RAGAZZI & DINTORNI – Novembre 2014 – Felici gli afflitti

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AFFLITTI-BEATI SUL WEB

di Alessia Cambi

Gesù fa concorrenza ai migliori dottori, guarendo ogni tipo di malattia, perfino ridando la vita a chi l’ha perduta a livello sia afflittifisico sia spirituale…
• Un’interessante attività potrebbe essere quella di cercare nel Vangelo online i brani in cui si racconta di cure, risurrezioni e guarigioni spirituali, (www.bibbia.net) e, magari, abbinarli alla ricerca di immagini attraverso un motore di ricerca, quale http://www.google.it, così da illustrare cartelloni, oppure da realizzare presentazioni multimediali, usando un’applicazione gratuita, quale: «Prezi» scaricabile su http://www.prezi.com.
• Un’attività simile, di riflessione su questa beatitudine per i ragazzi del dopocresima (utilizzabile anche per quelli delle medie), la trovate su: http://dopocresima.blogspot.it/2006/03/beati-i-tristi.html, dove sono riportati anche i lavori dei ragazzi.

• La beatitudine relativa a chi soffre vi può aiutare a introdurre il tema difficile della malattia, del dolore e della morte, cui spesso sonoconsolazione legati i motivi della propria «tristezza». Partendo dall’opera di Gesù, si può parlare di chi si è impegnato e si impegna per «guarire»: i santi attraverso la vicinanza e i miracoli (www.santiebeati.it); fino a chi, oggi, fa il medico, non solo come lavoro, ma come missione, curando gratuitamente, magari in luoghi difficili e pericolosi, e rischiando la vita per gli ultimi del mondo, come Medici senza Frontiere (www.medicisenzafrontiere.it). Oppure come i medici che han no capito che vi è differenza tra la cura e la guarigione, ad esempio Patch Adams: http://it.wikipedia.org/wiki/Patch_Adams.
• Parlando di santi che sono stati medici, come Cosma e Damiano, si visita virtualmente (www.santimedici.org) o fisicamente il loro santuario.
• Collegabile a questa beatitudine sono le opere di carità, legate al visitare i malati o confortare gli afflitti: consulta, per queste, l’archivio online di Catechisti parrocchiali su: http://cantalavita.com/catechisti/.

Per commenti sui diversi tipi di afflizione e sulla consolazione evangelica, visitate: http://www.stpauls.it/istit/rivistagm/2012/03/meditazione.htm; http://issuu.com/professoredireligione/docs/beati_tristi; e ancora http://esserecristiani.blogspot.it/2011/03/beati-gli-afflitti-perche-saranno.html.
Per un taglio più sociale potete visitare: http://www.missioniafricane.org/docs/scuola_della_parola/BEATI_GLI_AFFLITTI.pdf. Mentre se preferite qualche video di approfondimento, consolatiscegliete su YouTube (www.youtube.com/results?search_query=beati+gli+afflitti) quello che più fa al vostro caso.
• Una proposta interessante potrebbe essere quella di iniziare l’incontro con un canto sulle beatitudini. Fra i tanti ve ne consiglio uno di Marco Frisina: http://www.youtube.com/watch?v=HtHIeBPXH8w.

Questo e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi sul numero di Novembre 2014 dell’inserto Ragazzi & D’intorni dossier mensile di Catechisti Parrocchiali.

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La presunzione di dare tutto – Buona domenica! – Domenica di Cristo Re dell’universo – A

Elemosina

Venite benedetti…
ho avuto fame
e mi avete dato da mangiare!

Dal Vangelo di Matteo (Mt 25,34-35)
domenica di Cristo Re dell’universo - Anno A

LA PRESUNZIONE DI DARE TUTTO

È un assurdo rischio, ma a correrlo siamo in tanti: suore, frati, sacerdoti, laici, e ognuno a suo modo.
Di cosa sto parlando?! Dell’assurda pretesa di aver dato tutto a Dio.aiutare È il rischio che corriamo quando, di fronte alla storia che chiama, al bene da fare, all’avvento di Dio nel mondo e nella vita dei nostri fratelli, noi ci sentiamo apposto, al sicuro, perché nel nostro piccolo sentiamo di aver dato tutto: la vita, le idee, il tempo.
Difficilmente riconosciamo la possibilità di restarne invischiati, ma quel sentirci con la coscienza apposto, infondo, ci allontana dalle posizioni scomode di chi è sempre alla ricerca del bene da compiersi qui e ora, come risposta concreta a Dio che oggi continua a farsi carne, parola, salvezza.
È affascinante la risposta evangelica di coloro che al re giudice rispondo stupiti: «Quando abbiamo fatto il bene di cui tu parli?». È straordinariamente affascinante perché racconta la concretezza di un bene abituale, fatto con naturalezza e quasi in modo ovvio. Quella loro risposta così piena di stupore dice la forza di un vangelo che incarnandosi nella coscienza la rende casa e strumento di bene.

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Quant’è bello, Signore,
lo stupore di chi opera il bene e non lo ricorda;
di chi ha scelto di essere dalla parte del bene
e lo realizza nella normalità di scelte quotidiane.

Com’è sconvolgente lo stupore di chi,
a mani nude, dice nel vangelo:
«Quando, Signore? Quando ti ho dato da bere?».
È come se il bene cercato e realizzato
diventasse un’abitudine, un atteggiamento costante,
tanto forte nella sua normalità, da scardinare il male.

Noi desideriamo, Signore, arrivare a te,
con l’instancabile desiderio di vivere
come tu hai vissuto: amando!
Amen.

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

Cercare il bene e realizzarlo nelle scelte di ogni giorno, anche quando sembra un dono a fondo perduto: questo è chiesto a chi crede nel Dio dell’amore.

DAL VANGELO della domenica [Mt 25,31-46]

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

La PREGHIERA in un formato da scaricare e condividere sui social

Cristo re

Suor Mariangela Tassielli, fsp

IL SOLE CHE SORGE – La gioia che rinasce – Itinerari musicali di catechesi/2_GIOIA

LA SECONDA TAPPA DEL PERCORSO: 2° frutto? LA GIOIA!
[Di volta in volta, trascriviamo nel post solo qualche riga ;-), perché troverete l'articolo completo, da scaricare e stampare, in fondo alla pagina]

Gioia! E niente dovrebbe essere più facile da rintracciare, o almeno così saremmo portati a credere! E invece no, non tra le canzoni. Voi a cosa abbinereste la gioia? Molti tra i cantautori la legano a istanti d’amore rubato, a rapporti immediati ma intensi, a un ritrovarsi l’uno tra le braccia dell’altro per una relazione che, forse, non andrà oltre la semplice notte. Ho cercato, ascoltato e sinceramente credevo si potesse trovare di più. E in fondo c’è poco di che stupirsi. I nostri stessi ragazzi la gioia la associano spesso al successo, alle griffé, alle varie forme di gratificazione affettiva e spesso sessuale… un po’ come i loro cari beniamini della musica insegnano. Ma noi vogliamo puntare più in alto, a valori che spingano la loro vita oltre il loro naso, o oltre il loro ombelico.    Continua a leggere

Tour of happiness – III tappa: mani tese! da Ragazzi & Dintorni Dicembre 2014

Tour of happiness

III tappa: MANI TESE!

di Dalia Mariniello

OBIETTIVO: offrire ai catechisti indicazioni e suggerimenti per entrare, attraverso un segno, una dinamica e un video, nel vivo della terza beatitudine:

Beati i miti, perché avranno in eredità la terra ( Mt 5,5)

Il riferimento completo è alla rubrica Celebrazioni sul Dossier Ragazzi&Dintorni della rivista di formazione catechistica Catechisti Parrocchiali n.8 – dicembre 2014.

LA DINAMICA DI APPROFONDIMENTO E IL SEGNO
Facciamo zoom sulla figura di Pietro. Siamo nell’orto del Getsemani, arrivano le guardie per arrestare Gesù ma Pietro reagisce tagliando l’orecchio a un soldato. Pietro ama Gesù e, umanamente, agli occhi di tanti di noi e dei nostri ragazzi, questo amore porterebbe a giustificare il suo gesto brutale. Ma Gesù interviene: ancora una volta ci insegna che all’odio, alla rabbia, alla violenza non si risponde secondo la logica del “occhio per occhio…”.

Chiediamo allora ai nostri ragazzi di fare un gioco di ruolo, facciamoli giocarpietro taglia l'orecchioe al SE FOSSI PIETRO, IO… e a turno invitiamoli a esprimere quale sarebbe stata la loro reazione immediata se si fossero trovati nel Getsemani accanto a Gesù,  durante il momento dell’arresto. Incoraggiamoli ad essere sinceri, a far emergere i loro reali sentimenti e reazioni.

Proviamo a fargli fare un ulteriore sforzo di immaginazione. Se invece del Getsemani si trovassero nella loro città, a scuola, in famiglia, nel gruppo… e qualcuno vorrebbe fare del male alla persona che più amano, loro come reagirebbero? SE QUALCUNO VOLESSE FERIRE CHI AMO, IO…

Soffermiamoci con loro sulle risposte. Ci sono differenze tra le risposte del primo e del secondo SE FOSSI…? Se sì, perché? 

E ORA SI CAMBIA!   
Dopo aver immaginato prima di essere Pietro, poi di trovarci accanto a qualcuno che amiamo e a cui vogliono far del male, invitiamo infine i ragazzi a cambiare prospettiva, provando a trasformare le loro risposte, soprattutto se prevedono reazioni di rabbia, vendetta, violenza… in RISPOSTE E ATTEGGIAMENTI D’AMORE, ALTRUISMO, MITEZZA. Continua a leggere

Figli della luce – Buona domenica! – XXXIII domenica T.O. A

la semina

Avverrà come di un uomo che
chiamò i suoi servi
e consegnò loro i suoi beni.

Dal Vangelo di Matteo (Mt 25,14)
XXXIII domenica del T.O. - Anno A

FIGLI DELLA LUCE

Verrà… il Signore verrà! La Chiesa lo crede da sempre e continua a crederlo e ad annunciarlo. Verrà, come un giorno è già venuto… verrà tra noi, accarezzerà la nostra miseria, come un giornovita nascere ha accarezzato e guarito ogni malattia. Non sarà come la venuta di uno sconosciuto, né come quella di un temuto giustiziere. Il Signore ci ha dato doni preziosi: la vita, il fratello e la sorella, il mondo che ci circonda e ogni creatura che in esso esiste, l’intelligenza e la capacità di amare, la ragione e la possibilità di conoscere. Li ha affidati alla nostra libertà perché dalle nostre mani possa ogni giorno nascere vita, essere seminata la speranza, coltivata la carità.
La sua venuta non sarà altro se non quella di un contadino che va nei campi per raccogliere il frutto maturo di ciò che ha seminato e coltivato pazientemente.
uva Ma allora di cosa aver paura?
Credere che un giorno, presto o tardi, Dio ci chiamerà a sé per incontrarlo faccia a faccia è esperienza di attesa gioiosa; è possibilità di vivere la pienezza di una vita che abbiamo sempre sperato e seminato, anche faticosamente, istante dopo istante. Prima di noi, oltre noi e in noi, c’è una luce che nulla e nessuno potrà spegnere. Questa è la nostra gioia. Questa è la nostra possibilità di sperare, sempre!    Continua a leggere

COMUNICATORI DI VITA E AMORE – CATECHISTI PARROCCHIALI – Novembre 2014

Copertina catechisti parrocchiali novembre 2014

UN DONO CHE DIVENTA VITA

di Anna Teresa Borrelli

spigaViene il tempo di fare scelte sempre più importanti: a scuola, in famiglia, nel lavoro, per tutta la vita… nascono nuovi impegni di fedeltà e giustizia.
Con le parole e le opere siamo chiamati a far conoscere ad altri il messaggio di Gesù.
Come luce che illumina diffondiamo intorno a noi bontà e amore.

Gli OBIETTIVI di questo incontro sono:
• vivere il battesimo nella quotidianità;
• imparare, giorno dopo giorno, a fare scelte belle, buone e vere secondo il Vangelo;
• annunciare con le parole e le opere la bellezza di essere discepoli alla sequela del Maestro.

I ragazzi continuano il percorso, nella consapevolezza di essere figli di Dio, amati e pensati da sempre. Cercano di comprendere che il dono del battesimo ricevuto non può essere tenuto per sé, ma è da attuare nella vita.
In gruppo si confrontano fra loro su come oggi, nella quotidianità, possono scoprire il Signore presente, essere suoi testimoni autentici e annunciatori instancabili del Vangelo.
Il brano del Vangelo (Mt 13,33-35) aiuta i ragazzi a riflettere sulla bellezza di essere amici di Gesù e, in virtù del battesimo, lievito nella massa.   FERMENTARE Continua a leggere

2. Musica & Liturgia: idee e suggerimenti per cantare la fede

Iniziamo con un piccolo gioco. Immaginate per un momento (e mi scuso in anticipo per l’improbabilità della cosa) di non ricordare più in quale periodo liturgico dell’anno siamo, è domenica e partecipiamo alla Messa. Il coretto parrocchiale all’inizio della celebrazione intona questo canto:

***
Viene il Signore e non tarderà
, dobbiamo rinnovare l’attesa, annunciare con gioia e nuovo vigore il Vangelo, la Parola di Dio nascerà in mezzo a noi… in quale tempo liturgico ci troviamo? Ovviamente l’Avvento!

Avvento
La Chiesa pellegrina sulla terra continua il suo cammino verso il Regno tornando a celebrare in maniera nuova anche se apparentemente uguale – circolarità del tempo liturgico abbinata alla linearità del tempo dell’uomo e del mondo – il nuovo anno liturgico, e lo fa con un tempo che ha una doppia caratteristica: preparazione alla solennità del Natale e contemporaneamente attesa della seconda venuta di Cristo alla fine dei tempi. Questo vuol dire che il tempo di Avvento corona d'avventoè molto più profondo e impegnativo della semplice “attesa di Gesù bambino”. Una comunità che perde di vista l’orizzonte escatologico di questo tempo “ricorda” ma non fa “memoriale” del Signore che è venuto, che è presente e che ritornerà. Solo vivendo pienamente le due caratteristiche si capisce il cammino di purificazione a cui ci invita la liturgia che in questo periodo, come in Quaresima, tinge di viola i paramenti e ci priva del Gloria. Una purificazione che ovviamente non è la mortificazione quaresimale ma è l’atteggiamento di coloro che accogliendo l’invito del Battista si impegnano a preparare la via al Signore raddrizzando i sentieri in loro stessi e nel mondo.
La scelta dei canti in questo periodo deve quindi esprimere questo colore di attesa, purificazione e missionarietà: i testi devono essere scelti con cura e i canti devono segnare un certo distacco rispetto al quotidiano. Importantissimo diventa il canto d’ingresso che “colora” tutta la celebrazione e anche il canto di comunione e/o ringraziamento che può portare a far riflettere sul legame profondo tra Eucaristia ed eschaton, fra il già e il non ancora su cui gioca tutta la liturgia di Avvento.    Continua a leggere

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