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Contempliamo l’Amore – BUONA DOMENICA! Sabato santo – ANNO A

 «Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine».

Immersi nel grande silenzio della morte del Signore, oggi null’altro ci è chiesto se non attendere.
Attendere fiduciosi nella forza dirompente dell’amore.

La morte ha vinto, il Dio crocifisso è morto.
Le tenebre della violenza e dell’ingiustizia hanno prevaricato.
Il sepolcro è stato chiuso.
Una pietra separa il Messia dal mondo.
Il Salvatore è bloccato nel silenzio della morte.

O almeno questo è ciò che crede chi non crede.
Colui che nel Nazareno ha riconosciuto il volto di Dio sa che oggi è solo il giorno dell’attesa.
L’amore vibra nel grembo fecondo della creazione.
La vita, quella eterna, è pronta a esplodere, abbracciando di sé il cosmo e ogni essere vivente.
Tutto ciò che giace sarà sollevato: nuova sarà la creazione.
Il Salvatore oggi sta attraversando le tenebre della morte e sta spezzando catene di dolore, disperazione, peccato, morte.
Tutto lui salverà.
Noi dobbiamo solo attendere nella notte, certi che lui, luce del mondo, ci sta riconquistando alla vita.

Affidiamoci a Colei che è Attesa: Maria, madre a cui Gesù ci ha affidato. Madre che custodisce nel suo cuore tutti i popoli e le nazioni.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

A te, Madre, ci affidiamo

Maria,
Madre a cui il Signore crocifisso ci ha affidato,
donna del silenzio, che attendi con noi
il compiersi della salvezza,
a te affidiamo le nostre famiglie,
tutti i popoli e ogni nazione.
A te consacriamo la nostra vita.
Al tuo cuore consegniamo il futuro del mondo.
Madre di Dio e madre nostra,
custodiscici nel tuo cuore, portaci a Dio,
intercedi per noi ogni grazia,
difendici da ogni male,
allontanaci dal peccato.
Maria, Madre dell’Amore
e madre dell’umanità, attendi con noi,
fedeli nell’amore, aperti alla risurrezione.
Amen.

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Nel silenzio la vita >>> sabato santo con le donne della Bibbia

Un video per riflettere

Contempliamo l’Amore – BUONA DOMENICA! Venerdì santo – ANNO A

 «È compiuto!». Gv 19,30

Se il Giovedì Santo è la celebrazione dell’Amore con la A maiuscola, il Venerdì Santo è il giorno in cui contempliamo l’Amore: l’Amore fatto dono, l’Amore fatto volto… e volto ferito, colpito, misconosciuto…
Celebrare l’adorazione della croce, in fondo, non è adorare un pezzo di legno, ma contemplare il mistero di salvezza che su quel pezzo di legno si è compiuto, contemplare e ringraziare per un immenso atto di amore che ci ha resi tutti figli amati, per i quali dare tutto.
E allora oggi, proprio nella nostra Chiesa domestica, la nostra casa, contempliamo il Re servo, il Dio condannato, l’Innocente accusato, il Pastore colpito, l’Onnipotente ucciso.
Contempliamolo, ringraziando.
Contempliamolo, benedicendo il Padre per averci amati fino a quel punto.


Contempliamo il Re dei Re crocifisso, pregando per ogni uomo e donna colpiti, in questo momento, dalla sofferenza, dall’ingiustizia, dalla violenza, dalla solitudine, dall’incomprensione.
Contempliamo il Buon Pastore crocifisso, pregando per ogni uomo e donna disorientati, spaventati, in balìa di eventi, paure, incertezze.
Contempliamo il Salvatore crocifisso, pregando per ogni uomo e donna in un letto di ospedale, stretti dalla morsa della malattia e della sofferenza.
Contempliamo il Medico divino crocifisso, pregando per ogni uomo e donna medico, infermiere, volontario, nella lotta instancabile a favore della vita.
Contempliamo l’Onnipotente crocifisso, pregando per tutti coloro che sorella morte ha visitato e che, impotenti, pronunciano l’estremo e doloroso «sì».
Contempliamo l’Amore, nella certezza che non c’è vita, non c’è morte, non c’è sorriso, non c’è speranza, non c’è lacrima che dal Dio crocifisso non venga abbracciata.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Con te, Dio crocifisso

Siamo sul Golgota, con te, Gesù crocifisso:
uomo ferito, innocente condannato,
parola inascoltata.
Nel tuo dolore riconosciamo
lo stesso dolore che lacera l’umanità
e ferisce a morte la storia.
Ma nel tuo soffrire scopriamo germogli nuovi
di umanità, di compassione, di amore.

Nel tuo gridare impariamo ad affidarci.
Nel tuo affidare la madre al figlio,
scopriamo come guardare il mondo.
Nel tuo morire possiamo comprendere come vivere.
Dalla tua croce, Signore Gesù,
continui a diffondersi sul mondo
e sulle nostre famiglie la tua salvezza.

DAL VANGELO (Gv 18,1- 19,42).

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni
(breve estratto)

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

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Un video per riflettere

più giusti della giustizia – BUONA DOMENICA! VI del TEMPO ORDINARIO – ANNO A

« Chi osserverà e insegnerà i miei precetti,
sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Mt 5,17-37

Non so quale sentimento abbia suscitato in voi la lettura del brano di Vangelo di questa VI domenica. Non so cosa susciti nel vostro cuore quella chiamata di Gesù ad andare oltre la misura della Legge, ad affinarne i criteri, a comprenderla non in modo più blando (come potrebbe sembrare ai più), ma in modo più rigoroso… da Dio! Non so quale sia il retrogusto che vi lascia.
In me c’è un forte senso di reazione. Ma non verso di lui e della sua richiesta, ma verso di noi e verso il nostro modo di usare la Parola: duri verso gli altri ed estremamente misericordiosi verso noi stessi. E invece quanto è grande questa sfida! Ci è chiesto di essere più giusti della giustizia. Ci è chiesto non di essere dei buonisti di bassa lega, ma di avere come criterio quella stessa pienezza di vita che Gesù ha avuto in ogni sua scelta.
Per noi giustizia è fare in modo che a tutti sia data la stessa cosa. Come se un neonato e un adolescente avessero bisogno dello stesso pane. Come se un malato terminale e un orfano avessero bisogno della stessa consolazione. Come se un rimprovero fatto a un bullo di prassi, dovesse essere uguale a quello fatto a chi reagisce dopo l’ennesimo pestaggio. Come se la condanna per furto dovesse essere uguale per chi fa dell’illecito uno stile di vita e per chi ruba per fame.
Non fraintendete. Non si tratta di usare pesi e misure diverse. Giustizia è dare o ognuno ciò che lo fa vivere… o almeno questa è la giustizia che Gesù di Nazaret ci ha insegnato. Ed è la giustizia che Dio conosce. Ed è quella… la sola, alla quale ci chiama. Ed effettivamente è una Giustizia che va oltre la giustizia… oltre la legge, oltre la regola.
Non so se ce la faremo. Ma una cosa è certa. Lui per noi è andato oltre la giustizia umana… e al nostro peccato ha risposto con il perdono.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Giusti, come te, Signore

Signore Gesù, insegnaci a essere giusti come te:
capaci di mettere avanti sempre e solo l’amore.
Capaci di scegliere come bussola per la vita
non la legge fine a se stessa, ma l’altro,
il suo bene, la sua vita, la sua salvezza.
Signore Gesù, Dio dell’amore,
rendi delicato il nostro cuore,
profondo il nostro sguardo,
attente le nostre orecchie
per ascoltare in ogni situazione il grido
di chi chiede solo di essere amato.
Sia l’amore il nostro unico criterio di giustizia. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 5,17-37). Forma breve.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

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