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Quando possiamo avvicinarci a Dio? – Buona domenica! – XXX Domenica Tempo Ordinario – anno B

«Va’, la tua fede ti ha salvato»(Mc 10,52)

Avvicinarsi a Dio, per molti, è un desiderio forte. Per chi crede, è una delle più grandi aspirazioni. Ma spesso, proprio dietro questo desiderio, si nascondo pericoli e fraintendimenti che riescono a trasformare la fede in superstizione, se non
addirittura in una sorta di «sacro scambio».   
«Come avvicinarci a Dio e quando possiamo farlo?»: sono alcune delle domande più frequenti che fanno capolino nel nostro rapporto con lui. Hanno a che fare con il nostro esserne o non esserne degni, come cuore amorese a Dio si potessero avvicinare solo alcuni e in particolari circostanze. Ai bambini diciamo che per fare la comunione devono prima confessarsi; ad adulti che, dopo tanta tormentata ricerca, sono ritornati a Dio, facciamo presente che la conversione è qualcosa di serio e che si deve dar prova di un cammino vero. E in fondo anche la nostra relazione con Dio è fatta di azioni e regole da rispettare. Così era anche per i farisei al tempo di Gesù, uomini rispettosi della legge e di Dio.
Eppure Gesù arriva e rivoluziona anche questo. Prova ne sia, non solo il comportamento del cieco Bartimeo – che vuole a tutti i costi essere guarito da Gesù – ma dello stesso Gesù, che lo chiama e da lui si lascia raggiungere. Mentre tutti hanno qualcosa da ridire per far tacere il cercatore di Dio, lui, da cieco, diventa un chiamato, un ascoltato, un guarito. Perché la fede che salva non è rispetto di regole, ma fiducia in colui che ci chiama!

UNA PREGHIERA PER INTERIORIZZARE

Chiamami, Signore Gesù,
e tirami fuori dall’oscurità,
dalla solitudine, da ogni cecità.

So di potermi avvicinare a te, con fiducia,
da cieco, malato e peccatore quale sono:
tu mi guarirai, ti lascerai raggiungere,
mi accoglierai come amato e atteso da sempre.
Amen.

cellulare

UN SMS DA INOLTRARE ai più giovani o ad amici (attraverso WhatsApp, SMS o sulle bacheche dei social):

Spesso come ciechi cerchiamo Dio. E lui ascolta il nostro desiderio, ci chiama, si lascia raggiungere, ci ascolta e guarisce ogni ferita che oscura l’anima.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA [Mc 10,46-52]

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».il cieco_Lopez
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Per il Vangelo visualizzato, un segno da vivere e ulteriori approfondimenti rimandiamo anche al seguente post >>>CLIKKA QUI<<<

La PREGHIERA in un formato da scaricare e condividere sui social 

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Suor Mariangela Tassielli

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