3. Musica & Liturgia: idee e suggerimenti per cantare la fede

Fabio Baggio, Vi annuncio la gioia
in Gloria all’Emmanuele (Paoline 2001)

Sì, Gloria a Dio nell’alto dei cieli / e pace in terra agli uomini; / oggi nasce per noi il Signore, / il Messia, il “Dio con noi” e quello che è accaduto una volta e per sempre nella storia viene riproposto alla nostra contemplazione: Dio si fa uomo perché l’uomo possa diventare Dio. bambino Gesù cvUno scambio che è il principio stesso della Chiesa e attraverso il quale tutto viene ricapitolato e reintegrato nel progetto iniziale del Padre.

Tempo di Natale
Come animare musicalmente le feste natalizie? Le tematiche liturgiche sono estremamente ricche e varie e anche se partono doverosamente dalla nascita di Gesù, si snodano poi attraverso la divina maternità di Maria, la festa della Sacra Famiglia e la solennità dell’Epifania fino ad arrivare alla festa del Battesimo del Signore. In pratica una rivisitazione memoriale di tutto il mistero della rivelazione di Dio all’uomo.
In tale abbondanza di tematiche liturgiche l’animazione musicale non deve ripiegare in maniera acritica e abitudinaria solo su un repertorio sedimentato nel corso dei secoli e che “fa tanto tempo di Natale” ma che magari è poco valido e non congruo liturgicamente. Questo ovviamente non vuol dire bandire per forza dalle nostre parrocchie i vari e tradizionalissimi Tu scendi dalle stelle, In notte placida o Astro del ciel ma magari collocarli in posizioni ritualmente neutre o poco strategiche (la fine della Messa per esempio).

L’angolo dell’animatore liturgico
Un ottimo inno d’ingresso per le celebrazioni del Natale e del tempo natalizio può essere questo dove il testo esplicita l’hodie degli eventi della salvezza

Felice Rainoldi, Oggi si compie
in Natale 1 Gennaio – Epifania (Paoline 1996)

Per un’assemblea più giovanile, poi, oltre al canto di Fabio Baggio, Vi annuncio la gioia, un altro canto d’ingresso ritmato ma ancorato ad un testo liturgicamente corretto è quello della nuova raccolta di Francesco Buttazzo.

Francesco Buttazzo, Oggi annunciamo la gioia
in Si è fatto come noi (Paoline 2014)

Dato che fino ad ora nella nostra rubrica ci siamo occupati del canto d’ingresso ma anche dell’Alleluia. Eccone due interessanti. Il primo, di Antonio Parisi, per la Messa del giorno di Natale e l’altro più ritmato di Francesco Buttazzo, tratto dalla Messa di Natale Si è fatto come noi.

Antonio Parisi, Alleluia, un giorno santo
in Natale 1 Gennaio – Epifania (Paoline 1996)

Francesco Buttazzo, Alleluia, una luce splendida
in Si è fatto come noi (Paoline 2014)

Cantare in latino a Natale?
La Chiesa ha conservato numerosi testi poetici e spirituali che insieme alla Sacra Scrittura formano uno splendido e ricchissimo repertorio che da sempre accompagna la fede dei credenti e molti di questi parlano proprio del mistero dell’incarnazione. Numerosi sono in latino ma ancora oggi i musicisti continuano a comporre nuove melodie per questi antichi testi (cfr. Sacrosanctum Concilium 114). puer cvIl latino, infatti, non deve assolutamente essere un ostacolo per l’ascoltatore di oggi ed in più fa parte del nostro patrimonio culturale: molti nostri giovani vedono film stranieri sottotitolati in italiano, per esempio; operando pastoralmente nello stesso modo dei sottotitoli, se il testo latino del canto è presentato assieme alla sua traduzione in italiano, non si crea il problema per i fedeli di gustare pienamente le parole del testo e contemporaneamente cantare il ritornello o le parti in cui devono intervenire. Certo, il tutto magari non sarà immediato e dovendo insegnare all’assemblea qualche canto in latino la priorità va data prima di tutto alle parti dell’ordinario ma, fatto questo, è bello poter recuperare anche altri testi rendendone partecipe, nei limiti del possibile, l’assemblea e non facendoli eseguire unicamente alla schola cantorum.
Due per tutti: Puer natus est nobis, l’antifona d’ingresso della Messa del giorno di Natale, un annuncio pieno di speranza e di gioia e Verbum caro factum est, tratto dal prologo del Vangelo di Giovanni. Vi propongo entrambi i testi musicati da Marco Frisina: l’aspetto gioioso e luminoso del Natale… in musica!

Marco Frisina, Puer natus est nobis
in Et incarnatus est (Paoline 2012)

Marco Frisina, Verbum caro factum est
in Et incarnatus est (Paoline 2012)

Due raccomandazioni
Sappiamo bene che, nella notte di Natale, parteciperanno alla Messa di mezzanotte molti cristiani non-frequentanti per i quali questa è una delle poche occasioni di contatto che hanno con una liturgia cristiana solenne e gioiosa. organista cvNon rendiamoli solo muti spettatori! Una celebrazione che tenti di far partecipare anche questi nostri fratelli più lontani, diventa una celebrazione aperta alla missione che rende percepibile il caldo abbraccio della comunità che celebra. La vera solennità di un’azione liturgica, infatti, si ha in funzione della partecipazione attiva di tutti e non del numero o della qualità estetica dei canti.
Gli organisti si ricordino, infine, di non riempire ogni spazio liturgico affidato alla loro cura con musiche “pastorali” a base di cornetti, cromorni e sei ottavi… siamo a Natale è vero, ma un uso eccessivo di tutto questo potrebbe risultare stucchevole come un’indigestione di panettone, ripercuotendosi negativamente sull’intera animazione liturgica, anche se preparata con cura e diligenza.

Augurandovi di cuore di trascorrere serenamente le festività natalizie, lascio alla fine un suggestivo  Adeste fideles a 6 voci, armonizzato da Frisina.

Marco Frisina, Adeste fideles
in Laudate Dominum (Paoline 1998)

Buona celebrazione!

Silvia Mattolini, fsp

La forza della fragilità – Buona domenica! – IV domenica di Avvento – anno B

«Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,28) – IV domenica di avvento – Anno B

La forza della fragilità

Una piccola e non cosi importante cittadina: Nazaret. Una tra le più vulnerabili e maltrattate creature: la donna. Un senza-diritti (almeno all’epoca): un bambino.

angelo_lopezQuesto Dio sceglie per rivoluzionare la storia e lo fa senza cavalcare il paranormale, senza servirsi di effetti speciali. Entra nella storia attraverso una delle più ordinarie vie: nasce, entra nella natura e ne rispetta i tempi biologici, i ritmi, le leggi. Dio non violenta, mai! Non sfrutta, non mette nulla sotto i piedi della sua volontà. Questa è la straordinaria novità che quel Bambino, adorato come santo, perché santo, ha portato nella storia umana: la salvezza scaturisce da un sì, dal coraggio di una madre che non si è tirata indietro, dalla consapevolezza di una fragilità interamente donata a qualcuno. Questo rende unica Maria e rende tremendamente forte la sua piccolezza; ma rende forti anche tutti i piccoli che non misurano, non calcolano i risultati, non attendono ricompense, ma offrono tutto ciò che hanno: sono mossi dalla sola consapevolezza di essere amati, hanno visto e sentito, hanno conosciuto il Dio della salvezza… Quel Dio che oggi come ieri, a te che senti la vita franare tra le mani, dice: «Non temere, in te, nella tua debolezza voglio nascere, come luce nuova, nelle notti del mondo. Apriti!».

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Un sì pronunciato con la sola forza della fiducia; un sì che continua a generare Dio nella storia; un sì che le lacrime non possono trattenere, che la violenza non può silenziare, né la paura bloccare. Insegnaci, Maria, madre del Salvatore che viene, la tenace forza di questo sì che, anche oggi, permette a Dio di nascere tra noi.

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

La povertà, l’impotenza, la fragilità, il limite, in Dio possono diventare lampade che brillano. Fidati di Lui, lascialo entrare! Lui di te farà un capolavoro.

DAL VANGELO della domenica [Lc 1,26-38]

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si Annunciazione_Lopezchiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

La PREGHIERA in un formato da scaricare e condividere sui social

IV di avvento - B

Suor Mariangela Tassielli, fsp

Ai Bambini, regaliamo la speranza!

Carissimi genitori, insegnanti, catechisti, parroci, educatori,Farfalla colorata mi piacerebbe sapere a cosa pensate quando i mezzi di informazione riempiono le nostre e vostre case di notizie che hanno a che fare con violenze subite dai bambini a opera di genitori, insegnanti, parroci, educatori… Sono notizie che entrano con una violenza inaudita nelle nostre case e non chiedono permesso di dimora. Entrano e sconvolgono la nostra serenità, ma soprattutto sconvolgono il cuore e la fiducia dei nostri ragazzi e vostri figli.

Quando tutto questo accade, io penso a loro. Penso alle domande che si scatenano, silenziose, ma tremende, nel cuore dei nostri bambini, dei più piccoli, quando sentono che una mamma ha ucciso il proprio bambino. Capitemi bene, qui non vogliamo fare il processo a nessuno, ma una cosa dobbiamo farla e con urgenza: capire cosa tutto questo fiume in piena di sofferenza sta provocando nei piccoli. Quali sono le loro paure? Quali le domande quando, la mamma e papà, com’è naturale, li rimproverano? Cosa si scatena in loro quando vi vedono e ci vedono tristi o arrabbiati?    Continua a leggere

La sorgente della gioia – Buona domenica! – III domenica di Avvento – anno B

In mezzo a voi sta uno
che voi non conoscete

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,26)
III domenica di avvento – Anno B

salti di gioia

LA SORGENTE DELLA GIOIA

Gioia, questo si respira nella terza settimana d’avvento, o forse così dovrebbe essere. Se vivi attendendo Dio, allora non puoi che gioire per il suo farsi “incontro”. Eppure tutto questo (la gioia, la presenza di Dio, il suo esserci accanto) stride con la nostra quotidianità segnata dalla solitudine, dalla frenesia, dalla ricerca instancabile dell’ultima novità sul mercato, dalla precarietà, dallo scoraggiamento. Quale, allora, il segreto della gioia? Dove trovarla?
Forse la domanda che ognuno dovrebbe fare a se stesso è: «Cosa cerco, quando cerco la gioia?».
Lo sappiamo, non si può trovare ciò che non esiste, anche se lo cerchiamo disperatamente. Se gioia è avere tutto ciò che desidero, se gioia è libertà e possibilità di acquistare l‘ultimo Iphone a tutti i costi, se è partire per una delle mete del turismo mondiale o vivere un tipo di vita che ho sempre sognato… allora forse questa gioia è davvero impossibile e di essa non esiste alcuna sorgente. Perché? Semplice: non esiste!    Continua a leggere

Il coraggio dell’impossibile – Buona domenica! – II domenica di Avvento – anno B

giovaniPreparate la via

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,3)
II domenica di avvento – Anno B

IL CORAGGIO DELL’IMPOSSIBILE

Una via nel deserto e una voce in terreni disabitati, la speranza per chi non ha più nulla e la fiducia per chi è stato tradito, valli innalzate e monti abbassati e, per il peccatore, il perdono. Tutto questo ha dell’assurdo, almeno umanamente… è inconcepibile per una mentalità come la nostra, sempre abituata a fare i conti con l’efficienza e il miglior rendimento. Urlare in un deserto è da folli, inutile spreco di energie e risorse. Eppure il profeta lo fa, perché sia chiaro che la speranza non si arrende al difficile, non tira i remi in barca di fronte all’impossibile.
I profeti prima e il Battista poi, instancabilmente annunciano la determinazione di una speranza che fiorisce proprio quando tutto sembra impossibile, la follia di un Dio che per amore ci raggiunge e si fa uno di noi, la novità dell’Emmanuele che, nascendo, porta pace a cuori in guerra.
Dio è vicino, è il nostro Dio, luce nella notte, speranza nella disperazione, vita nella morte, fiducia nello scoraggiamento. Lui c’è, ma noi dobbiamo aprirci, spalancare le porte all’impossibile, lasciarci stupire dall’imprevisto. Lui è vicino, oggi come ieri, e chi ha occhi puri può vederlo, chi ha mani innocenti può incontrarlo, chi ha coscienza limpida può urlarlo lì dove l’umanità è ferita, preparando strade nuove nei tanti deserti delle nostre città.

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE    Continua a leggere

Protetto: Incontri catechisti 29 novembre – Diocesi di AVERSA. Inserisci la password per accedere

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Tour of happiness – IV tappa: Sia fatta la tua volontà! da Ragazzi & Dintorni Gennaio 2015

Tour of happiness

IV tappa: Sia fatta la tua volontà!

di Dalia Mariniello

OBIETTIVO: offrire ai catechisti indicazioni e suggerimenti per entrare, attraverso un segno, una dinamica e un video, nel vivo della quarta beatitudine:sogno di giuseppe

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati (Mt 5,6)

Il riferimento completo è alla rubrica Celebrazioni sul Dossier Ragazzi&Dintorni della rivista di formazione catechistica Catechisti Parrocchiali n.1 – Gennaio 2015.

APPROFONDIAMO
Facciamo zoom su Giuseppe. Nel Vangelo di Matteo (Mt 1,18-21) leggiamo:

Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto”.

L’essere “promessa sposa” per gli ebrei costituiva un vero e proprio vincolo giuridico; la sua violazione era considerata adulterio pertanto, agli occhi del popolo e per la legge ebraica, Maria doveva essere lapidata. L’evangelista però ci presenta Giuseppe come “uomo giusto”:

  • giusto perchè in quanto ebreo, segue la giustizia, non riconosce il bambino che Maria porta in grembo  come suo figlio;
  • giusto anche perchè, convinto della virtù di Maria, pur non comprendendo questo enorme mistero, non l’espone a diffamazione;
  • giusto perchè accetta il progetto divino, che un angelo gli rivela in sogno. Accetta di prendersi cura di Maria e del salvatore Gesù (in ebraico Jehoshu’a = Jahve salva = Dio salva)

DA GIUSEPPE A NOI    Continua a leggere

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