liturgia, tanto che le ore del laboratorio mi sono volate e i contenuti mi hanno aiutato a comprendere tanti piccoli particolari della Santa Messa. Spero vivamente che a questo seguano altri campi ed incontri, e consiglio ai giovani catechisti di parteciparvi.

Maria Rosaria S. – Salerno

“Amare Dio significa trovare e servire «l’uomo, l’uomo vero, l’uomo integrale»; amare l’uomo e fare il cammino con lui significa trovare Dio” (DB 161).
Questa è stata la citazione del Documento di Base della Catechesi che mi ha accompagnato in questi 4 giorni! Sono Giuseppe, un giovane napoletano 20enne. Da circa un anno sono impegnato nell’attività dell’oratorio in parrocchia, come animatore, con i ragazzi dai 9 ai 12 anni. Vivere questa esperienza di Campo Catechistico con le suore Paoline mi ha dato nuovo slancio per la mia attività parrocchiale. Tante novità, proposte, laboratori pratici e “lezioni teoriche” hanno fatto sì che potessi partire più carico per questo anno pastorale che sta iniziando.
Pensare e riflettere sul fatto che il cammino che faccio con i ragazzini che mi sono affidati può aiutarmi a trovare Dio è davvero sorprendente. Io, ragazzo 20enne, giovane del Terzo Millennio, con tutti gli impegni, le emozioni, le difficoltà che vivo e che sono parte della mia vita, sono chiamato ad annunciare ai ragazzi che mi sono affidati una Persona, Gesù Cristo cercando di renderla attuale per loro. Dio si serve anche di me per incontrare altri uomini e donne che forse non l’hanno ancora incontrato! Straordinario sì, ma questo richiede un carico non indifferente di responsabilità.
Un bella dose di carica e di energia mi è arrivata da San Paolo, nella lettura che la liturgia ci ha offerto l’ultimo giorno del campo.  “Quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono” (1Cor 1,27-28). Spero sarà il monito che mi accompagnerà in quest’anno, nei momenti più difficili di fatica e di difficoltà!

Giuseppe T. – Napoli

RAGAZZI & DINTORNI – Settembre 2010 – Dossier Spirito Santo

 

DICE LO SPIRITO SANTO… Lettera aperta ai ragazzi di oggi

di Fausto Negri

Carissimo, perché ti è così difficile capire «Chi Sono Io»?
(Scusa le maiuscole, ma mi sembrano più che mai opportune).
Io Sono lo Spirito di Gesù e vivo con lui e con Dio Padre.

Io Sono come l’aria: forse sfuggo alla tua percezione immediata perché agisco nel silenzio e costruisco senza fare rumore.
Mi manifesto attraverso le azioni che compio e, perciò, soltanto prestando attenzione agli effetti del mio agire tu potrai percepire la mia presenza.

Pensa al vento. C’è qualcosa di più libero? Non accetta ordini, non puoi inscatolarlo, non puoi imbavagliarlo.
Il vento non sta mai fermo: impedisce all’acqua dei laghi di imputridire, spinge le barche al largo.
Al vento
piace fare gli scherzi: rivolta gli ombrelli, scompiglia i capelli e fa volare via i cappelli… Nessuno può vantarsi di possedermi (come si fa a stringere in pugno il vento?).
Nessun tempo e nessun luogo è privo della mia attiva presenza.
Sono presente nella fedeltà dei maomettani, nella verità dei buddisti, nella spiritualità degli indù, nella rettitudine dei non credenti.
Sono presente nella creatività degli artisti, nelle scoperte degli scienziati, nelle parole dei poeti, in ogni persona che ha in sé un autentico desiderio di cielo e di bellezza.
Per quanto tesa, la vela da sola non basta per far avanzare la barca. Occorre il vento.
Se però la vela non è tesa, anche il vento più favorevole non farà nulla. E poi c’è il timone per tenere la rotta.
Ma nemmeno il timone da solo può fare nulla.
Quando il vento soffia sulla vela ben tesa, tu hai ancora la grande responsabilità di guidare la barca con il timone.
Navigare è un gioco di alleanza tra vento, vela e timone.
Io
Sono l’ossigeno della tua esistenza; come l’aria che, se manca, muori di asfissia.

Accoglimi senza barriere e resistenze. Se diventerai permeabile al mio soffio, riuscirai nella difficile impresa della libertà e non concederai a nessuno potere sulla tua esistenza.
Chiamami!
Bastano queste semplici parole: «Vieni, Santo Spirito, raddrizza in me ciò che è rigido e regalami i tuoi santi doni».
Ricorda!
Senza di me non puoi andare lontano né puoi raggiungere nuovi porti. Io Sono sempre con te. Non essere tu da un’altra parte…

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Settembre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Settembre 2010: La persona al centro

Chiamati a nascere da Acqua e da Spirito

di Emilio Salvatore

 

Sei battezzato,
Dio ti guarda con amore di Padre.
Gesù ti unisce a sé e alla sua Chiesa.
Lo Spirito Santo abita in te.
Dio ha tante cose da rivelarti e da chiederti.
Nella Chiesa cresciamo insieme, piccoli e grandi.
Ciascuno ha i suoi doni da offrire agli altri.
Lo Spirito Santo dà a tutti la forza di amare.
Insieme camminiamo con Gesù verso il Padre.


L’ itinerario di quest’anno è impegnativo: si tratta di far capire ai fanciulli quello che «essi già sono» e, in parte, sperimentano dopo il battesimo, e che maturerà con gli altri sacramenti dell’iniziazione cristiana.
Si predilige oltre la base biblica, la mistagogia, ossia la riflessione sul significato liturgico dei sacramenti.
Fondamentale è la connessione tra parola di Dio e liturgia, altrettanto significativa è la relazione tra l’esperienza simbolica di alcuni elementi del rito (acqua, olio, pane e vino) e la dimensione spirituale, soprannaturale con cui essi sono assunti e il rapporto tra chiesa domestica (genitori, fratelli, nonni, ecc.) e la comunità ecclesiale.

L’anno catechistico ricomincia e il catechista riprende in mano il catechismo Io sono con voi. Da dove si riparte? Dal taglio del nastro, dalla partenza per eccellenza: il battesimo.

Gli obiettivi principali sono:
• aiutare i fanciulli a comprendere e interiorizzare il battesimo come l’inizio della propria storia di relazione con il Padre;
• far riflettere sulla vita sacramentale, soprattutto sulla grazia del battesimo, iniziando ai segni liturgici;
• invitare alla riscoperta della dignità filiale che è già attiva e operante.


Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Settembre di Catechisti Parrocchiali

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Speciale campi estivi (1a parte)

Paestum – Capaccio (SA): “Felicità cercasi” – Campo scuola con i figli della Santa Famiglia

Dal 15 al 18 luglio 2010 si sono svolti, a Paestum (SA), gli Esercizi Spirituali annuali per le coppie dell’Istituto Santa Famiglia, uno dei dieci rami della Famiglia Paolina. Con loro erano presenti anche i figli e, per quelli dai 12 ai 18 anni, la proposta delle Figlie di San Paolo è stata quella di vivere, in parallelo, un campo scuola pensato e preparato appositamente per loro!!!
Animato da suor Mariangela Tassielli (fsp) e Dalia Mariniello (una dei GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini), il campo ha avuto come tema: Felicità cercasi! Un viaggio alla ricerca della felicità attraverso momenti di catechesi, riflessione, preghiera… il tutto organizzato come “un grande gioco” durato tre giorni; con squadre, punti da conquistare, sfide da vincere, prove da superare… mettendo in gioco se stessi, i propri talenti, le proprie capacità e collaborando con gli altri, appartenenti alla propria squadra e non!!! Sì perché una delle particolarità di questo grande gioco è stata che anche l’attenzione, la collaborazione, l’aiuto “offerte” ai propri “rivali”, permettevano di conquistare punti!!!
I giovani partecipanti hanno dimostrato subito la voglia di mettersi in gioco, di superare sé stessi, di collaborare, di aiutarsi, di restare aperti per apprendere da tutti, di ascoltare tutti, perché ognuno ha la sua ricchezza da poter donare agli altri… ma bisogna essere disposti ad accoglierla!!!
Dapprima le dinamiche/giochi di conoscenza hanno permesso ai ragazzi di conoscersi un pochino comunicandosi non solo i propri nomi e le provenienze ma anche i propri desideri, i propri sogni!!! La ricerca della felicità ha avuto inizio con un’asta, in cui, ad essere in vendita, erano dei valori/mattoni utili per costruire la propria casa della felicità!!! Mattoni più importanti da mettere come fondamenta e valori magari meno importanti ma comunque utili per costruire una casa. Ultimo mattone, conquistato superando delle prove, è stato quello del tetto con su scritto il valore dei valori: SE STESSI!!! Siamo noi il valore dei valori, noi con i nostri pregi e i nostri difetti, con la nostra unicità! Noi siamo l’ingrediente segreto di qualcosa di speciale che è la nostra vita… questa la conclusione a cui si è giunti anche attraverso la visione del film Kung Fu Panda.
La felicità, come tesoro da trovare, è stata simbolicamente cercata anche attraverso una divertente Caccia al tesoro che ha visto tutti i partecipanti seriamente impegnati e pronti a collaborare!!! L’ultima prova ha portato i ragazzi in una stanza con al centro uno scrigno, la Parola di Dio, una lampada, una veste bianca battesimale… attorno a cui è stato vissuto un importante momento durante il quale, i ragazzi chiamati per nome e segnati con la croce, sono stati simbolicamente “battezzati a nuova vita”, ricevendo per l’occasione anche un bracciale con un nome nuovo (FIDUCIA, BONTÀ, PERDONO…). Un “battesimo” particolare per impegnarsi nel rinascere valorizzandosi, apprezzandosi!!!
Alla felicità magari un po’ più “materiale” ma non certo superflua, hanno contribuito anche due escursioni: una ai templi di Paestum e l’altra alle grotte di Castelcivita in cui, oltre ad ammirare le bellezze naturali, si è potuto godere di un po’ di fresco!!!
Il campo si è concluso con Nutella party e cocomerata… e oltre a nuovi compagni, tante risate, giochi, incontri… ognuno ha portato a casa, oltre al premio vinto e una “lettera di Dio”, l’ingrediente segreto da inserire nella ricetta della propria felicità: essere sé stessi, credere in ciò che si è, valorizzarsi e fare dei propri limiti i propri punti di forza. Ognuno è unico e prezioso agli occhi di Dio, un Dio che è lì ad aspettare ognuno a braccia aperte!
(D.M.)

La testimonianza di una giovane partecipante:

«Mi chiamo Enrica e sono una ragazza di 16 anni. Vivo a Veglie (LE). I miei genitori sono una coppia appartenente all’Istituto Santa Famiglia e come ogni anno in estate vanno a trascorrere quattro giorni di Esercizi Spirituali all’insegna della preghiera, della riflessione e della condivisione. È proprio grazie alla mia famiglia che ho vissuto una delle esperienze più belle, costruttive e toccanti della mia vita. Sì perché anche quest’anno parallelamente al corso per le famiglie è stato organizzato anche un campo per i loro figli guidato da suor Mariangela e Dalia a Capaccio – Paestum dal 15 al 18 luglio. Appena arrivati nella struttura, dopo il nostro viaggio caratterizzato da un caldo cocente, siamo stati avvolti da un abbraccio accogliente e premuroso, che non potrò mai dimenticare, da parte delle nostre animatrici.
Il nostro primo appuntamento insieme era alle 17,00. Pian piano ho visto  arrivare i ragazzi con cui dovevo condividere il mio tempo, le mie capacità, le mie energie… alcuni li avevo già conosciuti l’anno scorso a Pacognano, altri invece li vedevo per la prima volta… così dentro di me cresceva la voglia di conoscere nuovi amici e stare bene con loro. Dalia e suor Mariangela ci hanno insegnato vari giochi perché conoscessimo bene tutti i nomi e perché no anche qualcosa di più.  Poi siamo stati divisi in due squadre di cui abbiamo scelto noi i nomi: la squadra delle Aquile, composta da Ermanno, Giacomo, Tecla, Stefano, Eva e me; e la squadra delle Tigri, composta da Silvia, Ferdinando, Mariapia, Gennaro,Laura e Francesco. E’ stata proprio questa divisione in squadre a sancire l’inizio di una gara un po’ particolare che è durata fino a domenica mattina e in cui aveva la meglio non chi imbrogliava o chi pensava solo alla propria squadra ma chi piuttosto cercava di collaborare insieme con l’altra parte e di volerle ancora più bene. Così tra giochi, divertimento, attività ed uscite è nata tra di noi una grande complicità e lentamente prendeva forza un’amicizia vera fatta di piccoli gesti molto significativi.
Ci sono state anche due escursioni. La prima a Paestum e la seconda alle grotte di Castelcivita. È stata la prima volta in cui ho potuto ammirare con i miei occhi  templi che fino a poco tempo fa avevo sempre visto solo in foto, stampati sui miei libri di storia.
Oltre all’amicizia con tutti i ragazzi, quello che mi è rimasto impresso di quest’esperienza è stata la premura di suor Mariangela e di Dalia che hanno messo tutto a nostra disposizione dandoci tanta fiducia. Mi sono rimaste nel cuore le parole di sr Ma’ [sr Mariangela ndr] che ci ha dato tanti consigli sulla vita e soprattutto ricordo bene il suo invito ad apprezzare ogni cosa che il Signore ci ha donato, perché tutto anche quello che ai nostri occhi può sembrare insignificante è un suo immenso dono.
Poi, mi ha colpito una cosa che non avevo molto valutato prima: si può imparare qualcosa da qualsiasi persona e la cosa importante è vedere il bello che c’è in ognuno e non solo i suoi difetti e infine una realtà che le nostre animatrici ci hanno fatto capire attraverso la visione del film “Kung Fu Panda”: CREDERE IN NOI STESSI.
Forse nella vita, io mi sono sempre preoccupata di scoprire, senza riuscirci, quell’”ingrediente” che mi mancava per essere veramente felice o per ottenere qualcosa a cui tenevo tanto. Solo grazie a quest’esperienza ho capito che in realtà non esiste una ricetta, non c’è nessun ingrediente segreto. Le uniche cose indispensabili sono le mie capacità… e anche i miei difetti possono aiutarmi a perseguire i miei scopi. C’ è una frase che le nostre educatrici hanno scritto su un cartellone e che mi rimarrà sempre impressa: “Tu sei il solo tesoro, tu sei unico e prezioso” e assieme a queste parole ci hanno consegnato anche una lettera personalizzata da parte di… Dio!!!”. È stato un momento indimenticabile: eravamo seduti per terra davanti alla parola di Dio e ognuno di noi ricevendo la pergamena metteva vicino alla Bibbia una piccola luce.
L’ultimo giorno si è svolta la caccia al tesoro. Questa ha stabilito come squadra vincente quella delle Aquile. Poi le due squadre si sono recate in una stanza dove al centro c’era un grande scrigno. Abbiamo vissuto un emozionante momento di preghiera fatto di gesti piccoli ma toccanti. Prima la consegna di un premio per entrambe le squadre poi, ognuno doveva andare da sr Ma’ per farsi ungere con dell’olio in segno di benedizione e poi da Dalia che legava al nostro braccio un nastrino bianco sul quale era scritto un dono che Gesù ci consegnava. Questo  momento che ricordava un po’ il nostro Battesimo ed è stato uno dei più commoventi.
Salutando uno per uno i miei amici e le mie educatrici pensavo dentro di me a come mi avessero aiutata quei giorni a guardare la vita da un’altra prospettiva… quella dell’AMORE VERO».

Enrica – Veglie (LE)

Catechisti on line! 24 – 28 Agosto

News: 24 – 28 agosto 2010   Catechisti on line!  

campo-scuola per giovani catechisti, fino a 30 anni

Il connubio che proponiamo ai giovani catechisti è Catechesi & Comunicazione. Il percorso punta a far scoprire ai giovani catechisti la loro identità specifica e il loro servizio nella Chiesa e, di conseguenza, li si vorrebbe aiutare ad acquisire quelle competenze fondamentali nell’annuncio e comunicazione della fede, così come gli stessi documenti auspicano.

Il percorso che proponiamo è un itinerario di base, che unirà spazi di spiritualità e riflessione sulla Parola di Dio a laboratori sulla comunicazione; pertanto si può ritenere la proposta valida anche per giovani che non hanno ancora iniziato a lavorare nella catechesi, ma che sarebbero interessati a farlo in un prossimo futuro.

Catechisti on line! mira a far vivere ai suoi giovani partecipanti la dimensione ecclesiale, in vista di uno scambio, di una fraternità, di un rinnovato senso di appartenenza ecclesiale. È pertanto una proposta dedicata a tutte le realtà ecclesiali del Centro – Sud Italia. Il contributo spese è di 130 euro. Si terrà a Castellammare di Stabia (Na). Le spese di viaggio sono a carico dei partecipanti. Chiediamo di comunicarci le adesioni entro il 20 agosto c.a.

Per ulteriori informazioni o adesioni si può contattare:

sr. Mariangela Tassielli – 3408404419 – m.tassielli@paoline.itSalerno
sr. Silvia Mattolini – 3293395223 – suorsilvia@ymail.comRoma

Ci auguriamo di cuore che l’iniziativa possa essere segnalataa a chi, a discrezione di ciascuno, potrebbe essere interessato/a all’esperienza.

 

La vita come risposta – alias “Dio ma che lingua parli”/8

Ottavo incontro di spiritualità e formazione per giovani… e non solo

E anche quest’anno siamo arrivati all’ultimo incontro del cammino di spiritualità e formazione il cui tema per il 2009-2010 era Dio ma che lingua parli? tenuto dalle Figlie di San Paolo a Napoli, Salerno e… ovunque ci abbia portato l’annuncio della Parola, l’amicizia e il servizio. Quasi dieci mesi insieme tra incontri mensili e campi di Natale e di Pasqua. Un bel pezzo di strada fatto con il Signore, tra momenti lieti e momenti di fatica, tra momenti di impegno concreto e momenti più “leggeri”… incontri che hanno rispecchiato la nostra vita e che per questo, benché condivisi da tutti, sono stati come “personalizzati”. La Parola ha sempre parlato ad ognuno di noi: quella spezzata, spiegata e resa laboratoriale da sr Mariangela e quella cantata e fatta vivere liturgicamente da sr Silvia. Nel cuore sorge spontaneo il grazie per entrambe, poi per sr Tonia che è stata con noi per qualche incontro e per le varie comunità delle Figlie di San Paolo che ci hanno accolti in quest’anno, in primis quelle di Salerno e di Napoli (Capodimonte). Un grazie anche a ciscuno di noi che ha partecipato, tanti volti, tante storie, tante provenienze, un solo cuore e un solo spirito. Che bello sperimentare l’essere Chiesa! Siamo diversi, ma il Signore ci unisce e ci manda… perché ci è difficile tenere solo per noi quello che abbiamo ricevuto.
Quest’ultimo incontro lo abbiamo vissuto a Roma, nella comunità FSP di via Castro Pretorio il 26 – 27 giugno. Il tema specifico era: La vita come risposta. E riflettere sul Vangelo di Luca (Lc 9, 51-62) come ce lo proponeva la liturgia domenicale nel contesto di una Professione Perpetua, di un Rinnovo e della nostra stessa vita che è e deve comunque essere una risposta a quello che il Signore chiede è stato molto molto particolare e ha scavato dentro.
Il motivo principale della nostra trasferta romana è stato proprio l’essere vicini a sr Tonia (che conosciamo bene) e sr Chiara nel giorno della loro Professione Perpetua (ovvero, nel giorno in cui hanno detto SI al Signore impegnandosi “per tutta la vita”), ma una felice coincidenza ha voluto che nello stesso giorno abbiamo potuto celebrare con sr Silvia la sua quarta rinnovazione annuale dei voti. Veramente tanti motivi per gioire, per riflettere e per… esserci. Tutto è cominciato nel primo pomeriggio di sabato 26, quando siamo “sbarcati” dal treno alla Stazione Termini, ad attenderci una GEP romana e la vicinissima Comunità delle Figlie.
Dopo un allegro “pit stop” anti-afa e una veloce esplorazione dei nuovi ambienti ci siamo messi al lavoro per organizzare al meglio la veglia di preghiera eucaristica per le due sorelle che il giorno dopo avrebbero fatto la Professione Perpetua e anche per portare a termine alcuni simpatici gadgets che ci sarebbero stati utili per un’animazione post-celebrazione un po’ più… ehm… goliardica ai danni delle due suore ormai “forever” =D Verso le 19.15 ci siamo spostati in Via Antonino Pio, presso la comunità FSP Divina Provvidenza, dove abbiamo preparato la cappella per la Veglia Eucaristica che è iniziata verso le 20.45 e a cui hanno partecipato oltre a sr Tonia e sr Chiara, che hanno fatto anche la loro testimonianza vocazionale, numerose Figlie di San Paolo provenienti da tutte le comunità di Roma. Un’ora abbondante di preghiera in compagnia di San Paolo (e come poteva essere diversamente?) e di Gesù Eucaristia. Numerosi i momenti di commozione e di sentito ringraziamento al Signore per la vita e la storia di ognuno di noi. Dio ama abitare nelle nostre notti per… riempirle di luce. Basta aprirgli la porta del nostro cuore! Dopo la veglia una cenetta arrangiata ma simpatica alla Divina Providenza con la gradita compagnia di sr Dina, la superiora della comunità e poi…. un magnifico giro, non proprio previsto, di Roma by night con tanto di gelato. Ci voleva proprio.

La sveglia comunque non si è fatta attendere al mattino ed abbiamo vissuto un momento tutto nostro di preghiera ed approfondimento della Parola che si è prolungato con uno spazio di meditazione personale e la possibilità di accostarci al sacramento della Riconciliazione. Alle 11.30 è poi iniziata la S. Messa dove sr Silvia ha rinnovato i suoi voti annuali e a seguire pranzo di festa con tutta la Comunità FSP di Castro Pretorio. Un bel momento. Ma il pomeriggio incalzava e alle 16.00 sarebbe iniziata la S. Messa solenne di Professione Perpetua. Con un’organizzazione impeccabile nonostante qualche ritardo non calcolato siamo arrivati al Santuario Regina Apostolorum in tempo per sistemare i nostri “gadgets” post-professione e abbiamo poi partecipato alla solenne liturgia assieme a tantissime Figlie di San Paolo (il santuario aveva una tonalità decisamente avion [ndr. Il colore della divisa delle FSP]) e a numerosi membri della Famiglia Paolina. A seguire il rinfresco, con momenti di festa e di allegra confusione… abbiamo visto sr Tonia e sr Chiara esauste ma felici e… alla fine è arrivato il momento di ripartire. Un bel fine settimana e una bella fine del nostro anno insieme. Adesso ci sono i campi estivi… e si apre una nuova pagina.

E voi che fate questa estate? Consigliamo ‘vivamente’ un giro sulla pagina Iniziative per vedere tutte le proposte estive. W l’estate!!!!!!!!!!!

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Vie per il Vangelo

Sabato 15 e domenica 16 maggio a Salerno, presso la comunità delle Figlie si San Paolo, c’è stato il settimo incontro di formazione e spiritualità per giovani dai 18 ai 30 anni: “Dio ma che lingua parli?”.
Rispetto agli altri incontri, questo aveva una particolarità in più. Il 16 maggio, infatti, Solennità dell’Ascensione, la Chiesa ha celebrato la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali e, ormai da vari anni, le Paoline di Salerno  assieme ai giovani che le frequentano, hanno scelto di vivere la notte che precede la Solennità, e quindi la Giornata delle Comunicazioni Sociali, davanti a Gesù Eucaristia e fra i numerosi giovani che popolano la notte salernitana: Adorazione ed Evangelizzazione di strada. Un connubio esplosivo!!!
Il pomeriggio di sabato 15 è trascorso preparando il materiale per il volantinaggio e per l’adorazione, ma l’unione ha fatto la forza e tutto è stato sbrigato molto velocemente. Alle 17.00 alcune nozioni spirituali e “pratiche” per i giovani evangelizzatori e alle 18.00, dopo un momento di preghiera –  e nonostante il tempo che minacciava un diluvio universale imminente – c’è stata l’uscita per il volantinaggio. Armati di ombrelli e di una carica incredibile i giovani hanno percorso in lungo e in largo Corso Vittorio Emanuele invitando i passanti, soprattutto i giovani, all’Adorazione Eucaristica che sarebbe iniziata alle 22.00 nella Parrocchia di S. Lucia in via Roma (una piccola chiesa situata nella strada della movida notturna salernitana, ricca di pub e di locali).
La pioggia minacciata, alla fine ha letteralmente inzuppato i nostri giovani in maglietta gialla (la maglia dei GEPGiovani Evangelizzatori Paolini) ma i 1000 e più volantini erano già al sicuro nelle mani di famiglie, giovani e anziani che avevano fatto capolino sul corso sperando in un momento di bel tempo. Una cena velocissima e tra una goccia di pioggia e l’altra tutti in via Roma, alla nostra ormai familiare chiesetta, per allestirla al meglio per la lunga notte di preghiera ed evangelizzazione.
Alle 22.00 è iniziata l’Adorazione Eucaristica: davanti al Maestro abbiamo pregato assieme a tutti i presenti per il mondo della Comunicazione, ed è stata preghiera di lode e di riparazione. Lode per il bene che circola nei media e riparazione per il male presente. Verso le 23.30 i giovani evangelizzatori, chiamati a coppie da don Marcello, che presiedeva l’Adorazione, baciata la Parola e con la benedizione del Signore sono usciti in strada per incontrare i loro coetanei e renderli partecipi di una bellissima notizia: c’è Qualcuno che ti vuole incontrare!!!
L’Adorazione è continuata in maniera personale fino al ritorno dei giovani evangelizzatori verso le 2.00 del mattino. Ma dalla loro partenza al loro arrivo… quanti giovani sono passati davanti al Maestro portando la loro piccola luce e la loro
preghiera, quanti si sono accostati alla Riconciliazione, quanti hanno chiesto anche solo di parlare con qualcuno che Gesù lo avesse davvero incontrato!
Un gruppetto di giovani accoglieva coloro che entravano un po’ spaesati in chiesa e un altro li accompagnava con amore all’uscita, le sorelle della comunità e molti membri della Santa Famiglia sono rimasti per la maggior parte della notte in preghiera per i giovani che evangelizzavano per strada e per quelli che entravano desiderosi di incontrare il Signore, sr Mariangela coordinava l’accoglienza e il saluto ed era disponibile per incontrare i giovani desiderosi di parlare con qualcuno, don Marcello e il parroco confessavano e ascoltavano i giovani, sr Silvia all’organo garantiva un clima di adorazione e guidava la preghiera…. il tempo si era come fermato e quando verso le 2.00 sono rientrati i giovani missionari non sembrava che fossero passate ben più di due ore. Vedere la grazia del Signore passare e toccare i cuori è sempre una cosa meravigliosa e le numerose fiammelle ai piedi del Santissimo testimoniavano che molti incontri erano avvenuti!.
L’ultima parte dell’Adorazione è stata di ringraziamento per le meraviglie che il Signore aveva compiuto e per tutti i giovani incontrati per strada e in Chiesa da tutti noi. La pioggia, che a tratti continuava a cadere nella notte non ha fermato il fiume della grazia, e l’entusiasmo e la sincerità dei giovani evangelizzatori è stata contagiosa e germe di bene, ci auguriamo, per tanti loro coetanei.
La domenica mattina la sveglia è suonata un po’ più tardi del solito per i giovani missionari, e a ragione!! Dopo una bella colazione piena ancora dei ricordi e delle avventure della notte, siamo scesi tutti in libreria per sistemare l’ambiente e per renderlo accogliente. Alle 11.00, infatti, attendevamo i “giovani della notte” al nostro incontro: Dio tra domande e risposte. Purtroppo nessun nuovo giovane  è venuto a trovarci, ma non ci è importanto molto, perché i nostri cuori erano aperti e abbiamo sperimentato, più volte ormai, che i frutti dell’evangelizzazione si scoprono con grande meraviglia durante l’anno. Ci piace condividere con voi il fatto di una ragazza, che ormai da un anno frequenta il nostro gruppo, che ci aveva conosciuti proprio durante una di queste ‘nostre’ notti. Non era venuta neppure in Chiesa, ma il volto di chi le aveva dato l’invito era rimasto impresso in lei e… il Signore ha fatto il resto, aiutato anche dai mezzi di comunicazione!!!!! =)
Nel pomeriggio, la nostra avventura si è conclusa con la S. Messa e poi sono cominciate le precipitose partenze: erano con noi infatti giovani provenienti dalla Campania, dal Lazio, dalla Puglia e dall’Abruzzo. Una bella avventura!!! E adesso ci aspetta l’ultimo incontro a giugno e… i CAMPI ESTIVI!!!!!!!!!!!!

Lasciamo la parola adesso a Iacopo, 17 anni, alla sua prima evangelizzazione di strada:

Un week-end straordinario…
Tale si è rivelato essere quello del 15 e 16 maggio trascorso presso la “casa” di Salerno delle suore Paoline, e nonostante io abbia
frequentato i loro incontri, ovvero un week-end al mese, per quasi un anno, sono rimasto impressionato positivamente dagli avvenimenti di questo week-end in particolare.
Infatti nel pomeriggio del sabato, precisamente dalle 18 alle 19, siamo scesi in strada, in corso Vittorio Emanuele, e abbiamo fatto volantinaggio. Per l’occasione tutti i presenti hanno indossato la gialla maglietta GEP e dopo esserci divisi in due gruppi abbiamo distribuito i volantini. Il fatto incredibile è che se incontravamo una persona o una coppia che proveniva dall’area coperta dall’altro gruppo la maggior parte aveva già ricevuto il volantino e ce lo mostrava, a dirla tutta “leggermente” stropicciato, come prova. Successivamente, alle nove della stessa sera, ci siamo spostati nella chiesa di S. Lucia dove divisi in tre gruppi abbiamo preparato la chiesa per l’adorazione.
Durante l’evangelizzazione tutti avevamo un compito preciso: un primo gruppo, composto da varie coppie, era in strada per invitare i giovani a partecipare all’adorazione; un secondo gruppo, posto in chiesa a una delle sue entrate, era il “gruppo di benvenuto” che doveva accogliere i giovani che avendo risposto all’invito entravano in chiesa; infine il gruppo a cui io appartenevo e che era situato sotto un padiglione esterno,  aveva il compito di chiedere ai giovani usciti dalla chiesa il numero di cellulare e l’e-mail per inviagli l’SMS Vangelo e Buona Domenica, in più ci erano stati dati anche degli inviti da distribuire a chi avessimo incontrato vicino alla chiesa e quindi allo stand coperto.
Questa è stata l’esperienza più interessante poiché il sabato sera si possono fare incontri molto vari. Infatti, oltre alle coppiette che girano per pub, ho potuto incontrare gente di ogni tipo e che, per quanto il loro aspetto potesse dire altrimenti, mi hanno ascoltato cortesemente, e anche se dopo il mio invito non sono entrati in chiesa, parecchi si sono ripresentati quasi verso l’ora di “chiusura”, intorno alle due e mezza del mattino successivo, avendo ancora in mano il segnalibro-invito. Questa nostra fatica si è infine rivelata un successo. Infatti i veterani delle passate evangelizzazioni hanno mi hanno confermato che il flusso di persone entrate nella chiesa è stato considerevole; e il sapere di aver contribuito alla buona risuscita di questa “avventura” mi riempie di soddisfazione.

Iacopo – Salerno