Primo premio
del Concorso Fotografico
Ridillo con una foto
Cantalavita 2012
1a classificata: Adele Cammarata – Palermo
Aiutami Signore a lasciare le reti che mi tengono prigioniera di me stessa
e a lasciarmi condurre da Te verso l’orizzonte della Vita piena.
Mc 1, 14-20

2a classificata: Stefania Mautone – Como
“Seguendo le Sue orme”

3a classificata: Chiara Ferrarelli – Pavona(RM)

I complimenti di Cantalavita per il lavoro di Adele di Palermo, Stefania di Como e Chiara di Pavona (RM), che presentiamo a tutti i nostri lettori come le prime tre vincitrici del concorso Fotografico “Cantalavita 2012 – Ridillo con una foto”.
A loro l’augurio che la Parola trovi il posto e il tempo giusto per poter entrare nella loro vita e uscire, come comunicazione efficace, attraverso quei doni, abilità, sensibilità, capacità che ognuna custodisce.
Pubblichiamo di seguito i nomi dei primi 10 classificati.
- Adele Cammarata – Palermo
- Stefania Mautone – Como
- Chiara Ferrarelli – Pavona (RM)
- Paola Fabrizi – Sutri (VT)
- Annarita Casale – Torre Canne di Fasano (BR)
- Mariangela Rossi – Cellino San Marco (Brindisi)
Massimiliano Carfagno – Bellizzi (SA) - Giuseppe Tramontin – Napoli
Luisa Landi – Calvanico (SA)
Michela Busi – San Giovanni Bianco (Bergamo) - Evelina Monteleone – Mazara Del Vallo (TP)
Grazia Filippone – Trecase (NA) - Chiara e Iacopo Langella – Salerno
Elisa Coppola – Conca dei Marini (SA)
Maria Rosaria Pezone – Salerno - Flavia Mazzilli – Corato (Bari)
A tutti voi, carissimi partecipanti, che avete provato a riesprimere il Vangelo in foto l’augurio di investire ogni energia per crescere in professionalità, efficacia, testimonianza… perchè come san Paolo Apostolo scriveva il Vangelo corra e sia glorificato, anche tra le strade rapide e volatili della comunicazione!
Ai membri della giuria un sincero grazie per la competenza e professionalità messa in campo a favore di tutti!
I premi:
1° posto – libri e audiovisivi per un valore di 50 euro
2° posto – libri e audiovisivi per un valore di 30 euro
3° posto – libri e audiovisivi per un valore di 20 euro
premio “speciale mi piace” – un libro per accompagnare la preghiera
Menzione speciale per i “mi piace” ricevuti sulla Pagina Giovani & Vangelo
Margherita Coralluzzo (angeli missionari) – Bellizzi (SA)
“Continuiamo a costruire un mondo di pace: INSIEME”

Cantalavita tra le foto inviate per il Concorso, pubblicherà quelle che ritiene più efficaci in una foto gallery come proposta per la nuova evangelizzazione.
Info utili:
La giuria composta da suore Figlie di San Paolo e laici, tutti impegnati nell’evangelizzazione nel mondo della comunicazione, hanno assegnato a ogni foto una valutazione da 0 a 10, che sommata ha portato ai risultati finali.
Chi tra i partecipanti lo desiderasse, potrà richiedere a m.tassielli@paoline.it la classifica generale con il relativo punteggio.
Ricordiamo che i criteri di valutazione richiedevano:
- in primis, che la foto fosse una riespressione artistica della catechesi “E dopo Betlemme?“
- che era stata data la possibilita di elaborazione in post produzione
- che la foto rispettasse dei criteri di presentazione: risoluzione e formato
Filed under: adolescenti, blog, cammino, carisma paolino, catechesi, Catechesi e comunicazione, chiamata, comunicazione, concorso, cuore, Dio, evangelizzazione, fede, Figlie di san Paolo, fotografia, giovani, giovani adulti, incontri di spiritualità, incontro con Dio, interiorità, on line, online | Messo il tag: betlemme, cantalavita, classifica, Comunicazione, concorso fotografico, fatti di Parola, figlie di san paolo, fotografia, giovani, giovani & vangelo, giovani e vangelo, paoline, premi, ridillo con una foto, suor mariangela tassielli | 2 Commenti »










che ci è chiesta è la 

Freedom Writers Diary: How a Teacher and 150 Teens Used Writing to Change Themselves and the World Around Them e cioè «Il diario dei Freedom Writers (scrittori della libertà): come un’insegnante e 150 adolescenti usarono la scrittura per cambiare se stessi e il mondo intorno a loro».
attraversano la classe; dimostra che sono numerose le cose che accomunano i «diversi»; li mette di fronte all’operato e ai risultati di una «gang» di portata grandemente superiore alle loro, com’è stato il Nazismo e la guerra alle Nazioni, e riesce, così, ad entrare in contatto con questi quattordicenni induriti, che si difendono facendo guerra a tutto e a tutti.
La Gruwell si serve del diario quotidiano, personale e segreto, come strumento per dilatare la sensibilità e sostenere il cammino di cambiamento. Inaspettatamente i ragazzi scrivono e chiedono di essere letti. Arrivano a «tradire» in tribunale la logica della gang, per affermare la verità e la giustizia.
dei ragazzi e della professoressa, e sul progressivo cambiamento dei ragazzi:
• In che modo è paragonabile a quello che ci propone Gesù?



Sta nel tempio, 
Noi per primi siamo chiamati ad andare a vedere, noi per primi siamo chiamati a fare l’esperienza della sequela. Ed essi andarono, videro e restarono con lui. Dopo essersi fidati restano, accettano, si lasciano coinvolgere. L’annotazione finale di Giovanni è simpaticissima: erano circa le quattro del pomeriggio. Quel giorno, quell’istante, è così importante per lui che segna l’inizio di una vita nuova.





Nel primo mese di questo 2012 si può scegliere di scrivere su tutto e sul suo contrario! E le parole, forse è vero… si sprecano sul serio!
La felicità per ciò che è iniziato è indissolubilmente legata alla gratitudine per ciò che è finito;




Buona domenica! – IV T.O. (Anno B)
egli infatti insegnava loro come uno che
ha autorità, e non come gli scribi»
Dal Vangelo di Marco (Mc 1, 21-28)
IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B
Sono tempi difficili, dicevamo. Bene. Allora possiamo andare all’essenziale, rimboccarci le maniche, girare pagina, smetterla di fare i servi di una mentalità e di una cultura che ci sono vendute come inevitabili, come il migliore dei mondi possibili. Emerite baggianate. Abbiamo costruito un mondo in cui è il profitto a comandare, non l’uomo e il suo bene. Un mondo arrogante e volgare in cui vince chi urla e chi si sbraccia. Torniamo all’essenziale, tutti. Torniamo all’unica buona notizia che vale la pena di ascoltare e che il Maestro è venuto a raccontare: Dio è ed è splendido. E ci chiama a far parte del suo progetto d’amore. Cambiamo il mondo, finalmente. A partire dalla Chiesa.
A CAFARNAO
diventata importante dopo la divisione del regno di Erode. Ci sono gli esattori per il pedaggio e anche una centuria romana a vigilare la via maris che da Damasco porta a Cesarea Marittima. Di fronte alla casa di Pietro sorge la sinagoga, dove ci si raduna per ascoltare la Parola. Chi legge può anche fare un commento che, di solito, consiste nel ripetere qualche sentenza di un rabbino famoso. Gesù, invece, osa. Parla e racconta, spiega in maniera talmente nuova ed originale che tutti sono entusiasti. Averne di gente così durante le nostre omelie! Non fa voli pindarici, né citazioni teologiche. Non sappiamo cosa abbia detto. E forse le persone nemmeno se ne ricordano. Ma si ricordano del fatto che Gesù parla con autorevolezza, non come gli scribi. Colpisce perché parla di cose che sta vivendo. Parla non perché conosce, ma perché fa diventare vita ciò che legge. Averne.
Marco, ricordate? E’ il primo ad avere scritto un vangelo. E che Vangelo! Dal Battesimo alla Risurrezione, qualche rotolo per raccontare, in un greco stentato, l’inaudito di Dio, il segreto tenuto nascosto nei secoli. Abbiamo incontrato Gesù penitente che scopre di essere prediletto, che mette a fuoco la propria missione. Lo abbiamo incontrato in Galilea, dopo l’arresto del Battista, a dire che il Regno si è avvicinato e che vale la pena convertirsi.
Ora lo troviamo a Cafarnao, in casa di Pietro il pescatore. È un piccola città sul lago, alla frontiera,
INDEMONIATI
Nell’assemblea c’è un indemoniato. Capiamoci: con le scarse conoscenze mediche dell’epoca si attribuiva a forze oscure ciò che non si era in grado di spiegare. Malattie come epilessia o comportamenti bipolari erano semplicemente attribuiti ai demoni e si cercava di guarirli con complessi rituali di esorcismo. Non sappiamo cosa avesse questo poveraccio. Sappiamo bene, però, cosa vuole dirci Marco. Il male è presente nella sinagoga, il male è presente nella Chiesa. La prima purificazione da fare, la prima conversione da praticare è all’interno della comunità, non fuori. Iniziare da dentro, dal nostro ambiente, da noi. Perché ci sono dei modi di intendere la fede che sono “demoniaci”, anche dentro la Chiesa.
PROVOCAZIONI
esortazioni, senza calarle nella dura quotidianità. È demoniaca una fede che vede in Dio un concorrente e che contrappone la piena riuscita della vita e la fede: se Dio esiste io sono castrato, non posso realizzare i miei desideri. È demoniaca una fede che resta alle parole: il demone riconosce in Gesù il santo di Dio ma non aderisce al suo vangelo.
L’affermazione del credente indemoniato è terribile: “Che c’entri con noi, sei venuto per rovinarci!” È demoniaca una fede che tiene il Signore lontano dalla quotidianità, che lo relega nel sacro, che sorride benevola alle pie
Ecco tre rischi concreti e misurabili per noi discepoli che frequentiamo la sinagoga: professare la fede in un Dio che non c’entra con la nostra vita, un Dio avversario, un Dio da riconoscere solo a voce. “Che c’entri con noi?”.
Il rischio, diffuso e presente nella Chiesa del terzo millennio, nel nostro occidente che crede di credere, pasciuto e annoiato, è quello di possedere una fede che resta chiusa nel prezioso recinto del sacro, di una fede fatta di sacri formalismi e di tradizioni, che però non riesce ad incidere, a cambiare la mentalità e il destino del mondo. Una fede che non cambia la vita, i rapporti in economia, in politica, nella giustizia, è una fede fintamente cristiana.
Non basta credere: anche il demonio crede, anch’egli sa bene chi è Gesù e, proprio per questo, sa che egli è venuto per distruggere le tenebre che abitano prepotenti il nostro mondo. Ecco la sfida che il Signore lancia alla sua Chiesa, all’inizio di questo 2012: tornare ad essere davvero credenti, finalmente discepoli.
(PAOLO CURTAZ)
Un’intervista per riflettere…

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