Come io, così voi – BUONA DOMENICA! V DOMENICA DI PASQUA – Anno C

«Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.»

Gv 13,34

«Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri». Eccolo il cuore del Vangelo che la V domenica di Pasqua fa riecheggiare. E ben a ragione potremmo considerarlo non solo il cuore di quel brano evangelico, ma il cuore pulsante di tutto il Vangelo.
E Gesù non scherza! Quel messaggio non viene consegnato ai discepoli come invito o appello… Gesù lo dà come comandamento, lo carica di quella stessa forza imperativa che gli Ebrei erano abituati a riconoscere alle parole della Legge. E lo consegna, sottolinea Giovanni, subito dopo che Giuda è uscito dal Cenacolo.
Quel «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri» ci porta direttamente sul Golgota e ci chiede di alzare gli occhi per imparare dal Crocifisso la forza disarmante e radicale dell’amore, l’universalità del suo dono.
Giuda era uscito dal Cenacolo, ed era notte nel cuore dei discepoli: di chi aveva tradito e di chi non comprendeva, di chi sarebbe scappato e di chi avrebbe atteso. Ma proprio quando la notte è più buia con maggiore forza risplende la luce. Ed è in quella notte lunga e pesante che l’amore di Colui che si dona diventa luce che, illuminando l’oscurità, dirada le tenebre.
Quel comandamento preannunciato nel gesto del pane spezzato per gli amici e nel boccone intinto e condiviso con il nemico, diventa eloquente e inequivocabile sulla croce. È lì che siamo travolti dalla dura bellezza dell’amore. Perché non esiste amore che non sia dono. E non esiste dono che non si lasci spezzare.
Le sento le obiezioni. È vero, è tutt’altro che facile! Eppure quello è il solo amore capace di far vivere il mondo, di seminare vita, di permettere allo Spirito di far fiorire i deserti.
Caro Signore risorto, quel comandamento che ci hai lasciato non ci rende la vita facile. Mette in difficoltà tutti: chi vorrebbe prenderlo sul serio, ma anche chi vorrebbe fosse solo un modo di dire, sì, insomma, una meta ideale, adattabile… Però… se ce lo hai donato è perché tu sai che ognuno di noi può amare come te, portare luce come te, regalare vita come te.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Insegnaci ad amare

Signore Gesù,
Dio della vita e dell’amore,
insegnaci a scrutare te,
guardare te, respirare te.
Perché ciò che tu sei viva in noi;
perché il tuo amore germogli in noi;
perché la tua vita ci renda nuovi;
perché il tuo Spirito ci attraversi;
perché la tua presenza
– oceano di bene –
irrighi il mondo.

Come tu hai amato,
così insegnaci ad amare:
stessa forza,
stessa totalità,
stessa passione.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 13,31-33a.34-35)

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

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