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Il bene e il male – Buona domenica! – XVI domenica del Tempo Ordinario – Anno A

«Risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita». (Fil 2,15) 

La parabola del grano e della zizzania è forse uno dei racconti che più di altri ci può aiutare a guardarci dentro e a capire come funziona il mondo attorno a noi e in noi. Ma 0009_OSVALDO_LA-ZIZZANIA_10_05_2010al tempo stesso ci offre anche la possibilità di conoscere più concretamente le logiche di Dio, i suoi meccanismi di funzionamento – se così si può dire – di fronte al male.
Bene e male convivono: e questo sembra essere il primo elemento che ne ricaviamo. Sono seminati insieme, pur da mani diverse, crescono insieme, maturano insieme. Ma non godranno della stessa fine: e questo sembra certo.
Bene e male convivono nel mondo, si sfiorano, si toccano, si confondono e ci confondono. Non esiste una linea capace di separarli nettamente. Figli del regno di Dio e figli del maligno non vivono realtà facilmente separabili: si attraggono, si influenzano, cambiano. Fantasy art + Art@ (677).jpgPer questo il seminatore, dalla cui vita sono germogliati i figli del regno, non vuole correre il rischio di perdere qualcuno… e attende. Attende che ogni azione, ogni intenzione, ogni vita arrivi al suo compimento. Il seminatore, che spende la sua vita perché il suo campo fruttifichi, non sradica, ma custodisce e sorveglia, scruta il buon grano e impedisce sia alla zizzania sia all’impazienza dei servi di ferirlo.
Noi ci chiediamo ogni volta perché, e lui continua a mostrarci la forza incredibile del regno che sa sempre germogliare e far germogliare, in tutti, la vita in pienezza… Lentamente e incontenibilmente, come un piccolo lievito, come un granello di senape.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Donaci un cuore paziente

Signore Gesù, di fronte al male
che ferisce la storia e la nostra stessa vita,
rispetto al male che vediamo nel mondo e in noi stessi,
insegnaci ad avere uno sguardo simile al tuo:
capace di scrutare, di attendere,
di credere nel bene che germoglierà.

Un cuore paziente appartiene a chi crede,
a chi sa fidarsi, a chi non conta solo sulle proprie forze,
ma sa affidarsi al Dio della vita e al suo amore:
per questo non sradica, ma attende.
Insegnaci a vivere così! Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Forma breve Mt 13,24-30)

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti grano e zizzania fanodormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».

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