VISITA AGLI INFERMI – DOSSIER RAGAZZI & DINTORNI Febbraio 2014

Dossier Feb14

VISITA AGLI INFERMI

di Tonino Lasconi

Proporre il visitare gli infermi ai bambini e ai ragazzi, può sembrare azzardato e inopportuno, dal momento che non possono entrare negli ospedali e, a volte, i genitori li tengono lontani anche dai nonni malati. Rinunciamo? No. Li educhiamo. Guarda caso! Ci aiutano le visite agli infermi di Gesù.

1. La donna curva che «non riusciva in nessun modo a stare dritta».
ammalati

Sono i compagni affetti da forte timidezza, dovuta al carattere o a una con dizione familiare, economica e sociale che li rende impacciati, e incapaci di difendersi da prese in giro e cattiverie dei compagni.
• Visitarli significa non prendere parte alle prese in giro e alle cattiverie dei bulletti; non escluderli da giochi e amicizie; e, per i più coraggiosi, prendere le loro difese.

2. L’uomo con una mano paralizzata.     
Non sono rari i bambini e i ragazzi portatori di handicap, a volte evidenti: balbuzie, dentatura strana, benda nell’occhio debole, una leggera zoppia, labbro leporino, qualche «voglia di fragola» vistosa…; altre volte immaginari: statura troppo bassa, capigliatura particolare, naso non alla Cleopatra, mancanza di seni rispetto alle amiche… In questi casi la cattiveria dei bambini e dei ragazzi può rasentare la crudeltà – come la cronaca informa – soprattutto da parte de gli immancabili bulletti e, sempre più spesso, bullette.
• Visitarli significa farsi sentire vicini e tirare fuori il coraggio di difenderli, anche a costo di inimicarsi i… torturatori.

3. Un uomo malato di idropisia. ragazzi
In questo caso il parallelo con i malati tra i ragazzi è un po’ meno immediato. Però una similitudine con quelli affetti da una malattia sempre più diffusa è possibile: i sovrappeso.
• Visitarli vuol dire non prenderli in giro, ma difenderli, e prenderli come stimolo per un’alimentazione regolare.

4. Il cieco nato.
Per creare attenzione verso questa infermità, occorre andare oltre la cecità fisica e sensibilizzarsi verso un’altra cecità, sempre più frequente. È la condizione di bambini e ragazzi che, per situazioni familiari o per condizioni sociali disastrate, crescono senza indicazioni morali. Bestemmiano, sono volgari, sono fissati con il sesso, ricorrono alle mani e al la prepotenza…
• Visitarli significa non lasciarsi incantare e trascinare dal loro comportamento da «grandi».

insieme5. Il malato da trentotto anni.
Non mancano, purtroppo, bambini e ragazzi che partono svantaggiati e rimangono tali: gli stranieri che iniziano la scuola senza sapere l’italiano; i figli di zingari e giostrai che si spostano da una città all’altra; quelli che non hanno nessuno che li possa aiutare a fare i compiti e perciò non riescono a reggere lo standard degli altri.
• Visitarli comporta cercare la loro amicizia e aiutarli come si può. Questa opera di misericordia può essere un eccezionale strumento per educare al comandamento di Gesù, non con belle frasi e disegni, ma con una esperienza con creta che entra dentro, fa nascere atteggiamenti nuovi e produce comportamenti conseguenti.

Questi e molti altri suggerimenti per la catechesi dei ragazzi nel numero di Febbraio 2014 di Ragazzi e Dintorni, . 

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