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Speciale campi estivi (3a parte)

Castellammare di Stabia (NA): “Catechisti on line!” – Laboratorio di spiritualità e comunicazione

Dal 24 al 28 Agosto 2010 a Castellammare di Stabia (NA) si è svolto un campo di formazione per i catechisti dal titolo Catechisti on line. Le organizzatrici sono state le Figlie di San Paolo e il gruppo che ha collaborato alla realizzazione concreta del campo era composto da due suore paoline (sr Mariangela e sr Silvia), due postulanti paoline (Nikki e Veronica) e due ragazze laiche GEP (Claudia e Dalia).
Il numero dei partecipanti si è rivelato piuttosto contenuto, ma quelli che hanno detto “sì” hanno avuto la passione, il coraggio, la volontà e l’entusiasmo di mettersi in gioco; assieme alla disponibilità di cuore necessaria per accogliere ciò che era stato preparato per loro.
Il campo si è svolto così: nel primissimo pomeriggio del 24 i giovani catechisti provenienti da diverse città (Napoli, Salerno, Roma, Bologna, Castellamare) sono stati prelevati con efficienza dalla Metro, dalla stazione ferroviaria e dalla Circumvesuviana, dal nostro ‘pulmino navetta’ alle 16.00 in punto per poter dare il via ufficiale ai lavori. Dopo una piccola dinamica di conoscenza, siamo entrati immediatamente nel vivo dell’attività, infatti i catechisti sono stati invitati a creare e formulare una loro personale presentazione della durata massima di tre minuti che sarebbe stata ripresa e registrata da una telecamera per poi analizzarla e aiutare ciascuno di loro a crescere sul proprio “stile comunicativo”. Importante per un catechista, infatti, è il suo modo di porsi e di dialogare con i bambini/ragazzi/adolescenti/giovani che ha davanti, le tecniche di comunicazione che usa e il tipo di linguaggio usato rispetto proprio ai suoi “uditori”.
Abbiamo concluso la giornata con la visione di Don Milani – Il priore di Barbiana, un film sulla figura di un grande sacerdote, catechista ed educatore. È stato il nostro modello durante il campo, da lui abbiamo imparato cosa volesse esprimere con il suo “I CARE”: tutto mi sta a cuore, tutto mi interessa, e il suo motto è diventato per noi la linea rossa che ha accompagnato in ogni momento e in ogni istante le nostre giornate.
La mattina era interamente dedicata alla formazione umana e spirituale del catechista. I temi che abbiamo affrontato: “Catechesi e comunicazione: alleanze e strategie del comunicatore della fede”; “La spiritualità del catechista. La mia vita di fede: la sorgente, il modello, lo stile dell’annuncio”; “La spiritualità del catechista. Chiamato e mandato ad essere testimone”.
Invece, il pomeriggio è stato dedicato esclusivamente a tre laboratori: Rielaborazione artistico-narrativa; Immagine e video; Liturgia e catechesi. I catechisti  si sono cimentati così con nuove metodologie di comunicazione da affiancare ai metodi più tradizionali per trasmettere in maniera sempre più efficace e vitale il Vangelo. Centro delle nostre giornate la celebrazione eucaristica: fonte del nostro agire, fonte della nostra spiritualità, fonte della vita vera.
La sera del 26 Agosto abbiamo vissuto una bellissima esperienza di preghiera: una Veglia Eucaristica itinerante. Il Signore aspettava veramente a braccia aperte i suoi catechisti che ha chiamato a sé ognuno con il proprio nome per mandarli ad essere nel mondo annunciatori della sua Parola che salva.
Ovviamente non è mancato il gioco, lo stare insieme in allegria e il divertimento concretizzatosi anche in una bellissima passeggiata sul lungomare di Castellammare.
Sabato 28 ci siamo salutati portandoci via la consapevolezza di essere stati chiamati ad essere testimoni di un Vangelo che ancora oggi parla, di essere dei cristiani alla ricerca di nuove strategie per rendere attuale e comprensibile la Parola a tutti, di essere dei catechisti capaci di radicare la propria fede sullo studio, sulla formazione e sul dialogo profondo con Dio.
Amati, chiamati e mandati ad essere delle piccole scintille di un grande fuoco che è l’amore di Gesù Cristo per ognuno di noi. (cf)

La parola ad alcuni dei partecipanti:

«Per me è stata la prima esperienza di campo e quindi non posso fare confronti e differenze, auspicare migliorie o addirittura sottolineare peggioramenti… posso solo dire che è stata un’esperienza importante. Ciò che mi ha colpito in positivo sono stati i laboratori pomeridiani, dove tutti contribuivamo dando del nostro, partendo dal come fare una cosa e realizzandola step dopo step. Alla base di questo c’era un sano spirito costruttivo e la voglia di fare insieme, di mettersi in gioco con le proprie idee e… l’ambiente riusciva davvero a coinvolgerci essendo positivo, aperto e “comunicativo”.
Il campo è stato una sorta di riscoperta di una vita spirituale che deve crescere in ognuno, come un piccolo seme che per diventare pianta ha bisogno di cure, attenzione e costanza per diventare una pianticella di vita spirituale forte e ben radicata nella vita quotidiana, conditio sine qua non per sentirsi veramente figli di Dio».

Daniel C. L. – Castellammare di Stabia (NA)

«Finalmente un campo a misura di noi catechisti!
Ebbene si, sono sei anni che sono catechista e sono sei anni che sento la mancanza di un punto di riferimento per noi educatori, un punto da cui partire o ri-partire… e sono soddisfatta di aver partecipato al campo “Catehisti on-line” organizzato dalle Figlie di San Paolo.
Sono partita da casa con alcune domande e tanta voglia di mettermi in gioco perché ho sempre sentito il bisogno di una preparazione mirata e forse è stato proprio questo a farmi vivere in pieno questa quattro giorni.
Al nostro arrivo siamo stati guidati, attraverso le dinamiche di gruppo (o è meglio dire di presentazione) ad esprimere il nostro modo di essere trasmettitori della fede e sono stata contenta di vedere anche altri modi di rapportarsi col proprio gruppo perché mi è impossibile durante l’anno confrontarmi in questo modo con altri catechisti.
Le mattine sono state dedicate alle catechesi e alle riflessioni, al deserto, e sono state fondamentali perché mi hanno portata a confrontarmi con la figura di Gesù Maestro e con le mie reali motivazioni nell’essere catechista. Utilissimi sono stati anche i momenti di condivisione perché mi hanno permesso di vedere il tutto secondo angolature che non mi sono abituali. Durante i laboratori pomeridiani mi sono sentita partecipe come singola persona in un clima di libertà e di accoglienza di qualsiasi idea da parte dei miei compagni di viaggio. Spero davvero di riuscire a trasmettere lo stesso spirito di squadra e la stessa leggerezza nel poter esprimere le proprie opinioni che ho sentito in quei giorni!
Forse proprio il mio mettermi fortemente in gioco mi ha fatto reagire positivamente ad un fattore: il numero di noi catechisti, perché il numero dei partecipanti era molto contenuto e le animatrici erano sei: due laiche, due postulanti e due suore. Questo rapporto numerico un po’ anomalo non mi è dispiaciuto per niente, anzi, secondo me ha reso tutto speciale. I tempi per riflettere, parlare e creare sono stati davvero abbondanti, cosa che forse non sarebbe avvenuta se fossimo stati 30 o 40.
Il piccolo numero non è stato un ostacolo neppure durante il laboratorio liturgico in cui suor Silvia ci ha spiegato la ragione di alcune azioni che compiamo durante la celebrazione eucaristica.  Alla fine l’abbiamo letteralmente sommersa di domande alle quali ha risposto con tranquillità e competenza, ma – e mentre lo dico mi sento un po’ egoista, lo ammetto – difficilmente sarei stata così soddisfatta se a cercare chiarimenti fossero state un numero più grande di persone. Sarebbe stato più difficile prendere la parola ed esporre i propri interrogativi.
Sono contenta di aver vissuto questo campo per tre motivi: ho ricevuto molti input su cui devo lavorare per adattarli volta per volta con le persone che ho accanto, mi sono chiarita le idee su molte cose e ho sperimentato cosa significhi mettere a frutto i propri talenti!».

Chiara L. – Salerno

«Era da tempo che attendevo  di partecipare a degli incontri formativi per catechisti, questo campo è stata una grande occasione e non me la sono lasciata sfuggire.  Tramite i vari laboratori svolti, ho avuto modo di confrontarmi con gli altri e in modo particolare di ampliare il mio bagaglio di catechista , di chiarire alcuni miei dubbi ed imparare nuovi metodi  per annunciare la  parola di Gesù. Particolarmente interessante, per me, è stato approfondire la conoscenza della Liturgia, tanto che le ore del laboratorio mi sono volate e i contenuti mi hanno aiutato a comprendere tanti piccoli particolari della Santa Messa. Spero vivamente che a questo seguano altri campi ed incontri, e consiglio ai giovani catechisti di parteciparvi.

Maria Rosaria S. – Salerno

“Amare Dio significa trovare e servire «l’uomo, l’uomo vero, l’uomo integrale»; amare l’uomo e fare il cammino con lui significa trovare Dio” (DB 161).
Questa è stata la citazione del Documento di Base della Catechesi che mi ha accompagnato in questi 4 giorni! Sono Giuseppe, un giovane napoletano 20enne. Da circa un anno sono impegnato nell’attività dell’oratorio in parrocchia, come animatore, con i ragazzi dai 9 ai 12 anni. Vivere questa esperienza di Campo Catechistico con le suore Paoline mi ha dato nuovo slancio per la mia attività parrocchiale. Tante novità, proposte, laboratori pratici e “lezioni teoriche” hanno fatto sì che potessi partire più carico per questo anno pastorale che sta iniziando.
Pensare e riflettere sul fatto che il cammino che faccio con i ragazzini che mi sono affidati può aiutarmi a trovare Dio è davvero sorprendente. Io, ragazzo 20enne, giovane del Terzo Millennio, con tutti gli impegni, le emozioni, le difficoltà che vivo e che sono parte della mia vita, sono chiamato ad annunciare ai ragazzi che mi sono affidati una Persona, Gesù Cristo cercando di renderla attuale per loro. Dio si serve anche di me per incontrare altri uomini e donne che forse non l’hanno ancora incontrato! Straordinario sì, ma questo richiede un carico non indifferente di responsabilità.
Un bella dose di carica e di energia mi è arrivata da San Paolo, nella lettura che la liturgia ci ha offerto l’ultimo giorno del campo.  “Quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono” (1Cor 1,27-28). Spero sarà il monito che mi accompagnerà in quest’anno, nei momenti più difficili di fatica e di difficoltà!

Giuseppe T. – Napoli

RAGAZZI & DINTORNI – Settembre 2010 – Dossier Spirito Santo

 

DICE LO SPIRITO SANTO… Lettera aperta ai ragazzi di oggi

di Fausto Negri

Carissimo, perché ti è così difficile capire «Chi Sono Io»?
(Scusa le maiuscole, ma mi sembrano più che mai opportune).
Io Sono lo Spirito di Gesù e vivo con lui e con Dio Padre.

Io Sono come l’aria: forse sfuggo alla tua percezione immediata perché agisco nel silenzio e costruisco senza fare rumore.
Mi manifesto attraverso le azioni che compio e, perciò, soltanto prestando attenzione agli effetti del mio agire tu potrai percepire la mia presenza.

Pensa al vento. C’è qualcosa di più libero? Non accetta ordini, non puoi inscatolarlo, non puoi imbavagliarlo.
Il vento non sta mai fermo: impedisce all’acqua dei laghi di imputridire, spinge le barche al largo.
Al vento
piace fare gli scherzi: rivolta gli ombrelli, scompiglia i capelli e fa volare via i cappelli… Nessuno può vantarsi di possedermi (come si fa a stringere in pugno il vento?).
Nessun tempo e nessun luogo è privo della mia attiva presenza.
Sono presente nella fedeltà dei maomettani, nella verità dei buddisti, nella spiritualità degli indù, nella rettitudine dei non credenti.
Sono presente nella creatività degli artisti, nelle scoperte degli scienziati, nelle parole dei poeti, in ogni persona che ha in sé un autentico desiderio di cielo e di bellezza.
Per quanto tesa, la vela da sola non basta per far avanzare la barca. Occorre il vento.
Se però la vela non è tesa, anche il vento più favorevole non farà nulla. E poi c’è il timone per tenere la rotta.
Ma nemmeno il timone da solo può fare nulla.
Quando il vento soffia sulla vela ben tesa, tu hai ancora la grande responsabilità di guidare la barca con il timone.
Navigare è un gioco di alleanza tra vento, vela e timone.
Io
Sono l’ossigeno della tua esistenza; come l’aria che, se manca, muori di asfissia.

Accoglimi senza barriere e resistenze. Se diventerai permeabile al mio soffio, riuscirai nella difficile impresa della libertà e non concederai a nessuno potere sulla tua esistenza.
Chiamami!
Bastano queste semplici parole: «Vieni, Santo Spirito, raddrizza in me ciò che è rigido e regalami i tuoi santi doni».
Ricorda!
Senza di me non puoi andare lontano né puoi raggiungere nuovi porti. Io Sono sempre con te. Non essere tu da un’altra parte…

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Settembre dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Settembre 2010: La persona al centro

Chiamati a nascere da Acqua e da Spirito

di Emilio Salvatore

 

Sei battezzato,
Dio ti guarda con amore di Padre.
Gesù ti unisce a sé e alla sua Chiesa.
Lo Spirito Santo abita in te.
Dio ha tante cose da rivelarti e da chiederti.
Nella Chiesa cresciamo insieme, piccoli e grandi.
Ciascuno ha i suoi doni da offrire agli altri.
Lo Spirito Santo dà a tutti la forza di amare.
Insieme camminiamo con Gesù verso il Padre.


L’ itinerario di quest’anno è impegnativo: si tratta di far capire ai fanciulli quello che «essi già sono» e, in parte, sperimentano dopo il battesimo, e che maturerà con gli altri sacramenti dell’iniziazione cristiana.
Si predilige oltre la base biblica, la mistagogia, ossia la riflessione sul significato liturgico dei sacramenti.
Fondamentale è la connessione tra parola di Dio e liturgia, altrettanto significativa è la relazione tra l’esperienza simbolica di alcuni elementi del rito (acqua, olio, pane e vino) e la dimensione spirituale, soprannaturale con cui essi sono assunti e il rapporto tra chiesa domestica (genitori, fratelli, nonni, ecc.) e la comunità ecclesiale.

L’anno catechistico ricomincia e il catechista riprende in mano il catechismo Io sono con voi. Da dove si riparte? Dal taglio del nastro, dalla partenza per eccellenza: il battesimo.

Gli obiettivi principali sono:
• aiutare i fanciulli a comprendere e interiorizzare il battesimo come l’inizio della propria storia di relazione con il Padre;
• far riflettere sulla vita sacramentale, soprattutto sulla grazia del battesimo, iniziando ai segni liturgici;
• invitare alla riscoperta della dignità filiale che è già attiva e operante.


Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Settembre di Catechisti Parrocchiali

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Speciale campi estivi (1a parte)

Paestum – Capaccio (SA): “Felicità cercasi” – Campo scuola con i figli della Santa Famiglia

Dal 15 al 18 luglio 2010 si sono svolti, a Paestum (SA), gli Esercizi Spirituali annuali per le coppie dell’Istituto Santa Famiglia, uno dei dieci rami della Famiglia Paolina. Con loro erano presenti anche i figli e, per quelli dai 12 ai 18 anni, la proposta delle Figlie di San Paolo è stata quella di vivere, in parallelo, un campo scuola pensato e preparato appositamente per loro!!!
Animato da suor Mariangela Tassielli (fsp) e Dalia Mariniello (una dei GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini), il campo ha avuto come tema: Felicità cercasi! Un viaggio alla ricerca della felicità attraverso momenti di catechesi, riflessione, preghiera… il tutto organizzato come “un grande gioco” durato tre giorni; con squadre, punti da conquistare, sfide da vincere, prove da superare… mettendo in gioco se stessi, i propri talenti, le proprie capacità e collaborando con gli altri, appartenenti alla propria squadra e non!!! Sì perché una delle particolarità di questo grande gioco è stata che anche l’attenzione, la collaborazione, l’aiuto “offerte” ai propri “rivali”, permettevano di conquistare punti!!!
I giovani partecipanti hanno dimostrato subito la voglia di mettersi in gioco, di superare sé stessi, di collaborare, di aiutarsi, di restare aperti per apprendere da tutti, di ascoltare tutti, perché ognuno ha la sua ricchezza da poter donare agli altri… ma bisogna essere disposti ad accoglierla!!!
Dapprima le dinamiche/giochi di conoscenza hanno permesso ai ragazzi di conoscersi un pochino comunicandosi non solo i propri nomi e le provenienze ma anche i propri desideri, i propri sogni!!! La ricerca della felicità ha avuto inizio con un’asta, in cui, ad essere in vendita, erano dei valori/mattoni utili per costruire la propria casa della felicità!!! Mattoni più importanti da mettere come fondamenta e valori magari meno importanti ma comunque utili per costruire una casa. Ultimo mattone, conquistato superando delle prove, è stato quello del tetto con su scritto il valore dei valori: SE STESSI!!! Siamo noi il valore dei valori, noi con i nostri pregi e i nostri difetti, con la nostra unicità! Noi siamo l’ingrediente segreto di qualcosa di speciale che è la nostra vita… questa la conclusione a cui si è giunti anche attraverso la visione del film Kung Fu Panda.
La felicità, come tesoro da trovare, è stata simbolicamente cercata anche attraverso una divertente Caccia al tesoro che ha visto tutti i partecipanti seriamente impegnati e pronti a collaborare!!! L’ultima prova ha portato i ragazzi in una stanza con al centro uno scrigno, la Parola di Dio, una lampada, una veste bianca battesimale… attorno a cui è stato vissuto un importante momento durante il quale, i ragazzi chiamati per nome e segnati con la croce, sono stati simbolicamente “battezzati a nuova vita”, ricevendo per l’occasione anche un bracciale con un nome nuovo (FIDUCIA, BONTÀ, PERDONO…). Un “battesimo” particolare per impegnarsi nel rinascere valorizzandosi, apprezzandosi!!!
Alla felicità magari un po’ più “materiale” ma non certo superflua, hanno contribuito anche due escursioni: una ai templi di Paestum e l’altra alle grotte di Castelcivita in cui, oltre ad ammirare le bellezze naturali, si è potuto godere di un po’ di fresco!!!
Il campo si è concluso con Nutella party e cocomerata… e oltre a nuovi compagni, tante risate, giochi, incontri… ognuno ha portato a casa, oltre al premio vinto e una “lettera di Dio”, l’ingrediente segreto da inserire nella ricetta della propria felicità: essere sé stessi, credere in ciò che si è, valorizzarsi e fare dei propri limiti i propri punti di forza. Ognuno è unico e prezioso agli occhi di Dio, un Dio che è lì ad aspettare ognuno a braccia aperte!
(D.M.)

La testimonianza di una giovane partecipante:

«Mi chiamo Enrica e sono una ragazza di 16 anni. Vivo a Veglie (LE). I miei genitori sono una coppia appartenente all’Istituto Santa Famiglia e come ogni anno in estate vanno a trascorrere quattro giorni di Esercizi Spirituali all’insegna della preghiera, della riflessione e della condivisione. È proprio grazie alla mia famiglia che ho vissuto una delle esperienze più belle, costruttive e toccanti della mia vita. Sì perché anche quest’anno parallelamente al corso per le famiglie è stato organizzato anche un campo per i loro figli guidato da suor Mariangela e Dalia a Capaccio – Paestum dal 15 al 18 luglio. Appena arrivati nella struttura, dopo il nostro viaggio caratterizzato da un caldo cocente, siamo stati avvolti da un abbraccio accogliente e premuroso, che non potrò mai dimenticare, da parte delle nostre animatrici.
Il nostro primo appuntamento insieme era alle 17,00. Pian piano ho visto  arrivare i ragazzi con cui dovevo condividere il mio tempo, le mie capacità, le mie energie… alcuni li avevo già conosciuti l’anno scorso a Pacognano, altri invece li vedevo per la prima volta… così dentro di me cresceva la voglia di conoscere nuovi amici e stare bene con loro. Dalia e suor Mariangela ci hanno insegnato vari giochi perché conoscessimo bene tutti i nomi e perché no anche qualcosa di più.  Poi siamo stati divisi in due squadre di cui abbiamo scelto noi i nomi: la squadra delle Aquile, composta da Ermanno, Giacomo, Tecla, Stefano, Eva e me; e la squadra delle Tigri, composta da Silvia, Ferdinando, Mariapia, Gennaro,Laura e Francesco. E’ stata proprio questa divisione in squadre a sancire l’inizio di una gara un po’ particolare che è durata fino a domenica mattina e in cui aveva la meglio non chi imbrogliava o chi pensava solo alla propria squadra ma chi piuttosto cercava di collaborare insieme con l’altra parte e di volerle ancora più bene. Così tra giochi, divertimento, attività ed uscite è nata tra di noi una grande complicità e lentamente prendeva forza un’amicizia vera fatta di piccoli gesti molto significativi.
Ci sono state anche due escursioni. La prima a Paestum e la seconda alle grotte di Castelcivita. È stata la prima volta in cui ho potuto ammirare con i miei occhi  templi che fino a poco tempo fa avevo sempre visto solo in foto, stampati sui miei libri di storia.
Oltre all’amicizia con tutti i ragazzi, quello che mi è rimasto impresso di quest’esperienza è stata la premura di suor Mariangela e di Dalia che hanno messo tutto a nostra disposizione dandoci tanta fiducia. Mi sono rimaste nel cuore le parole di sr Ma’ [sr Mariangela ndr] che ci ha dato tanti consigli sulla vita e soprattutto ricordo bene il suo invito ad apprezzare ogni cosa che il Signore ci ha donato, perché tutto anche quello che ai nostri occhi può sembrare insignificante è un suo immenso dono.
Poi, mi ha colpito una cosa che non avevo molto valutato prima: si può imparare qualcosa da qualsiasi persona e la cosa importante è vedere il bello che c’è in ognuno e non solo i suoi difetti e infine una realtà che le nostre animatrici ci hanno fatto capire attraverso la visione del film “Kung Fu Panda”: CREDERE IN NOI STESSI.
Forse nella vita, io mi sono sempre preoccupata di scoprire, senza riuscirci, quell’”ingrediente” che mi mancava per essere veramente felice o per ottenere qualcosa a cui tenevo tanto. Solo grazie a quest’esperienza ho capito che in realtà non esiste una ricetta, non c’è nessun ingrediente segreto. Le uniche cose indispensabili sono le mie capacità… e anche i miei difetti possono aiutarmi a perseguire i miei scopi. C’ è una frase che le nostre educatrici hanno scritto su un cartellone e che mi rimarrà sempre impressa: “Tu sei il solo tesoro, tu sei unico e prezioso” e assieme a queste parole ci hanno consegnato anche una lettera personalizzata da parte di… Dio!!!”. È stato un momento indimenticabile: eravamo seduti per terra davanti alla parola di Dio e ognuno di noi ricevendo la pergamena metteva vicino alla Bibbia una piccola luce.
L’ultimo giorno si è svolta la caccia al tesoro. Questa ha stabilito come squadra vincente quella delle Aquile. Poi le due squadre si sono recate in una stanza dove al centro c’era un grande scrigno. Abbiamo vissuto un emozionante momento di preghiera fatto di gesti piccoli ma toccanti. Prima la consegna di un premio per entrambe le squadre poi, ognuno doveva andare da sr Ma’ per farsi ungere con dell’olio in segno di benedizione e poi da Dalia che legava al nostro braccio un nastrino bianco sul quale era scritto un dono che Gesù ci consegnava. Questo  momento che ricordava un po’ il nostro Battesimo ed è stato uno dei più commoventi.
Salutando uno per uno i miei amici e le mie educatrici pensavo dentro di me a come mi avessero aiutata quei giorni a guardare la vita da un’altra prospettiva… quella dell’AMORE VERO».

Enrica – Veglie (LE)

La vita come risposta – alias “Dio ma che lingua parli”/8

Ottavo incontro di spiritualità e formazione per giovani… e non solo

E anche quest’anno siamo arrivati all’ultimo incontro del cammino di spiritualità e formazione il cui tema per il 2009-2010 era Dio ma che lingua parli? tenuto dalle Figlie di San Paolo a Napoli, Salerno e… ovunque ci abbia portato l’annuncio della Parola, l’amicizia e il servizio. Quasi dieci mesi insieme tra incontri mensili e campi di Natale e di Pasqua. Un bel pezzo di strada fatto con il Signore, tra momenti lieti e momenti di fatica, tra momenti di impegno concreto e momenti più “leggeri”… incontri che hanno rispecchiato la nostra vita e che per questo, benché condivisi da tutti, sono stati come “personalizzati”. La Parola ha sempre parlato ad ognuno di noi: quella spezzata, spiegata e resa laboratoriale da sr Mariangela e quella cantata e fatta vivere liturgicamente da sr Silvia. Nel cuore sorge spontaneo il grazie per entrambe, poi per sr Tonia che è stata con noi per qualche incontro e per le varie comunità delle Figlie di San Paolo che ci hanno accolti in quest’anno, in primis quelle di Salerno e di Napoli (Capodimonte). Un grazie anche a ciscuno di noi che ha partecipato, tanti volti, tante storie, tante provenienze, un solo cuore e un solo spirito. Che bello sperimentare l’essere Chiesa! Siamo diversi, ma il Signore ci unisce e ci manda… perché ci è difficile tenere solo per noi quello che abbiamo ricevuto.
Quest’ultimo incontro lo abbiamo vissuto a Roma, nella comunità FSP di via Castro Pretorio il 26 – 27 giugno. Il tema specifico era: La vita come risposta. E riflettere sul Vangelo di Luca (Lc 9, 51-62) come ce lo proponeva la liturgia domenicale nel contesto di una Professione Perpetua, di un Rinnovo e della nostra stessa vita che è e deve comunque essere una risposta a quello che il Signore chiede è stato molto molto particolare e ha scavato dentro.
Il motivo principale della nostra trasferta romana è stato proprio l’essere vicini a sr Tonia (che conosciamo bene) e sr Chiara nel giorno della loro Professione Perpetua (ovvero, nel giorno in cui hanno detto SI al Signore impegnandosi “per tutta la vita”), ma una felice coincidenza ha voluto che nello stesso giorno abbiamo potuto celebrare con sr Silvia la sua quarta rinnovazione annuale dei voti. Veramente tanti motivi per gioire, per riflettere e per… esserci. Tutto è cominciato nel primo pomeriggio di sabato 26, quando siamo “sbarcati” dal treno alla Stazione Termini, ad attenderci una GEP romana e la vicinissima Comunità delle Figlie.
Dopo un allegro “pit stop” anti-afa e una veloce esplorazione dei nuovi ambienti ci siamo messi al lavoro per organizzare al meglio la veglia di preghiera eucaristica per le due sorelle che il giorno dopo avrebbero fatto la Professione Perpetua e anche per portare a termine alcuni simpatici gadgets che ci sarebbero stati utili per un’animazione post-celebrazione un po’ più… ehm… goliardica ai danni delle due suore ormai “forever” =D Verso le 19.15 ci siamo spostati in Via Antonino Pio, presso la comunità FSP Divina Provvidenza, dove abbiamo preparato la cappella per la Veglia Eucaristica che è iniziata verso le 20.45 e a cui hanno partecipato oltre a sr Tonia e sr Chiara, che hanno fatto anche la loro testimonianza vocazionale, numerose Figlie di San Paolo provenienti da tutte le comunità di Roma. Un’ora abbondante di preghiera in compagnia di San Paolo (e come poteva essere diversamente?) e di Gesù Eucaristia. Numerosi i momenti di commozione e di sentito ringraziamento al Signore per la vita e la storia di ognuno di noi. Dio ama abitare nelle nostre notti per… riempirle di luce. Basta aprirgli la porta del nostro cuore! Dopo la veglia una cenetta arrangiata ma simpatica alla Divina Providenza con la gradita compagnia di sr Dina, la superiora della comunità e poi…. un magnifico giro, non proprio previsto, di Roma by night con tanto di gelato. Ci voleva proprio.

La sveglia comunque non si è fatta attendere al mattino ed abbiamo vissuto un momento tutto nostro di preghiera ed approfondimento della Parola che si è prolungato con uno spazio di meditazione personale e la possibilità di accostarci al sacramento della Riconciliazione. Alle 11.30 è poi iniziata la S. Messa dove sr Silvia ha rinnovato i suoi voti annuali e a seguire pranzo di festa con tutta la Comunità FSP di Castro Pretorio. Un bel momento. Ma il pomeriggio incalzava e alle 16.00 sarebbe iniziata la S. Messa solenne di Professione Perpetua. Con un’organizzazione impeccabile nonostante qualche ritardo non calcolato siamo arrivati al Santuario Regina Apostolorum in tempo per sistemare i nostri “gadgets” post-professione e abbiamo poi partecipato alla solenne liturgia assieme a tantissime Figlie di San Paolo (il santuario aveva una tonalità decisamente avion [ndr. Il colore della divisa delle FSP]) e a numerosi membri della Famiglia Paolina. A seguire il rinfresco, con momenti di festa e di allegra confusione… abbiamo visto sr Tonia e sr Chiara esauste ma felici e… alla fine è arrivato il momento di ripartire. Un bel fine settimana e una bella fine del nostro anno insieme. Adesso ci sono i campi estivi… e si apre una nuova pagina.

E voi che fate questa estate? Consigliamo ‘vivamente’ un giro sulla pagina Iniziative per vedere tutte le proposte estive. W l’estate!!!!!!!!!!!

Angri (SA): Giornata Regionale della Gioventù

“Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”… questo il tema della GMG 2011 che vedrà milioni di giovani recarsi in Spagna per incontrare Benedetto XVI ma questo anche il tema “lanciato” durante la GRG 2010 (Giornata Regionale dei Giovani) che per noi campani si è svolta ad Angri il 2 giugno. Un pomeriggio di incontri, catechesi, preghiera, festa… che ha visto la partecipazione di circa 2000 giovani appartenenti ad associazioni, gruppi, movimenti diversi… eppure, nella diversità dei carismi, si è potuto bene sperimentare il versetto paolino “Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo” (1Cor 12,12). L’appartenenza a gruppi diversi, infatti, non ci ha impedito di sentirci tutti membra di un unico corpo: la Chiesa!
In questa dimensione ecclesiale e clima di grande famiglia, non potevamo mancare noi GEP insieme alle Figlie di San Paolo (in questo caso sr Mariangela) a cui è stato chiesto di allestire uno stand per poter promuovere, presentare, far conoscere, al pari di altri gruppi, la nostra realtà di Giovani Evangelizzatori Paolini!!!

Sin dal primissimo pomeriggio ci siamo recati in piazza Doria, ad Angri, luogo del raduno, per poter allestire il nostro magnifico stand arancione!!! Come giovani legati alle suore Paoline, non potevamo non portare con noi alcuni strumenti apostolici della comunicazione: pc, libri, schermo, proiettore, casse, dépliant… il tutto montato con grande entusiasmo e voglia di metterci in gioco perché TUTTO potesse dire chi eravamo, potesse parlare di noi! Il clima è stato quello di una grande collaborazione, non solo tra noi, ma anche con i giovani degli altri movimenti con cui non è mancato l’aiutarsi vicendevolmente per mettere su dei gazebo, che al contrario del nostro, prevedevano una laurea in ingegneria per essere montati!!! ;-P
Verso le 18.00 i giovani, provenienti dalle varie diocesi campane, dopo aver partecipato ai vari momenti di catechesi previsti, sono finalmente giunti in piazza Doria trovando, tra gli altri, noi GEP pronti, entusiasti, felici di accoglierli!!!
Per noi non poteva esserci modo migliore di dare il benvenuto se non invitando i giovani a scegliere uno degli oltre 1000 rotolini con una frase della Parola di Dio posti in un bel cestino proprio accanto alla Bibbia e all’icona di San Paolo. Volti sbalorditi, contenti, increduli… il pensiero comune, da alcuni espresso da altri taciuto con la bocca ma espresso con il viso, è stato:
WOW PROPRIO LA PAROLA ADATTA A ME IN QUESTO MOMENTO! Già, Dio ha per ognuno la parola giusta, adatta per quel preciso momento, per quella circostanza… Lui scruta e conosce i nostri pensieri, i nostri vissuti, i dubbi, le paure, le gioie sperimentate! Non è mancata comunque l’attenzione, la disponibilità e la preparazione di sr Mariangela per dare risposte più precise e mirate a chi avesse voluto saperne di più!

Tanti sono stati i dépliant distribuiti: “prontuari” con suggerimenti su come pregare, confessarsi…, altri che spiegavano qualcosa sulla Famiglia Paolina, sulle Figlie di San Paolo e sul GEP. Molti gli inviti offerti a chi ha voluto, con le info sulle attività estive proposte dalle suore Paoline, soprattutto i tanto attesi CAMPI SCUOLA per giovani, adolescenti, catechisti a cui io stessa non vedo l’ora di partecipare!
Tanti volti incontrati insomma… tante persone con cui poter chiacchierare, scambiare opinioni, pensieri, desideri… a cui dire che come GEP, desideriamo annunciare il Vangelo proprio come ha fatto San Paolo e desideriamo farlo utilizzando i vari mezzi di comunicazione così come ha suggerito il Beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina.

Molti i giovani che, interessati dal nostro cammino, hanno lasciato i propri contatti per aderire ad alcune iniziative proposte dalle Figlie di San Paolo ossia ricevere Buona Domenica (la newsletter con i commenti sul Vangelo domenicale, le novità in libreria e le iniziative paoline svolte in tutto il mondo dalle FSP), e l’SMS Vangelo, un piccolo ma importante augurio, riflessione, provocazione che a partire dal Vangelo, settimanalmente allieta le giornate di molti giovani!
Tanti coloro che si sono soffermati vicino al nostro stand per poter vedere il video proiettato sullo schermo… una serie di immagini e frasi tratte da celebri canzoni e da passi della Bibbia, quasi a dire che Dio non è poi così lontano e che ciò che è scritto nella Bibbia, “libro” per molti demodè, antico, in realtà è attualissimo e “cantato” ancora oggi!
La giornata è continuata con un momento di Adorazione Eucaristica, la cena e un concerto finale!!!

Verso fine serata non è mancata la stanchezza che però non ha preso il posto dei volti incontrati, dei sorrisi, degli abbracci, dell’allegria, dei sogni, delle speranze di ognuno.
Cosa abbiamo fatto di straordinario come GEP??? Forse tanto o forse niente, una cosa è certa: abbiamo “dato” il Vangelo o almeno ci abbiamo provato, il tutto in stile paolino. Non ci siamo risparmiati in niente, animati da un’unica volontà: annunciare il Vangelo lasciandoci accompagnare sempre dal nostro motto “A credere s’impara evangelizzando”! Tutti abbiamo dato il meglio di noi stessi anche chi non è stato fisicamente presente, c’è stato infatti chi colpito dall’influenza, da casa, ha offerto per noi e chi, non potendo esserci, per motivi di lontananza, ha pregato per noi! Insomma vicini e lontani uno per tutti e tutti per Dio.
Anche se Gesù ci insegna che dobbiamo seminare e avere pazienza perché forse non saremo noi a raccogliere i frutti seminati, in realtà qualche piccolo frutto lo abbiamo raccolto molto presto! Ancor prima che la serata finisse sono arrivati i primi sms di alcuni giovani incontrati, l’indomani alcuni si sono scritti sulla pagina di Facebook Giovani&Vangelo dedicata dalle Paoline in maniera specifica a noi giovani, altri hanno visitato il blog Cantalavita o hanno lasciato messaggi in fb.
Sono proprio contenta, contenta di aver vissuto questa esperienza, di aver potuto sperimentare un’appartenenza ecclesiale e soprattutto contenta di aver potuto dire, a tanti, che nella Chiesa, tra le varie membra ci siamo anche noi, c’è anche il GEP!!!

Dalia – Pomigliano d’Arco (NA)

Via Verità e Vita – Maggio/Giugno 2010 – Differenza di genere:una questione educativa?

L’orizzonte di un processo complesso

di Franca Feliziani Kannheiser

La frase biblica “maschio e femmina Dio li creò” (Gen 1,27) rappresenta, se letta in un’ottica educativa, l’orizzonte di un processo complesso le cui radici riportano all’origine della vita di ciascun individuo; riguarda il contesto sociale e culturale in cui ognuno cresce; chiama in gioco educatori che sanno interrogarsi sul loro rapporto con le differenze e riconoscono la necessità di rispetto autentico ed effettivo delle donne e degli uomini che compongono la Chiesa, per quanto riguarda la costruzione della loro identità, la specificità d’approccio alla realtà, lo sviluppo di un pensiero “altro” e di un’esperienza religiosa connotata anche dal proprio genere sessuale.
Se non si tiene presente tale orizzonte, ci si riduce a proporre itinerari di catechesi che soltanto superficialmente incidono sul problema, limitandosi, piuttosto, a un’operazione di facciata.

Non i bambini o i ragazzi costituiscono il soggetto della catechesi ma, le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi o, meglio ancora, quel bambino o quella bambina, quel ragazzo o quella ragazza nella sua individualità. Il fatto che ogni persona sia connotata dal suo essere uomo o donna è quanto di più evidente possa esserci; altrettanto evidente, però, è la difficoltà di tradurre in percorsi di catechesi concreti e verificabili i principi di antropologia sessuale cristiana che sono stati costantemente ribaditi dai documenti magisteriali.

Nel passato parlare della sessualità significava quasi esclusivamente richiamare al rispetto del sesto comandamento, con il risultato di creare, non raramente, un’atmosfera di pericolosità e di sospetto intorno ad essa. I catechismi dell’iniziazione cristiana ribadiscono, al contrario, una concezione integrata della sessualità.
A motivo della concezione biblica della persona umana il tema delle differenze di genere rappresenta un contenuto fondamentale della catechesi. Nella Genesi sono proprio l’uomo e la donna nella loro reciprocità e diversità ad essere immagine di Dio.

Percorsi di catechesi, che conducano a riflettere criticamente sulle differenze di genere per scoprire la ricchezza dell’essere, nei diversi ambiti di vita, uomo e donna insieme, creati a immagine di Dio, potrebbero avere i seguenti obiettivi:

  • cogliere le caratteristiche comportamentali e psicologiche che esprimono “diversità” tra ragazzo e ragazza e ricercare ciò che dà loro pari dignità;
  • saper individuarne nella propria realtà personale e in quella dei compagni gli elementi di diversità e di arricchimento reciproco che appaiono sempre più evidenti con la crescita;
  • diventare consapevoli dei molti cliché e pregiudizi sull’identità e sul ruolo dell’uomo e della donna e imparare a verificarli;
  • saper intuire nelle dinamiche interpersonali i fattori che determinano atteggiamenti di accoglienza e di rifiuto dell’altro sesso;
  • saper interrogare la Bibbia per scoprire la profondità di un progetto “due per l’unità”, insieme come immagine di Dio, cocreatori del mondo.

 

Tratto da:

RAGAZZI & DINTORNI – Aprile 2010 – Dossier Volontariato

Beato chi cerca la giustizia

di Cecilia Salizzoni

Il Parlamento Europeo ha approvato la richiesta di proclamare il 2011 “Anno europeo del volontariato”, un’iniziativa che sottolinea l’importanza rivestita da questo settore di attività, che coinvolge tre cittadini su dieci dell’Unione Europea, per un totale di circa cento milioni di persone.

Un tema forte, che richiede di essere preparati per tempo ad affrontarlo, dato che non mancherà di essere oggetto di attenzione in vari contesti di vita: istituzioni, associazioni, gruppi di riflessione…

Perché dare tanto risalto al volontariato?
La preoccupazione del Parlamento Europeo è certamente quella di promuovere, tra l’altro, i valori europei soprattutto presso i giovani, favorendo il dialogo intergenerazionale e interculturale, la sensibilità agli aiuti umanitari e allo sviluppo dei cosiddetti Paesi del Terzo mondo, l’integrazione dei migranti, la promozione dei diritti umani e lo sviluppo sostenibile, la tutela dell’ambiente e la crescita dell’occupazione…

Può rimanere fuori da tutto questo la catechesi, e in genere le tante attività che si svolgono all’interno delle comunità ecclesiali, che sul volontariato fondano grandissima parte del loro impegno?

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Aprile dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

Per vedere il sommario di Ragazzi & Dintorni clicca qui

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Aprile 2010: Una buona Catechesi

Verso la prima comunione

di Franca Feliziani Kannheiser

In modo un po’ provocatorio entriamo nei pensieri di una mamma, un catechista e un fanciullo, a pochi giorni dalla celebrazione del sacramento dell’Eucaristia. Aspettative, preoccupazioni, speranze, e un pizzico di confusione, albergano nella testa di fanciulli e genitori. Anche il catechista giunge con trepidazione a questo momento, chiedendosi a quale risultato li ha condotti.
Quale comprensione ha un fanciullo del sacramento e quale significato assume per la sua crescita umano-cristiana?
Quali potrebbero essere le necessarie correzioni?

A partire dal modo di ragionare del fanciullo, valorizzandone le potenzialità e correggendone le distorsioni, ipotizziamo un percorso che conduca a vivere in modo significativo questo evento.
Quando fanciulli e genitori pensano alla prima Comunione come a una festa, intuiscono una grande verità: è la festa dell’incontro personale e comunitario con Gesù che si fa Pane spezzato per noi e ci chiama a farci pane per gli altri.
Nell’Eucaristia festeggiamo l’alba di un nuovo giorno, generato dal dono di Dio, in cui la vita non scorre nella logica dello scambio e del profitto, ma in quella della gratuità e condivisione.
L’incontro con parenti e amici e i doni acquisiscono, in tale quadro di riferimento, un senso profondo che non si esaurisce in poche ore, ma diventa promessa e impegno di un nuovo modo di vivere.
Diverse ricerche condotte in Italia e in altri Paesi hanno evidenziato che la maggior parte dei fanciulli dai 6 ai 9 anni concepiscono la presenza di Gesù nell’Ostia in senso fisico-corporeo: «Gesù è proprio lì dentro». Egli «entra» nell’Ostia che non deve essere masticata.
Altri pensano che Gesù «cresca» in loro. Il richiamo alla presenza di Gesù, in senso materiale, alimenta fantasie di ogni genere.
La Cena eucaristica si comprende come banchetto di condivisione e di offerta della vita da parte di Gesù, affidata alla Chiesa per incontrare, in modo personale e trasformante, i credenti di ogni tempo.
L’efficacia dell’Eucaristia non dipende dal rito in sé, ma dalla presenza di Gesù e del suo Spirito che compiono le parole di Gesù, dette dal presbitero, e dalla volontà del cristiano di incontrare Gesù, i fratelli e le sorelle, perché il rito si realizzi nella vita, in obbedienza alle parole: «Fate questo in memoria di me».

All’interno dell’artiolo potete trovare una proposta per una giornata di ritiro, con il coinvolgimento di mamme e papà, e per far comprendere il significato simbolico-sacramentale del pane e sperimentare che cosa significa incontrarsi e condividere, per entrare, poi, nel significato dell’Eucaristia.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Aprile di Catechisti Parrocchiali

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Aprile 2010 clicca qui

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Via Verità e Vita – Marzo/Aprile 2010 – Evangelizzare nella cultura digitale

L’annuncio attraverso i new media

di Alessandra Gaetani

L’avvento dei nuovi media e di internet, in particolare, ha innovato e rinnovato anche il modo di evangelizzare.
Suor Nadia Bonaldo, suora paolina, ha lavorato prima alla redazione dei libri per poi passare alla direzione di Paoline editoriale libri di Milano. Oggi è responsabile del sito http://www.paoline.it.
Dal “peso” della carta stampata alla “virtualità” del web, dunque: «È tutto molto positivo e stimolante, anche se l’attenzione alle nuove forme del comunicare, ai nuovi strumenti e ai nuovi linguaggi è nel DNA del nostro carisma paolino. Oggi l’evoluzione tecnologica è così veloce e in continua trasformazione che il rinnovamento non è mai finito, diventa uno statu quotidiano. L’ammonimento del nostro fondatore il beato Don Giacomo Alberione: “Vivete in continua conversione” può essere riferito non soltanto alla vita spirituale, ma anche all’atteggiamento nello svolgere la missione apostolica. Mai assolutizzare forme e linguaggi di un tempo. Ciò che rimane immutabile ma, nello stesso tempo, è sorgente di vita e creatività perché racchiude in sé una forza dirompente, è il contenuto, il Vangelo di Gesù Cristo».

Si sente parlare tanto di nuove sfide pastorali e la Chiesa è impegnata nella ricerca dei modi più efficaci di rispondere alle esigenze di un mondo che cambia molto in fretta, anche usando al meglio le possibilità offerte dai media: «Ogni discorso pastorale deve tener conto dell’ambiente e della cultura in cui vivono le persone. I metodi devono considerare le modalità in cui, oggi, sono divulgati i diversi saperi; l’Evangelo di Gesù Cristo non è un’ideologia, una filosofia di vita o una serie di concetti da apprendere, ma una proposta di discepolato, l’invito a un’esperienza vitale con il Signore Gesù, morto e risorto. I media possono aiutare ad approfondire la nostra fede come contenuto, contribuiscono a suscitare l’appetito di cose belle, di stili di vita solidali e fraterni secondo gli insegnamenti di Gesù, a far conoscere realtà che resterebber sconosciute. Però ai media è necessario affiancare un lavoro capillare e personale, condotto avanti dalle comunità cristiane: i luoghi per eccellenza in cui vivere la comunione e fare esperienza della salvezza donata da Cristo Gesù. Altrimenti rimarrebbe una fede “fai da te”, devozionale, o un appagamento intellettuale».

È nelle parole di Don Alberione che suor Nadia trova le indicazioni per una rotta sicura: «Parlare di tutto cristianamente», diceva il nostro Fondatore; «offrire visioni di vita, criteri di giudizio basati sul Vangelo. Se qualcuno si sentirà attratto e affascinato, ben venga, altrimenti pazienza. Grande libertà, anche da parte nostra. Sta qui, a mio avviso, la sfida dei nuovi mezzi e di chi opera attraverso di essi».

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Marzo-Aprile di Via verità e Vita.