Ma Dio va in vacanza? Lui no! E tu?

cover_vacanze Dio va in vacanza

Carissimi amici,
siamo ormai nel pieno dell’estate, molti di voi sono in vacanza, alcuni ci sono già stati, altri ci andranno presto!

Noi di Cantalavita tra una programmazione e un’altra, in vista della nuova partenza settembrina, di un anno tutto da vivere insieme, di nuove rubriche e nuovi spazi per tutti, non potevamo non raggiungervi con una proposta estiva.

Ma Dio va in vacanza? Lui no! E Tu?

E’ una rubrica creata per proporre a tutti voi, amici della rete, una serie di foto-preghiere da condividere, donare ai vostri amici attraverso le bacheche dei social network che usate, o da pregare personalmente nelle varie situazioni che vi trovate a vivere.

Dio continua a essere fedelmente presente, qualsiasi sfumatura abbia la nostra estate!

Vi auguriamo di trascorrerla nel clima della serenità e della pace interiore.

L’appuntamento per tutti è a Settembre: un nuovo anno ci aspetta!

Foto Preghiere da scaricare: clikka sul titolo e salva l’immagine ;-)

Il coraggio dei poveri – Buona domenica! – XVII Domenica Tempo Ordinario – anno B

«Cinque pani d’orzo e due pesci…
che cos’è questo per tanta gente?»

moltiplicazione dei pani

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 6,1-15)

XVII Domenica Tempo Ordinario – anno B

IL CORAGGIO DEI POVERI

Un ragazzo e il suo cestino con cinque pani d’orzo e due pesci: questo è il volto coraggioso e povero dei discepoli del Vangelo. Di chi di fronte all’impossibile non calcola le proporzioni, ma offre umilmente ciò che ha; di chi non sottovaluta mai la ricchezza di un dono, ma con semplicità lo condivide.
Quel ragazzo, di cui l’evangelista Giovanni non riporta il nome, ha il volto di ogni discepolo fedele del maestro di Nazaret che, come lui, si lascia scuotere dalle folle, si lascia disturbare dalla loro fame.
Di fronte a questo ragazzo, non possiamo trovare giustificazioni. pani e pesci3
Il suo cestino offerto a Gesù, come soluzione per la fame delle tantissime persone presenti, non può essere archiviato da noi come ingenuità di poco conto, magari accompagnata da un sorrisino malizioso.

Il fatto che tra tanti eventi accaduti, l’evangelista Giovanni abbia scelto di raccontare proprio questo, autorizza quel ragazzo, oggi a bussare alla nostra coscienza di Chiesa povera per i poveri, o forse più onestamente dovremmo parlare, di una Chiesa benestante (perché questo siamo, noi sacerdoti, religiosi e laici, nel nostro mondo)… una Chiesa chiamata a lasciarsi scuotere dal coraggio dei poveri.
E non penso al coraggio di chi chiede, ma al coraggio di chi dona, pur avendo poco o nulla.
Da loro dovremmo imparare, noi benestanti che misuriamo il dono, prima di offrirlo; dal loro coraggio e fiducia nella Provvidenza di un Dio che sa ancora prendersi cura di chi dà tutto.

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Rendici coraggiosi, Signore, nell’offrire la nostra povertà,
le piccole cose che abbiamo, e il poco che siamo.

Ci illudiamo che la forza possa salvare il mondo
o che la ricchezza possa sfamarlo.

Ma ciò che ci salverà tutti sarà l’amore
a cui solo la debolezza offre un volto;
e ciò che ci sfamerà sarà il coraggio
di donare noi stessi, con semplicità. Amen

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

Donare con coraggio e semplicità ciò che abbiamo e ciò che siamo: è questa la rivoluzione del Vangelo, che ognuno di noi può innescare, in ogni istante.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA [Gv 6,1-15]

Dopo questi fatti, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: “Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?”. Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: “Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo”. Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: “C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?”. Rispose Gesù: “Fateli sedere”. C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: “Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto”. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: “Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!”.
Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

La PREGHIERA in un formato da scaricare e condividere sui social

Moltiplicazione dei pani

Suor Mariangela Tassielli, fsp

Riposare si può? – Buona domenica! – XIV Domenica Tempo Ordinario – anno B

«Sceso dalla barca…
si mise a insegnare loro molte cose»cammina-sulle-acque

Dal Vangelo di Marco (Mc 6,30-34)

XVI Domenica Tempo Ordinario – anno B

RIPOSARE SI PUò?

Spesso quando leggo alcuni brani di Vangelo non riesco a non chiedermi quali fossero i criteri con cui Gesù sceglieva dove andare e cosa fare. Spesse volte la risposta è palese e, direi, rassicurante, altre volte è scomoda. E questa è una di quelle volte: chiama i suoi, li porta in disparte, da soli per un po’ di meritato riposo e poi… come se nulla fosse «vedendo le folle ne sentìgesti d'amore cv compassione». Il riposo naturalmente salta e salta soprattutto quella condivisione intima che i discepoli con il maestro avrebbero potuto vivere.
Salta tutto, ogni programma. E perché? Perché la gente ha bisogno del maestro, delle sue parole e dei suoi gesti. Basta questo per far cambiare la rotta a Gesù. Bastano le mani tese di qualcuno per fargli decidere dove andare, cosa fare e con chi stare.
Sono queste delicatezze a fare di lui il pastore attento e premuroso, che non chiude mai nessuno fuori, non trascura le sofferenze, non prende le distanze dai disturbatori.
Ed è forse questo pastore che ognuno di noi vorrebbe incontrare per sentire, ancora una volta, Dio.
Questo Gesù, oggi ci scuote.
In tempi in cui la pastorale va in vacanza, le messe diminuiscono, il catechismo finisce, gli operatori pastorali staccano… questo Gesù e il suo modo di fare lascia senza parole. Perché di fatto la fame non va in vacanza e neppure la malattia o la solitudine. A quelle mani tese, Gesù ha risposto. E noi?

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Insegnaci, Signore, a lasciarci scuotere
dai nostri fratelli, dalla loro fame,
dalle loro braccia tese, anche in tempi di vacanza.

I nostri progetti non ci allontanino
dall’altro e dalla sua sete d’amore.
Il nostro bisogno di «staccare»
non ci impedisca di ascoltare le loro voci
e far vibrare il nostro cuore al ritmo del tuo cuore.
Amen

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

L’estate non ci faccia dimenticare gli altri, la loro fame, solitudine, malattia. Coloro che Dio ci affida non possiamo metterli in pausa fino a settembre.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA [Mc 6,30-34]

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

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XVI T.O.

Suor Mariangela Tassielli, fsp

Liberi e leggeri – Buona domenica! – XV Domenica Tempo Ordinario – anno B

Ordinò loro di non prendere per il viaggio
nient’altro che un bastone…

trekking essenziale bastone

Dal Vangelo di Marco (Mc 6,7-13)

XV Domenica Tempo Ordinario – anno B

LIBERI E LEGGERI

Eccoli, scruto l’orizzonte e mi sembra di vederli: vanno liberi e leggeri, senza denaro, senza pane, senza sicurezze, senza pesantezze. Vanno liberi e leggeri,giovani cv certi di Colui che li ha mandati e spinti da una Parola d’amore che li precede. Liberi e leggeri per entrare in ogni casa, in ogni vita, in ogni storia, in punta dipiedi, senza far rumore, regalando la Parola che salva, seminando la misericordia del Padre, diffondendo guarigione e liberazione. Sono i messaggeri del Vangelo, mandati a due a due tra la gente.
Erano dodici; e quello era il loro stile.
Uno stile che oggi scuote e sconvolge, o almeno dovrebbe, le mille forme di sicurezze che frenano la libertà dello Spirito; che appesantiscono la leggerezza dell’andare; che bloccano la creatività di un amore che dovrebbe saper sempre trovare risposte vere e concrete per ogni umana domanda.
Oggi non siamo più dodici, ma milioni. Non più pescatori ignoranti, ma cittadini, spesso colti. Non più uno sparuto e sconosciuto gruppo, ma una struttura ben organizzata. Eppure sembrerebbe che di quella Chiesa giovane e inesperta abbiamo perso la libera e fresca leggerezza dell’amore.
giovaniSì, quell’amore che ti spinge sempre oltre, che non ti fa mai dire basta; che non si accontenta dei risultati ma esplora instancabilmente nuove vie per amare.
«Una Chiesa in uscita…» continuiamo a riempircene la bocca. Ma lo facciamo dal comodo di divani, poltroncine, scrivanie, progetti, risultati, selezioni vocazionali, distante di sicurezza, calcoli.
Chi è chiamato parte! Non guarda indietro, non misura. Chi è chiamato rischia! Chi è chiamato sa di perdere! Chi è chiamato non cerca i numeri, ma dona in gratuità… sempre!
Chi… è chiamato?

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Signore, liberaci dai fardelli,
rendici capaci di essere la Chiesa dei sì,
la madre nell’amare.

Annienta i nostri progetti
calcolati e ponderati
e insegnaci la libera freschezza
di chi ha a cuore solo il Vangelo:
annunciato e vissuto.

Amen

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

Andare, uscire, portare per mondo il profumo di quel Dio che abbiamo incontrato e conosciuto: ci è chiesto, se abbiamo davvero incontrato il suo amore.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA [Mc 6,7-13]

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

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liberi e leggeri XV T.O.

Suor Mariangela Tassielli, fsp

Testimoni ieri e oggi_Giovanni Lindo Ferretti: tra musica e fede!

Oggi parliamo di musica e di fede, raccontiamo la storia di un grande artista italiano: Giovanni Lindo Ferretti.lindo ferretti
La rivista periodica Il mucchio selvaggio ha scritto di lui:

è una persona speciale, Ferretti, diversa da ogni altra. Di quelle che, non sembri esagerato, possono cambiare la vita di quanti ne incontrano il percorso”.

Ma chi è Giovanni Lindo Ferretti? Conosciamolo meglio >>> Giovanni-Lindo-Ferretti

Per conoscere meglio Giovanni Lindo Ferretti vi suggeriamo di guardare una sua intervista alla trasmissione La svolta – TV2000 >>> 

ALTRI TESTIMONI DI FEDE SULLA PAGINA —> TESTIMONI IERI E OGGI

 

Capaci di vedere – Buona domenica! – XIV Domenica Tempo Ordinario – anno B

«Da dove gli vengono queste cose?»

dubbio cv

Dal Vangelo di Marco (Mc 6,1-6)

XIV Domenica Tempo Ordinario – anno B

CAPACI DI VEDERE

C’è da restare di stucco: i gesti e le parole stupiscono, la sua sapienza lascia senza parole, i prodigi che compie sono sotto gli occhi di tutti eppure la gente, vedendolo, resta scandalizzata. Sì, non stupita, non meravigliata… Lui e i suoi gesti creano scandalo tra le gente.
Lui è Gesù, la gente sono gli abitanti di Nazaret, e suoi gesti non scandalizzano semplicemendonare amicizia consolarete perché hanno toccato, guarito, perdonato, accarezzato. Creano scandalo perché escono fuori dagli standard comuni, vanno molte oltre le logiche di tutti, sono al di là di ciò che da un figlio di falegname ci si sarebbe aspettati.
Anche in questo, la storia di Gesù rivive oggi. E la sua diventa la storia di sempre, di profeti non accolti, di fratelli giudicati, di diversi da passare al setaccio. Gesù vive nei poveri di ogni tempo e i poveri in cui vive sono i non-accolti, coloro in cui il bene diventa invisibile, coloro che ci vivono accanto e che non riteniamo capaci di ricominciare, coloro che abbiamo già bollato per ciò che potranno darci o toglierci, coloro da cui non ci aspettiamo più nulla.
E allora di fronte alla meraviglia di Gesù per l’incredulità della sua gente, oggi possiamo rispondere solo in un modo: diventare capaci di vedere il bene che c’è nell’altro… Oltre ogni pregiudizio, oltre ogni etichetta.

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Aiutaci a vedere, Signore Gesù!
Aiutaci a lasciarci sorprendere
dal bene presente e vivo nei gesti
e nelle parole di chi ci vive accanto.

Libera il nostro cuore dai pregiudizi
che ci rendono ciechi
e rendici capaci di scoprirti presente
nel bene che, anche oggi, è in atto
nella vita di fratelli e sorelle che non stimiamo,
non accogliamo o non perdoniamo.
Amen

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

Spesso non ci accorgiamo del bene presente negli altri. Liberiamo cuore e mente per scoprire il bene ed esso germoglierà nel mondo oltre ogni pregiudizio.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA [Mc 6,1-6]

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e donaredicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

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XIV TEMPO ORDINARIO

 

Suor Mariangela Tassielli, fsp

La fede salva? – Buona domenica! – XIII Domenica Tempo Ordinario – anno B

«Non temere, soltanto abbi fede!»

fiducia saltare

Dal Vangelo di Marco (Mc 5, 21-24.35b-43)

XIII Domenica Tempo Ordinario – anno B

LA FEDE SALVA?

Davanti a brani di guarigione si resta sempre un po’ con l’amaro in bocca. Il commento di Gesù, poi, di fronte al miracolo realizzato scuote in modo ancora più violento: «La tua fede ti ha salvato».

Chi di noi, almeno una volta nella vita, non avrebbe voluto sentirselo dire? Chi di noi, in alcune difficili situazioni non ha pensato: «Se ci fossi tu, Signore… se potessi ascoltare la mia preghiera. Se potessi guarire mio figlio».

La fede salva. Questa è una certezza lapidaria che i vangeli ci sbattono letteralmente in faccia. La fede è causa di guarigione, di risurrezione, di vita.tristezza disperazione
E allora, da parte nostra ci vorrebbe una domanda. Quella giusta però!
Spesso, di fronte al miracolo non ottenuto, davanti alla morte, alla sofferenza inarrestabile siamo capaci solo di una domanda: «Perché proprio a me? Che male ho fatto?»; oppure: «La mia fede è debole, non sono nemmeno capace di chiedere»; o peggio: «Non sono degno del miracolo o Dio aveva altro da pensare». Ma tutte queste non sono né le domande né le risposte giuste. Ed è proprio il Vangelo a dircelo.
La fede di cui Gesù parla non rende immortali.
E allora: qual è la fede che salva?
Questo è ciò che dovremmo chiedere al Signore!
Qual è la fede che, oltre ogni timore, paura, delusione, dovremmo continuare a vivere, per avere la vita?

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Signore, insegnaci a credere
da salvati, da risorti.
Ti preghiamo per avere vita,
per non morire, per guarire.
Eppure tu lo hai già fatto!
Noi siamo già uomini e donne risorti.
La terra e la morte, per noi
non sono più un limite da cui liberarci,
ma spazi di vita.
E allora insegnaci a chiederti il bene:
che si realizzi, che si diffonda anche attraverso noi.
Questo è credere in te, questa la fede che salva tutti!
Amen

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

La fede in Gesù non è scrivere elenchi di miracoli da ottenere. È continuare a fidarsi di lui, quando tutto ti farebbe mollare. È sperare anche nel buio pesto.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA [Mc 5, 21-24.35b-43]

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta manifolla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

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XIII TEMPO ORDINARIO ok

Suor Mariangela Tassielli, fsp

Signore, svegliati! – Buona domenica! – XII Domenica Tempo Ordinario – anno B

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?»

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Dal Vangelo di Marco (Mc 4,35-41)
XII Domenica Tempo Ordinario – anno B

SIGNORE, SVEGLIATI!

Questo mondo, questa barca, questa vita, le mille sicurezze… tutto oggi sembra in balia dei venti disperazione_2che, forti e violenti, spirano contro di noi. Ci scuotono, rovesciano le certezze, ci spingono alla deriva. Vengono dall’Oriente e dal Nord del mondo: sono religioni antiche e nuove ideologie.

E noi ci aggrappiamo, con altrettanta forza, alle poche cose sicure che ci restano. E di queste la più sicura è Dio! Solido e fermo come le fondamenta di una casa.    Continua a leggere

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