Buona domenica! – XXX del Tempo Ordinario – Anno C

presunzione cv…l’intima presunzione di essere giusti…

Dal Vangelo di Luca (Lc 18,9)
XXX DOMENICA del TEMPO ORDINARIO – Anno C

Siamo tutti lebbrosi e tutti chiediamo la compassione che troppo spesso il mondo ci rifiuta. La crisi che addenta l’Occidente ha fatto una prima vittima: la speranza.  La lotta quotidiana per andare avanti rischia di inaridire il nostro cuore, di renderlo indurito e rabbioso. Come accade nella nostra Italia sempre più schierata, sempre più aggressiva. Siamo tutti lebbrosi e Cristo ci guarisce. Non andando al tempio, non rifugiandoci in una religiosità della cerimonia e della devozione, ma andando direttamente a Cristo la Parola incarnata. Allora diventiamo capaci di ringraziare (letteralmente eucaristizzare, di scoprire in Cristo lo sposo dell’umanità). Ma per tornare indietro, per convertirci, dobbiamo fare spazio nel cuore. Riconoscere l’abisso che ci abita. Non ditelo al fariseo.

IL FARISEO E L’INGOMBRO DEL CUORE
I farisei erano devoti alla legge, cercavano di contrastare il generale rilassamento del popolo di Israele, osservando con scrupolo ogni piccolissima direttiva della legge di Dio.  Bella gente, poche storie. Certo, il fariseo ci sembra arrogante ma, in realtà, è solo pieno di zelo. L’elenco che il fariseo fa, di fronte a Dio, è corretto: per zelo il fariseo paga la decima parte dei suoi introiti, non soltanto, come tutti, dello stipendio, ma finanche delle erbe da tisana e delle spezie da cucina! La legge prevede un giorno di digiuno all’anno, ma lui digiuna per due giorni a settimana, anche per coloro che non digiunano.  Ogni buon parroco vorrebbe avere, tra i suoi parrocchiani, almeno un fariseo: il decimo dello stipendio riempirebbe in fretta le casse della Parrocchia! pieno di sè cvQual è, allora il problema del fariseo? Semplice, dice Gesù, è talmente pieno della sua nuova e scintillante identità spirituale, talmente consapevole della sua bravura, talmente riempito del suo ego (quello spirituale, il più difficile da superare), che Dio non sa proprio dove mettersi. Non ha bisogno di essere salvato, non riconosce la lebbra ma ostenta davanti a Dio il suo luccicante stato di buona salute spirituale.

PEGGIO
Peggio: invece di confrontarsi con il progetto (splendido) che Dio ha su di lui (e su ciascuno di noi), si confronta con chi fa peggio, con quel pubblicano, lì in fondo, che non dovrebbe neanche permettersi di entrare in chiesa.
Questo è il nocciolo della questione: avviene che ci mettiamo – sul serio! – alla ricerca di Dio. Desideriamo profondamente conoscerlo, diventare discepoli, ma non riusciamo a creare uno spazio interiore sufficiente perché egli possa manifestarsi. Con la testa e il cuore ingombri di preoccupazioni, di desideri, di pensieri, concretamente non riusciamo a fargli spazio. Oppure accade che, dopo un’esperienza fulminante, che so, un ritiro, un pellegrinaggio, sentiamo forte la sua presenza, ma, una volta tornati a casa, la nostra testa viene riempita dalle preoccupazioni di questo mondo.pensieri cv Non è solo il problema dell’orgoglio. È proprio una complicazione dell’esistere, una vita che non riesce ad uscir fuori dal buco nero in cui si è infilata.

SUGGERIMENTI DA PUBBLICANO
Diventerò (ancora più) antipatico a qualcuno, pazienza. Ma devo necessariamente darvi, per deontologia professionale, alcuni suggerimenti da pubblicano. Se non riesco a ritagliare nella mia giornata un quarto d’ora di assoluto relax, di vuoto mentale, magari dopo una bella corsetta, o una passeggiata nel parco, se non faccio silenzio intorno (spengo la tivù, stacco il cellulare), se non prevedo, almeno ogni tanto, una pausa in una giornata passata, al solito, in coda in autostrada per andare al lavoro, farò fatica a trovare un luogo in cui Dio sta. Lo so, coppie che leggete, oggi resistere costa fatica: la giornata è stracolma di impegni indispensabili per sopravvivere e i figli piccoli complicano ulteriormente le cose. Non abbiamo spazio per l’interiorità, questo è il problema.

pentito cvVUOTO
Il pubblicano, invece, di spazio ne ha tanto. Il denaro che ha guadagnato con disonestà, l’odio dei suoi concittadini (è un collaborazionista!), l’impressione di avere fallito le sue scelte, creano un vuoto dentro di lui, un vuoto che Dio saprà riempire. Consapevole dei suoi limiti, li affida al Signore, chiede con verità e dolore, che Dio lo perdoni. E così accade.
Esiste un modo di vivere e di essere discepoli pieno di arroganza e di ego smisurato, pieno di certezze da sbattere in faccia agli altri (basta vedere il livello dello scontro politico ed ideologico che viviamo!) Esiste un modo di vivere e di essere discepoli colmo di ricerca e di umiltà, di voglia di ascoltare e di capire, di continuare a cercare, pur avendo già trovato il Signore.
Il Vangelo di oggi ci ammonisce a lasciare un po’ di spazio al Signore, a non presumere, a non pretendere, a non passare il tempo a elencare le nostre virtù. Siamo tutti nudi di fronte a Dio, tutti mendicanti, tutti peccatori. Ci è impossibile giudicare, se non a partire dal limite, se non dall’ultimo posto che il Figlio di Dio ha voluto abitare. Ancora una volta, il Signore chiede a ciascuno di noi l’autenticità, la capacità di presentarci di fronte a lui senza ruoli, senza maschere, senza paranoie. Dio non ha bisogno di bravi ragazzi che si presentano da lui per avere una pacca consolatoria sulle spalle, ma di figli che amano stare col padre, nell’assoluta e (a volte) drammatica autenticità. Questa è la condizione per ottenere, come il pubblicano, la conversione del cuore.

PAOLO CURTAZ


Se il tempo che tu sempre mi regali
non cambia la mia storia…
io vengo da te.

Mendicante d’amore…

 

2 pensieri su “Buona domenica! – XXX del Tempo Ordinario – Anno C”

  1. Spesso si cade nella tentazione della presunzione e’ un meccanismo sottile che prende forma nelle nostre certezze e a volte si radica talmente tanto da riempirci ( molto spesso con entusiasmo e con ingenuita’) ci sentiamo nel giusto dalla parte di Dio e allora e’ tanta la voglia di testimoniare e di donare che senza rendercene conto ci auto eleggiamo il modello da seguire perche siamo nel giusto e facciamo il giusto. Ma quanto spesso ci dimentichiamo di un Dio che ama i peccatori che viene a cercarci nell’ errore del nostro essere e non nel perbenismo del nostro fare. Quante vole ho fatto le cose giuste e poi non ho il coraggio di confrontarmi con chi faceva meglio di me ? E’ questo quello che mi risuona e la cosa giusta diventa sbagliata se diventa il mio pretesto per puntare il dito contro il pubblicano di turno. Signore grazie per questo rimprovero e aiutami a essere giusto ogni volta che do testimonianza e sbagliato ogni volta che ti cerco per essere guarito
    .

  2. Colpita e affondata😉 ma da Cristiano non posso non credere che è toccando il fondo che si ha la forza per risalire . GRAZIE

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