Noi, ti benediciamo, Padre per averci donato papa Francesco: in lui abbiamo sentito forte la tua misericordia, dalle sue parole e dai suoi gesti ci siamo sentiti raggiunti dalla tua tenerezza.
Noi, ti benediciamo, Padre per aver donato alla tua Chiesa e al mondo, ai popoli e alle nazioni, un nuovo san Francesco, forte nelle parole e profetico nei gesti.
Dal cielo, la sua preghiera ci sostenga e la tua benedizione apra vie nuove alla Chiesa, alla pace, alla vita. Amen.
Per ciò che ci hai donato! Per averci fatto gustare ogni giorno la tenerezza di Dio! Per aver instancabilmente annunciato la sua misericordia! Per aver dato voce agli esclusi! Per aver dato un volto e un nome ai poveri! Per non aver taciuto fino alla fine davanti all’ingiustizia! Per averci fatto vedere anche la fragilità!
Grazie, papa Francesco. Ora siamo noi a contare sulle tue preghiere!
Questo è il passo che dà senso a tutto… questa la domanda a cui rispondere: noi per Dio ci siamo? E ci saremo?
Lui c’è, ed è una certezza, anche quando i nostri occhi non lo vedono e le nostre accuse sono pronte per attaccare. Ma quasi mai chiediamo a noi stessi, dove siamo, da che parte stiamo e per cosa abbiamo deciso di dare la vita.
La soluzione di tutto è qui: in questa risposta: TU PER DIO, ci sei? Hai il CORAGGIO di AMARE senza RISERVE?
Non è solo Dio ad attendere, ma tutto il mondo e la storia. Ci sono frontiere che attendono di essere raggiunte, anche se sono pericolose. Ci sono barriere che vogliono essere abbattute, anche se sono alte e indistruttibili. Ci sono cuori che attendono di sperare, anche se hanno chiuso i ponti con la vita.
lo ripetiamo fino alla noia, diciamo di essere d’accordo con papa Francesco, ma di una cosa dobbiamo essere convinti: il Vangelo da solo non ha gambe per andare da nessuna parte!
Il Vangelo ha bisogno di noi per uscire dalle sacrestie e per entrare nelle vite, per uscire dai libri scritti e per trasformarsi in speranza nella vita della gente, per liberarsi da catene di protezione e rischiare il rifiuto nelle periferie dell’esistenza.
Per chi crede in Gesù Cristo, Vangelo significa VITA, AMORE, GIOIA, SPERANZA. Vangelo è coraggio e determinazione di seminare vita in terreni di morte; è dire a se stessi e agli altri:
Tu vali, tu sei unico… Qualcuno per te ha rivoluzionato le leggi del mondo, per farti sperimentare la follia dell’amore!
E allora no, “Il Vangelo alle periferie” non è semplicemente uno slogan… ma per chi crede è un impegno di vita, vissuto ogni giorno, senza mollare, senza cedere il passo allo scoraggiamento, senza preferire il più facile e il più possibile…
Ci siamo cari amici!!! L’evangelizzazione abbia inizio!
Benvenuti a tutti coloro che, questa sera, si mettono in gioco e ci mettono la faccia!
Vi aggiorneremo passo dopo passo inserendo i link a tutto il materiale che sarà postato in facebook sulla pagina —> Giovani & Vangelo!!!
Vi ricordiamo che la pagina è aperta, pertanto anche se non siete iscritti su fb potrete visualizzare ogni cosa!
Ore 21:00: START!!!il nostro Benvenuto su Giovani & Vangelo e il programma per tutti gli evangelizzatori. Video per iniziare 🙂 21:15: FOTO_Il Vangelo alle periferie
21:20: POST_Il Vangelo alle periferie non è uno slogan! 21:30: UN SONDAGGIO_La mia religione è… ??? 21:45: VIDEO_La mia religione di Enrico Ruggeri 21:55:TESTIMONIANZA_Siete d’accordo con Ruggeri? Sr Mariangela NO! – Cos’è per lei la fede? 22:35: FOTO_Una luce, una parola, una persona 22:45:VIDEO_Dio per noi… un’amore che chiama! 22:55:NOTA_Noi per Dio… una risposta senza riserve 😉 23:00:FOTO_ Amare… semplicemente amare 23:00:ROTOLINO della PAROLA PER TE!
In comunione con i padri sinodali e con ogni famiglia
13° giorno
Beata la famiglia che sa imparare dagli errori, che alle delusioni non risponde con la resa, ma sa ripartire, imparare da tutto e da tutti… comprende l’amore come strada da percorrere passo dopo passo.
In comunione con i padri sinodali e con ogni famiglia
10° giorno
Beata la famiglia che sceglie e costruisce l’amore quotidianamente, che dona senza chiedere e previene nel bene che cerca di garantire, custodire, amare il più debole.