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Tagliare!- Buona domenica! – XXVI TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Chi non è contro di noi è per noi». (Mc 9,40).

Eccoci, siamo i soliti, riconoscibilissimi, oggi come ieri: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Eccoci: incapaci di gioire per il bene; incapaci di vedere come le cose buone si propaghino al di là del nostro controllo e delle nostre regole.cambiare
Ieri come oggi, chi non è dei nostri è fuori! Sembrerebbe quasi un atteggiamento da DNA cristiano: da come selezionano e giudicano li riconoscerete. È l’amara storia che si ripete in tante comunità ecclesiali, dalle parrocchie alle comunità religiose, per non parlare di associazioni, movimenti e famiglie… sì, anche famiglie. È l’amara storia che continua a essere un colpo inferto alla fraternità e al Vangelo.
A fare la differenza, stando al Vangelo, sembrerebbe essere il cuore e le sue convinzioni, non i gruppi di appartenenza. Chi agisce nel «suo nome», chi opera credendo in Gesù è discepolo del Vangelo, qualunque sia la sua provenienza culturale, sociale, economica, etnica. Chi crede e opera il bene, deve essere aiutato a credere, a rinnovare la sua fede, a maturare nel bene; e tra credenti dovrebbe esserci una sorta di gara nel sostenersi, aiutarsi, comprendersi, crescere in amore, giustizia, condivisione.
taglia mano_1 fanoIl Vangelo è chiaro: tutto ciò che è contrario a questo, ogni atteggiamento che antepone se stessi e i propri interessi, le proprie vedute all’altro è scandalo. E da tutto ciò che genera scandalo dobbiamo prendere seriamente le distanze, senza remore, senza tentennamenti.
Ognuno però deve guardare dentro di sé. Lo sguardo che discerne e decide il cambiamento non va rivolto al comportamento altrui, ma a se stessi: alle proprie mani, al proprio cuore, ai propri piedi, occhi, intenzioni, pensieri…
Dovremmo arrivare a dire: «Maestro, abbiamo visto qualcosa in noi che non agiva secondo il tuo Vangelo e lo abbiamo scacciato!».

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Il coraggio di tagliare!

Tagliare… il coraggio di tagliare.
Ecco che cosa vorremo imparare dal tuo Vangelo.
Avere il coraggio di tagliare i ponti
con tutto ciò che dentro di noi raffredda l’amore,
blocca il dono, ci rende ciechi all’altro.
Il tuo Vangelo ci insegni a farlo.
I tuoi gesti e le tue parole ci indichino come farlo.
Vogliamo imparare ad amare, Signore. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Mc 9,38-43.45.47-48)

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi. 
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

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