Speciale campi estivi (3a parte)

Castellammare di Stabia (NA): “Catechisti on line!” – Laboratorio di spiritualità e comunicazione

Dal 24 al 28 Agosto 2010 a Castellammare di Stabia (NA) si è svolto un campo di formazione per i catechisti dal titolo Catechisti on line. Le organizzatrici sono state le Figlie di San Paolo e il gruppo che ha collaborato alla realizzazione concreta del campo era composto da due suore paoline (sr Mariangela e sr Silvia), due postulanti paoline (Nikki e Veronica) e due ragazze laiche GEP (Claudia e Dalia).
Il numero dei partecipanti si è rivelato piuttosto contenuto, ma quelli che hanno detto “sì” hanno avuto la passione, il coraggio, la volontà e l’entusiasmo di mettersi in gioco; assieme alla disponibilità di cuore necessaria per accogliere ciò che era stato preparato per loro.
Il campo si è svolto così: nel primissimo pomeriggio del 24 i giovani catechisti provenienti da diverse città (Napoli, Salerno, Roma, Bologna, Castellamare) sono stati prelevati con efficienza dalla Metro, dalla stazione ferroviaria e dalla Circumvesuviana, dal nostro ‘pulmino navetta’ alle 16.00 in punto per poter dare il via ufficiale ai lavori. Dopo una piccola dinamica di conoscenza, siamo entrati immediatamente nel vivo dell’attività, infatti i catechisti sono stati invitati a creare e formulare una loro personale presentazione della durata massima di tre minuti che sarebbe stata ripresa e registrata da una telecamera per poi analizzarla e aiutare ciascuno di loro a crescere sul proprio “stile comunicativo”. Importante per un catechista, infatti, è il suo modo di porsi e di dialogare con i bambini/ragazzi/adolescenti/giovani che ha davanti, le tecniche di comunicazione che usa e il tipo di linguaggio usato rispetto proprio ai suoi “uditori”.
Abbiamo concluso la giornata con la visione di Don Milani – Il priore di Barbiana, un film sulla figura di un grande sacerdote, catechista ed educatore. È stato il nostro modello durante il campo, da lui abbiamo imparato cosa volesse esprimere con il suo “I CARE”: tutto mi sta a cuore, tutto mi interessa, e il suo motto è diventato per noi la linea rossa che ha accompagnato in ogni momento e in ogni istante le nostre giornate.
La mattina era interamente dedicata alla formazione umana e spirituale del catechista. I temi che abbiamo affrontato: “Catechesi e comunicazione: alleanze e strategie del comunicatore della fede”; “La spiritualità del catechista. La mia vita di fede: la sorgente, il modello, lo stile dell’annuncio”; “La spiritualità del catechista. Chiamato e mandato ad essere testimone”.
Invece, il pomeriggio è stato dedicato esclusivamente a tre laboratori: Rielaborazione artistico-narrativa; Immagine e video; Liturgia e catechesi. I catechisti  si sono cimentati così con nuove metodologie di comunicazione da affiancare ai metodi più tradizionali per trasmettere in maniera sempre più efficace e vitale il Vangelo. Centro delle nostre giornate la celebrazione eucaristica: fonte del nostro agire, fonte della nostra spiritualità, fonte della vita vera.
La sera del 26 Agosto abbiamo vissuto una bellissima esperienza di preghiera: una Veglia Eucaristica itinerante. Il Signore aspettava veramente a braccia aperte i suoi catechisti che ha chiamato a sé ognuno con il proprio nome per mandarli ad essere nel mondo annunciatori della sua Parola che salva.
Ovviamente non è mancato il gioco, lo stare insieme in allegria e il divertimento concretizzatosi anche in una bellissima passeggiata sul lungomare di Castellammare.
Sabato 28 ci siamo salutati portandoci via la consapevolezza di essere stati chiamati ad essere testimoni di un Vangelo che ancora oggi parla, di essere dei cristiani alla ricerca di nuove strategie per rendere attuale e comprensibile la Parola a tutti, di essere dei catechisti capaci di radicare la propria fede sullo studio, sulla formazione e sul dialogo profondo con Dio.
Amati, chiamati e mandati ad essere delle piccole scintille di un grande fuoco che è l’amore di Gesù Cristo per ognuno di noi. (cf)

La parola ad alcuni dei partecipanti:

«Per me è stata la prima esperienza di campo e quindi non posso fare confronti e differenze, auspicare migliorie o addirittura sottolineare peggioramenti… posso solo dire che è stata un’esperienza importante. Ciò che mi ha colpito in positivo sono stati i laboratori pomeridiani, dove tutti contribuivamo dando del nostro, partendo dal come fare una cosa e realizzandola step dopo step. Alla base di questo c’era un sano spirito costruttivo e la voglia di fare insieme, di mettersi in gioco con le proprie idee e… l’ambiente riusciva davvero a coinvolgerci essendo positivo, aperto e “comunicativo”.
Il campo è stato una sorta di riscoperta di una vita spirituale che deve crescere in ognuno, come un piccolo seme che per diventare pianta ha bisogno di cure, attenzione e costanza per diventare una pianticella di vita spirituale forte e ben radicata nella vita quotidiana, conditio sine qua non per sentirsi veramente figli di Dio».

Daniel C. L. – Castellammare di Stabia (NA)

«Finalmente un campo a misura di noi catechisti!
Ebbene si, sono sei anni che sono catechista e sono sei anni che sento la mancanza di un punto di riferimento per noi educatori, un punto da cui partire o ri-partire… e sono soddisfatta di aver partecipato al campo “Catehisti on-line” organizzato dalle Figlie di San Paolo.
Sono partita da casa con alcune domande e tanta voglia di mettermi in gioco perché ho sempre sentito il bisogno di una preparazione mirata e forse è stato proprio questo a farmi vivere in pieno questa quattro giorni.
Al nostro arrivo siamo stati guidati, attraverso le dinamiche di gruppo (o è meglio dire di presentazione) ad esprimere il nostro modo di essere trasmettitori della fede e sono stata contenta di vedere anche altri modi di rapportarsi col proprio gruppo perché mi è impossibile durante l’anno confrontarmi in questo modo con altri catechisti.
Le mattine sono state dedicate alle catechesi e alle riflessioni, al deserto, e sono state fondamentali perché mi hanno portata a confrontarmi con la figura di Gesù Maestro e con le mie reali motivazioni nell’essere catechista. Utilissimi sono stati anche i momenti di condivisione perché mi hanno permesso di vedere il tutto secondo angolature che non mi sono abituali. Durante i laboratori pomeridiani mi sono sentita partecipe come singola persona in un clima di libertà e di accoglienza di qualsiasi idea da parte dei miei compagni di viaggio. Spero davvero di riuscire a trasmettere lo stesso spirito di squadra e la stessa leggerezza nel poter esprimere le proprie opinioni che ho sentito in quei giorni!
Forse proprio il mio mettermi fortemente in gioco mi ha fatto reagire positivamente ad un fattore: il numero di noi catechisti, perché il numero dei partecipanti era molto contenuto e le animatrici erano sei: due laiche, due postulanti e due suore. Questo rapporto numerico un po’ anomalo non mi è dispiaciuto per niente, anzi, secondo me ha reso tutto speciale. I tempi per riflettere, parlare e creare sono stati davvero abbondanti, cosa che forse non sarebbe avvenuta se fossimo stati 30 o 40.
Il piccolo numero non è stato un ostacolo neppure durante il laboratorio liturgico in cui suor Silvia ci ha spiegato la ragione di alcune azioni che compiamo durante la celebrazione eucaristica.  Alla fine l’abbiamo letteralmente sommersa di domande alle quali ha risposto con tranquillità e competenza, ma – e mentre lo dico mi sento un po’ egoista, lo ammetto – difficilmente sarei stata così soddisfatta se a cercare chiarimenti fossero state un numero più grande di persone. Sarebbe stato più difficile prendere la parola ed esporre i propri interrogativi.
Sono contenta di aver vissuto questo campo per tre motivi: ho ricevuto molti input su cui devo lavorare per adattarli volta per volta con le persone che ho accanto, mi sono chiarita le idee su molte cose e ho sperimentato cosa significhi mettere a frutto i propri talenti!».

Chiara L. – Salerno

«Era da tempo che attendevo  di partecipare a degli incontri formativi per catechisti, questo campo è stata una grande occasione e non me la sono lasciata sfuggire.  Tramite i vari laboratori svolti, ho avuto modo di confrontarmi con gli altri e in modo particolare di ampliare il mio bagaglio di catechista , di chiarire alcuni miei dubbi ed imparare nuovi metodi  per annunciare la  parola di Gesù. Particolarmente interessante, per me, è stato approfondire la conoscenza della Liturgia, tanto che le ore del laboratorio mi sono volate e i contenuti mi hanno aiutato a comprendere tanti piccoli particolari della Santa Messa. Spero vivamente che a questo seguano altri campi ed incontri, e consiglio ai giovani catechisti di parteciparvi.

Maria Rosaria S. – Salerno

“Amare Dio significa trovare e servire «l’uomo, l’uomo vero, l’uomo integrale»; amare l’uomo e fare il cammino con lui significa trovare Dio” (DB 161).
Questa è stata la citazione del Documento di Base della Catechesi che mi ha accompagnato in questi 4 giorni! Sono Giuseppe, un giovane napoletano 20enne. Da circa un anno sono impegnato nell’attività dell’oratorio in parrocchia, come animatore, con i ragazzi dai 9 ai 12 anni. Vivere questa esperienza di Campo Catechistico con le suore Paoline mi ha dato nuovo slancio per la mia attività parrocchiale. Tante novità, proposte, laboratori pratici e “lezioni teoriche” hanno fatto sì che potessi partire più carico per questo anno pastorale che sta iniziando.
Pensare e riflettere sul fatto che il cammino che faccio con i ragazzini che mi sono affidati può aiutarmi a trovare Dio è davvero sorprendente. Io, ragazzo 20enne, giovane del Terzo Millennio, con tutti gli impegni, le emozioni, le difficoltà che vivo e che sono parte della mia vita, sono chiamato ad annunciare ai ragazzi che mi sono affidati una Persona, Gesù Cristo cercando di renderla attuale per loro. Dio si serve anche di me per incontrare altri uomini e donne che forse non l’hanno ancora incontrato! Straordinario sì, ma questo richiede un carico non indifferente di responsabilità.
Un bella dose di carica e di energia mi è arrivata da San Paolo, nella lettura che la liturgia ci ha offerto l’ultimo giorno del campo.  “Quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono” (1Cor 1,27-28). Spero sarà il monito che mi accompagnerà in quest’anno, nei momenti più difficili di fatica e di difficoltà!

Giuseppe T. – Napoli

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