Buona domenica!

“Io sono il pane vivo,
disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane
vivrà in eterno”.

Canto al Vangelo (Gv 6,51)
SOLENNITA’ DEL SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO -Anno C-

 

La parola a…
Paolo Curtaz

Gesù, nel momento più difficile della sua vita, nel momento dell’abbandono e dell’incomprensione, compie un gesto definitivo: si dona, si consegna, non offre pane e vino, come Melchisedek, ma la sua stessa vita sull’altare della croce.
Non è il pane che diventa Cristo, ma Cristo che si fa pane, per potere essere assimilato, per nutrire, per indicare un nuovo percorso, una nuova logica, quella del totale dono di sé.
La Cena pasquale che egli celebra nell’indifferenza e nella distonia totale con gli apostoli ci dona la misura della solitudine e dell’amore di Dio.
Quel gesto, gesto d’amore assoluto, è celebrato e ripetuto ogni volta che una comunità di credenti si raduna insieme ad un prete.
Ma non può essere un gesto auto-celebrativo, un gesto isolato, un gesto neutro.
O l’Eucaristia contagia la nostra vita, la riempie, la modella, la plasma, la informa o resta sterile, morta, inutile.
La Messa inizia proprio nel momento in cui usciamo dalla porta della chiesa.
E dura un’intera settimana.
Quel pane ricevuto ci aiuta a sfamare la folla, ad accorgerci della fame insaziata di chi incontreremo durante la settimana e a mettere a disposizione quel poco che siamo per sfamare ogni uomo, nel corpo e nell’anima.
L’Eucaristia, il pane di Dio, il pane del cammino, è il dono prezioso che ci fa diventare credenti, che ci sostiene e costruisce comunità. Questo è l’essenziale.
Il resto: chi celebra, come, quando, chi anima, chi legge, chi canta e cosa, è tutto dopo, per cortesia.
I preti sono chiamati a diventare trasparenza, a lasciare che sia la Parola a fluire nelle (brevi) omelie (Quanta poca Parola nelle nostre parole!), che siano eucarestie, cioè ringraziamenti, non luoghi da cui bacchettare le persone o occasioni per far sfoggio della pirotecnica cultura teologica.
Ai discepoli, a coloro che amano il Signore, auguro che l’Eucaristia torni ad essere ciò che è: incontro col Risorto, pane del cammino, farmaco e consolazione, luogo di accoglienza e di conversione, di fraternità e di perdono.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Dio ha risposto

 

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