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Speciale campi estivi (1a parte)

Paestum – Capaccio (SA): “Felicità cercasi” – Campo scuola con i figli della Santa Famiglia

Dal 15 al 18 luglio 2010 si sono svolti, a Paestum (SA), gli Esercizi Spirituali annuali per le coppie dell’Istituto Santa Famiglia, uno dei dieci rami della Famiglia Paolina. Con loro erano presenti anche i figli e, per quelli dai 12 ai 18 anni, la proposta delle Figlie di San Paolo è stata quella di vivere, in parallelo, un campo scuola pensato e preparato appositamente per loro!!!
Animato da suor Mariangela Tassielli (fsp) e Dalia Mariniello (una dei GEP – Giovani Evangelizzatori Paolini), il campo ha avuto come tema: Felicità cercasi! Un viaggio alla ricerca della felicità attraverso momenti di catechesi, riflessione, preghiera… il tutto organizzato come “un grande gioco” durato tre giorni; con squadre, punti da conquistare, sfide da vincere, prove da superare… mettendo in gioco se stessi, i propri talenti, le proprie capacità e collaborando con gli altri, appartenenti alla propria squadra e non!!! Sì perché una delle particolarità di questo grande gioco è stata che anche l’attenzione, la collaborazione, l’aiuto “offerte” ai propri “rivali”, permettevano di conquistare punti!!!
I giovani partecipanti hanno dimostrato subito la voglia di mettersi in gioco, di superare sé stessi, di collaborare, di aiutarsi, di restare aperti per apprendere da tutti, di ascoltare tutti, perché ognuno ha la sua ricchezza da poter donare agli altri… ma bisogna essere disposti ad accoglierla!!!
Dapprima le dinamiche/giochi di conoscenza hanno permesso ai ragazzi di conoscersi un pochino comunicandosi non solo i propri nomi e le provenienze ma anche i propri desideri, i propri sogni!!! La ricerca della felicità ha avuto inizio con un’asta, in cui, ad essere in vendita, erano dei valori/mattoni utili per costruire la propria casa della felicità!!! Mattoni più importanti da mettere come fondamenta e valori magari meno importanti ma comunque utili per costruire una casa. Ultimo mattone, conquistato superando delle prove, è stato quello del tetto con su scritto il valore dei valori: SE STESSI!!! Siamo noi il valore dei valori, noi con i nostri pregi e i nostri difetti, con la nostra unicità! Noi siamo l’ingrediente segreto di qualcosa di speciale che è la nostra vita… questa la conclusione a cui si è giunti anche attraverso la visione del film Kung Fu Panda.
La felicità, come tesoro da trovare, è stata simbolicamente cercata anche attraverso una divertente Caccia al tesoro che ha visto tutti i partecipanti seriamente impegnati e pronti a collaborare!!! L’ultima prova ha portato i ragazzi in una stanza con al centro uno scrigno, la Parola di Dio, una lampada, una veste bianca battesimale… attorno a cui è stato vissuto un importante momento durante il quale, i ragazzi chiamati per nome e segnati con la croce, sono stati simbolicamente “battezzati a nuova vita”, ricevendo per l’occasione anche un bracciale con un nome nuovo (FIDUCIA, BONTÀ, PERDONO…). Un “battesimo” particolare per impegnarsi nel rinascere valorizzandosi, apprezzandosi!!!
Alla felicità magari un po’ più “materiale” ma non certo superflua, hanno contribuito anche due escursioni: una ai templi di Paestum e l’altra alle grotte di Castelcivita in cui, oltre ad ammirare le bellezze naturali, si è potuto godere di un po’ di fresco!!!
Il campo si è concluso con Nutella party e cocomerata… e oltre a nuovi compagni, tante risate, giochi, incontri… ognuno ha portato a casa, oltre al premio vinto e una “lettera di Dio”, l’ingrediente segreto da inserire nella ricetta della propria felicità: essere sé stessi, credere in ciò che si è, valorizzarsi e fare dei propri limiti i propri punti di forza. Ognuno è unico e prezioso agli occhi di Dio, un Dio che è lì ad aspettare ognuno a braccia aperte!
(D.M.)

La testimonianza di una giovane partecipante:

«Mi chiamo Enrica e sono una ragazza di 16 anni. Vivo a Veglie (LE). I miei genitori sono una coppia appartenente all’Istituto Santa Famiglia e come ogni anno in estate vanno a trascorrere quattro giorni di Esercizi Spirituali all’insegna della preghiera, della riflessione e della condivisione. È proprio grazie alla mia famiglia che ho vissuto una delle esperienze più belle, costruttive e toccanti della mia vita. Sì perché anche quest’anno parallelamente al corso per le famiglie è stato organizzato anche un campo per i loro figli guidato da suor Mariangela e Dalia a Capaccio – Paestum dal 15 al 18 luglio. Appena arrivati nella struttura, dopo il nostro viaggio caratterizzato da un caldo cocente, siamo stati avvolti da un abbraccio accogliente e premuroso, che non potrò mai dimenticare, da parte delle nostre animatrici.
Il nostro primo appuntamento insieme era alle 17,00. Pian piano ho visto  arrivare i ragazzi con cui dovevo condividere il mio tempo, le mie capacità, le mie energie… alcuni li avevo già conosciuti l’anno scorso a Pacognano, altri invece li vedevo per la prima volta… così dentro di me cresceva la voglia di conoscere nuovi amici e stare bene con loro. Dalia e suor Mariangela ci hanno insegnato vari giochi perché conoscessimo bene tutti i nomi e perché no anche qualcosa di più.  Poi siamo stati divisi in due squadre di cui abbiamo scelto noi i nomi: la squadra delle Aquile, composta da Ermanno, Giacomo, Tecla, Stefano, Eva e me; e la squadra delle Tigri, composta da Silvia, Ferdinando, Mariapia, Gennaro,Laura e Francesco. E’ stata proprio questa divisione in squadre a sancire l’inizio di una gara un po’ particolare che è durata fino a domenica mattina e in cui aveva la meglio non chi imbrogliava o chi pensava solo alla propria squadra ma chi piuttosto cercava di collaborare insieme con l’altra parte e di volerle ancora più bene. Così tra giochi, divertimento, attività ed uscite è nata tra di noi una grande complicità e lentamente prendeva forza un’amicizia vera fatta di piccoli gesti molto significativi.
Ci sono state anche due escursioni. La prima a Paestum e la seconda alle grotte di Castelcivita. È stata la prima volta in cui ho potuto ammirare con i miei occhi  templi che fino a poco tempo fa avevo sempre visto solo in foto, stampati sui miei libri di storia.
Oltre all’amicizia con tutti i ragazzi, quello che mi è rimasto impresso di quest’esperienza è stata la premura di suor Mariangela e di Dalia che hanno messo tutto a nostra disposizione dandoci tanta fiducia. Mi sono rimaste nel cuore le parole di sr Ma’ [sr Mariangela ndr] che ci ha dato tanti consigli sulla vita e soprattutto ricordo bene il suo invito ad apprezzare ogni cosa che il Signore ci ha donato, perché tutto anche quello che ai nostri occhi può sembrare insignificante è un suo immenso dono.
Poi, mi ha colpito una cosa che non avevo molto valutato prima: si può imparare qualcosa da qualsiasi persona e la cosa importante è vedere il bello che c’è in ognuno e non solo i suoi difetti e infine una realtà che le nostre animatrici ci hanno fatto capire attraverso la visione del film “Kung Fu Panda”: CREDERE IN NOI STESSI.
Forse nella vita, io mi sono sempre preoccupata di scoprire, senza riuscirci, quell’”ingrediente” che mi mancava per essere veramente felice o per ottenere qualcosa a cui tenevo tanto. Solo grazie a quest’esperienza ho capito che in realtà non esiste una ricetta, non c’è nessun ingrediente segreto. Le uniche cose indispensabili sono le mie capacità… e anche i miei difetti possono aiutarmi a perseguire i miei scopi. C’ è una frase che le nostre educatrici hanno scritto su un cartellone e che mi rimarrà sempre impressa: “Tu sei il solo tesoro, tu sei unico e prezioso” e assieme a queste parole ci hanno consegnato anche una lettera personalizzata da parte di… Dio!!!”. È stato un momento indimenticabile: eravamo seduti per terra davanti alla parola di Dio e ognuno di noi ricevendo la pergamena metteva vicino alla Bibbia una piccola luce.
L’ultimo giorno si è svolta la caccia al tesoro. Questa ha stabilito come squadra vincente quella delle Aquile. Poi le due squadre si sono recate in una stanza dove al centro c’era un grande scrigno. Abbiamo vissuto un emozionante momento di preghiera fatto di gesti piccoli ma toccanti. Prima la consegna di un premio per entrambe le squadre poi, ognuno doveva andare da sr Ma’ per farsi ungere con dell’olio in segno di benedizione e poi da Dalia che legava al nostro braccio un nastrino bianco sul quale era scritto un dono che Gesù ci consegnava. Questo  momento che ricordava un po’ il nostro Battesimo ed è stato uno dei più commoventi.
Salutando uno per uno i miei amici e le mie educatrici pensavo dentro di me a come mi avessero aiutata quei giorni a guardare la vita da un’altra prospettiva… quella dell’AMORE VERO».

Enrica – Veglie (LE)

La vita come risposta – alias “Dio ma che lingua parli”/8

Ottavo incontro di spiritualità e formazione per giovani… e non solo

E anche quest’anno siamo arrivati all’ultimo incontro del cammino di spiritualità e formazione il cui tema per il 2009-2010 era Dio ma che lingua parli? tenuto dalle Figlie di San Paolo a Napoli, Salerno e… ovunque ci abbia portato l’annuncio della Parola, l’amicizia e il servizio. Quasi dieci mesi insieme tra incontri mensili e campi di Natale e di Pasqua. Un bel pezzo di strada fatto con il Signore, tra momenti lieti e momenti di fatica, tra momenti di impegno concreto e momenti più “leggeri”… incontri che hanno rispecchiato la nostra vita e che per questo, benché condivisi da tutti, sono stati come “personalizzati”. La Parola ha sempre parlato ad ognuno di noi: quella spezzata, spiegata e resa laboratoriale da sr Mariangela e quella cantata e fatta vivere liturgicamente da sr Silvia. Nel cuore sorge spontaneo il grazie per entrambe, poi per sr Tonia che è stata con noi per qualche incontro e per le varie comunità delle Figlie di San Paolo che ci hanno accolti in quest’anno, in primis quelle di Salerno e di Napoli (Capodimonte). Un grazie anche a ciscuno di noi che ha partecipato, tanti volti, tante storie, tante provenienze, un solo cuore e un solo spirito. Che bello sperimentare l’essere Chiesa! Siamo diversi, ma il Signore ci unisce e ci manda… perché ci è difficile tenere solo per noi quello che abbiamo ricevuto.
Quest’ultimo incontro lo abbiamo vissuto a Roma, nella comunità FSP di via Castro Pretorio il 26 – 27 giugno. Il tema specifico era: La vita come risposta. E riflettere sul Vangelo di Luca (Lc 9, 51-62) come ce lo proponeva la liturgia domenicale nel contesto di una Professione Perpetua, di un Rinnovo e della nostra stessa vita che è e deve comunque essere una risposta a quello che il Signore chiede è stato molto molto particolare e ha scavato dentro.
Il motivo principale della nostra trasferta romana è stato proprio l’essere vicini a sr Tonia (che conosciamo bene) e sr Chiara nel giorno della loro Professione Perpetua (ovvero, nel giorno in cui hanno detto SI al Signore impegnandosi “per tutta la vita”), ma una felice coincidenza ha voluto che nello stesso giorno abbiamo potuto celebrare con sr Silvia la sua quarta rinnovazione annuale dei voti. Veramente tanti motivi per gioire, per riflettere e per… esserci. Tutto è cominciato nel primo pomeriggio di sabato 26, quando siamo “sbarcati” dal treno alla Stazione Termini, ad attenderci una GEP romana e la vicinissima Comunità delle Figlie.
Dopo un allegro “pit stop” anti-afa e una veloce esplorazione dei nuovi ambienti ci siamo messi al lavoro per organizzare al meglio la veglia di preghiera eucaristica per le due sorelle che il giorno dopo avrebbero fatto la Professione Perpetua e anche per portare a termine alcuni simpatici gadgets che ci sarebbero stati utili per un’animazione post-celebrazione un po’ più… ehm… goliardica ai danni delle due suore ormai “forever” =D Verso le 19.15 ci siamo spostati in Via Antonino Pio, presso la comunità FSP Divina Provvidenza, dove abbiamo preparato la cappella per la Veglia Eucaristica che è iniziata verso le 20.45 e a cui hanno partecipato oltre a sr Tonia e sr Chiara, che hanno fatto anche la loro testimonianza vocazionale, numerose Figlie di San Paolo provenienti da tutte le comunità di Roma. Un’ora abbondante di preghiera in compagnia di San Paolo (e come poteva essere diversamente?) e di Gesù Eucaristia. Numerosi i momenti di commozione e di sentito ringraziamento al Signore per la vita e la storia di ognuno di noi. Dio ama abitare nelle nostre notti per… riempirle di luce. Basta aprirgli la porta del nostro cuore! Dopo la veglia una cenetta arrangiata ma simpatica alla Divina Providenza con la gradita compagnia di sr Dina, la superiora della comunità e poi…. un magnifico giro, non proprio previsto, di Roma by night con tanto di gelato. Ci voleva proprio.

La sveglia comunque non si è fatta attendere al mattino ed abbiamo vissuto un momento tutto nostro di preghiera ed approfondimento della Parola che si è prolungato con uno spazio di meditazione personale e la possibilità di accostarci al sacramento della Riconciliazione. Alle 11.30 è poi iniziata la S. Messa dove sr Silvia ha rinnovato i suoi voti annuali e a seguire pranzo di festa con tutta la Comunità FSP di Castro Pretorio. Un bel momento. Ma il pomeriggio incalzava e alle 16.00 sarebbe iniziata la S. Messa solenne di Professione Perpetua. Con un’organizzazione impeccabile nonostante qualche ritardo non calcolato siamo arrivati al Santuario Regina Apostolorum in tempo per sistemare i nostri “gadgets” post-professione e abbiamo poi partecipato alla solenne liturgia assieme a tantissime Figlie di San Paolo (il santuario aveva una tonalità decisamente avion [ndr. Il colore della divisa delle FSP]) e a numerosi membri della Famiglia Paolina. A seguire il rinfresco, con momenti di festa e di allegra confusione… abbiamo visto sr Tonia e sr Chiara esauste ma felici e… alla fine è arrivato il momento di ripartire. Un bel fine settimana e una bella fine del nostro anno insieme. Adesso ci sono i campi estivi… e si apre una nuova pagina.

E voi che fate questa estate? Consigliamo ‘vivamente’ un giro sulla pagina Iniziative per vedere tutte le proposte estive. W l’estate!!!!!!!!!!!

Angri (SA): Giornata Regionale della Gioventù

“Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede”… questo il tema della GMG 2011 che vedrà milioni di giovani recarsi in Spagna per incontrare Benedetto XVI ma questo anche il tema “lanciato” durante la GRG 2010 (Giornata Regionale dei Giovani) che per noi campani si è svolta ad Angri il 2 giugno. Un pomeriggio di incontri, catechesi, preghiera, festa… che ha visto la partecipazione di circa 2000 giovani appartenenti ad associazioni, gruppi, movimenti diversi… eppure, nella diversità dei carismi, si è potuto bene sperimentare il versetto paolino “Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo” (1Cor 12,12). L’appartenenza a gruppi diversi, infatti, non ci ha impedito di sentirci tutti membra di un unico corpo: la Chiesa!
In questa dimensione ecclesiale e clima di grande famiglia, non potevamo mancare noi GEP insieme alle Figlie di San Paolo (in questo caso sr Mariangela) a cui è stato chiesto di allestire uno stand per poter promuovere, presentare, far conoscere, al pari di altri gruppi, la nostra realtà di Giovani Evangelizzatori Paolini!!!

Sin dal primissimo pomeriggio ci siamo recati in piazza Doria, ad Angri, luogo del raduno, per poter allestire il nostro magnifico stand arancione!!! Come giovani legati alle suore Paoline, non potevamo non portare con noi alcuni strumenti apostolici della comunicazione: pc, libri, schermo, proiettore, casse, dépliant… il tutto montato con grande entusiasmo e voglia di metterci in gioco perché TUTTO potesse dire chi eravamo, potesse parlare di noi! Il clima è stato quello di una grande collaborazione, non solo tra noi, ma anche con i giovani degli altri movimenti con cui non è mancato l’aiutarsi vicendevolmente per mettere su dei gazebo, che al contrario del nostro, prevedevano una laurea in ingegneria per essere montati!!! ;-P
Verso le 18.00 i giovani, provenienti dalle varie diocesi campane, dopo aver partecipato ai vari momenti di catechesi previsti, sono finalmente giunti in piazza Doria trovando, tra gli altri, noi GEP pronti, entusiasti, felici di accoglierli!!!
Per noi non poteva esserci modo migliore di dare il benvenuto se non invitando i giovani a scegliere uno degli oltre 1000 rotolini con una frase della Parola di Dio posti in un bel cestino proprio accanto alla Bibbia e all’icona di San Paolo. Volti sbalorditi, contenti, increduli… il pensiero comune, da alcuni espresso da altri taciuto con la bocca ma espresso con il viso, è stato:
WOW PROPRIO LA PAROLA ADATTA A ME IN QUESTO MOMENTO! Già, Dio ha per ognuno la parola giusta, adatta per quel preciso momento, per quella circostanza… Lui scruta e conosce i nostri pensieri, i nostri vissuti, i dubbi, le paure, le gioie sperimentate! Non è mancata comunque l’attenzione, la disponibilità e la preparazione di sr Mariangela per dare risposte più precise e mirate a chi avesse voluto saperne di più!

Tanti sono stati i dépliant distribuiti: “prontuari” con suggerimenti su come pregare, confessarsi…, altri che spiegavano qualcosa sulla Famiglia Paolina, sulle Figlie di San Paolo e sul GEP. Molti gli inviti offerti a chi ha voluto, con le info sulle attività estive proposte dalle suore Paoline, soprattutto i tanto attesi CAMPI SCUOLA per giovani, adolescenti, catechisti a cui io stessa non vedo l’ora di partecipare!
Tanti volti incontrati insomma… tante persone con cui poter chiacchierare, scambiare opinioni, pensieri, desideri… a cui dire che come GEP, desideriamo annunciare il Vangelo proprio come ha fatto San Paolo e desideriamo farlo utilizzando i vari mezzi di comunicazione così come ha suggerito il Beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina.

Molti i giovani che, interessati dal nostro cammino, hanno lasciato i propri contatti per aderire ad alcune iniziative proposte dalle Figlie di San Paolo ossia ricevere Buona Domenica (la newsletter con i commenti sul Vangelo domenicale, le novità in libreria e le iniziative paoline svolte in tutto il mondo dalle FSP), e l’SMS Vangelo, un piccolo ma importante augurio, riflessione, provocazione che a partire dal Vangelo, settimanalmente allieta le giornate di molti giovani!
Tanti coloro che si sono soffermati vicino al nostro stand per poter vedere il video proiettato sullo schermo… una serie di immagini e frasi tratte da celebri canzoni e da passi della Bibbia, quasi a dire che Dio non è poi così lontano e che ciò che è scritto nella Bibbia, “libro” per molti demodè, antico, in realtà è attualissimo e “cantato” ancora oggi!
La giornata è continuata con un momento di Adorazione Eucaristica, la cena e un concerto finale!!!

Verso fine serata non è mancata la stanchezza che però non ha preso il posto dei volti incontrati, dei sorrisi, degli abbracci, dell’allegria, dei sogni, delle speranze di ognuno.
Cosa abbiamo fatto di straordinario come GEP??? Forse tanto o forse niente, una cosa è certa: abbiamo “dato” il Vangelo o almeno ci abbiamo provato, il tutto in stile paolino. Non ci siamo risparmiati in niente, animati da un’unica volontà: annunciare il Vangelo lasciandoci accompagnare sempre dal nostro motto “A credere s’impara evangelizzando”! Tutti abbiamo dato il meglio di noi stessi anche chi non è stato fisicamente presente, c’è stato infatti chi colpito dall’influenza, da casa, ha offerto per noi e chi, non potendo esserci, per motivi di lontananza, ha pregato per noi! Insomma vicini e lontani uno per tutti e tutti per Dio.
Anche se Gesù ci insegna che dobbiamo seminare e avere pazienza perché forse non saremo noi a raccogliere i frutti seminati, in realtà qualche piccolo frutto lo abbiamo raccolto molto presto! Ancor prima che la serata finisse sono arrivati i primi sms di alcuni giovani incontrati, l’indomani alcuni si sono scritti sulla pagina di Facebook Giovani&Vangelo dedicata dalle Paoline in maniera specifica a noi giovani, altri hanno visitato il blog Cantalavita o hanno lasciato messaggi in fb.
Sono proprio contenta, contenta di aver vissuto questa esperienza, di aver potuto sperimentare un’appartenenza ecclesiale e soprattutto contenta di aver potuto dire, a tanti, che nella Chiesa, tra le varie membra ci siamo anche noi, c’è anche il GEP!!!

Dalia – Pomigliano d’Arco (NA)

Via Verità e Vita – Maggio/Giugno 2010 – Differenza di genere:una questione educativa?

L’orizzonte di un processo complesso

di Franca Feliziani Kannheiser

La frase biblica “maschio e femmina Dio li creò” (Gen 1,27) rappresenta, se letta in un’ottica educativa, l’orizzonte di un processo complesso le cui radici riportano all’origine della vita di ciascun individuo; riguarda il contesto sociale e culturale in cui ognuno cresce; chiama in gioco educatori che sanno interrogarsi sul loro rapporto con le differenze e riconoscono la necessità di rispetto autentico ed effettivo delle donne e degli uomini che compongono la Chiesa, per quanto riguarda la costruzione della loro identità, la specificità d’approccio alla realtà, lo sviluppo di un pensiero “altro” e di un’esperienza religiosa connotata anche dal proprio genere sessuale.
Se non si tiene presente tale orizzonte, ci si riduce a proporre itinerari di catechesi che soltanto superficialmente incidono sul problema, limitandosi, piuttosto, a un’operazione di facciata.

Non i bambini o i ragazzi costituiscono il soggetto della catechesi ma, le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi o, meglio ancora, quel bambino o quella bambina, quel ragazzo o quella ragazza nella sua individualità. Il fatto che ogni persona sia connotata dal suo essere uomo o donna è quanto di più evidente possa esserci; altrettanto evidente, però, è la difficoltà di tradurre in percorsi di catechesi concreti e verificabili i principi di antropologia sessuale cristiana che sono stati costantemente ribaditi dai documenti magisteriali.

Nel passato parlare della sessualità significava quasi esclusivamente richiamare al rispetto del sesto comandamento, con il risultato di creare, non raramente, un’atmosfera di pericolosità e di sospetto intorno ad essa. I catechismi dell’iniziazione cristiana ribadiscono, al contrario, una concezione integrata della sessualità.
A motivo della concezione biblica della persona umana il tema delle differenze di genere rappresenta un contenuto fondamentale della catechesi. Nella Genesi sono proprio l’uomo e la donna nella loro reciprocità e diversità ad essere immagine di Dio.

Percorsi di catechesi, che conducano a riflettere criticamente sulle differenze di genere per scoprire la ricchezza dell’essere, nei diversi ambiti di vita, uomo e donna insieme, creati a immagine di Dio, potrebbero avere i seguenti obiettivi:

  • cogliere le caratteristiche comportamentali e psicologiche che esprimono “diversità” tra ragazzo e ragazza e ricercare ciò che dà loro pari dignità;
  • saper individuarne nella propria realtà personale e in quella dei compagni gli elementi di diversità e di arricchimento reciproco che appaiono sempre più evidenti con la crescita;
  • diventare consapevoli dei molti cliché e pregiudizi sull’identità e sul ruolo dell’uomo e della donna e imparare a verificarli;
  • saper intuire nelle dinamiche interpersonali i fattori che determinano atteggiamenti di accoglienza e di rifiuto dell’altro sesso;
  • saper interrogare la Bibbia per scoprire la profondità di un progetto “due per l’unità”, insieme come immagine di Dio, cocreatori del mondo.

 

Tratto da:

News su Iniziative

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Vie per il Vangelo

Sabato 15 e domenica 16 maggio a Salerno, presso la comunità delle Figlie si San Paolo, c’è stato il settimo incontro di formazione e spiritualità per giovani dai 18 ai 30 anni: “Dio ma che lingua parli?”.
Rispetto agli altri incontri, questo aveva una particolarità in più. Il 16 maggio, infatti, Solennità dell’Ascensione, la Chiesa ha celebrato la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali e, ormai da vari anni, le Paoline di Salerno  assieme ai giovani che le frequentano, hanno scelto di vivere la notte che precede la Solennità, e quindi la Giornata delle Comunicazioni Sociali, davanti a Gesù Eucaristia e fra i numerosi giovani che popolano la notte salernitana: Adorazione ed Evangelizzazione di strada. Un connubio esplosivo!!!
Il pomeriggio di sabato 15 è trascorso preparando il materiale per il volantinaggio e per l’adorazione, ma l’unione ha fatto la forza e tutto è stato sbrigato molto velocemente. Alle 17.00 alcune nozioni spirituali e “pratiche” per i giovani evangelizzatori e alle 18.00, dopo un momento di preghiera –  e nonostante il tempo che minacciava un diluvio universale imminente – c’è stata l’uscita per il volantinaggio. Armati di ombrelli e di una carica incredibile i giovani hanno percorso in lungo e in largo Corso Vittorio Emanuele invitando i passanti, soprattutto i giovani, all’Adorazione Eucaristica che sarebbe iniziata alle 22.00 nella Parrocchia di S. Lucia in via Roma (una piccola chiesa situata nella strada della movida notturna salernitana, ricca di pub e di locali).
La pioggia minacciata, alla fine ha letteralmente inzuppato i nostri giovani in maglietta gialla (la maglia dei GEPGiovani Evangelizzatori Paolini) ma i 1000 e più volantini erano già al sicuro nelle mani di famiglie, giovani e anziani che avevano fatto capolino sul corso sperando in un momento di bel tempo. Una cena velocissima e tra una goccia di pioggia e l’altra tutti in via Roma, alla nostra ormai familiare chiesetta, per allestirla al meglio per la lunga notte di preghiera ed evangelizzazione.
Alle 22.00 è iniziata l’Adorazione Eucaristica: davanti al Maestro abbiamo pregato assieme a tutti i presenti per il mondo della Comunicazione, ed è stata preghiera di lode e di riparazione. Lode per il bene che circola nei media e riparazione per il male presente. Verso le 23.30 i giovani evangelizzatori, chiamati a coppie da don Marcello, che presiedeva l’Adorazione, baciata la Parola e con la benedizione del Signore sono usciti in strada per incontrare i loro coetanei e renderli partecipi di una bellissima notizia: c’è Qualcuno che ti vuole incontrare!!!
L’Adorazione è continuata in maniera personale fino al ritorno dei giovani evangelizzatori verso le 2.00 del mattino. Ma dalla loro partenza al loro arrivo… quanti giovani sono passati davanti al Maestro portando la loro piccola luce e la loro
preghiera, quanti si sono accostati alla Riconciliazione, quanti hanno chiesto anche solo di parlare con qualcuno che Gesù lo avesse davvero incontrato!
Un gruppetto di giovani accoglieva coloro che entravano un po’ spaesati in chiesa e un altro li accompagnava con amore all’uscita, le sorelle della comunità e molti membri della Santa Famiglia sono rimasti per la maggior parte della notte in preghiera per i giovani che evangelizzavano per strada e per quelli che entravano desiderosi di incontrare il Signore, sr Mariangela coordinava l’accoglienza e il saluto ed era disponibile per incontrare i giovani desiderosi di parlare con qualcuno, don Marcello e il parroco confessavano e ascoltavano i giovani, sr Silvia all’organo garantiva un clima di adorazione e guidava la preghiera…. il tempo si era come fermato e quando verso le 2.00 sono rientrati i giovani missionari non sembrava che fossero passate ben più di due ore. Vedere la grazia del Signore passare e toccare i cuori è sempre una cosa meravigliosa e le numerose fiammelle ai piedi del Santissimo testimoniavano che molti incontri erano avvenuti!.
L’ultima parte dell’Adorazione è stata di ringraziamento per le meraviglie che il Signore aveva compiuto e per tutti i giovani incontrati per strada e in Chiesa da tutti noi. La pioggia, che a tratti continuava a cadere nella notte non ha fermato il fiume della grazia, e l’entusiasmo e la sincerità dei giovani evangelizzatori è stata contagiosa e germe di bene, ci auguriamo, per tanti loro coetanei.
La domenica mattina la sveglia è suonata un po’ più tardi del solito per i giovani missionari, e a ragione!! Dopo una bella colazione piena ancora dei ricordi e delle avventure della notte, siamo scesi tutti in libreria per sistemare l’ambiente e per renderlo accogliente. Alle 11.00, infatti, attendevamo i “giovani della notte” al nostro incontro: Dio tra domande e risposte. Purtroppo nessun nuovo giovane  è venuto a trovarci, ma non ci è importanto molto, perché i nostri cuori erano aperti e abbiamo sperimentato, più volte ormai, che i frutti dell’evangelizzazione si scoprono con grande meraviglia durante l’anno. Ci piace condividere con voi il fatto di una ragazza, che ormai da un anno frequenta il nostro gruppo, che ci aveva conosciuti proprio durante una di queste ‘nostre’ notti. Non era venuta neppure in Chiesa, ma il volto di chi le aveva dato l’invito era rimasto impresso in lei e… il Signore ha fatto il resto, aiutato anche dai mezzi di comunicazione!!!!! =)
Nel pomeriggio, la nostra avventura si è conclusa con la S. Messa e poi sono cominciate le precipitose partenze: erano con noi infatti giovani provenienti dalla Campania, dal Lazio, dalla Puglia e dall’Abruzzo. Una bella avventura!!! E adesso ci aspetta l’ultimo incontro a giugno e… i CAMPI ESTIVI!!!!!!!!!!!!

Lasciamo la parola adesso a Iacopo, 17 anni, alla sua prima evangelizzazione di strada:

Un week-end straordinario…
Tale si è rivelato essere quello del 15 e 16 maggio trascorso presso la “casa” di Salerno delle suore Paoline, e nonostante io abbia
frequentato i loro incontri, ovvero un week-end al mese, per quasi un anno, sono rimasto impressionato positivamente dagli avvenimenti di questo week-end in particolare.
Infatti nel pomeriggio del sabato, precisamente dalle 18 alle 19, siamo scesi in strada, in corso Vittorio Emanuele, e abbiamo fatto volantinaggio. Per l’occasione tutti i presenti hanno indossato la gialla maglietta GEP e dopo esserci divisi in due gruppi abbiamo distribuito i volantini. Il fatto incredibile è che se incontravamo una persona o una coppia che proveniva dall’area coperta dall’altro gruppo la maggior parte aveva già ricevuto il volantino e ce lo mostrava, a dirla tutta “leggermente” stropicciato, come prova. Successivamente, alle nove della stessa sera, ci siamo spostati nella chiesa di S. Lucia dove divisi in tre gruppi abbiamo preparato la chiesa per l’adorazione.
Durante l’evangelizzazione tutti avevamo un compito preciso: un primo gruppo, composto da varie coppie, era in strada per invitare i giovani a partecipare all’adorazione; un secondo gruppo, posto in chiesa a una delle sue entrate, era il “gruppo di benvenuto” che doveva accogliere i giovani che avendo risposto all’invito entravano in chiesa; infine il gruppo a cui io appartenevo e che era situato sotto un padiglione esterno,  aveva il compito di chiedere ai giovani usciti dalla chiesa il numero di cellulare e l’e-mail per inviagli l’SMS Vangelo e Buona Domenica, in più ci erano stati dati anche degli inviti da distribuire a chi avessimo incontrato vicino alla chiesa e quindi allo stand coperto.
Questa è stata l’esperienza più interessante poiché il sabato sera si possono fare incontri molto vari. Infatti, oltre alle coppiette che girano per pub, ho potuto incontrare gente di ogni tipo e che, per quanto il loro aspetto potesse dire altrimenti, mi hanno ascoltato cortesemente, e anche se dopo il mio invito non sono entrati in chiesa, parecchi si sono ripresentati quasi verso l’ora di “chiusura”, intorno alle due e mezza del mattino successivo, avendo ancora in mano il segnalibro-invito. Questa nostra fatica si è infine rivelata un successo. Infatti i veterani delle passate evangelizzazioni hanno mi hanno confermato che il flusso di persone entrate nella chiesa è stato considerevole; e il sapere di aver contribuito alla buona risuscita di questa “avventura” mi riempie di soddisfazione.

Iacopo – Salerno

RAGAZZI & DINTORNI – Aprile 2010 – Dossier Volontariato

Beato chi cerca la giustizia

di Cecilia Salizzoni

Il Parlamento Europeo ha approvato la richiesta di proclamare il 2011 “Anno europeo del volontariato”, un’iniziativa che sottolinea l’importanza rivestita da questo settore di attività, che coinvolge tre cittadini su dieci dell’Unione Europea, per un totale di circa cento milioni di persone.

Un tema forte, che richiede di essere preparati per tempo ad affrontarlo, dato che non mancherà di essere oggetto di attenzione in vari contesti di vita: istituzioni, associazioni, gruppi di riflessione…

Perché dare tanto risalto al volontariato?
La preoccupazione del Parlamento Europeo è certamente quella di promuovere, tra l’altro, i valori europei soprattutto presso i giovani, favorendo il dialogo intergenerazionale e interculturale, la sensibilità agli aiuti umanitari e allo sviluppo dei cosiddetti Paesi del Terzo mondo, l’integrazione dei migranti, la promozione dei diritti umani e lo sviluppo sostenibile, la tutela dell’ambiente e la crescita dell’occupazione…

Può rimanere fuori da tutto questo la catechesi, e in genere le tante attività che si svolgono all’interno delle comunità ecclesiali, che sul volontariato fondano grandissima parte del loro impegno?

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Aprile dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

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Via Verità e Vita – Marzo/Aprile 2010 – Evangelizzare nella cultura digitale

L’annuncio attraverso i new media

di Alessandra Gaetani

L’avvento dei nuovi media e di internet, in particolare, ha innovato e rinnovato anche il modo di evangelizzare.
Suor Nadia Bonaldo, suora paolina, ha lavorato prima alla redazione dei libri per poi passare alla direzione di Paoline editoriale libri di Milano. Oggi è responsabile del sito http://www.paoline.it.
Dal “peso” della carta stampata alla “virtualità” del web, dunque: «È tutto molto positivo e stimolante, anche se l’attenzione alle nuove forme del comunicare, ai nuovi strumenti e ai nuovi linguaggi è nel DNA del nostro carisma paolino. Oggi l’evoluzione tecnologica è così veloce e in continua trasformazione che il rinnovamento non è mai finito, diventa uno statu quotidiano. L’ammonimento del nostro fondatore il beato Don Giacomo Alberione: “Vivete in continua conversione” può essere riferito non soltanto alla vita spirituale, ma anche all’atteggiamento nello svolgere la missione apostolica. Mai assolutizzare forme e linguaggi di un tempo. Ciò che rimane immutabile ma, nello stesso tempo, è sorgente di vita e creatività perché racchiude in sé una forza dirompente, è il contenuto, il Vangelo di Gesù Cristo».

Si sente parlare tanto di nuove sfide pastorali e la Chiesa è impegnata nella ricerca dei modi più efficaci di rispondere alle esigenze di un mondo che cambia molto in fretta, anche usando al meglio le possibilità offerte dai media: «Ogni discorso pastorale deve tener conto dell’ambiente e della cultura in cui vivono le persone. I metodi devono considerare le modalità in cui, oggi, sono divulgati i diversi saperi; l’Evangelo di Gesù Cristo non è un’ideologia, una filosofia di vita o una serie di concetti da apprendere, ma una proposta di discepolato, l’invito a un’esperienza vitale con il Signore Gesù, morto e risorto. I media possono aiutare ad approfondire la nostra fede come contenuto, contribuiscono a suscitare l’appetito di cose belle, di stili di vita solidali e fraterni secondo gli insegnamenti di Gesù, a far conoscere realtà che resterebber sconosciute. Però ai media è necessario affiancare un lavoro capillare e personale, condotto avanti dalle comunità cristiane: i luoghi per eccellenza in cui vivere la comunione e fare esperienza della salvezza donata da Cristo Gesù. Altrimenti rimarrebbe una fede “fai da te”, devozionale, o un appagamento intellettuale».

È nelle parole di Don Alberione che suor Nadia trova le indicazioni per una rotta sicura: «Parlare di tutto cristianamente», diceva il nostro Fondatore; «offrire visioni di vita, criteri di giudizio basati sul Vangelo. Se qualcuno si sentirà attratto e affascinato, ben venga, altrimenti pazienza. Grande libertà, anche da parte nostra. Sta qui, a mio avviso, la sfida dei nuovi mezzi e di chi opera attraverso di essi».

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Marzo-Aprile di Via verità e Vita.

 

 

Vie per il Vangelo

Weekend di formazione e spiritualità
per giovani fino ai 30 anni
con le FIGLIE DI SAN PAOLO
con esperienza di

EVANGELIZZAZIONE DI STRADA!

Per tutti coloro che vogliono vivere l’esperienza di evangelizzazione
l’incontro di formazione inizierà
SABATO15 MAGGIO ore 15:00
presso la comunità delle suore Figlie di San Paolo
corso Vittorio Emanuele 111, Salerno!
Ore 22:00 a Salerno
nella CHIESA DI SANTA LUCIA (vicino lo 089)

VEGLIA EUCARISTICA

durante la quale i giovani evangelizzatori riceveranno il mandato
per andare incontro ai loro coetanei per le strade della movida salernitana.

L’incontro di formazione continuerà
DOMENICA 16 MAGGIO fino alle 18:00.

PORTARE CON SÉ:
Bibbia e quaderno personale;
lenzuola (o sacco a pelo) e asciugamani;
cena a sacco per il sabato sera
(si pernotterà nella nostra comunità a Salerno).

Per adesioni e informazioni contatta

suor mariangela paoline:

cantalavita@tiscali.it

RAGAZZI & DINTORNI – Maggio 2010 – Dossier Cittadinanza

Beato chi cerca la giustizia

di Cecilia Salizzoni

Uno dei film più significativi, realizzati in Italia sul tema della coscienza civile, negli ultimi anni è Paolo Borsellino di Gianluca Maria Tavarelli.

Il film offre la possibilità di confrontarsi con il tema della cittadinanza non nell’astrattezza dei principi, ma dentro la concretezza di un problema vero e fondante del nostro Paese: l’anti-stato mafioso, una sorta di malformazione genetica a lungo negata, mai risolta, che interpella tutti, il sud e il nord, laici e cristiani, sulla nostra identità nazionale, su ciò che vogliamo essere come comunità civile più estesa. Su ciò che “vogliamo” essere e ciò che “dobbiamo” essere.

I destinatari naturali del film sono i ragazzi e i giovani, quelli a cui Borsellino si rivolge per lettera nel finale del film.

Le provocazioni tematiche sono molteplici sia dal punto di vista etico (cosa ha permesso al protagonnista di portare fino in fondo il proprio dovere?), sia dal punto di vista esistenziale (che cosa significa la libertà di cui parla Borsellino? quanto si è disposti a pagare per essa?), ed infine sul fronte dei concetti di fondo (che relazione corre tra “regno di Dio” e “città dell’uomo”? a che cosa è chiamato il cristiano nella chiesa e nella società?).

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Maggio dell’inserto Ragazzi & Dintorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

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