Quando il bene ci fa problema – BUONA DOMENICA! – XXVI domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Signore Gesù, nel tuo nome
possiamo spargere semi di vita,
nel tuo nome
possiamo diffondere il bene,
nel tuo nome
possiamo essere Vangelo.
È il tuo Spirito a riempirci di vita.
È lo Spirito di Dio a spingerci oltre noi stessi.
Insegnaci a smascherare la gelosia
che vuole trattenere e controllare il dono.
Insegnaci a godere del bene e di chi lo compie.
Rendi la nostra coscienza fine
al punto da frenare la nostra mano,
i nostri piedi, le nostre scelte
quando stanno per generare male. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 9,38-43.45.47-48)

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

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Quanto è esigente il Vangelo! – BUONA DOMENICA! – XXV domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Signore Gesù, quanta lucidità nei tuoi gesti,
quanta vita nelle tue parole!
Sei stato maestro di dono e di totalità,
di accoglienza e di servizio, di totale disponibilità al Padre:
vorremmo seguire i tuoi passi
e vivere con la tua stessa intensità.

Liberaci da noi stessi e dai nostri blocchi interiori,
dalle nostre prospettive spesso troppo ridotte a noi stessi,
dalla nostra voglia di primeggiare,
dalla convinzione di sapere sempre ciò che è giusto.
Spalanca a te gli orizzonti della mente e del cuore,
per imparare a tenere dentro gli altri,
per riconoscere e accogliere l’inedito di Dio.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 9,30-37)

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

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«Tu sei il Cristo»… Ma ci crediamo? – BUONA DOMENICA! – XXIV domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Tu sei il Cristo, Signore,
tu sei colui che ci mette davanti un orizzonte,
ci indica un ritmo, ci propone dei sentieri,
ci rivela di che cosa farci carico e che cosa lasciare.
Tu sei il Cristo, Signore,
tu sei colui che è Via,
una via che va oltre i nostri confini,
oltre le nostre sicurezze.
Tu sei il Cristo, Signore,
colui che è la Vita,
una vita che vuole e può attraversare
il dolore e la morte, e far risorgere
Tu sei il Cristo, Signore,
colui che mette nel nostro cuore scintille di Verità,
una verità audace e liberante,
capace di far germogliare Dio ovunque.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 8,27-35)

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
 E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

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Colui che è Vangelo è sempre all’opera – BUONA DOMENICA! – XXIII domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Signore Dio, tu operi meraviglie
nella storia dei popoli
e nella nostra storia personale.
La tua parola realizza novità e prodigi
anche quando gli occhi del nostro cuore,
serrati da odio e pregiudizio, non vedono.

Aprici, Dio della vita:
aprici a te, aprici allo stupore, aprici all’altro.
Apri i nostri occhi ciechi,
apri i nostri orecchi sordi,
apri le nostre labbra mute:
libera i nostri gesti dall’opportunista misura,
ridona fecondità alle nostre scelte sterili,
rendici in te sorgenti di vita zampillante e buona.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 7,31-37)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

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Noi e la nostra benedetta voglia di misurare – BUONA DOMENICA! – XVII domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Eccoli, Signore, i nostri cinque pani d’orzo e due pesci:
sono il poco che abbiamo
e che non vogliamo tenere al sicuro nelle nostre tasche.
Insegnaci a non tirarci indietro.
A non vergognarci di ciò
che ci sembra poco e insufficiente.
A non trattenere nulla per noi
solo per paura di non essere compresi.
Insegnaci, Signore Gesù, a fare come te:
accogliere, benedire, spezzare e condividere
ciò che abbiamo, e soprattutto ciò che siamo.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Gv 6,1-15)

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

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Con il cuore del Dio-pastore – BUONA DOMENICA! – XVI domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Signore Gesù, chiamaci a te,
per restare con te,
per riposare sul tuo cuore e ritrovare
il senso di ogni scelta e di ogni andare
verso coloro a cui ci mandi.
Chiamaci a te,
per imparare da te
quanto necessario sia l’amore.
Chiamaci a te,
per scoprire che con te non si resta,
con te si parte.
Chiamaci a te,
e insegnaci ad andare restando.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 6,30-34)

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

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Facile… evitare di credere – BUONA DOMENICA! – XIV domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Signore Gesù, Dio vivo tra noi,
ne siamo certi, tu continui
a essere presenza che dà vita
e rende nuova ogni cosa:
aprici a te, perché lo stupore
per ciò che ci sorprende
diventi via per una fede autentica,
capace di spingerci
oltre i nostri stessi orizzonti.

Insegnaci ad accorgerci di te
negli eventi e nelle situazioni, nelle persone,
e a coltivare il sano dubbio interiore
che ci apre alla scoperta di te nel mondo.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 6,1-6)

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

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Noi, creature che portano salvezza – BUONA DOMENICA! – XIII domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Signore della vita, tu dici: «Alzati!»,
e qualcosa in me si rompe.
Tu dici: «Alzati!», e parti di me cedono.
Tu dici: «Alzati!», e vorrei che la tua voce
non mi raggiungesse.
Ma oggi la tua parola è viva in me, è per me,
mi spacca e mi ricostruisce,
mi raggiunge e mi risolleva come nuova creazione
che ancora una volta può essere portatrice di salvezza,
artigiana di bellezza, costruttrice di pace.
Dillo ancora una volta alla me addormentata
e comodamente assopita.
Dillo, Signore, dimmi «Alzati!»,
perché in te io possa ancora una volta vivere.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 5,21-43)

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

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Come si infrange l’orgoglio delle nostre onde? – BUONA DOMENICA! – XII domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Maestro dove sei? Non ti importa di noi?
Siamo bloccati dalla paura.
Siamo incapaci di scorgere il cielo,
mentre pesa su di noi la terra.
Aprici a te, Signore della vita,
per insegnarci a guardare
le cose e le persone,
il mondo e la storia con i tuoi occhi,
a riscoprirne la bellezza
ricominciando dal tuo amore.
Sbloccaci dal timore e dalle paure,
schiodaci da noi stessi,
aprici al tuo amore.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 4,35-41)

In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

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Fiducia, fiducia piena… – BUONA DOMENICA! – XI domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Ti benediciamo, o Padre,
creatore amante della vita,
perché instancabilmente semini in noi
e nel cuore del mondo semi di bene,
che rendono possibile la speranza
e nutrono il bene.

Insegna al nostro cuore a credere
nella potenza della vita
che il male non può fermare.

Convinci la nostra mente a lasciar penetrare
la luce della speranza e a bloccare
il buio dello scoraggiamento,
sempre alimentato da colpe e solitudini.
Insegnaci a credere, Signore, insegnaci ad affidarci.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 4,26-34)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

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vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza