E le radici? Dove sono? – BUONA DOMENICA! – VI domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Beati noi, Signore,
non perché poveri o affamati,
non perché ammalati o perseguitati…
Beati noi, quando nella povertà
scegliamo di continuare
a credere nella condivisione,
nella malattia non permettiamo
al dolore di isolarci dalla vita,
nell’incomprensione, anche grave,
non permettiamo alla rabbia
o allo scoraggiamento di scegliere per noi.

Beati noi, Signore, quando nella morte e nella vita
non desideriamo altro se non continuare
a essere discepoli del tuo Vangelo:
diventeremo capaci di gemme nuove
su tronchi ormai rinsecchiti.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 6,17.20-26)

In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne.
Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

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Rianimare la speranza – BUONA DOMENICA! – V domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Signore, quanto pesano le reti vuote
dopo una notte faticosa e sterile!
Quanto pesano le reti vuote
dopo mille notti faticose e sterili!
Ognuno di noi te ne può raccontare gli istanti,
frammenti di storie che come lame
continuano a ferire e fanno sanguinare.
Eppure quando pensiamo di usare
le nostre ultime energie per pulire
e riassettare reti vuote tu ci raggiungi
e ci spingi nuovamente verso il largo.
Aiutaci a fidarci di te e delle tue vette!
Insegnaci a credere in ciò che ancora
non riusciamo a vedere.
Fa’, o Signore, che con coraggio scegliamo
di restare dalla parte della speranza. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 5,1-11)

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

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Carne e luce per noi – BUONA DOMENICA! Festa della Presentazione di Gesù al tempio

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 2,22-40)

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore.
Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».

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Ma la Parola si compie ancora? – BUONA DOMENICA! – III domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Gesù, parola viva e liberante,
ti doni a noi e ci rendi nuovi.

Tu, Parola del Padre, continui
ad accadere nella storia del mondo
e nella nostra storia personale:
ci rendi corpo, differenze unificate nel dono,
pluralità di sguardi e visioni del mondo
unificate dal dono.
Vogliamo credere, Signore!

Oggi la Parola che fa vivere e crea
continua a compiersi nel mondo e in noi.
Vogliamo crederci, oltre la nostra diffidenza.
Vogliamo crederci: rendici casa! Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 1,1-4;4,14-21)

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

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Che fine ha fatto il vino? – BUONA DOMENICA! – II domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Gesù, Signore della vita, custode della gioia,
facci entrare con te nel «terzo giorno»,
giorno di risurrezione e vita nuova,
giorno in cui le anfore vuote e screpolate
della nostra vita e della nostra fede
delusa o ferita, consumata o graffiata,
vengono riempite di nuova gioia
e rinnovata speranza.
Insegnaci, Signore del terzo giorno,
a non cedere allo scoraggiamento,
a non arrenderci a noi.
Ti consegniamo le nostre anfore.
Riempile con il vino nuovo della risurrezione:
riempile di te, del tuo Spirito, della tua presenza.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Gv 2,1-11)

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

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Un popolo in attesa – BUONA DOMENICA! Festa del Battesimo del Signore – ANNO C

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 3,15-16.21-22)

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

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Determinati e operosi nella speranza – Buon anno 2025!

E anche il 2025 è iniziato! È iniziato il Giubileo, si stanno aprendo una dopo l’altra le porte sante a tutte le latitudini… ma onestamente non ho ancora ben capito a che livello è la nostra possibilità di sperare, o meglio, di essere speranza.

L’anno si apre nel segno della Madre di Dio, di colei che ha generato la speranza del mondo, che si è lasciata abitare dalla Speranza fatta persona, storia, evento, incontro.
Questo Giubileo dovrebbe attraversarci così, rendendoci capaci di speranza: vasi di creta fragili, ammaccati, usurati, consumati, anche spaccati, ma capaci di contenere speranza, magari anche solo scintille, semi, grani, pulviscoli… ma di speranza.

Non so voi, ma in certi giorni è un’impresa titanica credere nella speranza, perché sembra che tutto vada nel segno opposto. Pochi vogliono sprecare tempo per costruire il nuovo. I più e le più sembrano arrese al già dato, già vissuto.
Pochissimi sembrano voler investire energie per generare l’inaudito. E sono davvero rare le persone che pur di costruire insieme l’inatteso sono disposte a portare il peso di domande senza una facile risposta. È difficile trovare chi voglia rischiare di uscire dal seminato di sicurezze, e ancora più difficile è trovarlo in contesti abituati alle tradizioni, al si è sempre fatto così, al “Chi vivrà vedrà”, al contenimento garantito da canoni e regole. Ma in fondo la speranza, quella cristiana, passa da qui: da quella capacità di non arrendersi al già ottenuto, al già raggiunto, al difficile, al complesso, all’impossibile.

Speranza determinata e operosa, creativa nel bene, ma concreta e al tempo stesso delicata, rispettosa, mite. È la Speranza che si fa volto a Betlemme, e che da quel giorno ci raggiunge, ci scomoda, ci fa dormire sonni inquieti perché ci riaffida a noi stessi e alle nostre scelte.
E ci affida le une alle altre, le une agli altri come sorelle e fratelli, alla pari, unite e uniti solo da un unico e forte desiderio di bene, il solo e vero criterio che dovrebbe avere diritto di parola.

Tanti auguri, allora, a tutte e tutti noi e buon 2025, anno di speranza, determinata, operosa e creativa!
Anno in cui ridare alla Speranza cristiana il suo vero volto.

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Maria salutò e fu gioia – BUONA DOMENICA! IV di Avvento – ANNO C

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 1,39-45)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

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E noi, che cosa dobbiamo fare? – BUONA DOMENICA! III di Avvento – ANNO C

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 3,10-18)

In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.

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vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza