Foto-auguri capodanno 2018-2019

Gli auguri di Capodanno con una foto: scegli la tua preferita, scaricala, inviala, condividila con chi ami e sui social! Ringraziamo per ciò che è stato e speriamo in un anno in cui regni l’amore e la fratellanza! Sia un anno di nuove possibilità!

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La Luce inonda la vita – Buon Natale!

02d581cf239172ea0087d332d9055664Quest’anno non so augurarvi e augurarmi null’altro che luce.

Vi auguro e mi auguro di incontrare la luce… non una tra le tante, ma la sola, l’unica capace di illuminare la nostra vita, i nostri dubbi, le nostre lunghe e spesso estenuanti notti.

Vi auguro di incontrare la luce del mondo. No, non quella forte e accecante, di fronte alla quale ci si ripara, dalla quale ci si difende. Ma quella flebile, delicata, capace di penetrare l’oscurità e la nostra stessa curiosità. Quella luce fioca che riusciamo a vedere pur nel buio più pesto e che ci attrae, ci rassicura, placa ogni insicurezza.

Vi auguro, in queste lunghi notti che il mondo sta attraversando, in queste estenuanti notti dell’umanità di riuscire a vedere Dio, luce dei popoli e delle nazioni, luce del mondo che offre e dona vita.

Il suo farsi carne per noi, null’altro ci dice:
“Eccomi, sono nato povero perché la povertà non ti allontanasse da me.
Sono venuto nel mondo come bambino, perché la fragilità non ti sembrasse un limite.
Sono nato uomo, perché l’umanità imparasse a sognare in grande.
Ho scelto la carne e non l’onnipotenza, perché mi sentiste partecipe della vostraac6c7ff945ac92e568d0e132dc05c127 sofferenza e della vostra stessa morte.
Sono uno di voi, perché voi possiate diventare come me: umanità pienamente realizzata, vita pienamente consegnata.
Eccomi, sono il Dio con voi, luce del mondo, che per il mondo, per voi, oggi, continuo ad aprire strade di vita”.

Buon Natale a tutti noi, nella certezza che la luce vera splende in noi perché ognuno di noi possa splendere per il mondo!

Buone Natale e buone feste!

Natale2018_ preghiera
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Foto-auguri di Natale 2018

E anche quest’anno gli auguri falli con una foto: scegli la tua preferita, scaricala, inviala, condividila con chi ami e sui social!
Siano per tutti auguri di pace, amore, speranza, luce!!!  

Se vuoi, puoi anche pregare e condividere una preghiera 😉

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Maria ci ha creduto – Buona domenica! – IV AVVENTO – Anno C

«Benedetta tu fra le donne». (Lc 1,42) 

Eccola, la serva del Signore: giovane, inesperta, disarmata (in tutti i sensi), capace di gioire, attenta a ciò che le accade attorno, dinamica nell’andare uscendo dalle sue cose (casa, certezze, progetti, presente, futuro). Ecco, questa è Maria di Nazaret, la donna che a Dio ha creduto decisamente e senza mezzi termini. La donna che ha permesso a Dio di entrare nella sua vita e stravolgerla.giovane-apostola
Oggi, attraverso la voce di Elisabetta, contempliamo colei la cui vita e la cui parola porta gioia, perché dalla Parola si è lasciata abitare e alla Parola ha permesso di vivere. Il sì di Maria a Dio è diventato annuncio di gioia per il mondo. Giovanni ascolta e riconosce, Elisabetta ascolta e gioisce: chi accoglie di Dio e da Dio si lascia condurre, trasformare, riempire, vive e fa vivere.
Maria va: donna nuova, in cui Dio si sta facendo carne.
Maria accoglie: donna aperta, che non teme e non misura.
Maria parla: donna, custode silenziosa della Parola, che partorirà la parola di luce, di salvezza, di vita.
Maria crede: donna risorta che consegna al mondo colui nel quale tutta la creazione e ogni uomo e donna risorgerà.
Fermiamoci, ormai alle soglie del Natale, a contemplare Maria, creatura nel cui grembo Dio si è consegnato.
Fermiamoci, e contempliamo, nel Natale, il farsi piccolo di Dio.
Fermiamoci, e crediamo che il Natale sia la nostra possibilità di credere nell’impossibile, di rinnovare il nostro sì all’amore, di aprirci all’imprevisto che Dio potrebbe chiedere a ognuno di noi.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Maria, tu hai creduto

Maria, donna di fede semplice e concreta;
sorella nel credere e nell’attendere;
madre che ogni giorno ci offre Dio:
aiutaci ad accogliere il Signore che sta per venire,
Insegnaci a preparare il cuore alla sua venuta;
dicci come spalancare la vita al suo amore.
Con te vorremmo accoglierlo,
con te vorremmo potergli dire, ogni giorno, sì.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Lc 1,39-45)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Cellulare 4 avvento fanoEntrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

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Il coraggio della letizia – BUONA DOMENICA! – III AVVENTO – ANNO C

«Rallegratevi il Signore è vicino».

III domenica di Avvento, domenica della gioia.
gioiaDomenica in cui rallegrarsi, gioire, essere lieti… nonostante tutto! Sì, proprio così, essere lieti nonostante tutto. Non sono cieca, non faccio della fede un talismano magico, non credo che affidarsi a Dio risolva ogni problema, non penso che la qualità della fede sia direttamente proporzionale alla quantità di denti che si vedono in un sorriso. Eppure, sento di poter dire che questa terza domenica ci rimette tra le mani un invito irrinunciabile: la gioia. Una gioia possibile anche nella consapevolezza del peccato. Una gioia possibile anche in un momento di estrema sofferenza. Una gioia possibile anche tra le lacrime. Non sono contraddizioni. Sono semplicemente modi diversi di guardare il mondo, la realtà e noi stessi.gioia palloncini
Una gioia talmente paradossale è resa possibile dalla presenza di Dio in noi.
Ricordate come nel Vangelo della II domenica di Avvento avevamo riflettuto sul dono della Parola che viene a noi, come a Giovanni, e in noi resta? Ecco, proprio quella presenza, presenza di Dio stesso, è qualcosa di dinamico: trasforma il nostro cuore, trasforma la nostra attesa, trasforma i nostri orizzonti di senso.
Chi ha Dio nel cuore ha di che gioire. Sa chi e che cosa mettere al centro della sua esistenza. Chi attende null’altro che il pieno compimento della vita di Dio nella sua stessa vita sa sempre gioire, perché accoglierà ogni singolo istante come tratto di strada verso la pienezza. Spero non sembri troppo assurdo tutto questo. Non lo è. Anzi! Dio si fa a noi talmente vicino da farci vivere di se stesso e questa è la più vera causa di gioia per chi si apre a lui.
E allora vieni, Signore della vita, e vivi in noi, trasforma le nostre attese, perché possiamo gioire della tua bella presenza anche nei più scoscesi e fragili dirupi della nostra esistenza.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Vieni, Signore, attesa di ogni cuore

Vieni, Signore Gesù,
stiamo preparando la nostra casa,
il cuore, alla tua venuta.
Vieni, tu che nascendo fai risplende Dio nella storia.
Vieni, tu che dello Spirito Santo ci doni la forza.
Vieni, il nostro cuore ti attende.
Vieni, e insegnaci a sperare ciò che conta,
a desiderare ciò che vale:
Dio in noi, vita che ci riapre alla vita.
Vieni, Signore Gesù!

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Lc 3,10-18)

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Cellulare 3 avvento fanoLo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

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La Parola viene su… – Buona domenica! – II AVVENTO – Anno C

«Preparate la via del Signore». (Lc 3,4) 

II domenica di Avvento. La figura centrale attorno a cui ruota la narrazione evangelica è Giovanni il Battista, o almeno così sembrerebbe. Precursore, mandato tra la gente per svegliare le coscienze da ogni possibile torpore; instancabile predicatore dell’Atteso che sta per venire; scomodo disturbatore per chi ha preferito accontentarsi di un compromesso che attendere, sperando.
Tutto vero.
Eppure la dinamica narrativa che più facilmente attrae la nostra attenzione non può distrarci dalla perla che l’evangelista Luca, in questo brano di Vangelo ci offre: la parola di Dio venne su Giovanni. La Parola, quella creatrice, quella che pronunciata dal Padre ha fatto i cieli e la terra, le galassie e gli oceani, l’uomo, la donna e ogni essere vivente… quella Parola venne e viene. Viene, non semplicemente venne! È Parola viva che è presso il Padre, ma che per noi si è fatta carne. È Parola dinamica che continuamente si offre a noi.
Giovanni va e predica e annuncia e grida e indica le vie di Dio perché la Parola lo abita, lo riempie, lo avvolge, lo invia.
La Parola venne e viene! Che consolazione infinita. La Parola è la prossimità di Dio per noi, è la vita divina che ogni giorno possiamo ricevere, è il suo amore che ci esplode dentro rendendoci ogni giorno un po’ più Dio… e per questo un po’ più umani, più fratelli, più amanti dell’umanità.
Giovanni riceve il dono, la Parola, e la sua vita diventa prossimità: va agli altri, non resta nella sua solitudine, nel suo deserto, nella sua personale scelta di vita.
Così noi. Possiamo ricevere la Parola, il Cristo; ma se la Parola troverà davvero spazio in noi, questo lo potremo capire solo dalla nostra disponibilità a farci prossimi del fratello a noi prossimo.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Vieni in noi, spingici oltre noi

Vieni, Signore Gesù,
Parola di vita che ci spinge verso la vita.
Vieni su di noi, vieni in noi
e spalanca i nostri ristretti spazi interiori;
spingici oltre i nostri piccoli orizzonti,
insegnaci ad andare, spinti dall’amore,
verso chi ci vive accanto,
verso chi attraversa, anche casualmente, la nostra vita.
Vieni, Parola che crea e salva;
vieni, Signore, e abita in noi!

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Lc 3,1-6)

Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».

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