Vediamoci chiaro ;-) – VI tappa di Tour of happiness -da Ragazzi & Dintorni Marzo 2015

Tour of happiness

VI tappa: Vediamoci chiaro

di Dalia Mariniello

OBIETTIVO: offrire ai catechisti indicazioni e suggerimenti per entrare, attraverso un segno, una dinamica e un video, nel vivo della sesta beatitudine:

Beati i puri di cuore
perchè vedranno Dio (Mt 5,8).

Il riferimento completo è alla rubrica Celebrazioni sul Dossier Ragazzi&Dintorni della rivista di formazione catechistica Catechisti Parrocchiali n. 3 – Marzo 2015.

INDICAZIONI PER UN INCONTRO: AL TRIBUNALE DELLA RAGIONE

Quella di Susanna e Daniele non è un passo particolarmente conosciuto dai più al pari di parabole o brani sulla vita di Gesù. Pertanto è difficile trovare video, film, cartoni animati che possano servire per semplificarne la comprensione.tribunale

La proposta è: perchè non realizzare con i ragazzi una breve rappresentazione del brano biblico? Una rappresentazione “attualizzata”?

Quello che vi suggerisco è di mettere in scena una rappresentazione che non si limiti a ripercorrere il brano biblico tout court.

Andiamo per gradi!

Dapprima suddividete i ragazzi in 2 gruppi. Invitateli a rileggere insieme il brano del libro di Daniele ma divergendo i compiti:

  • un gruppo, quello degli ACCUSATORI dovrà trovare tutte le motivazioni per dimostrare che Susanna è colpevole, è una peccatrice e ha “provocato” i due anziani;
  • l’altro gruppo, quello dei DIFENSORI dovrà invece trovare tutte le motivazioni per appoggiare l’intuizione di Daniele e difendere Susanna.

Dopo questo primo lavoro chiedete ai ragazzi di riscrivere il brano biblico mantenendo gli stessi personaggi ma inventando una situazione più reale e attuale! Susanna chi potrebbe essere oggi? Magari una compagna di classe accusata perchè non lascia copiare? o una ragazza che due conoscenti stanno per violentare difendendosi che è stata lei a provocarli col suo abbigliamento succinto? e se la “vittima” fosse un ragazzo  poco alla moda, “bonaccione”, vittima di insulti da parte delle ragazze più “in” del gruppo?

I ragazzi se sollecitati non mancheranno di creatività. Una volta accordatisi sulla NUOVA STORIA, affidate a ognuno i seguenti personaggi aggiungendo rispetto al brano originale, due gruppi, gli accusatori e i difensori.

  • Susanna
  • Daniele
  • i due anziani/o i due malviventi
  • accusatori
  • difensori
  • giudice e giuria

Durante la rappresentazione della nuova storia, gli accusatori dovranno giovane in tribunalesostenere i due anziani e le loro tesi, dimostrandone quindi la ragione. I difensori invece dovranno sostenere e difendere la posizione di Susanna. Indipendentemente dalle reali convinzioni di ognuno, i ragazzi dovranno essere convincenti nella loro parte di accusatori o difensori.

Quando ci saranno abbastanza motivazioni da parte di entrambe le parti il giudice insieme alla giuria si riunirà per deliberare e apportando motivazioni convincenti si pronuncerà circa la colpevolezza o meno di Susanna.

Costumi: Qualche lenzuolo, coperta, mantello potrebbero essere utili per creare vestiti dell’epoca.

Questa attività aiuterà i ragazzi a motivare le proprie scelte, a rendersi conto di quanto si possa essere convincenti talvolta, nel far credere agli altri cose non vere danneggiando spesso la reputazione di altri. Permetterà di capire che si può attivare il cervello sì per accusare ma anche per difendere gli altri, magari un innocente accusato ingiustamente! Impareranno anche quanto può essere difficile giudicare quando davanti si hanno affermazioni divergenti! Nel brano biblico Susanna viene riconosciuta innocente perchè Daniele non è offuscato dai due “saggi” e stimati anziani, lui guarda oltre, indossa le lenti della purezza, guarda a Susanna con cuore puro, col cuore di Dio!

Siete pronti? Che la rappresentazione abbia inizio!

IL VIDEO

Poche immagini scorrono nel video: un volto che si nasconde dietro una maschera, un cuore in cui entrare, un volto sorridente di un bambino e una serie di immagini da cui di deducono situazioni di solidarietà, di aiuto.

Il video intende presentare come puri di cuore non coloro che si nascondono dietro una maschera(immagine che apre il video), dietro occhiali scuri, dietro l’indifferenza ma coloro che scelgono di andare oltre, di leggere nel proprio cuore e in quello degli altri, coloro che scelgono di guardare col cuore di Dio con l’innocenza che spesso è propria dei bambini, coloro che mettendo via la maschera difendono i più deboli, i “diversi” per colore, religione etc…

*Beati voi di Buttazzo/Scarpa. Album: Vieni soffio di DioEdizioni Paoline. VI Strofa: Beati i puri di cuore

PREGHIERA CONCLUSIVA

Signore desideriamo vederci chiaro,
desideriamo liberare il cuore
dall’odio, dall’egoismo, dall’invidia,
da tutto ciò che ci offusca la vista
e non ci permette di guardare a te
per imparare ad amare come ci ami tu. Amen

PER IL BRANO BIBLICO

Una versione più semplificata del brano biblico proposto potete trovarlo all’indirizzo —> CLIKKA QUI

MATERIALE PER IL SEGNO: VEDIAMOCI CHIARO

Di seguito potrete scaricare le due immagini proposte per vivere il SEGNO durante la celebrazione

Cuore con occhiali

Clikka e scarica

occhiali

Clikka e scarica

Vediamoci chiaro è un post dedicato all’approfondimento della rubrica #Celebrazione, di Dalia Mariniello, nell’ambito del percorso per adolescenti #LeBeatitudini, proposto nell’inserto staccabile della rivista paolina Catechisti Parrocchiali n.03/2015

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Calendario pubblicazioni integrative per la rubrica #CELEBRAZIONI—> clikka qui

Protetto: Incontri catechisti 27 febbraio 2015 – Diocesi di AVERSA. Inserisci la password per accedere

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Ascoltate e vivrete – Buona domenica! – II domenica di Quaresima – anno B

«Questo è il Figlio mio… ascoltatelo!»

trasfigurazione luminosaDal Vangelo di Marco (Mc 9,7)
II domenica Quaresima – Anno B

ASCOLTATE E VIVRETE

«Questi è il figlio mio, l’amato». Avevamo già ascoltato queste parole, l’evangelista le aveva già raccontate. Era già accaduto nel giorno del battesimo al Giordano, ma quelle parole, in quel momento, erano riservate a lui, solo a lui, a Gesù di Nazaret, quasi fossero una pacca sulle spalle data da un padre al figlio.
Questa volta però le cose stanno diversamente. Sono parole rivolte ai discepoli, sono un invito ad ascoltare e seguire. Risuonano come una consegna, quella che un padre fa del proprio figlio amato.
È come se ci dicesse: «È lui! Lo avete atteso, lo avete invocato e ora è qui per voi, perché lo seguiate e impariate da lui!».
Mosè ed Elia svettano accanto al Figlio e fanno riecheggiare nella memoria il grido dei tanti figli che in ogni tempo hanno invocato l’aiuto di Dio, la sua liberazione, il suo perdono. Mosè ed Elia, la Legge e i Profeti ci sono per ricordare le volte in cui Dio ha ascoltato, come padre buono, le preghiere del suo popolo, per non dimenticare le infinite volte in cui Lui ha sollevato alla sua guancia Israele, come un figlioletto amato, per ricondurlo a sé, per difenderlo dal male, per non abbandonarlo in balia di se stesso.
La storia ha conosciuto, fin dai tempi antichi, il racconto di un Dio che si è avvicinato al suo popolo e lo ha salvato. lezionarioMa oggi nel Figlio amato, ognuno di noi può conoscere il volto di Dio, la sua voce, il suo essere tra noi, per noi, per amore.

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Parla, Signore Gesù,
parla al mio cuore
e sciogli ogni suo gelido blocco.
Figlio amato, che per noi offri la tua vita,
parlaci e indicaci vie di vita.
Parola che ha dato la vita al mondo,
parlaci e accompagnaci lungo sentieri
di salvezza, riconciliazione, dono.
Amen

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

In Gesù noi possiamo scoprire il destino di un figlio amato. Chi ha conosciuto l’amore, sa amare. Chi ha ricevuto amore, ha il coraggio di diventare amore.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA [Mc 9, 2-9]

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

La PREGHIERA in un formato da scaricare e condividere sui social

II quaresima

Suor Mariangela Tassielli, fsp

Testimoni ieri e oggi_Simone il leone

Simone il leone

di Lorena D’Avola – Maria Grazia Meloni

Ormai in questa nostra rubrica ci siamo abituati a raccontare storie di persone, come noi, che però vivono o hanno vissuto vite particolari, che annunciano con coraggio il loro esistere, nonostante le limitazioni di una Simone il leone 1malattia o della società. Infondo tutti noi nella nostra unicità viviamo vite “particolari”, ma quello che fa la differenza è la testimonianza di una vita vissuta nella sua pienezza, seppure nella sua complessità. E non vissuta secondo dei criteri più o meno validi perché massificabili e quindi accettabili, spesso, solo per superficialità.

Ed oggi, la storia che voglio raccontarvi è quella di Simone il leone!  E ve la racconterò col sostegno di Lorena, la mamma di Simone, una donna speciale, come il suo bambino!

Simone nasce il 1° Dicembre 2013 in una giornata molto fredda ma piena di sole, un sole d’inverno. Nasce alle 13.28 dopo un parto indotto, 19 ore di travaglio e poi un cesareo. Nasce dopo una gravidanza come tante altre, fisiologica per i medici, in grazia di Dio, per Lorena. Nasce con la sindrome di Lenz-Majewski. (Sono 9 i casi nel mondo e Simone è l’unico caso in Italia) Il cosiddetto nanismo iperostotico di Lenz-Majewski è una sindrome estremamente rara, che associa nanismo, facies caratteristica, cutis laxa e sclerosi ossea progressiva. Ma nonostante queste parole difficili, Simone è bellissimo! Ed vivo! Sì, ma… subito dopo la nascita muore. Già perché Simone smette di respirare subito dopo il parto, il suo cuore si ferma per qualche secondo, per poi riprendere grazie al tempestivo intervento dei medici. Una brutta sorpresa per Lorena e il marito, una sorpresa che dalle ecografie non si era evinta. Infatti, ogni controllo sembrava sempre tutto nella “norma”, anche se a un certo punto Simone si era girato di schiena, e da allora non è stato più possibile vederlo. Era già un monello nella pancia! Una mamma però, in fondo al suo cuore, lo sa sempre… Infatti, durante tutti i nove mesi, Lorena sente che qualcosa non va: i Simonesogni, le paure, per qualcuno solo ovvietà, per Lorena sono il sintomo di qualche cosa che ancora non ha un nome. E poi lei sognava le mani, le sue piccole manine, sognava Simone che le chiedeva aiuto. Eh già, una mamma lo sa sempre! Subito dopo la sua nascita, quella Domenica di dicembre, prima che i medici lo portassero via, per dei controlli, Lorena e il suo Papà vedono le “particolarità” di Simone: le manine, la pelle, la testa, la bassa statura… E tuttavia, per i suoi genitori Simone è il loro meraviglioso bambino! Il resto non conta.

Da allora, Simone viene ricoverato in un altro ospedale per tre lunghissime settimane. Avanti e indietro dalla terapia intensiva, giorno dopo giorno…  e poi a ridosso del Natale arrivano le dimissioni. Finalmente a casa!

E però, quanta fatica seguire un bambino speciale! E tuttavia, per Lorena amare Simone è stato semplice, è semplice! Perché LUI è un bambino che sorride sempre. E’ un coccolone, ama i baci e le carezze. Ama i sorrisi degli altri, ama i visi delle persone. C’è il rovescio della medaglia però. Perché se Simone AMA, senza pregiudizi, gli altri lo guardano con diffidenza. Ogni sguardo, ogni commento “superficiale” è come una coltellata per i genitori. E ci vorrà tempo prima che più nessuno sguardo, nessun commento farà così male. Ma che bello sarebbe se le persone non si lasciassero condizionare da ciò che credono “diverso”, e per questo arrogarsi il diritto di dare giudizi. Anche perché Simone non è semplicemente diverso, lui è speciale! E’ unico!

Dalla sua nascita ad oggi, Simone non è cambiato molto. Non è cresciuto come avrebbe dovuto, non ha seguito le tappe evolutive di cui parlano i neuropsichiatri, i pediatri e i medici in genere. No, lui segue il SUO percorso, più lento ma pur sempre un percorso. Una strada fatta di sassi e di buche pronte a rallentare il cammino. Ma senza mai lasciarsi intimorire, andando sempre avanti a tutta dritta, lavorando e faticando per ottenere dei risultati. Simon_1

L’anno che è trascorso è stato per Lorena e la sua famiglia, un anno fatto di pianti, di fatica, di dottori, di dolore e sconforto. Ma anzitutto, di tanta gioia, di sorrisi e di moltissimo Amore! E di accettazione! La cosa più difficile. Sì, perché avere un bambino speciale non è facile, e accettare una diversità all’inizio non è semplice. Solo l’Amore può portare lontano.

E poi, ora Lorena lo sa, lo pensa, lo sente nel cuore: Simone li ha scelti come genitori perché sapeva che loro lo avrebbero amato di un amore immenso!

La famiglia di Simone è una famiglia come tante altre ma con una marcia in più: perché il loro perno è retto da un bambino speciale! La loro è la famiglia di Simone il Leone!

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Infinite possibilità per vivere – Buona domenica! – I domenica di Quaresima – anno B

«Convertitevi e credete nel Vangelo»
occhi conversioneDal Vangelo di Marco (Mc 1,12-15)
I domenica Quaresima – Anno B

INFINITE POSSIBILITA’ PER VIVERE

Quaranta giorni.
Su questo lembo di tempo vorrei che, oggi, la nostra attenzione si fermasse. Quaranta giorni per Gesù nel deserto, quaranta giorni di contatto con le bestie e con gli angeli, con il male e con il bene; quaranta giorni per noi, per entrare in contatto con la parte più tenebrosa di ciò che siamo e con quella più luminosa. Oggi, in questo angolo di storia così profondamente segnato da mille forme di violenza e disperazione, di resa e di suicidi della coscienza, non voglio pensare semplicemente alla quaresima come a un tempo di penitenza e diragazza di spalle  pregare vocazione morte. Voglio ricordare a me stessa che questo è un tempo per vivere, per risorgere, per incontrarci con quanto di più bello vive in noi e farlo risplendere, per incontrare Dio nei tanti deserti dell’anima, dove si fatica ad abbeverarsi di speranza.

Eccoli, davanti a noi: quaranta, come gli anni di Israele nel deserto, come i giorni di cammino di Elia, come i giorni di Gesù nel deserto. Sono il tempo necessario per riscoprire ciò che conta veramente, sono la nostra possibilità di ricominciare a vivere, sono la nostra oasi in tempi di solitudine, sono il protendersi di Dio verso di noi.

Lo Spirito che ha, letteralmente, spinto Gesù nel deserto, spinga anche noi, lì dove tutto deve arrendersi al silenzio… lì dove Dio può finalmente ricominciare a parlare al cuore.

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Quaranta e non uno, Signore:
sono gli infiniti giorni
di misericordia che ci doni;
sono le innumerevoli
possibilità che abbiamo
per ritornare a te,
per vivere di nuovo.
Muovici, spingici,
attiraci a te perché,
incontrandoti, il nostro cuore
ritorni a te. Amen

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

Davanti a noi c’è sempre un tempo per scegliere: chi essere, come vivere, cosa costruire. Scegliere Dio è costruire vita; è stare dalla parte del bene, sempre.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA [Mc 1,12-15]

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano.
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

La PREGHIERA in un formato da scaricare e condividere sui social

I quaresima

 

Suor Mariangela Tassielli, fsp

L’amore tocca – Buona domenica! – VI domenica del Tempo Ordinario – anno B

«Se vuoi, puoi purificarmi!»
 «Lo voglio, sii purificato!»

guarigione

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,40-45)
VI domenica Tempo Ordinario – Anno B

L’AMORE TOCCA

«La legge dice, ma io vi dico… ». Quante volte abbiamo sentito queste parole pronunciate da Gesù, nel vangelo. Per quanto all’apparenza fuorvianti, di fatto non ci hanno consegnato né un fuorilegge, né uno che della legge abbia fatto un alibi. Al contrario, ci hanno aiutato a scoprire in Gesù un perfezionatore della legge, un uomo dalla coscienza talmente fine e delicata da insegnarci a comprendere il reale valore di ogni legge. Tendere la mano e VI tempo ordinario Amare cuoretoccare un lebbroso, era un atto proibito dalla legge del suo tempo: proibito al lebbroso e proibito al buono di turno. Ma si sa, per Gesù la legge è fatta per l’uomo e non viceversa; e così toccare un sofferente, rischiando, era la sola risposta possibile da dare a un uomo malato che supplica in ginocchio.

Impurità, pericolo di contagio, emarginazione, discredito, legge: nulla riesce a impedire a Gesù di amare. Perché la sola legge che orienta l’amore è l’amore. La sola legge che interpella ogni coscienza e la rende responsabile di fronte all’altro è l’amore.

L’amore non accetta e non conosce giustificazioni, non comprende ritardi e superficialità nel bene, non si dà ragione di fronte alla paura del diverso. L’amore sa di essere il senso vero di ogni legge, la possibilità concreta di ogni esistenza: tocca, accarezza, guarisce, salva.

AMORE CUORE VI tempo ordinario

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UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Signore Gesù, quante diversità
ci sono attorno a noi:
quante malattie ci bloccano,
quanti pregiudizi ci
impediscono di amare
e quante leggi ci insegnano a
costruire alibi per difendere
i nostri personali interessi.
Insegnaci il coraggio
dell’amore che sa andare
oltre ogni regola;
che sa trovare strade nuove
per farsi prossimo;
che sa correre il rischio
di toccare, amando. Amen

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

La giustizia guarda, valuta, giudica da lontano. L’amore tocca, rischia, salva, sfiorando. I nostri gesti, abbiano il delicato e coraggioso gusto dell’amore.

DAL VANGELO della domenica [Mc 1,40-45]

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

La PREGHIERA in un formato da scaricare e condividere sui social

VI domenica_TO

Suor Mariangela Tassielli, fsp

Tutto per il Vangelo – Buona domenica! – V domenica del Tempo Ordinario – anno B

Andiamo, perché io predichi, per questo sono venuto!

dare piedi al Vangelo

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,29-39) V domenica Tempo Ordinario – Anno B

TUTTO PER IL VANGELO

Cos’è il vangelo e perché Gesù lo considera il motore di tutta la sua vita? Perché gente come Paolo, l’apostolo, lo descrive come un fuoco che brucia dentro, una sorta di irrefrenabile spinta interiore? Il vangelo è notizia di pace tra echi di guerra, scintilla luminosa nel buio della notte, un arcobaleno che fendente le oscure nubi in giorni di tempesta, un raggio di sole che riscalda anche i giorni più gelidi: è il dono di Dio all’umanità… il più bel dono, la sua più bella risposta alle preghiere dell’ uomo. Per questo, di fronte alla forza totalizzante delle affermazioni dell’apostolo Paolo, non riesco a trattenermi dal condividere con voi, la gioia per il particolare mandato, affidato a tutte noi Figlie di San Paolo – annunciare il Vangelo nel mondo della comunicazione – e per un’occasione così particolare, quale il centenario della nostra congregazione, iniziato proprio nello scorso 5 febbraio. Gioia, perché grazie a uomini e donne, consacrati e laici, questa straordinaria bella notizia continua a risplendere, diventando benedizione per tutta l’umanità. Gioia, perché come Paolo, anche oggi, nuovi apostoli sono inviati a percorrere le autostrade informatiche e tecnologiche perché il vangelo corra e raggiunga i cuori.

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Noi ti benediciamo, Signore, per tutti gli apostoli che, oggi, continuano a far risuonare il vangelo nel mondo. Ti benediciamo per chi, come Paolo, Alberione e Tecla, presta piedi, cuore, mente al vangelo, ogni giorno, facendolo risplendere nella vita e nel mondo. Per chi, in ogni istante, inventa, progetta e percorre vie nuove e inedite perché la Parola si diffonda e sia accolta. Amen

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