E tu scegli – XXIX domenica del Tempo Ordinario – anno A

Tu ci scegli, Signore Dio,
ci attraversi e realizzi, anche con noi,
il tuo Regno di giustizia e amore,
di pace e misericordia.
Ci scegli, nonostante noi.
E allora, trasformaci, aprici a te,
purifica le intenzioni più profonde,
liberaci da ogni forma di ipocrisia,
anche, e soprattutto, da quella
che si auto-legittima
in nome del bene.
Rendici luminosi, Signore,
trasparenti e aperti alla tua vita,
che vuole e può sciogliere resistenze.
Rendici astri che brillano,
perché tu possa splendere
lì dove c’è rassegnazione,
sfiducia, scoraggiamento,
giudizio implacabile.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 22,15-21)

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

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Siamo la tua vigna – XXVII domenica del Tempo Ordinario – anno A

Siamo la tua vigna, Signore,
creature che ami, custodisci,
colmi di amore e di vita.
E proprio per questo siamo
anche custodi della tua vigna:
di quel dono prezioso con cui,
attraverso noi, arricchisci il mondo.
Liberaci da noi stessi,
dalle nostre barriere protettive,
dalla nostra voglia di star sereni,
e rendici capaci di generare
frutti di vita, di bene, di giustizia.
Perché cessino le grida degli oppressi.
Perché si fermi ogni
spargimento di sangue.
Perché sulle nostre labbra
non ci siano parole di morte.
Perché la fede in te ci renda pace.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 21,33-43)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a
quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a
un popolo che ne produca i frutti».

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