Tutti gli articoli di suor Mariangela, fsp

Poche cose vorrei dire di me, ma una la ritengo un dovere: sento di essere amata da sempre. So che questo ha fatto la differenza nella mia vita. Mi dicono che dovrei decellerare, ma l'amore sa mettere "le ali al vento".

Come si infrange l’orgoglio delle nostre onde? – BUONA DOMENICA! – XII domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Maestro dove sei? Non ti importa di noi?
Siamo bloccati dalla paura.
Siamo incapaci di scorgere il cielo,
mentre pesa su di noi la terra.
Aprici a te, Signore della vita,
per insegnarci a guardare
le cose e le persone,
il mondo e la storia con i tuoi occhi,
a riscoprirne la bellezza
ricominciando dal tuo amore.
Sbloccaci dal timore e dalle paure,
schiodaci da noi stessi,
aprici al tuo amore.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 4,35-41)

In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

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Fiducia, fiducia piena… – BUONA DOMENICA! – XI domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Ti benediciamo, o Padre,
creatore amante della vita,
perché instancabilmente semini in noi
e nel cuore del mondo semi di bene,
che rendono possibile la speranza
e nutrono il bene.

Insegna al nostro cuore a credere
nella potenza della vita
che il male non può fermare.

Convinci la nostra mente a lasciar penetrare
la luce della speranza e a bloccare
il buio dello scoraggiamento,
sempre alimentato da colpe e solitudini.
Insegnaci a credere, Signore, insegnaci ad affidarci.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 4,26-34)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

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A chi scegliamo di credere? – BUONA DOMENICA! – X del Tempo Ordinario – Anno B

Signore Gesù, attiraci a te,
insegnaci a lasciar scorrere in noi
la vita e lo Spirito di Dio, per essere sua casa,
per custodire la sua presenza,
per moltiplicare nel mondo il bene.

Signore, che spezzi i legami di morte,
e liberandoci ci riconsegni alla fiducia,
possano le nostre parole e i nostri gesti,
le nostre scelte e i desideri essere attraversati
dalla bellezza della relazione con Dio, Padre-Madre,
per resistere al male, forti nella fiducia.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 3,20-35)

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

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Il dono dei doni – BUONA DOMENICA! – Il Corpo e Sangue del Signore – Anno B

Il pane spezzato, offerto e benedetto,
è il tuo corpo, Signore Gesù,
da cui riceviamo vita e libertà.
Il calice di un vino nuovo,
di un’alleanza nuova,
è la tua vita, Signore risorto,
da cui riceviamo liberazione e pienezza.
Avvicinaci a te per nutrirci di te,
convincici del tuo amore senza prezzo,
spezza con noi ogni resistenza,
ogni ostacolo alla fiducia.
Signore Gesù, Maestro Eucaristia,
nella tua pienezza la nostra pienezza,
quella autentica.
Insegnaci a desiderarla fino in fondo.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 14,12-16.22-26)

Il primo giorno degli àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

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Nella Trinità una rivoluzione – BUONA DOMENICA! – Santissima Trinità – Anno B

Signore Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo,
quanta rivoluzione mi scorre dentro
mentre pregando mi segno nel tuo nome.
Quanti capovolgimenti mi chiedi di vivere
quando pregando confermo di credere in te
che sei padre, ma anche madre;
che sei madre, ma anche figlio;
che sei morto, ma sei vivente;
che sei Colui che ha fatto vivere la materia,
ma sei stato anche materia;
che sei volto, ma anche energia.
Io ti lodo, Trinità infinita.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 28,16-20)

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

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Lo Spirito di Dio fa vivere il mondo – BUONA DOMENICA! – Pentecoste – Anno B

Signore risorto, Dio della vita,
in noi abita il tuo stesso Spirito:
Spirito di amore e di fecondità,
Spirito di gioia e di fedeltà,
Spirito di pace e di benevolenza,
Spirito di mitezza e di prossimità.
Insegnaci a lasciarci vivere da lui,
a consentire che la sua energia ci attraversi
e che nulla in noi gli si opponga come ostacolo.
Che la nostra libertà diventi corda
che suona al suo attraversarci,
generando futuro,
aprendo varchi alla speranza.
Vieni, Spirito Santo, vivi in noi!

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Gv 15,26-27;16,12-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

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Su cosa fissiamo lo sguardo – BUONA DOMENICA! – BUONA DOMENICA! Ascensione – Anno B

Signore Gesù,
ogni giorno è il tempo giusto
per andare, per non tacere,
per comunicare la bellezza del tuo volto,
la forza rigenerante dell’incontro con te,
la pienezza che la tua parola regala alla nostra vita.
Sappiamo di poter contare sulla forza
che lo Spirito Santo ci dona.
Sappiamo di non essere soli.
Sappiamo che tu sei con noi in ogni istante.
Noi ti lodiamo e ti ringraziamo.
Amen, alleluia!

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 16,15-20)

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

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“Amatevi” – BUONA DOMENICA! VI Domenica di Pasqua – Anno B

Non più servi, non più prostrati davanti a te,
non più piegati dal peccato…
Noi siamo davanti a te, Signore,
come creature nuove: donne e uomini
in piedi, risorti, riconsegnati alla vita.

Ci hai scelto, Signore Gesù,
e noi vogliamo credere nella forza interiore
che questo dono ci ottiene, vogliamo credere che in te
possiamo diventare capaci di una vita nuova,
possiamo contenere e custodire la vita.
Rendici amore, Signore.
Rendici capaci di amore.
Rendici capaci di far vedere il tuo amore.
Insegnaci ad arrenderci all’amore.
Amen, alleluia!

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Gv 15,9-17)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

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Una splendida e rigogliosa vite – BUONA DOMENICA! V Domenica di Pasqua – Anno B

Rimanere in te, Signore Gesù,
legati alla tua vita come un tralcio alla vite.
Rimanere in te per vivere,
rimanere in te per non morire.
Rimanere in te per portare vita,
rimanere in te per imparare ad amare.

Siamo tralci, Signore, fragili e delicati,
a volte spezzati, spesso carichi,
o forse più volte svuotati.
Ma sappiamo di non essere soli.
Sappiamo che la tua vita ci scorre dentro.
Sappiamo di poter fare la differenza perché amati.

Signore, insegnaci ad amare, non a parole,
ma con i fatti e nella verità.
Amen, Alleluia!

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Gv 15,1-8)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

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Siamo figli di Dio. Ma che saremo? – BUONA DOMENICA! IV Domenica di Pasqua – Anno B

Signore Gesù, Pastore buono,
il tuo Spirito rompa le nostre resistenze
perché il cuore si apra alla tua Parola,
la accolga, la custodisca, le diventi casa.
Vogliamo ascoltare te, vogliamo seguire te,
vogliamo amare come te:
perché i recinti si sfaldino,
i confini vengano meno,
le nazioni si riscoprano umanità,
la pace ridiventi possibile,
donne e uomini credano.
Buon Pastore,
insegnaci a essere Vangelo.

Amen, Alleluia!

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Gv 10,11-18)

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

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