Archivi categoria: Vangelo di Luca

Liturgia di domenica 03/03/2013 – III Domenica di Quaresima – con suggerimenti per catechisti

«Convertite la mente e il cuore

…per scegliere sentieri di vita»

Convertitevi

Lc 13,1-9

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

OBIETTIVO: l’immagine, questa settimana, può aiutare i ragazzi a guardare con occhi nuovi l’orizzonte della conversione, spesso pensato più come un passaggio dovuto, segnato dalla penitenza, da forme di frustrazione, di rinuncia, di mortificazione. Cosa significa conversione per i nostri ragazzi? E cosa pensava Gesù quando diceva: “Convertitevi e credete”?

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Prima di proiettare l’immagine, provate a chiedere ai ragazzi di pensare un’immagine che possa essere simbolo della conversione. Quali colori sceglierebbero? Chiari o scuri? Colori pastello? Tonalità fredde o calde? Lasciate che descrivano atmosfere, aiutateli ad ambientare e raccontare attraverso simboli e metafore cosa ognuno di loro intende per conversione.
    • Il vangelo di questa settimana è, indubbiamente, una delle pagine più dure. Sembrerebbe dare voce a un Dio giudice inesorabile, un Dio che non guarda in faccia nessuno. Eppure la sfida è contestualizzare, lasciandosi aiutare anche dalle altre letture, soprattutto dalla prima, dal Libro dell’esodo.
    • L’appello alla conversione è forte e senza mezzi termini. Il Vangelo è chiaro: non si può essere alberi da frutto senza portare frutti, non ha senso… così come non si può essere testimoni di salvezza, senza seminare salvezza… non si può essere figli di Dio senza vivere in ascolto di Dio… non si può avere tra le mani la vita e non viverla… Questo dice il Vangelo! Perchè di fatto non vivere significa morire, non ascoltare significa non realizzare, non amare significa odiare: e tutto questo è morte. Per questo il Vangelo è forte.
    • La promessa di vita, fatta a Israele, è una promessa che continua a raggiungere tutti noi, perché il Dio che ha parlato a Mosè ha detto di essere “Colui che è e che sarà”. “Io sono – dice – colui che sarà”. E in quel sarà c’è il gusto di una promessa di fedeltà che continua a rinnovarsi nella storia.
    • Per questo è necessario convertirsi: per vivere!
    • Per questo alla conversione noi abbiamo abbinato colori caldi come il verde.
    • Aiutate i ragazzi a tirar fuori dall’immagine tutti gli elementi strettamente connessi alla logica di quella conversione annunciata da Gesù:
      il sentiero: perché la conversione è un cammino costante, è un procedere non casuale, è un andare avendo una metà precisa e una chiara direzione. La conversione non è un cammino automatico, ma una scelta che si rinnova ogni giorno. Non scegliere è non camminare.
      le valli: perché il cammino non è omogeneo, né sempre uguale. Ogni nuovo giorno, ogni nuova situazione, ogni ostacolo, la nebbia, le piogge, il sole, le salite, i fossi, gli incontri inaspettati… tutto può aiutare o ostacolare il cammino.
      la mente e il cuore: la conversione non è questione di abbigliamento o di superficie. La conversione è un cambiamento profondo, interiore che tocca i pensieri, apre la mente, dischiude nuovi orizzonti e prospettive. Convertirsi è cambiare la direzione della vita, è ri-orientarla a Dio, è vivere assumendo nuove logiche nelle scelte di ogni giorno… quelle stesse logiche di cui Gesù si è fatto manifestazione.
      – colui che ha orientato se stesso a Dio non può che scegliere seguendo le logiche di Dio: questo è conversione! La conversione non è una vaga intenzione, ma non è neppure una mortificazione del bello e del buono.
    • Abbiamo scelto colori rassicuranti e un’orizzonte immenso perché per Gesù Cristo conversione non significa morte, ma vita. Convertirsi è credere, e credere è vivere! La conversione, diventando un sì detto a un Dio che ama, diventa una possibilità di vita nuova, segnata dalla giustizia, dalla solidarietà, della fraternità, dal farsi vicino al fratello e sorella, qualunque sia la sua condizione di vita. 
    • La mente illuminata dalla parola e dalla presenza di Dio apre, per il cuore, sentieri nuovi di vita… una vita che può realmente essere piena e realizzata, in modo autentico.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Signore Dio abbiamo voluto dipingerti come un giudice inesorabile che premia e castiga. Ma tu sei un Dio paziente, che attende la nostra conversione e ci offre ancora una possibilità di cambiare vita. Fa’ che non approfittiamo della tua bontà e che portiamo frutti di opere buone. Amen [R. Laurita]

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Suggerimenti per la lettura dell’immagine 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.2, Febbraio 2013:

  • pag. 6 – 11: Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per capire e raccontare Gesù RisortoCatechisti Marzo 2013
  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi il Cero pasquale Simbolo di Cristo risorto
  • pag.16 – 19: La lode del mattino
  • pag. 18 – 20: – Via Crucis
  • pag. 21 – 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

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Liturgia di domenica 24/02/2013 – II Domenica di Quaresima – con suggerimenti per catechisti

«Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!»

L'amato - la trasfigurazione

Lc 9,28-36

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.

Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».

Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

OBIETTIVO: l’immagine, questa settimana, può aiutarci a far entrare i ragazzi nella logica della rivelazione: Gesù non è semplicemente uno tra tanti, Gesù è colui che rende visibile Dio Padre, Gesù è la porta che ci permette di entrare nel mistero di Dio, Gesù è il volto luminoso dell’amore del Padre, Gesù è la sua Parola definitiva di salvezza.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • l’immagine, più di tante altre volte è essenziale. Sul nero dello sfondo svetta la frase e la luce proveniente da un’antica finestra. 
    • Primo passaggio: collegare quella finestra alla missione stessa di Gesù.
      – la luce della finestra richiama lo splendore raccontato dal Vangelo della Trasfigurazione: “il suo volto e la sua veste divenne candida”. Uno splendore che rende luminose le vesti, che acceca, che impedisce di guardare i volti;
      – una luce/splendore che resta nel ricordo dei discepoli e che si fa racconto. Per il narratore biblico, lo splendore, la luce sono sempre richiami alla presenza di Dio, a un evento straordinario, a una visione.
      – la luce o splendore che sia, ritorna più volta nei racconti delle visioni, sia nel Nuovo che nell’Antico Testamento: è un invito a stare sul “chi va là” e infatti, anche nel racconto di Luca, allo splendore del volto di Gesù, durante la preghiera si accompagna la presenza di Elia e Mosè e, subito dopo, la nube, segno  indiscusso, nell’esperienza biblica di Israele, della reale presenza di Dio;
      – la luce diventa simbolo della stessa esistenza terrena di Gesù. E’ lui la luce che splende nelle tenebre, è lui che svela il volto vero di Dio, il suo sogno d’amore e di salvezza per l’umanità di tutti i secoli.
      – Gesù diventa luce che splende permettendo all’amore del Padre di raggiungere pienamente ogni essere umano; è in Lui che il Padre ci salva, ci guarisce, ci perdona.
      – quella finestra a sinistra, unico punto di accesso della luce nel buio, ci dice che la vita di Gesù, in ogni parola e gesto, è stata via attraverso cui Dio è entrato nella storia e la storia è entrata in contatto con Dio.
    • E oggi? Basta sapere quello che Gesù ha fatto? E’ importante aiutare i nostri ragazzi a vivere questo secondo passaggio che, di per sé, ritroviamo nel racconto della trasfigurazione, nelle parole della voce che usciva dalla nube:”Questi è il figlio mio, l’eletto, ascoltatelo”.
      – Qual è il senso dell’elezione in Israele? Cosa significa essere eletto? Provate a chiederlo ai ragazzi.
      Certamente siamo lontani da un senso di discriminazione (tra tutti, lui è il prediletto). Israele è il popolo eletto, quel popolo che il Signore ha scelto come suo popolo e con il quale costruisce una relazione. Così in Gesù l’elezione raggiunge la sua più alta manifestazione: non è però un’elezione esclusiva ed escludente: tutt’altro. Gesù è l’eletto che rende eletti, è l’amato che ci fa sentire e scoprire amati, è il figlio nel quale diventiamo figli. Questo conta! Questo deve essere intimamente compreso!
    • Oggi allora, ascoltare vuol dire vivere e far vivere. Ascoltare significa far vivere in noi ciò che Gesù ha fatto vedere con parole e opere, con segni e incontri. Ascoltare significa far vivere in noi l’amore di Dio Padre. Ascoltare significa diventare amore che fa vivere!!!
    • Oggi siamo noi, i chiamati e mandati a svelare il volto dell’amore. Oggi, proprio perché il Signore Risorto vive in noi, siamo mandati a diventare la luce di Dio nel mondo, il suo amore, le sue mani in questa storia.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme:

Tu sei il Figlio amato, Signore Gesù,
Tu sei colui che riempie la nostra vita di Dio.
Tu sei il senso più vero della nostra esistenza.
Tu sei il volto luminoso di Dio
che ci raggiunge e ci salva, ogni giorno.
Amen

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Suggerimenti per la lettura dell’immagine 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.2, Febbraio 2013:

  • pag. 4 – 11: Per genitori, bambini e ragazzi, itinerario diversificato per entrare nel tempo di Quaresima e affrontare il tema delcatechisti-feb13 perdono, della riconciliazione, della misericordia di Dio
  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi delle “costruzioni” che nelle varie domeniche di Quaresima serviranno per costruire il cammino verso la Croce
  • pag.16 – 19: Percorso penitenziale per coinvolgere tutti, compreso le famiglie
  • pag. 20 – 21: Scoprire la figura dell’angelo custode e costruirlo 🙂
  • pag. 22 – 25: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e tante altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

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Liturgia di domenica 20/01/2013 – II Domenica Tempo Ordinario – con suggerimenti per catechisti

«Riempite d’acqua le anfore»

Spirito e pienezza

Gv 2,1-12

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.

Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».

Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.

Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».

Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Quanti simboli sono legati a questa pagina biblica. L’acqua nuova, le anfore vuote, il vino, le nozze, il terzo giorno: nulla è un caso, ma come sempre, l’evangelista, da un arguto regista, compone le scene e poi fa entrare i personaggi.
    • Il terzo giorno richiama il giorno della Resurrezione e l’acqua nuova è segno di quello Spirito che, con la Resurrezione, viene donato all’umanità.
    • Spesse volte nel Vangelo si parla di una potenza che agisce, di uno Spirito che avvolge e spinge. Dove c’è lo Spirito, il cielo e la terra si toccano e si trasformano reciprocamente: il cielo si lascia raggiungere dalle attese, preghiere, sofferenze umane (Non hanno vino) e la terra si lascia trasformare dal cielo (l’acqua divento vino).
    • Guardate ora, con i ragazzi l’immagine, ponendo loro questa domanda: “Cosa accade quando lo Spirito di Dio tocca la terra?”; “Qual è la sensazione che l’immagine trasmette?”; “Quel sole oscura o illumina?”
    • Paradossalmente il volto della ragazza è completamente in ombra. Potremmo dire che il sole acceca. E lo Spirito? Cosa accade quando lo Spirito spalanca le porte della nostra vita a Dio? Cosa succede alle nostre sicurezze, al trucco, ai brufoli, alle labbra troppo grosse, al naso troppo lungo, ai capelli appena fatti?
    • Quando lo Spirito fa splendere il Sole dentro noi, tutto sparisce e restiamo solo noi, così come siamo, con la nostra voglia di vivere, con le qualità e le paure che ci portiamo dentro, con i difetti più o meno conosciuti e con tanta voglia di ricominciare, di non arrendersi, di amare.
    • Ma queste non sono storielle per i creduloni… Gesù, lungo le strade della Galilea, ha trasformato l’acqua in vino, così come oggi, Risorto, trasforma tutta la nostra vita, in immensità, in felicità, in pienezza. Qualsiasi cosa sia accaduta prima, lui la tocca e la trasforma attraverso lo Spirito.
    • Eppure nulla accade a caso, nè involontariamente! Qualcuno si accorge di un bisogno; qualcun altro riempie le anfore e ne distribuisce il contenuto; altri ancora si accorgono “del vino buono” e lo accolgono con gioia; e su tutti c’è chi si mette in gioco in prima persona e si fa carico della situazione senza delegare ad altri o attivare la logica di chi preferisce il domani all’oggi: Gesù!
    • Ritornate alla foto: qual è l’invito che l’immagine ci lancia? Cosa “promette” quel sole luminoso? 
    • E io, tu, noi, sapremo lasciarci avvolgere da Dio come l’azzurro fa con la ragazza della foto?
    • Riuscire ad allargare le braccia lasciandoci schiodare dalle tante paure e voglie di certezza?
    • Dio e il suo Spirito come un sole caldo e luminoso ci avvolgono ci aprono all’immenso!  
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Signore Gesù sorprendici ancora con i segni del tuo amore. La nostra festa non dura a lungo se non ci sei tu in mezzo a noi. Trasforma la nostra acqua nel vino buono, nella gioia che non finisce mai. Amen. [Roberto Laurita]

   Destinatari: adolescenti e giovani  

Suggerimenti per la lettura dell’immagine 

a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.1, Gennaio 2013:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi Un’oasi per fortificarsi attorno a cui vivere unCatechisti Gennaio 2013 piccolo momento di preghiera
  • pag.16 – 19: Una cammino di preghiera e attività per vivere, in comunione con la Chiesa, la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: 18-25gennaio
  • pag. 22 – 24: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi – I simboli dello Spirito
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

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Liturgia di domenica 13/01/2013 – Battesimo del Signore – con suggerimenti per catechisti

«Tu sei il Figlio mio, l’amato:

in te ho posto il mio compiacimento»

Siamo Figli

Lc 3,15-16.21-22

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».

Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Perchè il Battesimo di Gesù? Da Giovanni, al Giordano ci andavano i peccatori. Perchè Gesù fa questo scomodissimo gesto? E Perchè gli evangelisti lo riportano? Non ci avremmo guadagnato tutti se fosse stato omesso?
      Eppure proprio il fatto che si dica che il Messia Salvatore, Gesù, si sia messo al livello di qualsiasi peccatore ci dice che probabilmente questo episodio sia accaduto realmente.
    • La domanda da farci e da fare ai nostri ragazzi è: perchè? Perchè il Battesimo? E perchè quella voce del Padre verso il Figlio? Che impatto ha sulla nostra vita? – chiedetelo ai ragazzi, ascoltate le loro risposte e poi guardate con loro l’immagine della settimana.
    • il cielo si apre! Lo afferma il Vangelo e l’immagine ripropone un’esperienza possibile anche per noi. Sono tante le volte in cui dopo un temporale o in una giornata nuvolosa e cupa, lo squarciarsi delle nuvole permette ai forti raggi del sole di penetrare e creare quei particolari effetti capaci di stupirci. Sono fantastici quei paesaggi in cui il sole si affaccia dalle nuvole e brilla sul mare, lo fa risplendere e ci suggerisce di credere che anche nella nostra vita funzioni un po’ così.
    • Sarà stato uguale per Gesù? Quel cielo aperto, sarà stato un risplendere forte del sole? Uno scansarsi delle nuvole? Le acque del Giordano avranno brillato come questo mare? La voce dall’alto sarà riuscita ad allontanare ogni nebbia, ogni buio, ogni difficoltà dalla vita di Gesù di Nazareth? Non lo sappiamo!
    • Ma sappiamo che il cielo si è aperto e la voce è stata luminosa come i raggi della nostra foto: “Tu sei il Figlio mio, l’amato, in te la mia gioia di padre, il mio compiacimento”
    • Cosa fanno i raggi di sole in una oscura giornata luminosa? Chietelo a voi e ai ragazzi!
    • ILLUMINANO!!!! Eccolo il senso di quel cielo aperto, di quella voce e della voglia degli evangelisti di non tralasciare questo episodio della vita di Gesù. Il Battesimo, per Gesù è un evento luminoso… illumina la sua vita, lo conferma come Figlio Amato!
    • Ma oggi il Battesimo di Gesù è luminoso anche per noi… perchè ciò che è stato vero per lui è vero anche per noi.
    • Dite ai ragazzi di guardare le nuvole nell’immagine: sono le delusioni, i tentativi quasi inutili di soluzioni di felicità, la voglia di una vita nuova e più bella; sono le speranze deluse, le sconfitte, le amarezze, i tradimenti… è tutto ciò che rende triste e pesante la nostra vita di ogni giorno.
    • Ma oggi, come quel giorno sul giordano, il mare della nostra vita sta per essere illuminato dai raggi di luce di Dio che è pronto e disponibile a far risuonare la sua voce, calda e luminosa: “Tu sei mio Figlio, tu sei amato, io di te sono fiero”
    • Pronunciate questa frase con forza e passione, e poi, con una profonda calma dite ai ragazzi: “Oggi, queste parole, Dio le rivolge a te!”
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Al fiume Giordano, o Padre, hai proclamato che Gesù è il tuo Figlio, l’amato. Con il battesimo hai fatto di ognuno di noi il tuo figlio. Fa’ che ci sentiamo felici di avere un Padre come te, che ci accompagna e ci sostiene sempre. [Roberto Laurita]

   Destinatari: adolescenti e giovani

  Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.1, Gennaio 2013:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi Un’oasi per fortificarsi attorno a cui vivere unCatechisti Gennaio 2013 piccolo momento di preghiera
  • pag.16 – 19: Una cammino di preghiera e attività per vivere, in comunione con la Chiesa, la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: 18-25gennaio
  • pag. 22 – 24: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi – I simboli dello Spirito
  • inserto Ragazzi&Dintorni con rubriche musicali, cinematografiche e altre su Il Credo
  • Tanto altro ancora… 😉

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Liturgia di domenica 23/12/2012 – IV AVVENTO – con suggerimenti per catechisti

A che cosa devo

che la madre del mio Signore venga da me?

Maria donna dell'attesa

Lc 1, 39-45

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Carissimo catechista, questa volta abbiamo abbiamo scelto di cambiare modalità, anche perchè crediamo che in parrocchia saranno molte le sollecitazioni per prepararsi allo stupefacente evento dell’Incarnazione, verso cui la IV Domenica di Avvento ci proietta con il suo Vangelo.
Abbiamo pensato di fornire alcuni testi di preghiera da poter pregare con i vostri ragazzi, magari proiettando l’immagine che vi proponiamo, oppure stampandola e donandola a ogni ragazzo, bambino o giovane. La preghiera potrebbe anche essere trascritta sul retro del cartoncino :

Con i Bambini:

Con te Maria, vogliamo imparare ad accogliere Gesù, nostro amico e fratello.
Nella grotta, a Betlemme, nasce tra le tue braccia il Dio dell’amore.
Noi vorremmo essere come i pastori, pronti a correre
per arrivare per primi e portare lana per riscaldare Gesù.
Noi vorremmo essere come i Re magi
che spostano ogni impegno pur di portare a Gesù i loro doni.
Noi vorremmo essere con te e con Giuseppe nella stalla
per rallegrare Gesù Bambino con il battito del nostro cuore,
perchè il nostro cuore vuole amare come lui ha amato noi.
Portaci con te, cara Madonnina, e appoggia
anche tra le nostre braccia Gesù, per amarlo e farci amare da Lui. Amen

Con i ragazzi – adolescenti

Maria, cosa è successo quel giorno?
Chi è nato da te?
Avevi poco più della nostra età, o forse eri nostra coetanea,
quando Dio, il creatore del mondo, ti scelta.
Tu hai detto sì a un mistero: quanto coraggio ci vuole, Maria?
Tu hai permesso a Dio di stravolgerti la vita: ma ti sembra possibile oggi?
Ti sei fidata senza chiedere nulla in più di quanto ti era stato detto.
E così il tuo sì, la tua fiducia, la tua generosità
ha permesso il più grande miracolo della storia.

E’ nato Dio… ed è nato come me… con il mio stesso corpo…

E’ cresciuto come me, e come me
ha avuto qualcuno da cui è stato amato.
Grazie Maria, madre nella fede,
per averci insegnato cosa significa credere in Dio,
fidarsi della sua Parola, accogliere i suoi messaggeri
che  ancora oggi possono illuminare la nostra vita.
Aiutaci a scoprirli, aiutaci a fidarci di Dio e del suo amore,
così anche con noi, lui farà cose meravigliose. Amen

Con i giovani:

Crediamo in te, Dio, Padre del cielo e della terra,
di ogni uomo e di tutte le creature.
Crediamo in te, Figlio del Padre, Parola pronunciata sull’universo,
Parola fatta carne per la nostra salvezza;
Parola in cui tutta la creazione viene rinnovata in nome dell’amore.

Crediamo in te, Spirito santo, amore che vieni a noi dal Padre e dal Figlio,
amore che tutto puoi, amore divino che ci innalzi da servi a figli,
dito potente della mano di Dio che rendi possibile l’umano impossibile.

Crediamo in te, Trinità santissima,
presente e operante oggi e qui, nel nostro cuore,
nella nostra vita, nelle nostre scelte, nella storia che viviamo.
Crediamo che dalla vostra vita divina possiamo ricevere ogni grazia;
che, nel vostro amore, possiamo riscoprire
la nostra vera e più intima vocazione.

Crediamo che oggi i nostri occhi possono vedere,
le nostre mani toccare, i nostri sensi sentire:
la tua pienezza è discesa nella nostra umanità;
l’onnipotenza divina ha vestito la fragilità umana;
il creatore è diventato creatura.

Oggi, noi crediamo in te, Dio Amore
divenuto carne, nella creatura. Amen

  Le preghiere sono di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.9, Dicembre 2012:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi una STELLA che indichi qual’è la vera luce
  • pag.16 – 18: Una scheda per realizzare una DECINA DEL ROSARIO che aiuti a familiarizzare con le parole dell’Ave Maria
  • pag. 19 – 21: Proposta di un CAMMINO DI PREGHIERA, in otto piccole tappe, da vivere prima o dopo il Natale
  • pag. 23 – 26: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi costruendo durante le settimane d’Avvento la LANTERNA DELL’ATTESA
  • Tanto altro ancora… 😉

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Liturgia di domenica 16/12/2012 – III AVVENTO – con suggerimenti per catechisti

” Che cosa dobbiamo fare?

Signore viene

Lc 3,10-18

 In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

Per te catechista, che scegli di usare anche l’immagine per aiutare i tuoi ragazzi a entrare nel dinamismo del Vangelo.

Il popolo è in attesa, suggerisce il Vangelo… in attesa di quanto i profeti avevano da sempre annunciato: in attesa di quel Dio che per rispondere al grido del suo popolo entra nella storia e suscita risposte alle domande, liberazione per la schiavitù, acqua nella siccità. Dio entra nella storia e rinnova, dona vita nuova, entra in relazione con ogni uomo e donna… e lo fa per amore!

Gesù è il darsi di Dio in carne e ossa, è il motivo per cui non dovremmo temere, è il volto di quel Dio che Sofonia annuncia nella prima lettura e che OGGI raggiunge tutti noi.

  1. Leggete con i ragazzi l’immagine:
    • Non temere! Nell’immagine viene ripetuto a oltranza, quasi fosse un parallelo ai tanti timori che ognuno di noi porta dentro.
      Di cosa oggi si potrebbe avere paura, timore? A chi oggi potrebbe essere detto: “Non Temere!”?
      A un genitore licenziato? A un pensionato che deve pagare il ticket? A un giovane che non riesce a trovare lavoro? A una ragazza madre? A uno straniero emarginato? A un condannato a morte? A una donna violentata? A un bambino maltrattato? A una prostituta? A un imprenditore che non riesce a pagare gli stipendi? A un amico tradito? A un figlio abbandonato? A chi, oggi potrebbe essere rivolto questo annuncio di speranza?
    • Il “Non Temere!” riempie gli spazi ed è come se si incidesse nel cuore e sullo sfondo. Perchè se è vero lascia un segno, è un annuncio che vuole rivolgersi a qualcuno, vuole incidersi indelebilmente nella vita di chi raggiunge.
    • C’è un cuore a cui queste parole sono rivolte: quante sono le paure che un cuore vive? Le conosciamo tutte? Spesso vivono in noi paure che non conosciamo, non immaginiamo eppure ci bloccano.
    • La luce del piccolo lumicino, che la foto propone, sembra rischiarare l’atmosfera. La luce è segno di Dio, che in noi entra come presenza dinamica e rischiara, rende luminoso, tutto ciò che raggiunge.
    • Il piccolo lumicino ci dice la piccolezza che Dio sceglie di abitare, ci dà la misura del suo darsi nella fragilità, del suo raggiungerci in quelle forme che possiamo vedere, conoscere, incontrare, comprendere.
    • Come la luce nel buio, così Dio entra e penetra ogni angolo più buio della nostra vita.
    • In forza del suo amore, ci raggiunge. Con il suo amore ci rinnova. Nel suo amore ci fa vivere.
  2. Leggere insieme il Vangelo
  3. Aiutare i ragazzi a farne risonanza in gruppo 
  4. Trasformare la Parola in preghiera
    Insieme: Signore Dio, non permettere che rimaniamo spettatori, che si limitano a battere le mani. Il Battista ci chiede di cambiare qualcosa per incontrare Gesù e ricevere il Vangelo che trasforma l’esistenza. Amen [Roberto Laurita]

   Destinatariadolescenti e giovani

  Suggerimenti per la lettura dell’immagine
a cura di Sr. Mariangela Tassielli, fsp

Da Catechisti Parrocchiali n.9, Dicembre 2012:

  • pag. 12 – 13: Una scheda per realizzare con i ragazzi una STELLA che indichi qual’è la vera luce
  • pag.16 – 18: Una scheda per realizzare una DECINA DEL ROSARIO che aiuti a familiarizzare con le parole dell’Ave Maria
  • pag. 19 – 21: Proposta di un CAMMINO DI PREGHIERA, in otto piccole tappe, da vivere prima o dopo il Natale
  • pag. 23 – 26: Il Vangelo nella vita: dinamiche e attività da far vivere ai ragazzi costruendo durante le settimane d’Avvento la LANTERNA DELL’ATTESA
  • Tanto altro ancora… 😉

Segui anche la nostra rubrica: BuonaDomenica! – Riflessioni sul Vangelo domenicale per prepararsi a vivere nel migliore dei modi l’incontro con Gesù eucaristia. Online ogni sabato mattina!

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Buona domenica! – II di Avvento – Anno C

badile alla mano cv«Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!»

Dal Vangelo di Luca (LC 3, 1-6)
II DOMENICA DI AVVENTO – Anno C

Possiamo celebrare cento natali, senza che mai Dio nasca nei nostri cuori. Perciò abbiamo bisogno di un tempo di interiorità, perché possiamo, infine accogliere la luce del Signore. Affinché il giorno della venuta del Signore non ci piombi addosso all’improvviso e ci trovi impreparati. Sarebbe tragicomico passare la vita ad invocare la venuta del Signore, e non esserci nel momento della sua venuta interiore!  scrutare l'orizzonte cvCerto, non è facile e tutto ci rema contro: la crisi economica, il clima dolciastro, lo scippo natalizio perpetrato dal mercato che fa leva sui buoni sentimenti, le difficoltà della vita di tutti i giorni. Non è facile, ma è possibile: Cristo ci chiede di alzare lo sguardo, invece di lamentarci, di guardare oltre, altrove, al di là. L’importante è arrivare al Natale, a quello vero, con il cuore, leggero, senza lasciarlo appesantire dalla dissipazione, dallo stordimento, dalle preoccupazioni della vita. Dio viene, lui prende l’iniziativa, è suo il primo passo. La Scrittura ci rivela il volto di un Dio che intesse relazioni, che cerca l’uomo, che lo corteggia. La storia, splendida e drammatica, fra Israele e il suo Dio non è sempre stata fortunata e feconda. Ora Dio viene per spiegarsi, per raccontarsi, per dirsi. Dio viene a rivelarsi.

INCIPIT
L’aulico e solenne incipit della predicazione del Battista conferma l’intento di Luca di raccontare eventi storici, non edificanti racconti da pie devote! Luca, discepolo di Paolo, non ha mai visto Gesù in vita sua. Come noi è stato affascinato e sedotto dalla predicazione di Paolo e dal fuoco della sua parola. Luca, antiocheno, greco, colto e raffinato, ha scritto il suo vangelo dopo Marco, in contemporanea con Matteo. Ci tiene, Luca, a dimostrare (già allora!) che non è corso dietro a delle favole ma che l’annuncio si fonda su solide basi.
La descrizione della situazione geo-politica del tempo della predicazione del Battista ci lascia stupiti, noi figli di Dan Brown, e ci dice ancora e ancora che non corriamo dietro a delle favole (anche se certi cristiani si comportano come personaggi da operetta!) ma che la nostra fede appoggia su solide basi. C’è la storia dietro queste parole, non il mito. Volesse Dio che Luca ci facesse almeno un poco vergognare della nostra impressionante ignoranza evangelica!

STORIE ALTRE
Luca, però, vuole dire anche altre cose. Tutti i personaggi elencati, chi più, chi meno, Giovanni il Battista cvdetengono in mano il potere assoluto, sanno di potere decidere i destini dei popoli, si sentono e sono grandi. La Parola di Dio dribbla elegantemente tutti i signori dell’epoca e si posa su un macerato trentenne consumato dal vento del deserto e dal digiuno, un folle di Dio scontroso e rabbioso che si consuma sulle rive del Giordano, Giovanni il battezzatore.
Già Baruc, segretario di Geremia, nella prima lettura si rivolge al popolo disperso in Babilonia e vede un ritorno in grande stile nella Gerusalemme dei padri. Parla a degli straccioni senza speranza, a dei deportati che si trascinano come schiavi in attesa di morire. E sogna. Così è, amici, la Storia di Dio si sovrappone alla piccola e violenta storia degli uomini e la trasfigura. Nessuno di noi conoscerebbe Erode se non avesse ucciso il Battista. Il procuratore Pilato viene nominato ogni domenica nella professione di fede non per la sua audacia politica e militare, ma per aver ucciso un falegname esaltato che si prese per Dio. E che lo era. E noi, a che storia vogliamo appartenere? Le energie, i sogni, l’audacia che mettiamo per chi o cosa la mettiamo? Per la fragile storia degli uomini? O per quella di Dio?

LAVORI IN CORSO
Entrare nella storia altra significa, anzitutto, aprirsi allo stupore di Dio, attenderlo ed accoglierlo per ciò che egli è, non per ciò che vorremmo che fosse. L’avvento non aggiunge degli impegni alla nostra scarsa fede e alla nostra poca disponibilità alla preghiera, ma un tempo in cui ci è chiesto di accorgerci, di preparare la strada, di spalancare il cuore. Citando Isaia, Giovanni è molto preciso sulle cose da fare: raddrizzare i sentieri, riempire i burroni, spianare le montagne.
Raddrizzare i sentieri, cioè avere un pensiero semplice, lineare, senza troppi giri di testa. La fede è esperienza personale che nasce nella fiducia, che diventa abbandono. La fede va interrogata, nutrita, è intelleggibile, ragionevole. Ma ad un certo punto diventa salto, ragionevole salto tra le braccia di questo Dio. Abbiamo bisogno di pensieri veri nella nostra vita, di pensieri positivi e buoni per poter accogliere la luce.
burroni cvRiempire i burroni delle nostre fragilità. Tutti noi portiamo nel cuore dei crateri più o meno grandi, più o meno insidiosi, delle fatiche più o meno superate. Ebbene: occorre stare attenti a non lasciarci travolgere dalle nostre fragilità o, peggio, mascherarle. Ognuno di noi porta delle tenebre nel cuore: l’importante è che non ci parlino, l’importante è non dar loro retta.
Spianare le montagne. In un mondo basato sull’immagine conta più l’apparenza della sostanza. Bene il fitness, ottimo il body-building per stare in forma. È bene curare il proprio modo di vestire. Ma occorre aprire qualche palestra di spirit-building, qualche estetista del cuore e dell’anima!

ATTENDERE CON GIOIA
Essenzialità
, verità, desiderio: questi gli strumenti per trovare un sentiero verso Dio. E questo già ci procura gioia, l’attesa già ci scuote dentro, ci apre lo stupore… gioia come quella che san Paolo prova per la sua comunità greca di Filippi, come quella che il salmista descrive per il ritorno dei prigionieri da Babilonia a Gerusalemme.
Allora, amici resistenti, carbonari dello spirito, discepoli del Rabbì, su di voi piccoli e fragili e dispersi Dio fa scendere la sua Parola. Alzate lo sguardo, ve ne prego. Animo, mano ai badili spirituali e ai picconi interiori: c’è da fare in settimana…

(PAOLO CURTAZ)

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