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La Parola del Regno – BUONA DOMENICA! XVI domenica del Tempo Ordinario – anno A

Signore Gesù, Divino seminatore,
semina in noi la tua Parola,
perché, come seme buono,
germogli in noi
e renda la nostra vita feconda:
capace di parole buone,
di gesti autentici, di scelte che fanno vivere.
Insegnaci a preparare la nostra terra
e a custodire il seme buono,
perché il male, il dubbio, gli scandali,
le durezze, la disumanità,
le incoerenze, la poca fraternità,
non ci spengano, non ci chiudano,
non ci scoraggino.
Il seme della tua Parola, Signore,
diventi pane, ci renda pane.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 13,24-43)

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».

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Come pioggia e neve – BUONA DOMENICA! XV domenica del Tempo Ordinario – anno A

Come la pioggia e la neve,
così la tua Parola, Signore,
scende tra noi, attraversa
la nostra storia personale
e la vita delle nostre comunità
fin nelle profondità,
dove buio e luce si mescolano,
dove desideri e paure
si confondono,
dove ciò che siamo non è chiaro
neppure a noi stessi.
La tua Parola ci scava dentro
e semina in noi attesa.
La tua Parola penetra in noi
e può far germogliare il bene:
perché chi ha fame di vita trovi vita
e chi ha sete di senso trovi senso.
La tua Parola, Signore,
si compia in noi, ci renda frutto.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 13,1-23)

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

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CATECHISTI PARROCCHIALI – Novembre 2010: Cammino di santità nell’amore

Invitati al banchetto della parola e del pane di vita

di Emilio Salvatore

Che cosa ricordiamo la domenica? Perché è festa?
Facciamo festa perché Dio, Padre nostro, ha creato tutte le cose e ha mandato a noi il Figlio suo Gesù.
Facciamo festa perché Gesù è risorto.
Facciamo festa perché lo Spirito Santo riunisce tutti nell’amore. Siamo riuniti nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
In questo articolo si mette a fuoco la domenica, giorno del Signore, e la Messa, al centro di questo giorno.
La Messa, con la Parola e il Pane di vita, si colloca come elemento fondamentale di nutrimento e, quindi, anche della crescita della vita cristiana.
Ogni persona, per sopravvivere, ha bisogno di nutrirsi. Il bambino vede nel cibo un’estensione di sua madre e associa ad esso la sensazione di calore, di sicurezza, di intimità, di amore. Crescendo egli impara a distinguere tra queste due realtà, ma qualcosa di questo legame iniziale tra il nutrimento e l’amore è mantenuto.
Accettare il cibo significa desiderare la vita e riconoscere una fonte di amore. Rifiutarlo significa non amare la vita, rifiutare l’amore materno.
Nella tradizione cristiana Gesù collega il memoriale della sua morte e risurrezione al «pane» e «vino» della cena ebraica. Il credente, sia nella tradizione ebraica sia in quella cristiana, si sente nutrito, sfamato dalla parola di Dio, che è il modo in cui l’unico Dio si manifesta per nutrire e perché essa sia comunicata.
Gesù è la parola di Dio vivente che continua a donarsi come Parola e Pane di vita.
Prima di giungere a questa riflessione sarà opportuno guidare i bambini nella percezione delle caratteristiche del cibo.
Una serie di domande da parte del catechista possono essere il punto di partenza per una riflessione sul cibo, il suo sapore, la sua importanza e sul nostro rapporto con esso, per passare, poi, alla dimensione liturgica e spirituale.
A questo punto si può presentare ai bambini il Vangelo secondo Marco  (4,1-9) o il Vangelo secondo Giovanni (6,48-58).
Il primo brano è costituito dalla parabola del seminatore. In essa Gesù prende in considerazione l’ascolto della Parola e la sua accoglienza nella nostra vita.
È ambientata nel mondo contadino di Nazaret. I protagonisti sono: un seminatore, che esce per compiere il «rito» contadino della semina; il seme che è gettato e, a seconda delle diverse possibilità del terreno, secca o produce frutto in una misura del tutto inaspettata; i quattro terreni, che si rapportano al seme gettato in modo diverso.
Il primo terreno è la strada: il seme cade su di essa e non ha tempo di germogliare poiché gli uccelli del cielo vengono a beccarlo.
Il secondo terreno è quello fra i sassi, dove non c’è molta terra, per cui il seme spunta facilmente, ma non riesce a scendere in profondità e, di conseguenza, all’arrivo del sole è bruciato e secca.
Il terzo terreno è quello fra le spine per cui il seme, quando germoglia, è soffocato e non giunge a maturazione.
Il quarto è il terreno buono in cui il seme ha la possibilità di giungere a maturazione nel tempo necessario.
Questa parabola pone l’accento sull’avventura della Parola che si compiva ieri nei discepoli e oggi in tutti noi, radunati la domenica durante la liturgia. Ogni domenica il Signore semina in noi, prepara per noi il banchetto della Parola.
Nel secondo brano evangelico si tratta del discorso sul Pane di vita, un vero e proprio dialogo, che si sviluppa a partire dall’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci (6,5-15).
Gesù è, infatti, il vero nutrimento, colui che porta a compimento o perfeziona l’immagine della manna; sazia le attese e le ansie delle persone del suo tempo e di ogni tempo. È la mensa eucaristica ad esprimere e attualizzare questo secondo aspetto della donazione di Gesù ai suoi.
Il ragazzo partecipa alla Messa, ma non sempre coglie la connessione tra le diverse parti. La santa Messa è innanzi tutto «Liturgia della Parola» (azione del popolo) e «Liturgia eucaristica» (rendimento di grazie).
Nella Liturgia della Parola Dio ci offre suo Figlio, Parola di vita e noi partecipiamo alla sua mensa.
Ci sono sette portate sulla mensa della Parola:
• Nella prima Lettura, tratta dall’Antico Testamento, ci è offerto il messaggio della Legge, dei profeti o dei sapienti.
• Nel salmo responsoriale il Signore ci dà la sua Parola per lodarlo.
• Nella seconda Lettura, tratta dal Nuovo Testamento, ci è offerto il messaggio degli Apostoli.
• Nel Vangelo ci è offerta la parola di Gesù.
• Nell’omelia la Chiesa (sacerdote o diacono) spezza il pane della Parola per noi.
• Nel Credo, con tutta la Chiesa, diamo il nostro assenso alla Parola ricevuta.
• Nella Preghiera dei fedeli accogliamo e rispondiamo al dono della Parola, chiedendo quello che ci serve per metterla in pratica.
Nella Liturgia Eucaristica Dio ci offre suo Figlio, Pane di vita e noi partecipiamo alla sua mensa.
C’è una sola portata sulla mensa del Pane: noi popolo di Dio presentiamo sull’altare, tavola della famiglia, il pane e il vino, dono della terra e del lavoro umano, segno di quanto il Signore ci ha donato e che noi gli ridoniamo.
Il sacerdote, agendo in nome e nella persona di Gesù, lo offre come segno di amore al Padre e lo riceve come dono di amore per i fratelli. Gesù si fa vero Pane di vita per noi che lo accogliamo e ci cibiamo di lui e dal suo Spirito siamo trasformati nel suo corpo che è la Chiesa.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Novembre di Catechisti Parrocchiali

Per vedere il sommario di Catechisti Parrocchiali di Novembre 2010 clicca qui

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