Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di oppressi..
(Isaia 5,7)
«Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi» (Is. 5,7). È il versetto con cui si chiude la Prima lettura di questa XXVII domenica del Tempo Ordinario e sono parole che continuano a rimbombare nella testa e nel cuore. E non può essere diversamente. Il mondo sta bruciando. Migliaia di donne e bambini continuano a fare di guerre, fame, violenza, distruzione, povertà la loro normalità, la loro quotidianità. E io non riesco a non pensare a quanto il Signore Dio abbia fatto per noi, per noi che crediamo, per noi che viviamo di Vangelo, per noi che domenica dopo domenica ascoltiamo la sua parola e ci nutriamo del suo corpo.
Lui per noi ha dato tutto sé stesso perché la nostra vita fosse fertile, libera, sciolta dalla morte, possibile.
Siamo come quella vigna che il profeta Isaia descrive: custoditi, amati, salvati, riconciliati.
Lui ci ha resi e ci rende fertili, belli.
Possiamo dare frutto.
Possiamo rendere il mondo bello.
Possiamo arricchire quel pezzo di Terra in cui viviamo con parole buone, liberanti, costruttive, portatrici di luce, riparatrici di brecce.
Possiamo far germogliare il bene se freniamo i gesti di morte, la violenza anche verbale, l’irascibilità, l’individualismo, l’autocommiserazione.
Gesù, donato per noi, è la nostra possibilità di fare tutto questo.
Ma siamo chiamati a farlo. E scegliere di farlo dice qualcosa di noi: dice se siamo ancora vigna che può o vuole dare frutto. Dice se siamo ancora vigna che Dio può trasformare in dono. Dice se crediamo davvero che Dio può ancora insegnarci a vivere, come vivere, chi essere per il mondo.
Dio si attende da noi giustizia.
Dio si attende da noi rettitudine.
Dio si aspetta che quel Vangelo che ascoltiamo, in cui crediamo, diventi scelte concrete e quotidiane.
È questo che darebbe forza e verità anche all’eucaristia che celebriamo.
Proviamoci! Senza scoraggiarci! Senza mollare!
Proviamo a fare la differenza.
Facciamoci carico del sangue innocente.
Diamo tempo per lasciarci disturbare dalle grida degli oppressi.
E poi scegliamo.
Scegliamo di compiere gesti piccoli, ma significativi, che possano davvero portare scintille di luce nel troppo buio.
Siamo tua vigna
Siamo la tua vigna, Signore,
creature che ami, custodisci,
colmi di amore e di vita.
E proprio per questo siamo
anche custodi della tua vigna:
di quel dono prezioso con cui,
attraverso noi, arricchisci il mondo.
Liberaci da noi stessi,
dalle nostre barriere protettive,
dalla nostra voglia di star sereni,
e rendici capaci di generare
frutti di vita, di bene, di giustizia.
Perché cessino le grida degli oppressi.
Perché si fermi ogni
spargimento di sangue.
Perché sulle nostre labbra
non ci siano parole di morte.
Perché la fede in te ci renda pace.
Amen.
DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 21,33-43)
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a
quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a
un popolo che ne produca i frutti».
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