Come un seme – BUONA DOMENICA! XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

 «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno;
dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce»
Mc 4, 26-27

Non siamo bambini, e le parabole che oggi la liturgia ci propone le riascoltiamo per l’ennesima volta. Dovremmo essere pronti anche noi a dire la nostra. Fermiamoci allora un attimo e chiediamocelo: «Il regno di Dio a che cosa lo potremmo paragonare?». Se dovessimo descriverlo ad altri, come lo descriveremmo? Quali immagini sceglieremmo?
Sarebbe bello dircelo, scrivercelo, scambiarlo, e non vi sembri banale, perché le immagini che elaboriamo, quelle che sono ferme nella nostra testa, dicono anche ciò in cui crediamo, l’idea di Dio per la quale arriviamo anche a lottare.

Photo by Karoli


Di fronte a noi il Vangelo mette l’immagine del seme, e l’evangelista la commenta senza mezzi termini, abbattendo in un solo colpo ogni residuo di forza, violenza, superiorità, merito.
Il Regno cresce come un seme. Ha un’energia propria che nulla riesce a bloccare. Cresce, nonostante tutto e nonostante noi. Cresce, sia che il custode vegli o dorma. Cresce, anche quando attorno tutto sembra arrestare la sua vita. Cresce e diventa grande, forte, anche se nessuno se lo sarebbe aspettato.
Non so a voi, ma questo Vangelo, questa parabola mi danno una straordinaria forza, mi raggiungono dritta al cuore e – anche nel più brutto dei momenti – mi dicono: «La vita di Dio sta crescendo proprio ora, devi crederci, devi attendere, non devi avere fretta di mollare tutto. Il regno di Dio è vita che germoglia sempre. Il regno di Dio è energia inarrestabile che attraversa la storia anche grazie alla tua attesa paziente. Il regno di Dio è certezza incrollabile in un bene che non verrà meno. Il regno di Dio è promessa di una pienezza che già ora sta maturando e che nulla, neppure chi lucidamente fa serpeggiare scoraggiamento e di-sperazione, potrà arrestare».
Io credo che Dio sia l’immensamente piccolo, invisibile eppur presente, che scrivendo con estrema fantasia tra le pagine ingiallite della storia, quella umana e quella personale, sta reinventando il bene. Auguriamoci reciprocamente di accorgercene, di avere occhi che sappiano vedere Dio germogliare qui e ora.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Come un seme

Come un seme, infinitamente piccolo,
così tu sei, Signore Dio.
Come una particella invisibile,
così tu sei, Dio della vita.
Come quell’energia che attraversa l’universo,
così tu sei, Dio Creatore.
Come la potenza vitale
che rigenera la vita di ogni vivente,
così tu sei, Dio Madre.

Vivi in noi, Signore Dio,
rigenera la storia,
genera in noi nuova creazione.
Che in nostri occhi ti vedano
attraversare ogni forma di male
per far prorompere infinite forme di bene.
Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mc 4,26-34)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

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