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Una luce splende – BUONA DOMENICA! III domenica del Tempo Ordinario – anno A

Signore Gesù, la tua Parola
ci raggiunga e apra nuove vie,
ci scuota dalle nostre routine,
ci liberi da quello smarrimento
che spesso ci blocca;
il tuo Spirito ci insegni
a pronunciare nuovi e liberanti sì.
Spendi tra noi, Luce del mondo,
e dissolvi il buio del cuore
che ci impedisce al bene
di attraversarci,
che non fa risplendere in noi
la tua vita, così bella, così autentica,
così resistente.
Chiama anche noi, Signore Gesù,
e regala un senso nuovo ai nostri giorni!
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 4,12-17)

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

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E le radici? Dove sono? – BUONA DOMENICA! – VI domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Beati noi, Signore,
non perché poveri o affamati,
non perché ammalati o perseguitati…
Beati noi, quando nella povertà
scegliamo di continuare
a credere nella condivisione,
nella malattia non permettiamo
al dolore di isolarci dalla vita,
nell’incomprensione, anche grave,
non permettiamo alla rabbia
o allo scoraggiamento di scegliere per noi.

Beati noi, Signore, quando nella morte e nella vita
non desideriamo altro se non continuare
a essere discepoli del tuo Vangelo:
diventeremo capaci di gemme nuove
su tronchi ormai rinsecchiti.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 6,17.20-26)

In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne.
Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

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Rianimare la speranza – BUONA DOMENICA! – V domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Signore, quanto pesano le reti vuote
dopo una notte faticosa e sterile!
Quanto pesano le reti vuote
dopo mille notti faticose e sterili!
Ognuno di noi te ne può raccontare gli istanti,
frammenti di storie che come lame
continuano a ferire e fanno sanguinare.
Eppure quando pensiamo di usare
le nostre ultime energie per pulire
e riassettare reti vuote tu ci raggiungi
e ci spingi nuovamente verso il largo.
Aiutaci a fidarci di te e delle tue vette!
Insegnaci a credere in ciò che ancora
non riusciamo a vedere.
Fa’, o Signore, che con coraggio scegliamo
di restare dalla parte della speranza. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Lc 5,1-11)

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

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Con il cuore del Dio-pastore – BUONA DOMENICA! – XVI domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Signore Gesù, chiamaci a te,
per restare con te,
per riposare sul tuo cuore e ritrovare
il senso di ogni scelta e di ogni andare
verso coloro a cui ci mandi.
Chiamaci a te,
per imparare da te
quanto necessario sia l’amore.
Chiamaci a te,
per scoprire che con te non si resta,
con te si parte.
Chiamaci a te,
e insegnaci ad andare restando.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 6,30-34)

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

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Quel po’ di Giona in noi… – BUONA DOMENICA! III DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Signore Gesù, il tempo della Grazia
è davvero compiuto,
non c’è altro da attendere,
dobbiamo solo scegliere, deciderci,
muovere passi verso di te,
sconvolgente presenza di Dio tra noi.

Vogliamo credere, vogliamo essere Vangelo,
vogliamo essere parola di benedizione
che raggiunge tutti indistintamente.

Possa il giona sdegnoso
e poco evangelico che ci vive dentro
convertirsi a te, Vangelo di Dio.

Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mc 1,14-20)

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

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Un banchetto per i popoli – BUONA DOMENICA! XXVIII DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

Il mio Dio colmerà ogni vostro bisogno
secondo la sua ricchezza, in Cristo Gesù. 
(Fil 4,19)

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 21,33-43)

In quel tempo, Gesù riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

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La vigna… un dono che va oltre – BUONA DOMENICA! XXVII DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

Una meraviglia
ai nostri occhi. 
(Mt 21,42)

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Una meraviglia ai nostri occhi

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 21,33-43)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

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Nella vigna… – BUONA DOMENICA! XXVI DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

Pentitosi, andò. 
(Mt 21,30)

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Andare nella vigna

DAL VANGELO DELLA DOMENICA
(Mt 21,28-32)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

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Sguardi – BUONA DOMENICA! II Domenica Tempo Ordinario – ANNO B

«Venite e vedrete» Gv 1,40

Nel Vangelo che la seconda domenica ci dona gli sguardi sembrano essere elementi centrali di tutta la vicenda. Gli uni fissano gli altri, ed è a partire da questo che si costruiscono relazioni.
Giovanni fissa lo sguardo su Gesù, e questo gli permette di indicarlo ai suoi discepoli.
Gesù si volta e osserva chi lo sta seguendo.
I due che lo seguono vedono dove quel maestro dimora, e – in particolare uno, Andrea – vanno a chiamare altri che si lasciano incuriosire dalle loro parole.
Gesù, fissa lo sguardo su Pietro e lo chiama a una vita nuova.
Sguardi…
E noi? Di che cosa riempiamo i nostri sguardi?
Chi e come guardiamo attorno a noi?
Giovanni, i discepoli, Gesù stesso guardano con attenzione e riconoscono. Giovanni e i discepoli riconoscono il messia, Gesù riconosce in chi lo segue o lo cerca quel di più da interpellare. In questo brano evangelico incontriamo sguardi capaci di profondità. Nessuno si accontenta di ciò che vede. Ognuno riesce a spingersi oltre lo scontato, oltre il visibile.
Da qui, da questa capacità di andare oltre le apparenze e dentro le situazioni, matura una vita autentica, maturano scelte consapevoli e significative. Gesù agli occhi di tutti non era altri se non un carpentiere, uno sconosciuto Galileo in terra di Giudea. Ma è la convinzione con cui Giovanni Battista lo indica ad aprire su di lui nuovi scorci. È la determinazione di due suoi discepoli nel non accontentarsi a far sì che la casa di quel Maestro girovago inizia a essere frequentata da qualche discepolo. È il passaparola di Andrea ad attirare la curiosità di Pietro, che in quell’incontro riceverà in dono un nuovo futuro.


Chi coltiva sguardi autentici, fa germogliare vita attorno a sé. E l’autenticità è propria di chi non trasferisce sugli altri le proprie ombre, di chi non scruta il mondo a partire da se stesso. L’autenticità è propria di chi sa guardare ogni persona e situazione alla luce di Dio, cogliendo quel bene che Dio stesso ha posto in ogni cosa e in ogni vita. Così, e solo così scopriremo Dio presente e all’opera tra noi, anche oggi, anche ora.
Così, e solo così saremo con lui strumenti di una nuova e più autentica umanità.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Sguardi di vita

Signore Gesù,
fissa il tuo sguardo su di noi
e chiamaci per nome.
Tiraci fuori dalle nostre routine
e invitaci a camminare con te, dietro di te.
Insegnaci a guardare il mondo in cui viviamo
in modo nuovo, scoprendo te, la tua voce,
la tua presenza, la novità che doni al mondo.

Possa il nostro sguardo
essere come quello di Giovanni e di Andrea:
capace di vedere e di riconoscere.
Perché solo chi da te si lascia incontrare
e “spostare” può raccontare ad altri
la tua bellezza, la tua vita, il tuo sguardo.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 1,35-42)

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro – dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

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Classificazione: 5 su 5.