GP2 GenerAzioni – I° Sondaggio!

In tanti avete partecipato al primo sondaggio su Giovanni Paolo II e, fino a oggi, le parole più cliccate, le parole che hanno cambiato la vostra vita, che sono state motivo di incontro personale con Dio sono:

Seguendo ogni giorno il sondaggio e leggendo i vostri commenti, ho avuto la possibilità di riflettere su quanto questo straordinario Papa fosse vicino alle persone e quanto le sue parole abbiano inciso e incidono tutt’ora sulla vita di ognuno di noi.

     Ma possono solo rimanere parole?

Le parole potrebbero diventare azioni? E le azioni atteggiamenti, gli atteggiamenti un carattere e un carattere un destino?

Giovanni Paolo II ci suggerirebbe di spalancare le porte a Cristo, di prendere in mano la nostra vita, di farne un capolavoro per accendere nel mondo il fuoco del bene, del coraggio, dell’amore, dell’ amicizia, della fiducia… di DIO!

CARI GIOVANI – direbbe – SIATE LE SENTINELLE DEL NUOVO MATTINO“.

 

 

Tra note e realtà – Il negozio di antiquariato

Non si può cercare un negozio di antiquariato in via del corso
Ogni acquisto ha il suo luogo giusto
e non tutte le strade sono un percorso.
Raro è trovare una cosa speciale
nelle vetrine di una strada centrale…
Prima di partire si dovrebbe essere sicuri
di che cosa si vorrà cercare dei bisogni veri.
Allora io propongo per non fare confusione
a chi ha meno di cinquant’anni
di spegnere adesso la televisione…
Ma le più lunghe passeggiate
le più bianche nevicate e le parole che ti scrivo
non so dove l’ho comprate
di sicuro le ho cercate senza nessuna fretta
perché l’argento sai si beve, ma l’oro si aspetta

(Niccolò FabiIl negozio di antiquariato)

Pochi giorni fa ho ricevuto una lettera molto particolare da un’anziana signora, una persona veramente speciale:

«Il mio medico, (mi ha scritto) qualche tempo fa mi ha parlato di una strana malattia. Non ti so dire il nome, i miei figli non me l’hanno detto. Ma ho visto tante cose nella mia vita e so distinguere la preoccupazione dalla disperazione…alla mia età si sa, la morte si aspetta. Eppure la vita è sempre più forte.
Sento di essere davanti a un bivio: da una parte, il sentiero dell’attesa, della rassegnazione, del tanto prima o poi sarebbe arrivata! Dall’altra, la via della speranza, del continuare a vivere e a scegliere ogni giorno, del non sprecare un solo attimo, del costruire fino alla fine.
E quando, quel giorno, lo incontrerò… quando incontrerò il Dio in cui ho sempre creduto, che ho sempre sentito presente, allora spero che, sorridendo, mi dica: “Vieni con gioia, amante della vita”».

Poche frasi lapidarie… ma quanta vita!

Quando le ho chiesto di poter condividere con voi queste righe, la sua voce, al telefono mi dava l’impressione tanto della perplessità quanto della sorpresa.
«Perché?» mi ha chiesto, «E’ un tesoro» le ho risposto.
E’ stata qualche secondo in silenzio e poi mi ha detto:«Non è un tesoro… E’ solo la mia vita.  Scrivi pure, se credi possa servire, ma non dimenticare di dire che la vita e la morte nessuno di noi può sceglierle».

C’è però una cosa che possiamo decidere: come vivere!

                           di suor Mariangela fsp

Guarda il video

GP2 GenerAzioni – Descrizione dell’uomo!

Ogni volta che leggo o ascolto il testo della poesia di Giovanni Paolo II, Descrizione dell’uomo, mi vengono in mente le parole del Beato Giacomo Alberione (fondatore della famiglia paolina):

“Semina un pensiero, raccoglierai un atto;
semina un atto, raccoglierai un’abitudine;
semina un’abitudine, raccoglierai un carattere;
semina un carattere, raccoglierai un destino”.

Giovanni Paolo scrive: “Semplicemente lavora. Abbi fiducia“…
ed è come se dicessimo: “Semplicemente SEMINA…“.

Ci siamo mai chiesti come e cosa “seminiamo” in noi stessi, negli altri, nel mondo?
Ecco, oggi, abbiamo la possibilità per farlo!!! 

 

DESCRIZIONE DELL’UOMO

Vi sono trame aggrovigliate.
Se provi a districarle senti che insieme ad esse dovresti strappare te stesso.
Ti basti allora guardare, cercare di capire,
non addentrarti pervicace che non abbia ad inghiottirti l’abisso:
è soltanto l’abisso del pensare, non è l’abisso dell’essere.
L’essere non assorbe, ma cresce e lentamente si tramuta in sussurro:
questo è il pensiero impregnato d’esistenza
TU, l’UNIVERSO, DIO.
Inversamente, senti come tutto alle gambe t’afferra
l’essere si riduce ad un punto, e il pensiero, come steppa, inaridisce.
Semplicemente lavora, abbi fiducia.
Ed entra in te solo quel tanto che ti renda cosciente del tuo orgoglio
e questo è già umiltà.
Sorveglia piuttosto la volontà.
Un prepotente sfogo dei sentimenti viene solo di rado
e a Dio non giunge.

(Giovanni Paolo II)