Da dove vieni, e dove vai?-alias “Dio ma che lingua parli?”/ 2

Il 14 e 15 novembre 2009, il secondo incontro di spiritualità e formazione per giovani fino a 30 anni, ha avuto come sede la nostra comunità di Napoli (zona Capodimonte).

 

“Non pensare alle cose di ieri, nuove cose fioriscono già”…
Queste parole del “Canto dell’amore” sembrano dare voce a tutti i pensieri che fanno capolino nella mia mente e nel mio cuore al termine del secondo incontro dell’itinerario di spiritualità e formazione con le Figlie di San Paolo che, quest’anno, ha per tema “Dio ma che lingua parli?”.
Sabato sera, partendo dal noto episodio della Genesi in cui si racconta dell’alleanza di Dio con Abram e della realizzazione della Sua promessa (Gen 15-17), ci siamo inseriti nella provocazione-tema del weekend: “Da dove vieni e dove vai?”.
La storia di Abram è l’esperienza di un Dio che sta promettendo, sta chiedendo di fidarsi, sta chiedendo di credere e sperare in un futuro che umanamente sembra impossibile e, proprio in questo scenario, dove i tempi umani sono davvero poca cosa di fronte ai tempi divini, Dio dice di “non temere”, perché “nulla è impossibile”…

Questa tematica mi ha provocata non poco, perché sento molto vicina a me questa esperienza che, forse, è quella di tanti altri giovani: ci confrontiamo, infatti, con un futuro che non dà certezze, che sembra non arrivare mai, verso cui, spesso, ci si sente fallimentari in partenzaLa logica di Dio, però, non stravolge solo l’esistenza di Abramo, ma anche la mia, la nostra: anche a noi dice ogni giorno, nonostante tutto, di “non temere”, perché figli amati, amati così come siamo, con le nostre debolezze, con i nostri errori, con le nostre paure, con i nostri doni e i nostri limiti.
La riflessione si è arricchita poi ulteriormente la domenica mattina quando abbiamo commentato e fatto nostro un brano del Vangelo di Luca (Lc 12, 22-32).
Durante il pomeriggio, invece, quest’anno c’è una piccola novità: viviamo un breve tempo di formazione al canto liturgico e alla liturgia che, per l’incontro appena trascorso, ci ha portati a riflettere sull’Atto penitenziale; il tempo che dedichiamo a questo ulteriore momento di formazione è volutamente breve, ma per me è ugualmente una parte importante e interessante del nostro weekend, attraverso cui abbiamo l’opportunità di conoscere meglio la celebrazione Eucaristica. Ogni momento di essa ha un significato specifico e, riconoscerlo, ci permette di viverlo in maniera più diretta e speciale.

Il nostro incontro si è concluso poi con l’adorazione EucaristicaTempo per dire “Grazie” a Dio per tutto quanto abbiamo vissuto insieme, per quanto ci è stato donato, per quanto abbiamo condiviso:
grazie per tutte le volte in cui non si stanca di dichiararci il Suo amore, anche quando non ce ne accorgiamo o dove non lo vediamo,
grazie per i nuovi compagni di viaggio, Gennaro, Chiara e Margherita, che si sono uniti a noi per la prima volta,
grazie per la presenza spirituale di chi non c’era,
grazie per il suo ripetere instancabilmente di fidarci, di “non temere”,
grazie perché, solo restando pienamente in Lui, possiamo comprendere e gridare chi siamo, cosa facciamo, da dove veniamo e dove andiamo….

A tutti….buon cammino!

Grazia – Trecase (NA)

 

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