4° giorno – Le beatitudini della famiglia

In comunione con i padri sinodali e con ogni famiglia

4° giorno

figli

Beata la famiglia
che giorno dopo giorno è madre e padre,
non trattiene i figli in gabbia,
ma li accompagna verso il futuro con libertà e stima.
Beata la famiglia che non mette catene, ma scioglie le ali.    

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3° giorno – Le beatitudini della famiglia

In comunione con i padri sinodali e con ogni famiglia

3° giorno

perdono e riconciliazione

Beata la famiglia
che insegna e vive il linguaggio del perdono,
che risponde al male con il bene,
che non si arrende alla vendetta,
ma percorre con determinazione
vie di riconciliazione.   

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2° giorno – Le beatitudini della famiglia

In comunione con i padri sinodali e con ogni famiglia

2° giorno

vita che nasce

Beata la famiglia
in cui la vita trova spazio, accoglienza, coraggio, amore…
Beati coloro che le aprono la vita e la nutrono, ogni giorno.   

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Le beatitudini della famiglia – inizia il Sinodo!

In comunione con i padri sinodali e con ogni famiglia

1° giorno

tenerezza e famiglia

Beata la famiglia
che ha il coraggio della tenerezza.
Ogni più semplice gesto
è come un germoglio che, seminato oggi,

un giorno diventerà albero capace di dare frutti buoni!   

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Beata la famiglia

E’ una sfida lo sappiamo, ma noi vogliamo viverla!famiglia

Sarebbe più realistico parlare delle tante linee d’ombra che stanno attraversando le famiglie, sarebbe più concreto parlare delle loro difficoltà, dare voce alle tante forme di violenza che la stanno segnando, ma siccome di questo ne parlano tutti, noi non vogliamo farlo!

E voi fatelo con noi, smettiamola di mangiare terra, strisciando sui mille problemi e facciamo spiccare il volo al nostro cuore, ai pensieri, agli ideali.

abbraccioLa famiglia è il cuore di ogni società umana, è il grembo in cui la vita, la coscienza, la solidarietà, la tenerezza, la maturità cresce e si sviluppa. In questo crediamo e questo vorremmo far brillare in questi giorni, in cui il Sinodo rifletterà sulle sfide nuove da accogliere e da vivere.

La nostra, parte da qui, dal web, da voi!    Continua a leggere Beata la famiglia

Vita tra le nostre mani – XXVII del Tempo Ordinario

C’era un uomo che possedeva un terreno
e vi piantò una vigna…
la diede in affitto a dei contadini
e se ne andò

Vini_di_vignaioli

Dal vangelo di Matteo (Mt 21,33)
XXVII DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno A

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

VITA TRA LE NOSTRE MANI

C’era una volta un Dio, che possedeva l‘immenso potere di dare la vita a esseri inanimati.
Prese della terra, soffiò in essa la sua stessa anima e, dal nulla, creò l’uomo e la donna.
Con la vita diede loro il tempo e disse: «È la vostra possibilità per esistere e per amare».natura_castit
Diede loro l’intelligenza e disse: «È la vostra possibilità di inventare il futuro e di migliorare il mondo».
Diede loro un cuore e disse: «Amatevi fino a soffrire per amore, date la vita senza calcolo, non conservate le vostre energie perché, chiuse in voi, perderanno splendore».
Diede loro la libertà e disse: «Andate e scegliete ogni giorno chi diventare, cosa far costruire o distruggere, se vivere o morire».    
Nei secoli, fino a oggi, l’uomo e la donna continuano a custodire quei doni e il mondo, fino a oggi, continua a conoscere vita e morte, lacrime e sangue, perdono e vendetta. Ma quel Dio instancabilmente continua ad affidare loro la vita del mondo e dice: «Vivete, popolatelo e rendetelo bello, condividete i suoi frutti, siate fratelli e padri, sorelle e madri. Costruite il futuro, fecondate il presente e custodite, come tesoro prezioso, il passato. Bella e piena sarà la vita, se la vivrete amando».

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE    Continua a leggere Vita tra le nostre mani – XXVII del Tempo Ordinario

Mamma, proteggimi!

Mamma, guardami, mi riconosci? Sono io!
Ho paura, tanta paura.piedini
Tutti mi guardano, sono davvero in tanti. Alcuni mi sorridono, altri mi sfiorano, a molti piaccio, ma qualcuno mi guarda in modo strano, come se mi volesse rubare qualcosa. Io ho paura! Sono piccolo e non posso fare molto, ma tu sì, proteggimi!

I miei sorrisi sono per te, per papà, per Lalla, insomma… per noi, a casa. I miei primi passi sono la mia prima vittoria sulla vita. I miei compleanni e le fantastiche torte della nonna sono i ricordi più belli che un giorno farò vedere alla donna della mia vita e ai miei figli. Mamma… continua a proteggermi come quando ero dentro di te, non buttarmi nella rete, non trasformarmi in una foto che chiunque, anche i più cattivi, guarderanno.cop_minori

Mamma non consegnarmi agli sconosciuti, tienimi con te, proteggi la nostra intimità. Tu forse non lo immagini, ma là fuori non tutti mi amano come mi ami tu, non tutti sono felici per il mio primo dentino, non tutti sorridono per il mio bagnetto.

Se vuoi, puoi imparare a regalare le mie foto come se avessi un album tra le mani: puoi imparare ad aprirlo solo per alcuni, solo per chi ci conosce, solo per chi ci vuole davvero bene. Fallo mamma, da oggi… da subito!”

LEGGI MAMMA E RICORDA:
nascondersiquando pubblichi le foto di tuo figlio imposta una buona privacy che salvaguardi la sua incolumità. Evita l’opzione visualizzazione Pubblica e scegli di condividere solo con parenti e amici selezionati. Due minuti in più possono diventare un buon modo per proteggere e tutelare tuo figlio e la tua famiglia.

Se hai bisogno di aiuto contattaci pure!

Accendiamo una candela per il Sinodo

candelaIl Sinodo è ormai alle porte, lo sappiamo, si celebrerà dal 5 al 19 ottobre. I vescovi provenienti da tutto il mondo rifletteranno insieme su “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”.
Sarà un importante momento per tutta la Chiesa, tempo di discernimento, di approfondimento, di ascolto reciproco di Dio e del mondo; ma sarà soprattutto un importante evento dello Spirito.

Come Chiesa universale, ci uniamo a tutti i nostri vescovi, li sosteniamo nella preghiera perchè possano accogliere la voce di Dio che parla qui e ora, in questa porzione di storia, nelle tante difficoltà, negli ideali, negli spaccati di sofferenza e ingiustificabile violenza che non poche volte attraversa le famiglia.   Sinodo famiglia Continua a leggere Accendiamo una candela per il Sinodo

Famiglia: un dono e un impegno

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Famiglia…
se ne parla, ci si accapiglia… chi la vede in un modo e chi in un altro; chi si appella a Dio e chi all’uomo; chi mette al centro il sacrificio e chi la felicità. E nei prossimi giorni, con l’apertura del Sinodo dei vescovi, i toni si alzeranno (c’è da giurarci), saranno molti a strumentalizzare mozziconi di frasi carpite nell’aria, pronti come spesso accade a giudicare e condannare.

A me piacerebbe  solo condividere con voi alcuni atteggiamenti da non dimenticare:

  • restare in ascolto;
  • non giudicare;
  • andare in profondità;
  • provare ad ascoltare il cuore e le lacrime che le apparenze nascondono.

La famiglia per molti è un sogno che resta tale, perché è incontro di due libertà che devono potersi incontrare e riconoscere, devono poter costruire, giorno dopo giorno, una vita nuova… e sappiamo che a volte non accade.

La famiglia è un dono da vivere, a cui rispondere, con creatività e irriducibile fedeltà.famiglia
Non funziona automaticamente, ma ha bisogno di tutti, di genitori e figli, di un marito e una moglie, di chi ogni giorno non molla, non cede alle difficoltà, non si chiude all’altro. La famiglia, ha bisogno di una società che ne riconosca i diritti, ma prima ancora la dignità, che le renda possibile esistere.

La famiglia è radici e frutti allo stesso tempo; è grembo in cui germoglia la vita, ma a volte è anche antro oscuro in cui si produce morte…

E seppur, stranamente, anche il Mulino Bianco ha tolto dalle sue pubblicità il modello “famiglia perfetta” noi sappiamo che l’essere famiglia, per noi, è un traguardo, è un percorso che per quanto difficile siamo chiamati a realizzare, passo dopo passo, sconfitta dopo sconfitta, perdono dopo perdono.

Vita-di-coppia-gFamiglia è sogno, è felicità, è ricordo, è storie, è fallimenti, è sofferenza, è tutto e anche il suo contrario… è nostalgia di tempi ormai passati e progetti di un futuro spesso troppo lontano; è ferite che non si rimargineranno mai; è morte da cui si deve poter risorgere.

Famiglia, matrimonio, amore, fedeltà, generatività; famiglie aperte e non chiuse in se stesse, capaci di aprirsi all’accoglienza del povero, degli ultimi; capaci di sacrifici e di scelte; famiglie non bloccate da sterili individualismi: questa è la famiglia che auguriamo ai nostri ragazzi.

Una famiglia che sa accogliere la vita dalle mani di Dio e sa ridonarla a braccia aperte.

Chi sta davanti? – XXVI del Tempo Ordinario

Chi dei due ha compiuto la volontà del Padre?

Dal vangelo di Matteo (Mt 21,31)
XXVI DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno A

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: Discernimento“Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

CHI STA AI PRIMI POSTI?

Chi occupa i primi posti nel regno di Dio?!
Chi non sbaglia? Chi non pecca? Chi riesce a garantire le apparenze di una vita perfetta?
Sì_Due figli, dice il vangelo, due modi di reagire, due possibili risposte: un sì vissuto con il cuore e un sì fatto solo di parole. E in quei due figli ci siamo tutti noi, ci sono le nostre mille risposte alla vita, agli altri e a Dio. Ci sono i tanti sì detti con superficialità, per non sfigurare, per non perdere la faccia; sì carichi di compromesso e smentiti poi dalla realtà. Sono sì che uccidono la fiducia, le relazioni, la vita!
E poi ci sono quei sì, detti con il cuore, detti magari con un nodo in gola, detti con fatica, detti dopo, pensandoci un po’ su, ritornando sui propri passi.
Questi sì, sono risposte che portano il sapore del discernimento, della profondità, della capacità di rientrare in se stessi e ricominciare. Tutto questo fa vivere, ha la forza per far rinascere fiducia da ogni ferita.
Questi sì attende Dio padre: sì semplici, umili, nascosti… riconciliati.

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Cos’è la tua volontà, Signore?
Come compierla perché
si realizzi e porti vita?
Spesso siamo campane vuote,
e in noi risuonano
echi stonati del tuo Vangelo:
sono i tanti sì che diciamo
in fretta, con superficialità,
senza metterci in gioco,
senza perdere nulla di noi.

Insegnaci, Signore Gesù,
a vivere come te, a rispondere
al Padre come hai fatto tu:
non a parole, ma con la vita,
non con altisonanti promesse
che si perdono nel vento,
ma con scelte umili e coraggiose.

Convertici, Signore,
riportaci a Dio Padre;
insegnaci a invertire
il senso del nostro andare,
per allontanarci dai sentieri
di morte e raggiungere
le sorgenti della vita. Amen

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

Ogni sì detto a Dio fa nascere in te nuova vita. Detto con il cuore e in umiltà, permette a Dio di abbracciarti in ogni caduta, proteggerti e farti vivere.

Suor Mariangela Tassielli, fsp

Un formato da scaricare e condividere sui social

rispendere a Dio - XXVI_TO

vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza