Archivi categoria: don Tonino Lasconi

Buona domenica! – Ascensione del Signore – Anno A

cielo cvPerché state
a guardare il cielo?

Dagli Atti degli Apostoli (At 1,11)
ASCENSIONE DEL SIGNORE – Anno A

Il racconto degli Atti, carico della dolente nostalgia che ogni addio porta con sé, descritta mirabilmente dagli occhi dei discepoli rimasti fissi verso il cielo, rafforzato dalle bellissime rappresentazioni degli artisti, può suscitare in noi l’insoddisfazione per la mancanza di una presenza fisica di Gesù che – quella sì! – avrebbe risolto tanti nostri dubbi e problemi. Quante volte abbiamo accarezzato questo desiderio: “Se potessi incontrare Gesù vivo come i suoi discepoli…” In realtà, l’ascensione di Gesù al cielo, cioè il suo entrare con tutta la pienezza della sua esperienza umana nella dimensione divina, è la garanzia della sua presenza accanto a noi.    Continua a leggere Buona domenica! – Ascensione del Signore – Anno A

Buona domenica! – VI di Pasqua – Anno A

cover cvSe mi amate…

Dal Vangelo di Giovanni  (Gv 14,15)
VI DOMENICA di PASQUA – Anno A

Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama, afferma Gesù. Le sue parole ci ricordano prima di tutto che non si può essere suoi discepoli a parole, ma soltanto a fatti, perché: Non chi dice: Signore, Signore… (Mt 7,21). Ricordarlo ci fa bene in una società dove le parole fioccano, ma i fatti scarseggiano. volontari cvSi pensi a tutte le intemerate contro la corruzione, contro il distacco della politica dalla vita, contro la mostruosa inefficienza della burocrazia… e i fatti che ne sono scaturiti.
Queste parole, però, ci pongono anche un altro problema molto serio: serve ancora accogliere i comandamenti di Gesù – e di conseguenza: servono ancora i cristiani – in una società che ormai sembra averli metabolizzati? Sappiamo infatti che i comandamenti di Gesù si riducono, per sua espressa volontà, in uno soltanto: Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri (Gv 15,17). Bene! Mai come oggi sono numerose le associazioni che si preoccupano degli altri: telefono azzurro e rosa, medici senza frontiere, associazioni contro la fame nel mondo, contro lo sfruttamento dei bambini, contro la pena di morte e la tortura, contro il cancro e le malattie genetiche. Continua a leggere Buona domenica! – VI di Pasqua – Anno A

Buona domenica! – V di Pasqua – Anno A

camminare cvDel luogo
dove io vado,
conoscete la via…

Dal Vangelo di Giovanni  (Gv 14,4)
V DOMENICA di PASQUA – Anno A

Signore, mostraci il Padre e ci basta, esclama l’apostolo Filippo. Per comprendere il tono e il senso della sua esclamazione è necessario collocarla nel contesto. E’ la sera dell’ultima cena. Prima di uscire dal cenacolo per recarsi nell’orto degli ulivi, Gesù intrattiene i suoi amici con un lungo discorso, carico di tristezza e speranza, di richiami al tempo trascorso insieme, di accenni misteriosi a quello che sta per accadere, e a quello, ancor più misterioso, che per volontà del Padre sarebbe accaduto dopo.
Gli apostoli capiscono che, pur non potendo andare dove il Maestro sta per andare (Gv 13,33), non sarebbero stati lasciati soli, e che la loro tristezza si sarebbe trasformata in gioia (Gv 16.20). Per loro si preparano momenti difficili. Perciò sono preoccupati e frastornati. E’ da questo clima di incertezza che nasce la richiesta quasi perentoria di Filippo: “Mostraci il Padre e ci basta!”. Cioè: faccelo vedere e così capiremo tutto. Continua a leggere Buona domenica! – V di Pasqua – Anno A

Buona domenica! – Palme e Passione del Signore – Anno A

Ecce homo tiziano cvPer noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte

Acclamazione al Vangelo  (Fil 2,8-9)
  DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE– Anno A

Sono convinto che non serva commentare il racconto della passione del Signore, perché ogni parola umana toglierebbe forza alla parola di Dio. Sappiamo che prima che i vangeli fossero scritti, questo racconto era “il vangelo”: la buona notizia di fronte alla quale gli ascoltatori o si allontanavano increduli e infastiditi, o sentendosi trafiggere il cuore, esclamavano: “Cosa dobbiamo fare, fratelli?” (At 2,37). Perciò mettiamo da parte le nostre riflessioni, e impegniamoci ad ascoltarlo come se fosse la prima volta, facendolo entrare dentro di noi “come l’acqua e la neve”, nella certezza che produrrà i suoi frutti (Is 55,10).

Per un ascolto efficace è utile seguire il criterio interpretativo, suggerito da Paolo: “Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini… Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome”. discesa cvCioè la discesa verso l’umanità e la salita verso il Padre.
La “discesa” dalla natura divina alla forma umana si manifesta in tutte le righe del racconto: il tradimento di un amico (nel racconto di Matteo, Giuda ha un rilievo molto più accentuato rispetto agli altri evangelisti); la tristezza per gli amici che non sanno rimanere svegli accanto a lui; l’arresto come fosse un brigante; il tribunale beffa del sinedrio; il rinnegamento di Pietro; la folla che gli preferisce Barabba; la crocifissione in mezzo a due ladroni; il gridare “a gran voce”: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”; “il nuovo grido a gran voce” prima di spirare e toccare il fondo della discesa.
La “salita” non avviene soltanto dopo, con la risurrezione che ascolteremo nella veglia pasquale, ma anche durante lo “scendere”, perché ogni gradino dello “svuotamento della divinità” contiene in sé già il momento della salita. salire cvNella Cena emerge la grandezza del suo farsi dono anche a chi non lo capisce e lo tradisce; nell’abbandono dei suoi amici c’è la promessa che tornerà a convocarli di nuovo in Galilea; nel sinedrio smaschera una religione che finge goffamente di adorare Dio mentre ha a cuore soltanto gli interessi di coloro che la professano; davanti a Pilato mette a nudo la pericolosità del potere umano quando non è vissuto come servizio, ma come oppressione, nonché l’illusione di poter contare sulla simpatia delle folle; nello spirare in croce dà la prova suprema della coerenza alla sua scelta di obbedire al Padre, anche nella sensazione drammatica di essere stato abbandonato: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato”. Così la morte, il punto più profondo della discesa, diventa il punto più alto della salita. Infatti, “il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù” – cioè quelli i Giudei ritenevano incapaci di conoscere Dio – lo riconoscono, mentre la terra che trema, le rocce che si spezzano, il velo del tempio che si squarcia in due, i sepolcri che si aprono annunciano già che il suo sepolcro si spalancherà, e la morte sarà vinta.
Van-Dyck-Crocifissione cvLasciamoci trafiggere il cuore! Per accogliere Gesù dobbiamo seguire il suo percorso di discesa e salita: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua” (Mc 8,34).  I tentativi di salire con lui senza scendere dal nostro io portano alla religione del sinedrio, al potere di Pilato, alle folle che cambiano bandiera, ai sepolcri che rimangono chiusi e puzzolenti.
Un’ attenzione. Per la nostra sensibilità moderna, attentissima alla libertà personale, il fatto che Matteo sottolinei puntigliosamente come Gesù sia il compimento delle Scritture dei profeti potrebbe dare l’impressione che egli sia una specie di robot, programmato a subire passivamente e drammaticamente un percorso già scritto. Non è così. La corrispondenza puntuale con “le Scritture” (è impressionante come il brano di Isaia – la prima lettura – anticipa con precisione il racconto della passione) non è l’annullamento della libertà personale, ma l’affermazione della fedeltà di Gesù alla promessa liberamente fatta al Padre: “Ecco, io vengo a fare la tua volontà” (Eb 10,9). Grande messaggio per noi! Far corrispondere la nostra vita alle Scritture non è sottoporsi a un diktat che schiaccia e umilia la nostra libertà, ma la scelta libera e consapevole di realizzare la volontà di Dio: il nostro bene, la nostra risurrezione.

DON TONINO LASCONI

Buona domenica! – V del Tempo Ordinario

cover cvVoi siete il sale
della terra…

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,13)
V DOMENICA del TEMPO ORDINARIO
Anno A

“Voi siete il sale della terra. Voi siete la luce del mondo”, dichiara Gesù, dopo avere proclamato con le Beatitudini come devono vivere i suoi discepoli per essere beati. Come far brillare questa luce? Come non far diventare inutile il sale? La riposta non è difficile da trovare. La conosceva molto bene già Isaia: “Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se aprirai il tuo cuore all’affamato, se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce”.      Continua a leggere Buona domenica! – V del Tempo Ordinario

Buona domenica! – II del Tempo Ordinario – Anno A

agnus dei cv«Ecco l’agnello di Dio»

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 1,29)
  II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno A

Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Questa è forse la citazione biblica più conosciuta dai cristiani, anche quelli più digiuni di Bibbia, perché a forza di sentirla ripetere (anche se con una variante non da poco: “i peccati” invece di “il peccato”) in tutte le Sante Messe, l’hanno memorizzata. Il celebrante, infatti, la pronuncia, mostrando l’ostia consacrata, prima della Comunione. La frase è – possiamo dire – un “copyright” di Giovanni Battista, perché non trova riscontri precisi in altri brani della Bibbia. Essa può richiamare l’agnello condotto al macello di Isaia (Is 53,7), ma anche il sangue dell’agnello asperso sulle porte degli ebrei (Es 12,21-28) nella notte di Pasqua, nonché l’agnello vincitore dell’apocalisse (Ap 6,16). agnello san paolo cvSulla bocca del Battista, l’affermazione riassume tutti i diversi riferimenti: Gesù, caricando su di sé il peccato del mondo, lo sconfigge e lo annulla.

IL PECCATO DEL MONDO
Cosa sono i nostri peccati più o meno lo sappiamo, perché fin da piccoli siamo stati abituati a liste di pensieri, parole, opere, e omissioni in contrasto con i comandamenti di Dio e i precetti della Chiesa. Però il Battista non parla di peccati (e speriamo che il nuovo messale recepisca la correzione), ma di peccato del mondo. Cosa è? E’ tutto ciò che degrada l’uomo, allontanandolo da Dio e da come Dio lo ha pensato e creato. E’ la volontà delle creature di non riconoscersi tali. Continua a leggere Buona domenica! – II del Tempo Ordinario – Anno A

Buona domenica! – XXXII del Tempo Ordinario – Anno C

famiglia cvnon prendono né moglie né marito

Dal Vangelo di Luca (Lc 20,35)
XXXII DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno C

Quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito. La risposta di Gesù alla beffarda storiella dei sadducei apre un piccolo spiraglio sul come della vita eterna, un interrogativo che cimiteri e defunti cvnon scompare mai dalla nostra giusta curiosità. L’affermazione può preoccuparci, perché il pensiero che, una volta entrati nella vita eterna, tutti i rapporti vissuti in questa vita siano azzerati, e i nostri genitori, i nostri figli, i nostri compagni di viaggio siano completamente allontanati da noi, sarebbe angosciante e anche crudele. La morte, infatti, distruggerebbe ogni legame con i nostri cari, e sarebbe come se non avessimo mai vissuto. In realtà, Gesù non intende questo, ma che i risorti non prendono né moglie né marito, perché, se sono stati sposati rimangono sposati; così come se sono stati genitori, rimangono genitori; se sono stati compagni di viaggio e amici, rimangono compagni di viaggio e amici. Se è così, Continua a leggere Buona domenica! – XXXII del Tempo Ordinario – Anno C