Buona domenica!

Scala verso il paradiso

 

Venite, benedetti del Padre mio,
ricevete in eredità il regno preparato per voi
fin dalla creazione del mondo,
perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,
ho avuto sete e mi avete dato da bere,
ero straniero e mi avete accolto,
nudo e mi avete vestito,
malato e mi avete visitato,
ero in carcere e siete venuti a trovarmi“.

 Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,31-46)
XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – SOLENNITA’ DI CRISTO RE

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Quella di oggi è una pagina da imparare bene, visto che svela il trucco della salvezza, visto che i termini del contratto sono espliciti. Alla fine dei tempi, davanti al Cristo in maestà che succederà? Lo trovate scritto, leggete bene, e mettete da parte il taccuino su cui avete segnato puntigliosamente le ore di preghiera, le messe e le confessioni sopportate con cristiana rassegnazione e le eventuali giustificazioni da tirare fuori nel caso Dio fosse più esigente di quello che ci raccontavano. Il Signore ci chiederà se lo avremo riconosciuto, nel povero, nel debole, nell’affamato, nel solo, nell’anziano abbandonato, nel parente scomodo. Sì: avete capito bene. Il giudizio sarà tutto su ciò che avremo fatto. E sul cuore con cui lo avremo fatto. La fede è concretezza, non parole, la preghiera contagia la vita, la cambia, non la anestetizza, la celebrazione continua nella città, non si esaurisce nel Tempio. Allora, certo, la preghiera, l’eucarestia, la confessione, sono strumenti di comunione col Cristo e tra di noi per fare della nostra vita il luogo della fede. Nel mio ufficio, alla mia facoltà, in casa a spadellare mi salverò. Se saprò portare la fede da dentro a fuori, da lontano a vicino, e riconoscere il volto del Cristo adorato nel volto del fratello che incontro ogni giorno, mi salverò. La regalità di Cristo, oggi, si manifesta nei nostri gesti.
Cristo è Signore se sapremo sempre di più amare i fratelli, diventare trasparenza della misericordia, testimoni credibili della compassione.

 

e per riflettere puoi scaricare: Vita

 

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7 pensieri riguardo “Buona domenica!”

  1. beh credo anch’io che una vita e mezzo sarebbe ancora poca… per fortuna che ci ama così… e poi per “UNI” ;-)) come Loro che hanno scelto di avere noi come loro dimora credo che il sorriso spesso scappi anche a loro. Ragazzi è chiaro vero? Stiamo parlando della Trinità e per chi volesse andare a fondo… andate nel Vangelo di Giovanni capitolo 14, 23
    Dopo di che adesso taccio per un po’… a voi la Parola e le parole.

  2. Già è proprio così! Solo che altro che campo di 4 giorni … a volte serve una vita intera.
    E .. amare come è l’altro e rimanere fedeli… non che sia una bella poesia: è autentica croce!
    Certo che è straordinario come la Parola di Dio sia la nostra Parola per la vita quotidiana,
    Per essere un po’ comici, mi vedo lo Spirito Santo che prende il nostro “testone” e lo picchia nella quotidianità, riprende il nostro “testone” ammaccato e lo appoggia delicatamente sulla Paola … et voilà … e “Luce fu” … Scusa la divagazione comica … ma mi succede spesso e trovo che davvero la Trinità a volte è di una comicità incredibile … ma questo succede sempre quando sono “ammaccata nel testone e nel cuore”. Una forma alternativa di consolazione? Boh!

  3. Ciò di cui parlo è un processo straordinario, sintesi concreta della santità cristiana: è la cristificazione, è il diventare Cristo, in forma sostanziale. Un riferimento a quanto dico è nella lettera di san Paolo ai Galati: “Cristo sia formato in voi”. Il discorso però è molto più ampio per essere ridotto così a poche righe di un commento. Ci vogliono almeno 4 giorni di campo per parlarne con un po’ di tranquillità e non solo… e, con la Grazia di Dio, presto faremo anche quello. Aggiungo solo una cosa. Non ho detto che lo Spirito “non tollera limiti”, anzi. Credo esattamente l’opposto. Lui davanti alla nostra libertà si ferma, la accoglie e la rispetta, nell’amore. Soffre con noi, si ferma con noi, ama con noi, ma non si scoraggia come noi. Lui è pronto ad amare anche i nostri limiti, se solo ci lasciassimo amare così come siamo… ma questo è un altro capitolo e quindi potrebbe essere un altro post! Ciao

  4. Penso sia perfetto! Ho posto volontariamente una sola dimensione o – meglio – movimento del “deizzare”, ma forse è davvero l’unica dimensione. L’altra, quella di cui tu parli, credo abbia un altro nome e credo pure sia stata la Missione principe del Re-Pastore. Riportare o – meglio – far ritornare l’uomo a Dio, fare riconoscere in noi quella scintilla di Vita da e per cui “siamo stati tolti dalla massa degli “umanoidi” credo sia questo quello che intendi dire. Ma quando si viene riportati nel “progetto divino” si perde ogni coscienza del “fare” … si perde ogni coscienza perchè siamo “invasi” da co-scienza che è scienza congiunta e incredibilmente illuminante e piena di carità divina troppo forse) che “fa balzare agli occhi ogni limite”. Limiti che non devono essere presi come definitivi e “trinceranti”, ma “limiti” da spostare con l’aiuto dello Spirito Santo sempre un po’ più in là. E’ un discorso un po’ incasinato, lo so, ma forse è solo da provare. Questa festa del Cristo Re dell’Universo è posta come sentinella e lasciapassare all’Avvento, il quale Avvento, non è davvero la nostra attesa di Dio, ma l’attesa di Dio! Detta in linguaggio figurato: Dio scavalca i cieli e noi scavalchiamo la terra; Dio viene da noi e noi andiamo da Lui. Ci si incontra a metà strada, sul confine. Detto con immagini bibliche è quell’arco dell’Alleanza posto a ricordo di Dio e dell’uomo. Un arco che è un arcobaleno … 7 colori (l’ho sentita da un amico questa immagine), 7 doni dello Spirito Santo. Ma ancora quella strada l’ha aperta Lui e non noi.
    Non lo so, ma credo che davvero l’Avvento – contrariamente a quello che abbiamo sempre pensato – sia un momento molto aspro, molto di più della Quaresima. Nell’Avvento si lasciano le certezze umane per aprirsi ad altre certezze, nell’Avvento si osa il tutto e per tutto. D’altra parte con un Re così e di cui non siamo “sudditi” a guardare le Beatitudini, ma compagni di costruzione di un Regno (per desiderio sempre di Dio) … in che altro modo possiamo vivere l’Avvento?
    Come dici tu, l’azione dello Spirito Santo non tollera limiti, neppure i nostri … un caratterino mica da ridere questa Persona della Trinità!!!!
    Ed ora a te, la parola, Cantalavita (un nome ed una garanzia è!”

  5. Sottoscrivo! Cara Marta, ma siccome quel “deizzare” è messo lì un po’ in sordina, il rischio che sia frainteso è altissimo… Allora per il momento lasciamolo così ma diciamo pure, per chi avesse qualche dubbio, che la possibilità che “si diventi Dio” c’è, ma non è da riportare a una sola dimensione di sforzo umano… è agire stesso dello Spirito a cui però va lasciata carta bianca! E qui… di solito casca l’asino… e cascano le vite! Che ne pensi, Marta?

  6. Ma … la caratteristica prima e comune di quelli “posti alla destra ed alla sinistra” è il “non sapere di aver fatto o non aver fatto qualcosa per qualcuno”.
    Il “sapere cosa fare per chi” e sapere “Chi è” quel “chi” vanifica all’istante tutto.
    Il “fare” è “l’effetto di una causa”, automatica, spontanea e pure incosciente!
    Prima deve esistere un “essere” che diventa “essere dono donato”. La coscienza di donare credo sia autostrada del deizzare sé stessi.
    E’ spettacolare come certe persone si donino fino in fondo dentro una consapevolezza di inadeguatezza impressionante.
    Più di una volta ho assistito ad un fare che gratifica il proprio ego, ma non gratifica Dio, non aggiunge Luce all’umanità. La prova? La nostra ribellione all’ingratitudine umana!
    …. Ed il primo sintomo di un autentico “essere di Dio”, il primo dono donato in assoluto è il “comunicare”, un “fare senza fare” … appunto il “non sapere di fare”, ma sapere benissimo chi si è o – meglio – per Chi si è (nel senso di esistere).

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