SUI SENTIERI DELLE SCARPE – DOSSIER RAGAZZI & DINTORNI Dicembre 2013

Dossier Dic13SUI SENTIERI DELLE SCARPE

di Cecilia Salizzoni

Nel 1999 due ragazzi della Guinea, Yaguine Koita e Fodè Tounkara, scrissero una lettera ai governanti d’Europa, a nome di tutti i ragazzi africani. Chiedevano ascolto e aiuto: «Se vedete che ci sacrifichiamo e rischiamo la vita, è perché soffriamo troppo in Africa e abbiamo bisogno di voi per lottare contro la povertà e mettere fine alla guerra in Africa…».
Chiedevano un progetto di sviluppo per la loro terra e, in primo luogo, istruzione. Volevano consegnare personalmente la lettera al Parlamento Europeo, per essere sicuri che fosse letta, così pensarono di nascondersi nel vano del carrello di un aereo diretto a Bruxelles, ma non tennero conto delle temperature e della pressione di un aereo in viaggio… Non arrivarono vivi al termine del viaggio. La lettera, però, arrivò: fu trovata nella tasca di uno dei ragazzi, quando i loro corpi furono scoperti, all’atterraggio.

IL FILM

Ora il regista Paolo Bianchini, ambasciatore Unicef dal 2002, raccoglie idealmente quella lettera e la rilancia a un’Europa che appare – per dirla con le parole del Papa – incapace di compassione di fronte all’immensa tragedia inil sole dentro_2 corso. Bianchini intreccia il viaggio verso l’Europa dei due ragazzi guineani – viaggio reale e tragico, di sola andata – con quello ideale che racconta il ritorno in Africa di un ragazzino portato in Italia dal miraggio del calcio e poi scaricato sull’autostrada, come un cane d’estate.

Thabo, questo il nome dell’aspirante calciatore, ripercorre a piedi, ma in senso contrario, uno dei cosiddetti «sentieri delle scarpe» che segnano in modo macabro il deserto africano. Con lui c’è Rocco, tredicenne italiano senza famiglia finito al Nord dalla natia Puglia, dentro lo stesso commercio sportivo. Anche Rocco, come Thabo, sceglie di «tornare a casa», ma dal momento che a Bari una vera casa non ce l’ha, prosegue il viaggio insieme con l’amico per aiutarlo nella ricerca del villaggio, di cui, non avendo mai frequentato scuole, lui conosce soltanto il nome. Quando, alla fine, arriveranno in quel villaggio, troveranno Chiara, volontaria Unicef belga, figlia di immigrati italiani, che si spende per dare assistenza ai ragazzi africani e almeno qualcosa di quello che Yaguine e Fodè chiedevano.

RISVEGLIARE IL CUORE    

Cinematograficamente non ha una struttura solida, Il sole dentro, come spesso accade con i film che nascono da il sole dentroforti ragioni ideali. È soprattutto «il patto di veridizione» – quello che permette allo spettatore di credere alla storia narrata – a vacillare. Esiste in Italia il commercio di bambini, che è dato per scontato nel film? Ma, soprattutto, come possono affrontare un viaggio nel deserto due ragazzi da soli, senza preparazione e supporto, senza neppure il riferimento di un luogo geografico? E senza cibo, acqua, denaro, una lingua di scambio? È evidente che non è il piano di realtà a interessare il regista. La realtà è quella agghiacciante di Yaguine e Fodè. A fronte di questa realtà, ciò che importa è risvegliare il cuore e la reazione morale dello spettatore, i ragazzi coetanei dei protagonisti, e gli adulti. Per questo sulla strada di Thabo e Rocco ci sono personaggi come:

  • Philippe che, dopo aver studiato a Bologna, è tornato in Nordafrica e tiene una postazione radio proprio al margine di «un sentiero delle scarpe»;
  • padre X, missionario italiano che, dopo 10 anni di Africa, ha smarrito la speranza nell’uomo e, con essa, la propria identità, e sembra restare solo per tenere alta la speranza nei bambini, nella loro forza di cambiamento;il sole dentro
  • il console onorario, amico di Chiara, che è in Africa senza risorse, ma cerca comunque di risolvere i problemi che gli si presentano;
  • Chiara Trevisan, che ha mollato tutto per rispondere con la propria vita al grido di aiuto che usciva dalla lettera dei due ragazzi della Guinea, dopo che a Bruxelles, nell’aereoporto in cui lavorava, ha rinvenuto i loro corpi nel vano del carrello di un aereo.

È un po’ precario il racconto, come l’Africa, ma ci obbliga a confrontarci con persone che hanno «il sole dentro», e a prendere posizione.

SCHEDA FILM

Titolo: Il sole dentroIL SOLE DENTRO
Regia: Paolo Bianchini
Genere: drammatico
Origine: Italia 2011
Durata: 105’
Distribuzione: Mustang Ent. 2013
Consigliato: da 11 anni

PER SCANDAGLIARE IL RACCONTO

Chiarita la natura del discorso cinematografico che intreccia e contrappone un piano ideale e morale con quello di realtà, il lavoro di analisi si presenta lineare e ricco:

  • da un lato, si riprenderà la vicenda e il testo della lettera dei due ragazzi africani;il sole dentro_1
  • dall’altro, si analizzeranno i personaggi del racconto di finzione, e il modo in cui si pongono di fronte al problema dell’Africa: quale aiuto portano? Perché lo fanno?
  • Si presterà attenzione anche alla precarietà e alla contraddizione di cui sembrano portatori: quale aiuto reale possono dare rispetto all’enormità del problema?
  • D’altra parte, i governi, le istituzioni, nel racconto, dove sono?
  • Che cosa, invece, indica Gesù? Che cosa chiede a chi vuole seguirlo? Che cosa testimonia con la propria vita?

La figura del missionario in crisi ci provoca a:

  • approfondire il mistero della salvezza annunciata da Cristo (che si compie con la cooperazione dell’uomo, ma per opera e dono di Dio);
  • mettere a fuoco la speranza cristiana: da che cosa dipende? Come la si difende nella prova?
  • evidenziare la necessità del dialogo interreligioso. Ma, perché sia autentico e possa dare frutti, esso chiede consapevolezza e testimonianza dell’identità cristiana (ciò che il missionario ha smarrito);
  • verificare la disposizione dei ragazzi nei confronti del tema, la loro reazione alla provocazione del racconto: è vero che bambini e ragazzi sono spontaneamente solidali e non rimarcano le differenze? Rocco serve da specchio per i ragazzi, come Chiara per gli adulti: che cosa siamo disposti a lasciare di fronte alla sofferenza degli altri?

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Novembre 2013 di Catechisti Parrocchiali

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