Nel suo nome – Buona domenica! – Ascensione – anno C

«Si staccò da loro e veniva portato su, in cielo» Lc 24,51

Oggi celebriamo l’Ascensione di Gesù. Ma cosa significa nello specifico? Forse dei bambini potrebbero ancora credere che Gesù, salito su se-guardi-il-cieloun’astronave, sia sparito nel cielo, lasciando i suoi dodici amici con il naso all’insù. O forse qualcuno potrebbe ancora credere in qualche effetto speciale grazie al quale Gesù si sia staccato da terra e abbia raggiunto il cielo. Ma di fatto, come siano concretamente andate le cose, non lo sappiamo, e in fondo non ci serve saperlo. La festa dell’Ascensione ci offre un di più; ci dice che c’è una nuova realtà con cui fare i conti. È la presenza di un Dio diversamente presente. Scusate il gioco di parole, ma è proprio con questa presenza alternativa che dobbiamo fare i conti. Alternativa rispetto a cosa? Rispetto alle nostre attese, aspettative, richieste.
L’ascensione di Gesù dice la sua totale presenza in Dio; quello che l’evangelista Giovanni descriveva come l’essere nel seno del Padre. È lì che ritroviamo Gesù dopo la sua «avventura umana»: pienamente presente nel seno del Padre. Lì dove la pienezza non gli è data dalla divinità – quella gli appartiene da sempre –, ma dall’umanità, dalla pienezza di umanità che ha vissuto dalla nascita alla morte. Lui che ci ha rivelato il volto di Dio Padre, ritornando nel seno del Padre ci rivela anche il vero volto dell’uomo e della donna. Ci dice che ogni persona può rinascere nel seno del Padre e vivere costantemente alla sua presenza… ma non domani. Ognuno può far traboccare di eternità il proprio presente. Ogni uomo e ogni donna, vivendo pienamente alla presenza di Dio, vive oggi una vita piena.
Per questo ai Dodici è stato chiesto di andare. Per questo anche a noi, oggi, è chiesto di andare: per dire a tutti, nel suo nome, che siamo fatti per la pienezza. Che l’orizzonte definitivo non è la fragilità. Che abitare nel Padre è diffondere vita.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Nel tuo nome

Nel tuo nome, Signore risorto,
ci chiedi di andare
e di percorrere le strade del mondo
per portare ovunque il tuo amore.
Nel tuo nome, Crocifisso risorto,
ci chiedi di aprirci al mondo,
perché il mondo respiri la tua salvezza.
Nel tuo nome, Signore Gesù, noi andiamo,
perché chiunque ti conosca creda in te,
si affidi a te, riceva in te lo Spirito di Dio.
Tu, Signore Gesù, asceso e presente in Dio Padre,
benedici la nostra vita, perché la nostra vita
sia benedizione per il mondo. Amen.

DAL VANGELO della domenica [Lc 24,46-53]
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno 8326_180predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

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Se mi amaste… – Buona domenica! – VI di Pasqua – anno C

«Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. » Gv 14,28

«Se uno mi ama…». Inizia così il Vangelo della VI domenica di Pasqua. E ci si aspetterebbe una serie di elenchi di richieste infinite e molto serrate… giacché chi parla non è un maestro qualunque. E invece quel «Se» è seguito solo da una richiesta e da una straordinaria promessa. La richiesta è una, appunto: osservare la sua Parola. Nella Parolaconsapevolezza però che la sua è una Parola di peso, è la parola di Dio Padre… parola capace di portare vita, di rivitalizzare ciò che è morto, di creare. E dove «osservare» non ha propriamente né il senso che facilmente potremmo dargli, quale scrutare, guardare con attenzione, penetrare (significato a cui saremmo anche più abituati da un uso quotidiano) né significa semplicemente «obbedire». Osservare la parola di Dio, la legge di Dio, i suoi comandamenti, significa propriamente e primariamente: «custodire». Per il Vangelo è beato colui che ascolta e osserva: cioè ascolta e custodisce, non disperde, non sperpera il dono, poiché la Parola donata da Dio è quel seme che viene gettato da lui su ogni terreno e affidato alla libertà di ognuno. Allora… se uno ama Gesù di Nazaret non può che ascoltare e custodire la sua Parola. E chi custodisce, poi scruta, discerne e sceglie se seguire ciò che ha ascoltato.
E se lo fa, ecco che qualcosa di straordinario gli si apre davanti. Proprio perché la Parola del Maestro non è semplice parola umana, ma parola di Dio, allora ciò che accade in chi la custodisce, la segue e la realizza nella propria vita è qualcosa che ha a che fare con il divino. Più precisamente, costui o costei poiché è divenuto casa della Parola diviene anche casa di Colui che l’ha pronunciata: Dio.
Dio stesso, nella totalità del suo essere, vive e si diffonde in colui che custodisce la sua Parola.
Questo l’augurio per tutti noi. Amare il Signore, fino al punto da custodire e dare vita alla sua Parola, per diventare casa di Dio.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Ti amiamo, Signore!

Signore risorto, vogliamo amarti,
vogliamo ascoltare la tua Parola
e aderire con anima e corpo a quanto ci chiede.
Lo vogliamo anche se è difficile.
Lo vogliamo anche se tanto di noi
e delle nostre idee ci frena,
ci impedisce di fidarci.
Signore, manda il tuo Spirito,
perché ci insegni ad ascoltare
e seguire la tua Parola.
Manda il tuo Spirito,
perché ci insegni a scoprire e percorrere
le vie che la tua Parola ci indica.
Amen.

DAL VANGELO della domenica [Gv 14,23-29]
In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.6661
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

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Seguire è? – Buona domenica! – V di Pasqua – anno C

«Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri» Gv 13,34

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Io do la vita – Buona domenica! – IV di Pasqua – anno C

«Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono» Gv 10,27

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