C’era un uomo che possedeva un terreno
e vi piantò una vigna…
la diede in affitto a dei contadini
e se ne andò

Dal vangelo di Matteo (Mt 21,33)
XXVII DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno A
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
VITA TRA LE NOSTRE MANI
C’era una volta un Dio, che possedeva l‘immenso potere di dare la vita a esseri inanimati.
Prese della terra, soffiò in essa la sua stessa anima e, dal nulla, creò l’uomo e la donna.
Con la vita diede loro il tempo e disse: «È la vostra possibilità per esistere e per amare».
Diede loro l’intelligenza e disse: «È la vostra possibilità di inventare il futuro e di migliorare il mondo».
Diede loro un cuore e disse: «Amatevi fino a soffrire per amore, date la vita senza calcolo, non conservate le vostre energie perché, chiuse in voi, perderanno splendore».
Diede loro la libertà e disse: «Andate e scegliete ogni giorno chi diventare, cosa far costruire o distruggere, se vivere o morire».
Nei secoli, fino a oggi, l’uomo e la donna continuano a custodire quei doni e il mondo, fino a oggi, continua a conoscere vita e morte, lacrime e sangue, perdono e vendetta. Ma quel Dio instancabilmente continua ad affidare loro la vita del mondo e dice: «Vivete, popolatelo e rendetelo bello, condividete i suoi frutti, siate fratelli e padri, sorelle e madri. Costruite il futuro, fecondate il presente e custodite, come tesoro prezioso, il passato. Bella e piena sarà la vita, se la vivrete amando».
UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE Continua a leggere Vita tra le nostre mani – XXVII del Tempo Ordinario


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Famiglia è
“Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
Due figli, dice il vangelo, due modi di reagire, due possibili risposte: 

una buona dose di ottimismo nel cuore, provate a chiedere a qualcuno di loro di affiancarvi, di sperimentarsi nella catechesi.
Una volta, mi diceva un sacerdote, la gente andava dai santi, si recava in Chiesa e pregava, invocava la loro intercessione, si scomodava.
litigano in Chiesa per i primi posti, non ha per nulla bisogno di portatori che minacciano di mollare le statue in mezzo a una via… le statue possono tranquillamente restare dove sono
OBIETTIVO:
di barboni, affamati, persone tristi e sole come il bambino disabile in carrozzina o il ragazzo emarginato e deriso dai compagni.
