Talità kum! – BUONA DOMENICA! XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

Oggi davanti a noi alcune singolari certezze: «Dio non ha creato la morte. Ha creato ogni cosa perché esista. Le creature sono portatrici di salvezza. Dio ha fatto l’uomo e la donna a immagine della propria natura. Siamo ricchi davvero in ogni cosa. Così siamo stati creati. E di questa ricchezza si è fatto garante Dio stesso e il suo Cristo».
E queste sono singolari certezze che ci riempiono il cuore. Non è marketing religioso. Non sono slogan di cui convincerci: è ciò di cui la storia della salvezza è piena. È ciò che Gesù di Nazaret rivela in ogni sua singola parola e gesto. Ma certo, per farne esperienza, per sentirci attraversati da questa vita abbiamo bisogno di uscire dal loop in cui spesso preferiamo vivere, da quei circuiti chiusi in cui ripieghiamo noi stessi, perché a volte è più facile vivere pensandoci vittime innocenti di una storia colpevole e matrigna nei nostri confronti.
Siamo fatti per esistere, siamo portatori di salvezza, siamo immagine fulgida e vivente di Dio, ma troppe volte a questo status impegnativo e scomodo preferiamo credere che la sfortuna, l’ingiustizia, gli altri, Dio stesso si accaniscano contro di noi…
Giairo parte, e con decisione va a cercare Gesù.
La donna malata gravemente da 12 anni decide con determinazione di toccarlo.
Entrambi escono fuori dal loro spazio di sicurezza e rischiano l’incontro. Rischiano un no. Rischiano un rifiuto. Rischiano la delusione, ma non temono di mettere nelle mani di quel Gesù di Nazaret la loro speranza. Ed è l’aver scelto di correre questo rischio a cambiare il loro mondo, ad aprirli alla vita, a scioglierli definitivamente dalla morte.
Non ci è chiesto altro… Rischiare l’incontro con Dio, ma da persone adulte, non da bambini viziati che altro non chiedono se non il pedissequo esaudire le proprie preghiere e desideri.
L’incontro vero con Dio apre davvero alla vita. Ma la vita non è ciò che crediamo di costruire a nostra immagine e somiglianza. La vita, quella vera, è oltre noi. Ma non accadrà senza di noi.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Talità kum!

Signore Gesù,
pronuncialo anche oggi,
per me, per noi, per il mondo;
ripetilo in modo forte,
perché tutto di noi lo ascolti
e si lasci scuotere: «Talità kum, alzati!».

Allo scoraggiamento e alla resa che viviamo,
ai blocchi affettivi che le delusioni ci impongono,
a tutto ciò che ci sta chiudendo alla vita,
Signore, ripeti: «Talità kum, alzati!».
Rialzaci da noi stessi, Signore della vita,
toccaci con amore e noi vivremo, liberi e guariti.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mc 5, 21-43)

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

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La PREGHIERA e le COVER in formato da scaricare e condividere sui social

Classificazione: 5 su 5.

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