La parola ai giovani/17_Agosto

Secondo giorno a Madrid! Il caldo non scoraggia i tanti giovani pellegrini del mondo che con entusiasmo attraversano il parco del Retiro passando da uno stand all’altro della Fiera Vocacional!

Canti, balli, incontri  animano il lungo viale del Parco e i giovani si lasciano volentieri avvicinare anche dai nostri GEP, Giovani Evangelizzatori Paolini, che stanno vivendo Madrid da evangelizzatori!!!
Imparare a credere evangelizzando, che è il motto GEP, trova sempre più conferma anche in questa esperienza internazionale!!!

La parola anche a qualche GEP per sapere come stannovivendo Madrid da evangelizzatori!!!

Myriam – Veglie – GEP: Sono venuta qui a Madrid un po’ intimorita ma mi sono ricreduta… è un’esperienza incredibile e indescrivibile… ed è bello conoscere e tante persone di tante nazionalità con cui condividere la nostra fede!

Chiara – Salerno -GEP : Ola!!! Che bello essere qui, a Madrid, con tantissimi giovani di tutte le parti del mondo: Africa, Australia, Francia, Lettonia…e potrei continuare a lungo ad elencarvi  tutte le nazionalità che ho incontrato. Questa è la seconda Giornata Mondiale della Gioventù ma è la prima che vivo da GEP;  l’annuncio ai giovani del mondo fa parte del mio carisma e qui, ora, davvero posso viverlo appieno. Quanti giovani si fermano, chiedono, vogliono sapere a quale congregazione rispondiamo, prendono un rotolino con la Parola di Dio ed è davvero bello vedere i loro visi aprirsi al sorriso… il Signore dà coraggio a tutti noi pellegrini, anche a quelli che come me hanno quasi perso la voce e con i piedi doloranti. Benedetti i piedi di chi annuncia il Vangelo!!!

Anne Solene – France – Legionnaire du Christ:  bonjour j espere que les jmj sont une super experience dans votre foi priez pour le regne du christ sur la terre  et n  ayez pas peur de temoigner en son nom  ALLELUIA!!!!!! (Buongiorno spero che la gmg sia una super esperienza nella vostra fede, pregate per il regno di Cristo sulla terra e non abbiate paura di testimoniare nel suo nome!)

Messaggi arrivano anche via sms!!!

Laura: Non posso essere fisicamente lì pur desiderandelo molto ma vi penso e prego intensamente per voi. Ricordatemi in questi giorni di grazia a Colui nel quale abbiamo riposto la nostra fiducia. Grazie 

Mariangela: Salve non sono venuta a Madrid ma vi penso e prego per voi!

Antonio, Milena e il piccolo Ivan – Napoli: Un caloroso saluto!!!


Dawnie Maputi – Filippine:
 Mabuhay! Mula sa grupo ng Arkidyoses ng Manila Nagsisimula na ang World Youth Day dito sa Madrid, Spain. Dasal para sa inyong lahat 🙂 (Evviva! Dal gruppo dell’Arcidiocesi di Manila. la giornata mondiale della gioventù è già iniziata a Madrid e da qui una preghierina per tutti voi :-p

Occhi per vedere – 17 agosto/A Madrid con un Click

«Perché mi hai veduto, tu hai creduto;

beati quelli che non hanno visto e hanno creduto»

 Gv 20, 29

La beatitudine con cui si chiude il Vangelo di Giovanni, mi piace definirla, la beatitudine dei non vedenti! Vi suona strano? Anche a me! Strano, ma efficace. Ho sentito tante volte chiedere a Dio segni che permettano una fede più forte, più salda, più certa. Ma mi chiedo: siamo proprio sicuri che occorrano i segni perché questo accada?

Quanta gente sulle rive del lago di Galilea ha incontrato Gesù, ha visto segni straordinari e non ha creduto?

Quanta gente chiede segni, anche oggi, e poi dimentica di aver chiesto, ma soprattutto dimentica di aver ottenuto?

Quante volte ognuno di noi si è legato a una candela accesa, a una preghiera esaudita, a un miracolo ottenuto?

Eppure la beatitudine dei non vedenti ci spinge su orizzonti diametralmente opposti. Beati voi che non vedete; beati voi che credete nella notte; beati voi che muovete passi, fidandovi solo della sua voce; beati voi che non chiedete il conto per quanto avete offerto; beati voi che fate dei Sì detti, un Amen fedele; beati voi che non vedendo, non toccando, non stringendo prove tra le mani e nella mente, credete e lo fate fino in fondo, costi quel che costi!

Beato te che hai creduto Tommaso! Ma più di te è beata quella mamma che chinandosi sul corpo del suo piccolo, straziato dalla malattia ha detto: «Signore, mio!»… e lo ha detto piangendo.

Beato te Pietro che hai avuto il coraggio di stringere la mia mano per lasciarti risollevare dalle acque, di guardarmi nella notte del tradimento. Ma è ancora più beato colui che dopo aver tradito ha insegnato al suo cuore le vie del pentimento e ha incontrato nell’amore la forza di cambiare.

Beato te Zaccheo, che ascoltando la mia voce sei sceso subito e mi hai accolto in casa tua. Ma è ancora più beato colui che apre ogni giorno la sua casa al povero e condivide il poco di cui egli stesso vive.

Beati tutti voi che toccando il mio mantello, ascoltando le mie parole, percorrendo le mie stesse strade avete creduto in me e per me avete perso ogni cosa. Ma sono ancora più beati coloro che ogni giorno, in ogni parte del mondo, fanno della loro vita un dono, che scelgono di perderla per amore, che non misurano e amano, trovando solo nella croce il senso e la forza di ogni singolo Sì.

Beato te fratello senza nome che a Gerico hai ottenuto la vista! Ma più di te è beata ogni donna e ogni uomo che crede, continuando ad accogliere il buio del dubbio, della notte, della morte, della solitudine, della sfiducia, trovando in me e nella mia Parola la forza, la determinazione, la giusta motivazione per risorgere nel cuore.

Fermiamoci anche oggi, cari amici blogger! E lasciamo che la beatitudine dei non vedenti entri nella nostra vita.

A noi è chiesto di vedere con il cuore, di credere in pienezza, di pronunciare i nostri amen ogni giorno. Entriamo allora nell’esperienza degli apostoli, perché il Signore Risorto, oggi desidera incontrare noi e donare pace al nostro cuore inquieto, perché ognuno di noi possa credere che lui è il Figlio di Dio, il Salvatore!

 Gv 20, 19- 31

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”.
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”. Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”.
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: “Pace a voi!”. Poi disse a Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!”. Gli rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!“.
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Cosa il Vangelo sussurra al nostro cuore? Quale passaggio interiore ci chiede?

Prega con il VIDEO: SALDI NELLA FEDE

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