Il discernimento – alias “Dio ma che lingua parli?”/5

 

Il 20 e il 21 Febbraio si è tenuto, presso la Comunità delle Figlie di San Paolo di Napoli (zona Colli Aminei), il quinto incontro dell’itinerario di spiritualità e formazione per giovani tenuto dalle suore Paoline (nello specifico sr Mariangela e sr Silvia), che quest’anno ha come tema: Dio ma che lingua parli?.
È stato il primo incontro a cui ho partecipato spinto, devo essere sincero, da una inspiegabile curiosità per questo particolare percorso nata in me dopo che me ne aveva parlato Grazia [una dei GEP che frequenta da due anni gli incontri, ndr] durante un viaggio in treno dal nostro ‘ameno’ paesino verso Napoli. Il trasporto e l’entusiasmo con cui mi raccontava le sue esperienze erano tali che sfido chiunque a non esserne colpito o quanto meno incuriosito. E quindi, appena ne ho avuto l’occasione, ho deciso di fare anch’io la mia esperienza.
La due giorni è iniziata il sabato sera con la proiezione di alcuni spezzoni sulla vita del re Salomone, uno tra i primi e più importanti re d’Israele, noto nella Bibbia per la sua impareggiabile saggezza. Poco alla volta, con tanta materna delicatezza, suor Mariangela ci ha presentato il tema del weekend che questa volta era: “Il discernimento”.
È risultato a tutti più chiaro, quindi, il perché fosse stata scelta la figura di Salomone come cardine della serata: per il dono grande che aveva chiesto al Signore e che Egli gli aveva concesso, quello cioè di avere un cuore puro e saggio, un cuore capace di distinguere il bene dal male in tutti i momenti e per tutti gli avvenimenti della propria vita. Posso dire di aver pensato che come mio primo incontro non poteva capitarmi tema più attinente a quanto vivo in questi mesi. Come ci diceva, giustamente, suor Mariangela, il discernimento è un atto che va fatto sempre nella nostra vita, ad ogni età, e non solo quando ci troviamo dinanzi a scelte importanti quali l’università da intraprendere, il lavoro da iniziare o il compagno/a con cui condividere la propria vita.
Discernere significa essere in grado di spegnere il rumore, la confusione, l’assordante frastuono che ci rimbomba nel cuore e nella mente ed essere in grado di ascoltare l’unica voce che il Signore ci ha messo nel cuore e che ci chiama a realizzare il progetto che Lui ha previsto su di noi.
Detto così sembrerebbe semplice ma vi assicuro che non lo è per niente. Spesso ho cercato di fare silenzio dentro di me ma sono caduto, erroneamente, nello svuotarmi di tutto, anche di ciò che di buono sentivo… non essendo capace di distinguere come Salomone il bene dal  male.
Il nostro percorso è continuato l’indomani mattina con l’ascolto e la meditazione della parola tratta dal Vangelo di Luca (Lc 12, 54-57) in cui viene detto: «[…]Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?». Con queste parole penso che Gesù, effettivamente, ci voglia dire che il Signore si serve di qualsiasi cosa e di chiunque per parlarci ma, non si sa perché, quando ci parla direttamente o indirettamente, non siamo sempre capaci di capirlo, di ascoltarlo… o forse, semplicemente, non vogliamo farlo.
Successivamente, nel primo pomeriggio, c’è stato un piccolo momento di formazione – che ho scoperto essere una novità nel percorso di quest’anno – sul canto liturgico e sulla liturgia tenuto da suor Silvia. Nello specifico, in questa occasione, ci ha parlato del Gloria e della Colletta. La cosa che mi colpiva, oltre alle cose che ci diceva, era il come ce le diceva. Più che parlare sembrava cantasse… ho avvertito che la musica è parte indissolubile di lei ed era piacevole constatare come non solo con la voce ma anche con i gesti riuscisse a far “risuonare” tutto ciò che voleva trasmetterci.
La giornata si è conclusa con il sentito momento dell’adorazione Eucaristica, durante la quale abbiamo ringraziato il Signore per tutto quello che ci aveva dato e per l’opportunità di aver vissuto questa esperienza assieme ad altri compagni, è stato, però, anche il momento favorevole per mettersi in ascolto. Personalmente ho cercato di fare silenzio dentro di me e di far parlare Lui, presente dinanzi a me con tutta la sua forza. Ho lasciato che entrasse in me… senza timore e che mi guidasse alla ricerca del vero bene e della piena realizzazione…
Spero che con l’aiuto del Signore tutti riescano a ricevere da Lui il grande dono del discernimento e in tal modo operare e vivere secondo quanto ognuno di noi è stato chiamato a fare e, probabilmente, solo così vivremo, come diceva la tenera Maria Chiara [una delle partecipanti, ndr] all’inizio del weekend, “costantemente con la luce nei nostri occhi”.
Abbracciando e ringraziando veramente tutti per il calore con cui sono stato accolto e che mi è stato riservato, porto tutti con me nella preghiera augurandovi e augurandomi… buon cammino!!!

Domenico – Trecase (NA)

 

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