Guarì molti che erano affetti da varie malattie. Mc 1,34
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Sei tra noi! – BUONA DOMENICA! IV Domenica Tempo Ordinario – ANNO B
Passando… – BUONA DOMENICA! III Domenica Tempo Ordinario – ANNO B
Sguardi – BUONA DOMENICA! II Domenica Tempo Ordinario – ANNO B
«Venite e vedrete» Gv 1,40
Nel Vangelo che la seconda domenica ci dona gli sguardi sembrano essere elementi centrali di tutta la vicenda. Gli uni fissano gli altri, ed è a partire da questo che si costruiscono relazioni.
Giovanni fissa lo sguardo su Gesù, e questo gli permette di indicarlo ai suoi discepoli.
Gesù si volta e osserva chi lo sta seguendo.
I due che lo seguono vedono dove quel maestro dimora, e – in particolare uno, Andrea – vanno a chiamare altri che si lasciano incuriosire dalle loro parole.
Gesù, fissa lo sguardo su Pietro e lo chiama a una vita nuova.
Sguardi…
E noi? Di che cosa riempiamo i nostri sguardi?
Chi e come guardiamo attorno a noi?
Giovanni, i discepoli, Gesù stesso guardano con attenzione e riconoscono. Giovanni e i discepoli riconoscono il messia, Gesù riconosce in chi lo segue o lo cerca quel di più da interpellare. In questo brano evangelico incontriamo sguardi capaci di profondità. Nessuno si accontenta di ciò che vede. Ognuno riesce a spingersi oltre lo scontato, oltre il visibile.
Da qui, da questa capacità di andare oltre le apparenze e dentro le situazioni, matura una vita autentica, maturano scelte consapevoli e significative. Gesù agli occhi di tutti non era altri se non un carpentiere, uno sconosciuto Galileo in terra di Giudea. Ma è la convinzione con cui Giovanni Battista lo indica ad aprire su di lui nuovi scorci. È la determinazione di due suoi discepoli nel non accontentarsi a far sì che la casa di quel Maestro girovago inizia a essere frequentata da qualche discepolo. È il passaparola di Andrea ad attirare la curiosità di Pietro, che in quell’incontro riceverà in dono un nuovo futuro.

Chi coltiva sguardi autentici, fa germogliare vita attorno a sé. E l’autenticità è propria di chi non trasferisce sugli altri le proprie ombre, di chi non scruta il mondo a partire da se stesso. L’autenticità è propria di chi sa guardare ogni persona e situazione alla luce di Dio, cogliendo quel bene che Dio stesso ha posto in ogni cosa e in ogni vita. Così, e solo così scopriremo Dio presente e all’opera tra noi, anche oggi, anche ora.
Così, e solo così saremo con lui strumenti di una nuova e più autentica umanità.
UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO
Sguardi di vita
Signore Gesù,
fissa il tuo sguardo su di noi
e chiamaci per nome.
Tiraci fuori dalle nostre routine
e invitaci a camminare con te, dietro di te.
Insegnaci a guardare il mondo in cui viviamo
in modo nuovo, scoprendo te, la tua voce,
la tua presenza, la novità che doni al mondo.
Possa il nostro sguardo
essere come quello di Giovanni e di Andrea:
capace di vedere e di riconoscere.
Perché solo chi da te si lascia incontrare
e “spostare” può raccontare ad altri
la tua bellezza, la tua vita, il tuo sguardo.
Amen.
DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 1,35-42)
In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro – dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.
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Più forte o più amato? – BUONA DOMENICA! Battesimo del Signore – ANNO B
Tra noi la Luce vera – BUONA DOMENICA! – II domenica dopo Natale
Famiglia, grembo della vita – BUONA DOMENICA! SACRA FAMIGLIA DI GESù, MARIA E GIUSEPPE
Non temete, per voi sia gioia! – BUONA DOMENICA! natale del signore
Rallegrati! – BUONA DOMENICA! IV di Avvento – ANNO B
Gioire? – BUONA DOMENICA! III di Avvento – ANNO B
«Rallegratevi. Il Signore è vicino! »
Cf. Fil 4,4.5
La liturgia, in questa terza domenica di Avvento, sembra far risuonare un unico messaggio: gioire, rallegrarsi, essere lieti. In ogni cosa rendere grazie, sottolinea l’apostolo Paolo nella seconda lettura. Ma qual è la sorgente della nostra gioia? Perché anche in situazioni attraversate da sofferenza e morte possiamo permetterci di gioire? Quando tutto attorno a noi e in noi è difficile, da dove attingiamo motivi di gratitudine? Se il futuro è incerto e poca è la luce attorno, di che cosa dovremmo rallegrarci davvero?
Ora, smettiamo per un attimo di guardare in noi stessi e di pensare alle nostre attese. Mettiamoci in ascolto della parola di Dio che la liturgia ci offre. Isaia, Paolo, Giovanni sono chiarissimi: ognuno di noi può gioire perché tra noi e per noi splende la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Il Signore della vita continua a farsi dono, rivestendoci di lui, ammantandoci di salvezza, mettendo in noi il suo stesso Spirito. Il Dio della pace continua instancabilmente a generare vita in noi e attorno a noi, anche ora, anche in questo momento… per quanto sia difficile vederlo all’opera, notare la sua azione, cogliere i segni della sua presenza operosa.
Paradossalmente la luce splende di più proprio di notte, quando tutto è più buio. Quindi se attorno a noi e dentro di noi c’è notte, allora è questo il momento in cui Colui che viene può brillare di più. E allora apriamoci! Apriamoci al Dio che sta portando novità in noi. Ma non cose, non soluzioni. Nella nostra storia personale e nella storia umana, Dio continua a offrire se stesso. La sua luce non è una fonte alternativa, una sorgente artificiale. Dio è la Luce che dona luce, donando se stesso. È la luce che disperde tenebre, che riattiva la vita, che guarisce, che libera.
La Vita – Dio stesso – si sta donando a noi, semplicemente a noi, così come siamo. Oggi. Qui. Ora.
Di questo e per questo possiamo gioire.
UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO
Io gioisco, Signore
Io gioisco, Signore,
anche se attorno a me è notte.
Io gioisco, Signore,
anche se nulla di quanto speravo è accaduto.
Io gioisco, Signore,
anche se lacrime solcano il mio cuore.
Io gioisco, Signore,
anche se la notte avvolge la storia.
Io gioisco, Signore,
anche se non c’è sorriso sulle mie labbra.
Io gioisco, Signore,
perché tu sei la Luce vera in questa notte.
Io gioisco, Signore,
perché tu vieni e liberi la vita.
Io gioisco, Signore,
perché solo di te la storia ha bisogno.
Io gioisco, Signore,
perché tu sei Colui che stiamo tutti aspettando.
Vieni, Signore della gioia!
DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 1,6-8.19-28)
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
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