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Un’unica via, una nuova legge – BUONA DOMENICA! IV domenica del Tempo Ordinario – anno A

Beati noi, Signore,
se alla violenza non opporremo violenza.
Beati noi se, affamati di giustizia,
sceglieremo di costruire comunità,
per difendere gli aggrediti,
per proteggere i colpiti ingiustamente.
Beati noi se avremo occhi tanto puri
da riconoscere in ogni volto
una sorella e un fratello in umanità.
Beati noi se, pur nel sibilo delle bombe,
o nei palazzi di vetro, o in una casa,
o con tastiera alle mani,
o dietro un ambone, riusciremo
sempre a costruire la pace.
Beati noi se, pur afflitti, non smetteremo
di credere nella vita, nel futuro,
nella speranza, nella condivisione.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 5,1-12a)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

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Una luce splende – BUONA DOMENICA! III domenica del Tempo Ordinario – anno A

Signore Gesù, la tua Parola
ci raggiunga e apra nuove vie,
ci scuota dalle nostre routine,
ci liberi da quello smarrimento
che spesso ci blocca;
il tuo Spirito ci insegni
a pronunciare nuovi e liberanti sì.
Spendi tra noi, Luce del mondo,
e dissolvi il buio del cuore
che ci impedisce al bene
di attraversarci,
che non fa risplendere in noi
la tua vita, così bella, così autentica,
così resistente.
Chiama anche noi, Signore Gesù,
e regala un senso nuovo ai nostri giorni!
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 4,12-17)

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

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In te, Gesù di Nazaret – BUONA DOMENICA! II domenica del Tempo Ordinario – anno A

In te, Gesù di Nazaret,
scopriamo il Figlio amato
che ci rivela il cuore di Dio.
Da te, Dio fatto carne,
ci sentiamo raggiunti e sollevati.
Per te, Agnello offerto per amore,
è stata spezzata la radice
del nostro peccato.
In te siamo stati liberati,
da te amati senza condizioni,
per te salvati.
Noi ti benediciamo, Agnello di Dio,
da te riceviamo lo Spirito della vita.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Gv 1,29-34)

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

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Il Re – BUONA DOMENICA! – Solennità di Cristo, Re dell’universo

Ti contempliamo, Re crocifisso,
Innocente condannato,
Dono rifiutato.
E in te contempliamo il volto vero
dell’Amore che riscatta e libera,
risolleva e fa vivere.
Noi, cercatori di un dio convincente,
che inciampiamo nella fragilità
e ci lasciamo disorientare dal dubbio,
noi oggi ti benediciamo, Signore Gesù,
per aver abbracciato
la nostra umanità fino alla morte.
Noi ti lodiamo, Re della storia,
e Signore dello spazio,
e a te ci affidiamo. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 23,35-43)

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

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Perseveranza e determinazione – BUONA DOMENICA! XXXIII domenica del Tempo Ordinario – anno C

Viviamo questa storia, Signore Gesù,
e ci sono giorni in cui non sappiamo
quale sia la scelta giusta,
la via buona, la scelta necessaria.
Ci sono giorni in cui vediamo
crollare le nostre certezze,
e anche la nostra fiducia
in te e nel mondo.
Quando viene meno il “tempio”
su cui abbiamo costruito tutto,
Signore, tienici stretti a te,
per non mollare,
per non chiuderci,
per non alzare muri.
Il tuo Spirito ci doni la fortezza
per coltivare la paziente attesa,
la fragilissima fiducia,
la scarnificante perseveranza. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 21,5-19)

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

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Una casa in Dio – BUONA DOMENICA! – XXX del Tempo Ordinario – Anno C

Gesù, Maestro di umanità,
nei tuoi gesti e nelle parole
vediamo brillare
prossimità e gentilezza,
cura e semplicità.
Liberaci da quell’intima presunzione
di essere coloro che possono dare,
che possono insegnare,
che possono offrire verità.
E aprici all’incontro
che ci permette di scoprire
in ogni storia scintille della tua presenza,
in ogni frammento di verità
la tua immensa luce.
Abbi pietà di noi, Signore!

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 18,9-14)

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

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Troverà porte aperte? – BUONA DOMENICA! – XXIX del Tempo Ordinario – Anno C

Eccoci, Signore,
siamo fragili nel credere
ma abbiamo nel cuore
una profonda sete di te.
Vogliamo fidarci,
vogliamo affidarci.
Vogliamo credere:
anche se è difficile,
anche se non vediamo alba,
anche se non scorgiamo vie,
anche se sei troppo oltre noi.
Vogliamo credere
che la tua Parola in noi
farà germogliare vita,
una vita buona,
una vita autentica. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 18,1-8)

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: 
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

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La fede guarisce? – BUONA DOMENICA! – XXVIII del Tempo Ordinario – Anno C

Guariscici, Signore,
in forza della nostra fede
fragile ma determinata.
Guarisci ciò che nel cuore
sta generando morte,
ciò che sta seminando in noi
separazione e discordia.
Sollevaci, Signore, e liberaci
dai legacci del cuore,
guarisci la lebbra interiore
che ci sta allontanando
da te e dagli altri.
Non abbiamo nulla tra le mani
se non la certezza che tu puoi farlo:
puoi liberare la vita che portiamo dentro,
puoi guarirla, puoi farla risorgere.
Abbi pietà di noi, Gesù Maestro. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 17,11-19)

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

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Una fede madre – BUONA DOMENICA! – XXVII del Tempo Ordinario – Anno C

La mia fede, Signore Gesù,
è debole e vacillante:
fammi vivere di te!
La mia fede è soffocata
da me stessa e dalle mie
mille domande:
fammi vivere di te!
La mia fede è indebolita
dal poco tempo che riesco
a dedicare a te e alla tua Parola:
fammi vivere di te!
La mia fede è bloccata da ciò
che vorrei e non vedo:
fammi vivere di te!
Signore Gesù, maestro nel credere,
fammi vivere di te.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 17,5-10)

In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

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Ricchi e poveri… – BUONA DOMENICA! – XXVI del Tempo Ordinario – Anno C

Signore Gesù,
morto per amore e risorto
per donare a noi vita,
tiraci fuori da noi stessi
e dai nostri interessi,
dalla nostra miope voglia
di stare bene a tutti i costi
e apri gli occhi del nostro cuore,
insegnaci a vedere quelle
porzioni di umanità invisibile
che vive attorno a noi,
e spesso è a noi molto vicino.
Il tuo Spirito ci insegni a guardare
il mondo con i tuoi occhi,
ad amarlo con il tuo cuore.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 16,19-31)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

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