In comunione con i padri sinodali e con ogni famiglia
7° giorno
Beata la famiglia che ha occhi per vedere le povertà più nascoste,
che riesce ad ascoltare le sofferenze dei cuori,
che sa spalancare le sue porte
per accogliere e farsi prossima dei più deboli.
In comunione con i padri sinodali e con ogni famiglia
6° giorno
Beata la famiglia in cui la fedeltà è una scelta quotidiana di amore. Beati quei figli che dai gesti semplici, potranno imparare a vivere il per sempre!
In comunione con i padri sinodali e con ogni famiglia
5° giorno
Beata la famiglia che, crede in Gesù Cristo e si nutre del suo vangelo,
che sceglie, agisce, opera, cammina, vive,
lasciandosi illuminare dalle parole e dai gesti che Gesù ha compiuto.
In comunione con i padri sinodali e con ogni famiglia
4° giorno
Beata la famiglia che giorno dopo giorno è madre e padre, non trattiene i figli in gabbia, ma li accompagna verso il futuro con libertà e stima. Beata la famiglia che non mette catene, ma scioglie le ali.
In comunione con i padri sinodali e con ogni famiglia
3° giorno
Beata la famiglia che insegna e vive il linguaggio del perdono, che risponde al male con il bene, che non si arrende alla vendetta, ma percorre con determinazione vie di riconciliazione.
In comunione con i padri sinodali e con ogni famiglia
1° giorno
Beata la famiglia che ha il coraggio della tenerezza. Ogni più semplice gesto
è come un germoglio che, seminato oggi, un giorno diventerà albero capace di dare frutti buoni!
E’ una sfida lo sappiamo, ma noi vogliamo viverla!
Sarebbe più realistico parlare delle tante linee d’ombra che stanno attraversando le famiglie, sarebbe più concreto parlare delle loro difficoltà, dare voce alle tante forme di violenza che la stanno segnando, ma siccome di questo ne parlano tutti, noi non vogliamo farlo!
E voi fatelo con noi, smettiamola di mangiare terra, strisciando sui mille problemi e facciamo spiccare il volo al nostro cuore, ai pensieri, agli ideali.
La famiglia è il cuore di ogni società umana, è il grembo in cui la vita, la coscienza, la solidarietà, la tenerezza, la maturità cresce e si sviluppa. In questo crediamo e questo vorremmo far brillare in questi giorni, in cui il Sinodo rifletterà sulle sfide nuove da accogliere e da vivere.
Premessa: Fai precedere la riflessione con la lettura e la meditazione del brano tratto da 1Cor 1,22-2,5. È Paolo che scrive di sé, della sua predicazione, della potenza scandalosa della croce, di una fede non difesa da parole sapienti e discorsi convincenti, ma dalla debolezza del dono, dalla fragilità dell’essere nulla, che ognuno di noi, può infondo riconoscere anche in se stesso. Dopo aver meditato i brano, sottolinea la parola o le parole, le frasi che senti più vicine o che in qualche modo ti colpiscono in profondità
Nell’esperienza di Paolo
Paolo, l’apostolo che forse più di ogni altro ha fatto parlare di sé, è di fatto l’apostolo che più di ogni altro è vicino alla nostra esperienza. Di nessuno si legge tanto quanto di lui (basti pensare a quanto le sue lettere siano presenti nella liturgia) eppure paradossalmente è tra i più sconosciuti. Di lui spesso si parla per sentito dire, ma poco si pensa a quanto vicina alla sua, sia la nostra esperienza di Cristo.
Lui lo ha conosciuto nello stesso modo in cui ognuno di noi, oggi, potrebbe conoscerlo. Non lo ha visto percorrere le strade della Palestina, né ha visto i suoi miracoli, né ha toccato le sue mani o ascoltato la sua voce di uomo. Paolo ha conosciuto Gesù Risorto, lo stesso Gesù che oggi parla a noi.
Paolo ha sentito la sua voce: la stessa voce che oggi parla a noi.
Paolo è stato disarcionato dalle sue certezze, sconvolto dall’incontro con Lui, folgorato da colui che è la luce del mondo e che ha fatto brillare la sua vita di luce nuova… tutto questo allo stesso modo con cui, oggi, ognuno di noi può essere disarcionato da Dio, incontrato da Cristo, amato nelle imperfezioni e negli errori, nelle fatiche e nella fragilità.
«Io sono Gesù, colui che tu perseguiti». È questa la voce nuova, inaspettata, imprevista che azzera tutti i progetti del giovane e intraprendete Saulo/Paolo, aprendolo a una nuova e inaudita proposta di vita: «Alzati, vai, ti sarà detto ciò che devi fare». E Paolo va. Non più fiero e orgoglioso difensore di Dio… Paolo va, cieco: non c’è più luce. Scalzo: non c’è più certezza. Indifeso, debole, povero, piccolo ma decisamente nuovo.
Paolo ha creduto a quell’incontro, non lo ha archiviato come una delle tante esperienze intense della vita. Paolo ha vissuto e creduto: questa è stata la sua forza. Ha preso sul serio quelle parole, si è lasciato accompagnare verso il nuovo, imprevisto e indecifrabile futuro da Gesù Cristo e da quei messaggeri che, passo dopo passo, lui gli avrebbe inviato.
Oggi
Oggi Paolo, l’apostolo dell’annuncio universale ci viene incontro, ci spalanca le braccia e ci propone di imparare da lui lo stile di una risposta davvero libera e audace, che non misura, non tentenna, non risparmia. Ci propone di imparare da lui a essere
testimoni del Vangelo, di quel Vangelo che è Cristo stesso, sapienza e potenza di Dio;
testimoni di quel Vangelo che non vuole essere detto con parole sapienti, né con forza e prestigio;
testimoni di quel Cristo e del suo stile di vita che continua a essere scandalo per i credenti e follia per chi non crede;
testimoni di quella vita e di quella morte di Gesù Cristo, che scardinano ogni umana misura;
testimoni del dono infinito di Dio, che nel suo Figlio Gesù Cristo, dona se stesso.
Per questo non possiamo tacere, perché chi di noi crede in Gesù Cristo e in quel Dio Padre che Gesù ci ha rivelato non può tacere, non può attendere, non può mercanteggiare la Parola, né può trasformare la salvezza in dono per pochi.
La rivoluzione dell’amore, che Cristo ha rivelato in tutta la sua pienezza, attraverso il Sì di Paolo e di ogni apostolo nella storia, varca i confini del tempo e raggiunge ogni cuore, fino a oggi.
La rivoluzione dell’amore comunicata da Cristo fino alla follia, attraversa oggi la nostra storia personale, continua a darsi nei nostri “sì”, a fermarsi nei nostri “forse” e a morire nei nostri “no”. Passa attraverso di noi, da sempre amati per quello che siamo e oggi chiamati ad andare per annunciare l’Amore.
Da san Paolo a noi
Lasciarsi avvolgere dalla presenza di Dio, lasciarsi sconvolgere dalla sua proposta di vita, rispondere subito, senza temporeggiare, senza rimandare, senza aspettare un domani che potrebbe non esserci. L’oggi è il tempo della risposta.
Tu, come Paolo, sei disposto a dare il tutto che Dio, per la vita del mondo, chiede? Non guardarti in giro, perché c’è un Sì che solo a te è chiesto e che solo tu puoi dire.
Dalla Parola, la preghiera
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