La messa/2 – un incontro!

“Se tu conoscessi il dono di Dio, tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti avrebbe dato acqua viva!”
Altra verità non mi viene in mente. Penso alla Celebrazione Eucaristica e vedo un Dio vicino, seduto accanto a un pozzo in una delle ore più calde del giorno, pronto a entrare in contatto con chiunque, senza distinzione alcuna, per dare gratuitamente quanto di più prezioso custodisce: la sua relazione filiale con Dio Padre, il suo essere figlio amato.
Pensare alla messa è credere alla forza trasformante di un incontro, al nascere e crescere di una relazione unica, personale e comunitaria insieme. Per questo non riesco a pensare alle messe “insalata” come le definisce Marta, messe cioè in cui la Grazia di Dio scende su di noi come acqua sull’insalata, lavandoci. Quando penso a una relazione efficace ed effettiva, penso all’incontro libero e totale di due libertà: sia esso incontro tra persone o incontro con Dio.
Non metto in dubbio la forza di un amore divino che agisce sempre e comunque, ma so anche che un dono viene offerto e non scaraventato con forza; non c’è legge che possa obbligare, nè spettro di punizione alcuna.

La messa è dono d’amore, confezionato con cura, con attenzione, con armonia da Colui che per primo vorrebbe donarci la sua stessa Vita. La messa è risposta a un invito, è puntualità a un appuntamento, è preparasi di tutto punto per essere ok al momento giusto, è non lasciarsi sfuggire un occasione per vederlo, sentirlo parlare, incontrarlo…

Ma, scusate, di chi stiamo parlando? Perchè tutto questo potrebbe essere estremamente vero o decisamente falso!

Qualcuno mi dica come fa a percepire la messa come incontro, quel ragazzo che è costretto ad andarci sotto minaccia di parroco o catechiste agguerrite… Come posso desiderare di incontrare Colui che non conosco?
Lavoro nella formazione dei catechisti e vi assicuro che non c’è cosa che mi faccia saltare di più dello scoprire come uno dei momenti più importanti della nostra fede venga ridotto a precetto, a obbligo, a costrizione.
E vi dirò di più… sono decisamente dalla parte di quei ragazzi che decidono di abbandonare tutto e tutti perchè Dio non è noia, non è accusa, non è minaccia. Sono dalla loro parte perchè so quanto vibra il loro cuore nello scoprire il vero volto di Dio, di quel Padre che per loro darebbe tutto. So quanto tempo gli dedicano quando scoprono il senso vero della sua Parola, del suo dono.

Per me la sfida a questo punto è una: entrare con forza e passione in questo straordinario mistero. Entrare in punta di piedi, per non calpestare la terra sacra che Dio ci permette di abitare, entrare e svelare insieme il senso di quei segni spesso conosciuti solo dagli esperti e che danno poi di fatto il senso vero e il significato pieno a tutto ciò che sentiamo e rispondiamo.

1° PASSO: pensare alla Celebrazione Eucaristica come a un incontro con Dio che ci chiama, che ci aspetta, che vuole renderci partecipi del suo progetto di salvezza universale, che ha per noi parole da sussurrare al nostro cuore e un dono con cui arricchire la vita.

ATTEGGIAMENTO: lasciare il cuore libero per far sì che possa essere riempito.

E SE NON CONOSCESSI ANCORA CHI E’ DIO? CHI E’ COLUI CHE MI DICE: “VIENI”?
Fermati! Non sprecare il dono! Prova a conoscerlo. Prova a chiedere che qualcuno possa aiutarti a scoprirlo, a percepire la sua voce, a capire fino in fondo… Prova a chiedere a qualcuno che viva con te la Celebrazione Eucaristica. Chiedi, senza paura, perchè ogni dubbio è solo principio di conoscenza…

Post precedente: Messa… vero o falso?