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CATECHISTI PARROCCHIALI – Ottobre 2010: Alleanze educative

Preparare l’incontro di catechesi

di Franca Feliziani Kannheiser

 

Ogni evento importante è da prepararsi con cura e ogni incontro catechistico, anche quello che avviene in una semplice stanza di una piccola parrocchia, con fanciulli spesso iperattivi o distratti, è un momento prezioso, perché occasione irripetibile di incontro con Gesù e con la comunità che lo testimonia. Proprio questa consapevolezza deve spingere il catechista a non improvvisare, ma a predisporre il percorso da fare insieme con accuratezza e intelligente elasticità.
Una buona guida sa che la condizione indispensabile perché un’impresa riesca è la conoscenza dei compagni di viaggio, cioè del gruppo che deve condurre al traguardo.
Il catechista cercherà ogni occasione per conoscere i fanciulli che gli sono affidati, consapevole che proprio sulla qualità della relazione che saprà stabilire con loro si gioca in gran parte la disponibilità a farsi coinvolgere nella vita della comunità cristiana in cui sperimentare l’incontro con Gesù vivente.

Un rapporto autentico non si improvvisa né si inventa.
Esso nasce dalla volontà di mettersi in gioco e richiede al catechista di lasciare fuori dalla porta della stanza dell’incontro i problemi personali. Almeno per un’ora mettiamo il nostro cuore e la nostra mente a completa disposizione dei ragazzi.
Solamente in questo modo possiamo sperare di ottenere qualche risultato.
Iniziare un incontro con nervosismo e impazienza, oppure gravati da pregiudizi è il modo migliore per destinarlo al fallimento.
I fanciulli possiedono antenne sensibilissime: colgono immediatamente lo stato d’animo dell’adulto, leggono più nel suo sguardo che nelle sue parole, scoprono, dietro sorrisi di facciata, durezze e diffidenze.
Il singolo ragazzo e l’intero gruppo si comporteranno in larga parte secondo la fiducia o la sfiducia che riporremo in essi.
Spesso non ci si accorge che il detto popolare «a pensar male ci s’indovina sempre!» si avvera, in quanto è proprio la diffidenza a creare le condizioni per l’incomprensione e i fraintendimenti, a mettere l’altro sulla difensiva e a scoraggiarlo nel suo sforzo di cambiamento.
Fidarci dei nostri fanciulli, credere nella loro capacità di bene è il modo migliore per sviluppare in loro una sana autostima, condizione necessaria per scoprire l’altro come persona uguale a me, degna di rispetto e d’amore.
Molto tempo, dunque, deve essere dedicato alla conoscenza dei fanciulli, non soltanto attraverso domande dirette, ma piuttosto osservandoli giocare, lavorare, interagire; ascoltando i loro racconti, in cui esprimono preferenze, paure, desideri e speranze.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Ottobre di Catechisti Parrocchiali

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Ottobre 2010 clicca qui

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Speciale campi estivi (3a parte)

Castellammare di Stabia (NA): “Catechisti on line!” – Laboratorio di spiritualità e comunicazione

Dal 24 al 28 Agosto 2010 a Castellammare di Stabia (NA) si è svolto un campo di formazione per i catechisti dal titolo Catechisti on line. Le organizzatrici sono state le Figlie di San Paolo e il gruppo che ha collaborato alla realizzazione concreta del campo era composto da due suore paoline (sr Mariangela e sr Silvia), due postulanti paoline (Nikki e Veronica) e due ragazze laiche GEP (Claudia e Dalia).
Il numero dei partecipanti si è rivelato piuttosto contenuto, ma quelli che hanno detto “sì” hanno avuto la passione, il coraggio, la volontà e l’entusiasmo di mettersi in gioco; assieme alla disponibilità di cuore necessaria per accogliere ciò che era stato preparato per loro.
Il campo si è svolto così: nel primissimo pomeriggio del 24 i giovani catechisti provenienti da diverse città (Napoli, Salerno, Roma, Bologna, Castellamare) sono stati prelevati con efficienza dalla Metro, dalla stazione ferroviaria e dalla Circumvesuviana, dal nostro ‘pulmino navetta’ alle 16.00 in punto per poter dare il via ufficiale ai lavori. Dopo una piccola dinamica di conoscenza, siamo entrati immediatamente nel vivo dell’attività, infatti i catechisti sono stati invitati a creare e formulare una loro personale presentazione della durata massima di tre minuti che sarebbe stata ripresa e registrata da una telecamera per poi analizzarla e aiutare ciascuno di loro a crescere sul proprio “stile comunicativo”. Importante per un catechista, infatti, è il suo modo di porsi e di dialogare con i bambini/ragazzi/adolescenti/giovani che ha davanti, le tecniche di comunicazione che usa e il tipo di linguaggio usato rispetto proprio ai suoi “uditori”.
Abbiamo concluso la giornata con la visione di Don Milani – Il priore di Barbiana, un film sulla figura di un grande sacerdote, catechista ed educatore. È stato il nostro modello durante il campo, da lui abbiamo imparato cosa volesse esprimere con il suo “I CARE”: tutto mi sta a cuore, tutto mi interessa, e il suo motto è diventato per noi la linea rossa che ha accompagnato in ogni momento e in ogni istante le nostre giornate.
La mattina era interamente dedicata alla formazione umana e spirituale del catechista. I temi che abbiamo affrontato: “Catechesi e comunicazione: alleanze e strategie del comunicatore della fede”; “La spiritualità del catechista. La mia vita di fede: la sorgente, il modello, lo stile dell’annuncio”; “La spiritualità del catechista. Chiamato e mandato ad essere testimone”.
Invece, il pomeriggio è stato dedicato esclusivamente a tre laboratori: Rielaborazione artistico-narrativa; Immagine e video; Liturgia e catechesi. I catechisti  si sono cimentati così con nuove metodologie di comunicazione da affiancare ai metodi più tradizionali per trasmettere in maniera sempre più efficace e vitale il Vangelo. Centro delle nostre giornate la celebrazione eucaristica: fonte del nostro agire, fonte della nostra spiritualità, fonte della vita vera.
La sera del 26 Agosto abbiamo vissuto una bellissima esperienza di preghiera: una Veglia Eucaristica itinerante. Il Signore aspettava veramente a braccia aperte i suoi catechisti che ha chiamato a sé ognuno con il proprio nome per mandarli ad essere nel mondo annunciatori della sua Parola che salva.
Ovviamente non è mancato il gioco, lo stare insieme in allegria e il divertimento concretizzatosi anche in una bellissima passeggiata sul lungomare di Castellammare.
Sabato 28 ci siamo salutati portandoci via la consapevolezza di essere stati chiamati ad essere testimoni di un Vangelo che ancora oggi parla, di essere dei cristiani alla ricerca di nuove strategie per rendere attuale e comprensibile la Parola a tutti, di essere dei catechisti capaci di radicare la propria fede sullo studio, sulla formazione e sul dialogo profondo con Dio.
Amati, chiamati e mandati ad essere delle piccole scintille di un grande fuoco che è l’amore di Gesù Cristo per ognuno di noi. (cf)

La parola ad alcuni dei partecipanti:

«Per me è stata la prima esperienza di campo e quindi non posso fare confronti e differenze, auspicare migliorie o addirittura sottolineare peggioramenti… posso solo dire che è stata un’esperienza importante. Ciò che mi ha colpito in positivo sono stati i laboratori pomeridiani, dove tutti contribuivamo dando del nostro, partendo dal come fare una cosa e realizzandola step dopo step. Alla base di questo c’era un sano spirito costruttivo e la voglia di fare insieme, di mettersi in gioco con le proprie idee e… l’ambiente riusciva davvero a coinvolgerci essendo positivo, aperto e “comunicativo”.
Il campo è stato una sorta di riscoperta di una vita spirituale che deve crescere in ognuno, come un piccolo seme che per diventare pianta ha bisogno di cure, attenzione e costanza per diventare una pianticella di vita spirituale forte e ben radicata nella vita quotidiana, conditio sine qua non per sentirsi veramente figli di Dio».

Daniel C. L. – Castellammare di Stabia (NA)

«Finalmente un campo a misura di noi catechisti!
Ebbene si, sono sei anni che sono catechista e sono sei anni che sento la mancanza di un punto di riferimento per noi educatori, un punto da cui partire o ri-partire… e sono soddisfatta di aver partecipato al campo “Catehisti on-line” organizzato dalle Figlie di San Paolo.
Sono partita da casa con alcune domande e tanta voglia di mettermi in gioco perché ho sempre sentito il bisogno di una preparazione mirata e forse è stato proprio questo a farmi vivere in pieno questa quattro giorni.
Al nostro arrivo siamo stati guidati, attraverso le dinamiche di gruppo (o è meglio dire di presentazione) ad esprimere il nostro modo di essere trasmettitori della fede e sono stata contenta di vedere anche altri modi di rapportarsi col proprio gruppo perché mi è impossibile durante l’anno confrontarmi in questo modo con altri catechisti.
Le mattine sono state dedicate alle catechesi e alle riflessioni, al deserto, e sono state fondamentali perché mi hanno portata a confrontarmi con la figura di Gesù Maestro e con le mie reali motivazioni nell’essere catechista. Utilissimi sono stati anche i momenti di condivisione perché mi hanno permesso di vedere il tutto secondo angolature che non mi sono abituali. Durante i laboratori pomeridiani mi sono sentita partecipe come singola persona in un clima di libertà e di accoglienza di qualsiasi idea da parte dei miei compagni di viaggio. Spero davvero di riuscire a trasmettere lo stesso spirito di squadra e la stessa leggerezza nel poter esprimere le proprie opinioni che ho sentito in quei giorni!
Forse proprio il mio mettermi fortemente in gioco mi ha fatto reagire positivamente ad un fattore: il numero di noi catechisti, perché il numero dei partecipanti era molto contenuto e le animatrici erano sei: due laiche, due postulanti e due suore. Questo rapporto numerico un po’ anomalo non mi è dispiaciuto per niente, anzi, secondo me ha reso tutto speciale. I tempi per riflettere, parlare e creare sono stati davvero abbondanti, cosa che forse non sarebbe avvenuta se fossimo stati 30 o 40.
Il piccolo numero non è stato un ostacolo neppure durante il laboratorio liturgico in cui suor Silvia ci ha spiegato la ragione di alcune azioni che compiamo durante la celebrazione eucaristica.  Alla fine l’abbiamo letteralmente sommersa di domande alle quali ha risposto con tranquillità e competenza, ma – e mentre lo dico mi sento un po’ egoista, lo ammetto – difficilmente sarei stata così soddisfatta se a cercare chiarimenti fossero state un numero più grande di persone. Sarebbe stato più difficile prendere la parola ed esporre i propri interrogativi.
Sono contenta di aver vissuto questo campo per tre motivi: ho ricevuto molti input su cui devo lavorare per adattarli volta per volta con le persone che ho accanto, mi sono chiarita le idee su molte cose e ho sperimentato cosa significhi mettere a frutto i propri talenti!».

Chiara L. – Salerno

«Era da tempo che attendevo  di partecipare a degli incontri formativi per catechisti, questo campo è stata una grande occasione e non me la sono lasciata sfuggire.  Tramite i vari laboratori svolti, ho avuto modo di confrontarmi con gli altri e in modo particolare di ampliare il mio bagaglio di catechista , di chiarire alcuni miei dubbi ed imparare nuovi metodi  per annunciare la  parola di Gesù. Particolarmente interessante, per me, è stato approfondire la conoscenza della Liturgia, tanto che le ore del laboratorio mi sono volate e i contenuti mi hanno aiutato a comprendere tanti piccoli particolari della Santa Messa. Spero vivamente che a questo seguano altri campi ed incontri, e consiglio ai giovani catechisti di parteciparvi.

Maria Rosaria S. – Salerno

“Amare Dio significa trovare e servire «l’uomo, l’uomo vero, l’uomo integrale»; amare l’uomo e fare il cammino con lui significa trovare Dio” (DB 161).
Questa è stata la citazione del Documento di Base della Catechesi che mi ha accompagnato in questi 4 giorni! Sono Giuseppe, un giovane napoletano 20enne. Da circa un anno sono impegnato nell’attività dell’oratorio in parrocchia, come animatore, con i ragazzi dai 9 ai 12 anni. Vivere questa esperienza di Campo Catechistico con le suore Paoline mi ha dato nuovo slancio per la mia attività parrocchiale. Tante novità, proposte, laboratori pratici e “lezioni teoriche” hanno fatto sì che potessi partire più carico per questo anno pastorale che sta iniziando.
Pensare e riflettere sul fatto che il cammino che faccio con i ragazzini che mi sono affidati può aiutarmi a trovare Dio è davvero sorprendente. Io, ragazzo 20enne, giovane del Terzo Millennio, con tutti gli impegni, le emozioni, le difficoltà che vivo e che sono parte della mia vita, sono chiamato ad annunciare ai ragazzi che mi sono affidati una Persona, Gesù Cristo cercando di renderla attuale per loro. Dio si serve anche di me per incontrare altri uomini e donne che forse non l’hanno ancora incontrato! Straordinario sì, ma questo richiede un carico non indifferente di responsabilità.
Un bella dose di carica e di energia mi è arrivata da San Paolo, nella lettura che la liturgia ci ha offerto l’ultimo giorno del campo.  “Quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono” (1Cor 1,27-28). Spero sarà il monito che mi accompagnerà in quest’anno, nei momenti più difficili di fatica e di difficoltà!

Giuseppe T. – Napoli

Buona domenica!

Cristo Gesù è venuto nel mondo
per salvare i peccatori, il primo dei quali sono io.
Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia.

Dalla lettera di san Paolo Apostolo a Timoteo
XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO -Anno C-

 

La parola a…
don Giovanni Berti

Gesù crede alle favole?
Se ascoltiamo bene le storie di Gesù scopriamo che sono vere e proprie favole.
Sono storie impossibili e per nulla concrete.
Gesù domanda ai suoi ascoltatori “Chi di voi lascerebbe le 99 pecore nel deserto per andare a cercare la pecora perduta?”. Ma nessuno, ovviamente! Non ha senso rischiare le 99 per cercarne una!
E che senso ha fare addirittura una festa se si ritrova un centesimo perso sotto il divano?
E quale padre darebbe metà dei suoi averi per vederli persi e poi riaccogliere il figlio come nulla fosse?
Le parabole di Gesù sono belle ma sono favole!
Sono possibili quasi quanto la storia di Biancaneve, di Cenerentola e di Pinocchio.

Ma Gesù crede nelle favole.
Ci crede perché proprio per questo è sceso tra gli uomini.
Gesù non solo racconta favole, ma le realizza nella sua vita, iniziando proprio a “perdere” tempo con la gente più distante e disagiata.
Gesù crede alla favola che Dio è “amore” anche se nel mondo si crede sempre meno a questa parola, ma si crede di più alla parola “economia” e alla parola “potere”.
Gesù crede così tanto all’assurdità dell’amore di Dio che è pronto anche a morire in croce, perché come Biancaneve liberata da un bacio dalla sua bara di cristallo nel bosco, non sarà lasciato solo nel sepolcro scavato nella roccia. E noi sappiamo che è risorto… Dio con il bacio del suo amore lo ha risvegliato da morte.
Essere cristiani è credere in questa favola di Dio.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Cambiare

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Buona domenica!

Sono questi i santi apostoli
che nella vita terrena
hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa:
hanno bevuto il calice del Signore,
e sono diventati gli amici di Dio.

Antifona d’ingresso
SOLENNITA’ DEI SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLO

 

La parola a…
Paolo Curtaz

Pietro e Paolo sono così diversi, così straordinariamente diversi!
Pietro è il pescatore di Cafarnao, uomo semplice e rozzo, entusiasta e irruente, generoso e fragile.
Paolo è l’intellettuale raffinato, lo zelante persecutore, il convertito divorato dalla passione.
Nulla avrebbe potuto mettere insieme due persone così diverse.
Nulla.
Solo Cristo.
Nella loro vita poche volte i due si incontrarono, a volte litigarono, si confrontarono, si richiamarono alla fedeltà. Eppure il loro comune Signore li adoperò per farli diventare le due colonne principali cui poggia l’edificio della Chiesa.
Pietro e la conservazione della fede. Paolo e l’ardore dell’annuncio, l’anarchia dello Spirito.
Difficilmente si sarebbe riusciti a mettere insieme due figure più diverse, eppure la Chiesa è così, fatta di gioiosa diversità, di dilagante ricchezza. Ed è bello e consolante, oggi, celebrare insieme due che mai, nella vita, avrebbero voluto essere ricordati insieme…
Così è la Chiesa, che oggi gioisce per questi innamorati di Dio, lieta di poter proporre ad ogni uomo lo stesso percorso di scoperta del volto del Signore Gesù.
Pietro il pescatore, Paolo l’intellettuale, le due colonne su cui poggia la nostra fede, Pietro e Paolo, le colonne della fede, ci insegnino a vivere nella tenerezza dell’appartenere alla Chiesa.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Essere & amore

 

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Angri (SA): Giornata Regionale della Gioventù

“Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”… questo il tema della GMG 2011 che vedrà milioni di giovani recarsi in Spagna per incontrare Benedetto XVI ma questo anche il tema “lanciato” durante la GRG 2010 (Giornata Regionale dei Giovani) che per noi campani si è svolta ad Angri il 2 giugno. Un pomeriggio di incontri, catechesi, preghiera, festa… che ha visto la partecipazione di circa 2000 giovani appartenenti ad associazioni, gruppi, movimenti diversi… eppure, nella diversità dei carismi, si è potuto bene sperimentare il versetto paolino “Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo” (1Cor 12,12). L’appartenenza a gruppi diversi, infatti, non ci ha impedito di sentirci tutti membra di un unico corpo: la Chiesa!
In questa dimensione ecclesiale e clima di grande famiglia, non potevamo mancare noi GEP insieme alle Figlie di San Paolo (in questo caso sr Mariangela) a cui è stato chiesto di allestire uno stand per poter promuovere, presentare, far conoscere, al pari di altri gruppi, la nostra realtà di Giovani Evangelizzatori Paolini!!!

Sin dal primissimo pomeriggio ci siamo recati in piazza Doria, ad Angri, luogo del raduno, per poter allestire il nostro magnifico stand arancione!!! Come giovani legati alle suore Paoline, non potevamo non portare con noi alcuni strumenti apostolici della comunicazione: pc, libri, schermo, proiettore, casse, dépliant… il tutto montato con grande entusiasmo e voglia di metterci in gioco perché TUTTO potesse dire chi eravamo, potesse parlare di noi! Il clima è stato quello di una grande collaborazione, non solo tra noi, ma anche con i giovani degli altri movimenti con cui non è mancato l’aiutarsi vicendevolmente per mettere su dei gazebo, che al contrario del nostro, prevedevano una laurea in ingegneria per essere montati!!! ;-P
Verso le 18.00 i giovani, provenienti dalle varie diocesi campane, dopo aver partecipato ai vari momenti di catechesi previsti, sono finalmente giunti in piazza Doria trovando, tra gli altri, noi GEP pronti, entusiasti, felici di accoglierli!!!
Per noi non poteva esserci modo migliore di dare il benvenuto se non invitando i giovani a scegliere uno degli oltre 1000 rotolini con una frase della Parola di Dio posti in un bel cestino proprio accanto alla Bibbia e all’icona di San Paolo. Volti sbalorditi, contenti, increduli… il pensiero comune, da alcuni espresso da altri taciuto con la bocca ma espresso con il viso, è stato:
WOW PROPRIO LA PAROLA ADATTA A ME IN QUESTO MOMENTO! Già, Dio ha per ognuno la parola giusta, adatta per quel preciso momento, per quella circostanza… Lui scruta e conosce i nostri pensieri, i nostri vissuti, i dubbi, le paure, le gioie sperimentate! Non è mancata comunque l’attenzione, la disponibilità e la preparazione di sr Mariangela per dare risposte più precise e mirate a chi avesse voluto saperne di più!

Tanti sono stati i dépliant distribuiti: “prontuari” con suggerimenti su come pregare, confessarsi…, altri che spiegavano qualcosa sulla Famiglia Paolina, sulle Figlie di San Paolo e sul GEP. Molti gli inviti offerti a chi ha voluto, con le info sulle attività estive proposte dalle suore Paoline, soprattutto i tanto attesi CAMPI SCUOLA per giovani, adolescenti, catechisti a cui io stessa non vedo l’ora di partecipare!
Tanti volti incontrati insomma… tante persone con cui poter chiacchierare, scambiare opinioni, pensieri, desideri… a cui dire che come GEP, desideriamo annunciare il Vangelo proprio come ha fatto San Paolo e desideriamo farlo utilizzando i vari mezzi di comunicazione così come ha suggerito il Beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina.

Molti i giovani che, interessati dal nostro cammino, hanno lasciato i propri contatti per aderire ad alcune iniziative proposte dalle Figlie di San Paolo ossia ricevere Buona Domenica (la newsletter con i commenti sul Vangelo domenicale, le novità in libreria e le iniziative paoline svolte in tutto il mondo dalle FSP), e l’SMS Vangelo, un piccolo ma importante augurio, riflessione, provocazione che a partire dal Vangelo, settimanalmente allieta le giornate di molti giovani!
Tanti coloro che si sono soffermati vicino al nostro stand per poter vedere il video proiettato sullo schermo… una serie di immagini e frasi tratte da celebri canzoni e da passi della Bibbia, quasi a dire che Dio non è poi così lontano e che ciò che è scritto nella Bibbia, “libro” per molti demodè, antico, in realtà è attualissimo e “cantato” ancora oggi!
La giornata è continuata con un momento di Adorazione Eucaristica, la cena e un concerto finale!!!

Verso fine serata non è mancata la stanchezza che però non ha preso il posto dei volti incontrati, dei sorrisi, degli abbracci, dell’allegria, dei sogni, delle speranze di ognuno.
Cosa abbiamo fatto di straordinario come GEP??? Forse tanto o forse niente, una cosa è certa: abbiamo “dato” il Vangelo o almeno ci abbiamo provato, il tutto in stile paolino. Non ci siamo risparmiati in niente, animati da un’unica volontà: annunciare il Vangelo lasciandoci accompagnare sempre dal nostro motto “A credere s’impara evangelizzando”! Tutti abbiamo dato il meglio di noi stessi anche chi non è stato fisicamente presente, c’è stato infatti chi colpito dall’influenza, da casa, ha offerto per noi e chi, non potendo esserci, per motivi di lontananza, ha pregato per noi! Insomma vicini e lontani uno per tutti e tutti per Dio.
Anche se Gesù ci insegna che dobbiamo seminare e avere pazienza perché forse non saremo noi a raccogliere i frutti seminati, in realtà qualche piccolo frutto lo abbiamo raccolto molto presto! Ancor prima che la serata finisse sono arrivati i primi sms di alcuni giovani incontrati, l’indomani alcuni si sono scritti sulla pagina di Facebook Giovani&Vangelo dedicata dalle Paoline in maniera specifica a noi giovani, altri hanno visitato il blog Cantalavita o hanno lasciato messaggi in fb.
Sono proprio contenta, contenta di aver vissuto questa esperienza, di aver potuto sperimentare un’appartenenza ecclesiale e soprattutto contenta di aver potuto dire, a tanti, che nella Chiesa, tra le varie membra ci siamo anche noi, c’è anche il GEP!!!

Dalia – Pomigliano d’Arco (NA)

Via Verità e Vita – Maggio/Giugno 2010 – Differenza di genere:una questione educativa?

L’orizzonte di un processo complesso

di Franca Feliziani Kannheiser

La frase biblica “maschio e femmina Dio li creò” (Gen 1,27) rappresenta, se letta in un’ottica educativa, l’orizzonte di un processo complesso le cui radici riportano all’origine della vita di ciascun individuo; riguarda il contesto sociale e culturale in cui ognuno cresce; chiama in gioco educatori che sanno interrogarsi sul loro rapporto con le differenze e riconoscono la necessità di rispetto autentico ed effettivo delle donne e degli uomini che compongono la Chiesa, per quanto riguarda la costruzione della loro identità, la specificità d’approccio alla realtà, lo sviluppo di un pensiero “altro” e di un’esperienza religiosa connotata anche dal proprio genere sessuale.
Se non si tiene presente tale orizzonte, ci si riduce a proporre itinerari di catechesi che soltanto superficialmente incidono sul problema, limitandosi, piuttosto, a un’operazione di facciata.

Non i bambini o i ragazzi costituiscono il soggetto della catechesi ma, le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi o, meglio ancora, quel bambino o quella bambina, quel ragazzo o quella ragazza nella sua individualità. Il fatto che ogni persona sia connotata dal suo essere uomo o donna è quanto di più evidente possa esserci; altrettanto evidente, però, è la difficoltà di tradurre in percorsi di catechesi concreti e verificabili i principi di antropologia sessuale cristiana che sono stati costantemente ribaditi dai documenti magisteriali.

Nel passato parlare della sessualità significava quasi esclusivamente richiamare al rispetto del sesto comandamento, con il risultato di creare, non raramente, un’atmosfera di pericolosità e di sospetto intorno ad essa. I catechismi dell’iniziazione cristiana ribadiscono, al contrario, una concezione integrata della sessualità.
A motivo della concezione biblica della persona umana il tema delle differenze di genere rappresenta un contenuto fondamentale della catechesi. Nella Genesi sono proprio l’uomo e la donna nella loro reciprocità e diversità ad essere immagine di Dio.

Percorsi di catechesi, che conducano a riflettere criticamente sulle differenze di genere per scoprire la ricchezza dell’essere, nei diversi ambiti di vita, uomo e donna insieme, creati a immagine di Dio, potrebbero avere i seguenti obiettivi:

  • cogliere le caratteristiche comportamentali e psicologiche che esprimono “diversità” tra ragazzo e ragazza e ricercare ciò che dà loro pari dignità;
  • saper individuarne nella propria realtà personale e in quella dei compagni gli elementi di diversità e di arricchimento reciproco che appaiono sempre più evidenti con la crescita;
  • diventare consapevoli dei molti cliché e pregiudizi sull’identità e sul ruolo dell’uomo e della donna e imparare a verificarli;
  • saper intuire nelle dinamiche interpersonali i fattori che determinano atteggiamenti di accoglienza e di rifiuto dell’altro sesso;
  • saper interrogare la Bibbia per scoprire la profondità di un progetto “due per l’unità”, insieme come immagine di Dio, cocreatori del mondo.

 

Tratto da:

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Vie per il Vangelo

Sabato 15 e domenica 16 maggio a Salerno, presso la comunità delle Figlie si San Paolo, c’è stato il settimo incontro di formazione e spiritualità per giovani dai 18 ai 30 anni: “Dio ma che lingua parli?”.
Rispetto agli altri incontri, questo aveva una particolarità in più. Il 16 maggio, infatti, Solennità dell’Ascensione, la Chiesa ha celebrato la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali e, ormai da vari anni, le Paoline di Salerno  assieme ai giovani che le frequentano, hanno scelto di vivere la notte che precede la Solennità, e quindi la Giornata delle Comunicazioni Sociali, davanti a Gesù Eucaristia e fra i numerosi giovani che popolano la notte salernitana: Adorazione ed Evangelizzazione di strada. Un connubio esplosivo!!!
Il pomeriggio di sabato 15 è trascorso preparando il materiale per il volantinaggio e per l’adorazione, ma l’unione ha fatto la forza e tutto è stato sbrigato molto velocemente. Alle 17.00 alcune nozioni spirituali e “pratiche” per i giovani evangelizzatori e alle 18.00, dopo un momento di preghiera –  e nonostante il tempo che minacciava un diluvio universale imminente – c’è stata l’uscita per il volantinaggio. Armati di ombrelli e di una carica incredibile i giovani hanno percorso in lungo e in largo Corso Vittorio Emanuele invitando i passanti, soprattutto i giovani, all’Adorazione Eucaristica che sarebbe iniziata alle 22.00 nella Parrocchia di S. Lucia in via Roma (una piccola chiesa situata nella strada della movida notturna salernitana, ricca di pub e di locali).
La pioggia minacciata, alla fine ha letteralmente inzuppato i nostri giovani in maglietta gialla (la maglia dei GEPGiovani Evangelizzatori Paolini) ma i 1000 e più volantini erano già al sicuro nelle mani di famiglie, giovani e anziani che avevano fatto capolino sul corso sperando in un momento di bel tempo. Una cena velocissima e tra una goccia di pioggia e l’altra tutti in via Roma, alla nostra ormai familiare chiesetta, per allestirla al meglio per la lunga notte di preghiera ed evangelizzazione.
Alle 22.00 è iniziata l’Adorazione Eucaristica: davanti al Maestro abbiamo pregato assieme a tutti i presenti per il mondo della Comunicazione, ed è stata preghiera di lode e di riparazione. Lode per il bene che circola nei media e riparazione per il male presente. Verso le 23.30 i giovani evangelizzatori, chiamati a coppie da don Marcello, che presiedeva l’Adorazione, baciata la Parola e con la benedizione del Signore sono usciti in strada per incontrare i loro coetanei e renderli partecipi di una bellissima notizia: c’è Qualcuno che ti vuole incontrare!!!
L’Adorazione è continuata in maniera personale fino al ritorno dei giovani evangelizzatori verso le 2.00 del mattino. Ma dalla loro partenza al loro arrivo… quanti giovani sono passati davanti al Maestro portando la loro piccola luce e la loro
preghiera, quanti si sono accostati alla Riconciliazione, quanti hanno chiesto anche solo di parlare con qualcuno che Gesù lo avesse davvero incontrato!
Un gruppetto di giovani accoglieva coloro che entravano un po’ spaesati in chiesa e un altro li accompagnava con amore all’uscita, le sorelle della comunità e molti membri della Santa Famiglia sono rimasti per la maggior parte della notte in preghiera per i giovani che evangelizzavano per strada e per quelli che entravano desiderosi di incontrare il Signore, sr Mariangela coordinava l’accoglienza e il saluto ed era disponibile per incontrare i giovani desiderosi di parlare con qualcuno, don Marcello e il parroco confessavano e ascoltavano i giovani, sr Silvia all’organo garantiva un clima di adorazione e guidava la preghiera…. il tempo si era come fermato e quando verso le 2.00 sono rientrati i giovani missionari non sembrava che fossero passate ben più di due ore. Vedere la grazia del Signore passare e toccare i cuori è sempre una cosa meravigliosa e le numerose fiammelle ai piedi del Santissimo testimoniavano che molti incontri erano avvenuti!.
L’ultima parte dell’Adorazione è stata di ringraziamento per le meraviglie che il Signore aveva compiuto e per tutti i giovani incontrati per strada e in Chiesa da tutti noi. La pioggia, che a tratti continuava a cadere nella notte non ha fermato il fiume della grazia, e l’entusiasmo e la sincerità dei giovani evangelizzatori è stata contagiosa e germe di bene, ci auguriamo, per tanti loro coetanei.
La domenica mattina la sveglia è suonata un po’ più tardi del solito per i giovani missionari, e a ragione!! Dopo una bella colazione piena ancora dei ricordi e delle avventure della notte, siamo scesi tutti in libreria per sistemare l’ambiente e per renderlo accogliente. Alle 11.00, infatti, attendevamo i “giovani della notte” al nostro incontro: Dio tra domande e risposte. Purtroppo nessun nuovo giovane  è venuto a trovarci, ma non ci è importanto molto, perché i nostri cuori erano aperti e abbiamo sperimentato, più volte ormai, che i frutti dell’evangelizzazione si scoprono con grande meraviglia durante l’anno. Ci piace condividere con voi il fatto di una ragazza, che ormai da un anno frequenta il nostro gruppo, che ci aveva conosciuti proprio durante una di queste ‘nostre’ notti. Non era venuta neppure in Chiesa, ma il volto di chi le aveva dato l’invito era rimasto impresso in lei e… il Signore ha fatto il resto, aiutato anche dai mezzi di comunicazione!!!!! =)
Nel pomeriggio, la nostra avventura si è conclusa con la S. Messa e poi sono cominciate le precipitose partenze: erano con noi infatti giovani provenienti dalla Campania, dal Lazio, dalla Puglia e dall’Abruzzo. Una bella avventura!!! E adesso ci aspetta l’ultimo incontro a giugno e… i CAMPI ESTIVI!!!!!!!!!!!!

Lasciamo la parola adesso a Iacopo, 17 anni, alla sua prima evangelizzazione di strada:

Un week-end straordinario…
Tale si è rivelato essere quello del 15 e 16 maggio trascorso presso la “casa” di Salerno delle suore Paoline, e nonostante io abbia
frequentato i loro incontri, ovvero un week-end al mese, per quasi un anno, sono rimasto impressionato positivamente dagli avvenimenti di questo week-end in particolare.
Infatti nel pomeriggio del sabato, precisamente dalle 18 alle 19, siamo scesi in strada, in corso Vittorio Emanuele, e abbiamo fatto volantinaggio. Per l’occasione tutti i presenti hanno indossato la gialla maglietta GEP e dopo esserci divisi in due gruppi abbiamo distribuito i volantini. Il fatto incredibile è che se incontravamo una persona o una coppia che proveniva dall’area coperta dall’altro gruppo la maggior parte aveva già ricevuto il volantino e ce lo mostrava, a dirla tutta “leggermente” stropicciato, come prova. Successivamente, alle nove della stessa sera, ci siamo spostati nella chiesa di S. Lucia dove divisi in tre gruppi abbiamo preparato la chiesa per l’adorazione.
Durante l’evangelizzazione tutti avevamo un compito preciso: un primo gruppo, composto da varie coppie, era in strada per invitare i giovani a partecipare all’adorazione; un secondo gruppo, posto in chiesa a una delle sue entrate, era il “gruppo di benvenuto” che doveva accogliere i giovani che avendo risposto all’invito entravano in chiesa; infine il gruppo a cui io appartenevo e che era situato sotto un padiglione esterno,  aveva il compito di chiedere ai giovani usciti dalla chiesa il numero di cellulare e l’e-mail per inviagli l’SMS Vangelo e Buona Domenica, in più ci erano stati dati anche degli inviti da distribuire a chi avessimo incontrato vicino alla chiesa e quindi allo stand coperto.
Questa è stata l’esperienza più interessante poiché il sabato sera si possono fare incontri molto vari. Infatti, oltre alle coppiette che girano per pub, ho potuto incontrare gente di ogni tipo e che, per quanto il loro aspetto potesse dire altrimenti, mi hanno ascoltato cortesemente, e anche se dopo il mio invito non sono entrati in chiesa, parecchi si sono ripresentati quasi verso l’ora di “chiusura”, intorno alle due e mezza del mattino successivo, avendo ancora in mano il segnalibro-invito. Questa nostra fatica si è infine rivelata un successo. Infatti i veterani delle passate evangelizzazioni hanno mi hanno confermato che il flusso di persone entrate nella chiesa è stato considerevole; e il sapere di aver contribuito alla buona risuscita di questa “avventura” mi riempie di soddisfazione.

Iacopo – Salerno

Vie per il Vangelo

Weekend di formazione e spiritualità
per giovani fino ai 30 anni
con le FIGLIE DI SAN PAOLO
con esperienza di

EVANGELIZZAZIONE DI STRADA!

Per tutti coloro che vogliono vivere l’esperienza di evangelizzazione
l’incontro di formazione inizierà
SABATO15 MAGGIO ore 15:00
presso la comunità delle suore Figlie di San Paolo
corso Vittorio Emanuele 111, Salerno!
Ore 22:00 a Salerno
nella CHIESA DI SANTA LUCIA (vicino lo 089)

VEGLIA EUCARISTICA

durante la quale i giovani evangelizzatori riceveranno il mandato
per andare incontro ai loro coetanei per le strade della movida salernitana.

L’incontro di formazione continuerà
DOMENICA 16 MAGGIO fino alle 18:00.

PORTARE CON SÉ:
Bibbia e quaderno personale;
lenzuola (o sacco a pelo) e asciugamani;
cena a sacco per il sabato sera
(si pernotterà nella nostra comunità a Salerno).

Per adesioni e informazioni contatta

suor mariangela paoline:

cantalavita@tiscali.it

Buona domenica!

“Vi lascio la pace, vi do la mia pace.
Non come la dà il mondo, io la do a voi”.

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 14,23-29)
VI DOMENICA DI PASQUA -Anno C-

 

La parola a…
Paolo Curtaz

“Vi do la mia pace, non come la dà il mondo”: il confine del male e del bene è nel nostro cuore, il nemico è dentro di noi, non fuori, e la prima autentica pacificazione deve avvenire nel nostro intimo con noi stessi e la nostra violenza e la nostra rabbia, la parte oscura che i discepoli chiamano “peccato”.
La pace, secondo la Parola di Gesù, è il primo dono che egli fa, risorto, apparendo agli impauriti discepoli.
Un cuore pacificato è un cuore saldo, irremovibile, che ha colto il suo posto nel mondo, che non si spaventa nelle avversità, non si dispera nel dolore, non si scoraggia nella fatica.
La scoperta di Dio, nella propria vita, l’incontro gioioso con lui, la percezione della sua bellezza, la conversione al Signore Gesù riconosciuto come Dio, suscita nel cuore delle persone una gioia profonda, sconosciuta, diversa da ogni altra gioia. È la gioia del sapersi conosciuti, amati, preziosi. E la scoperta dell’amore di Dio mi apre a scenari nuovi, inattesi: il mondo ha un destino di bene, un amorevole disegno che, malgrado la fatica della storia e dell’umanità, confluisce verso Dio. E in questo progetto io, se voglio, ho un ruolo determinante.
Scoprire il proprio destino, la propria chiamata intima, la propria vocazione, mi mette le ali, mi cambia l’umore.
Malgrado i miei limiti, le mie fragilità, le mie paure, posso amare e, amando, cambia il mondo intorno a me.
Io sono amato, tu, amico lettore, sei amato.
Insieme a Dio, se vuoi, possiamo cambiare il mondo.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Mamme & mamme

 

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