Ti renderò pronto all’azione,
anche se tu non mi conosci
(Isaia 45,6)
Dio sceglie. E no, molto spesso non ci sono motivazioni logiche. Non sceglie i migliori. Non porta avanti la storia nei modi consueti. Non accade ciò che ci saremmo aspettati.
Dio sceglie Ciro, un re che non ha nulla a che fare con Israele e con l’Alleanza: non conosce la Torah, non sa chi sia il Dio dei Padri. Eppure ne diventa canale, strumento di liberazione e salvezza. Perché in fondo Dio non ha bisogno di noi, delle nostre regole, della nostra fede per salvare il mondo. Non ne ha bisogno neppure per salvare noi stessi.
Il nostro è un Dio che riesce anche a far parlare le pietre quando i suoi tacciono. E ci riuscirà ancora.
Riuscirà a salvare le sue figlie e i suoi figli, riuscirà a riscattare l’umanità, riuscirà a far risplendere la vita: anche se chi gli giura fedeltà deciderà di voltare le spalle a quell’umanità che lui ha creato e redento a caro prezzo. Anche se chi si sta strappando le vesti scandalizzandosi per l’infedeltà a dei precetti, scandalizza di fatto i piccoli preferendo alla vita dei deboli lo strapotere dei forti.
«Dicci, Signore, è lecito o no pagare il tributo a Cesare?»
Dicci, Signore, è lecito o no consentire a chi la pensa diversamente da noi di pensarla diversamente da noi?
Dicci, Signore, è lecito o no amare chi pecca?
Vogliamo conoscere il tuo cuore, ma pretendiamo di sapere già la tua risposta. Che no, non può che essere la nostra, l’unica che il nostro cervello è in grado di elaborare. Quella che sicuramente ci permetterà di entrare nella categoria dei giusti. Giusti, Signore. Perché questo ci interessa essere. Giusti, prima ancora che buoni.
E invece tu scegli Ciro. Tu scegli sempre Ciro. E non sai che fartene dei dottori della legge, dei maestri della fede, dei correttori dello spirito.
Tu continui inesorabilmente a scegliere Ciro: perché Ciro è il volto di chi sa guardare dentro gli eventi e scoprire i volti, e ascoltare le storie, e asciugare le lacrime, e liberare. Sì, liberare. Liberare chi viene schiacciato dalla violenza dei potenti.
«Dicci, Signore, è lecito o no pagare il tributo a Cesare?»
Insegnaci, Signore, ad ascoltare la tua risposta vera.
Rendici, Signore, trasparenti, astri luminosi.
Rendici astri luminosi
Tu ci scegli, Signore Dio,
ci attraversi e realizzi, anche con noi,
il tuo Regno di giustizia e amore,
di pace e misericordia.
Ci scegli, nonostante noi.
E allora, trasformaci, aprici a te,
purifica le intenzioni più profonde,
liberaci da ogni forma di ipocrisia,
anche, e soprattutto, da quella
che si auto-legittima
in nome del bene.
Rendici luminosi, Signore,
trasparenti e aperti alla tua vita,
che vuole e può sciogliere resistenze.
Rendici astri che brillano,
perché tu possa splendere
lì dove c’è rassegnazione,
sfiducia, scoraggiamento,
giudizio implacabile.
Amen.
DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 22,15-21)
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Liturgia completa su >>>CLICCA QUI
La PREGHIERA e le COVER in formato da scaricare e condividere sui social

I nostri social:

