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Buona domenica!

“Cristo… pur essendo Figlio,
imparò l’obbedienza da ciò che patì
e, reso perfetto,
divenne causa di salvezza eterna
per tutti coloro che gli obbediscono”.

Dalla lettera agli Ebrei (Eb 5,7-9)
V DOMENICA DI QUARESIMA -Anno B-

 

La parola a…
don Paolo Curtazcroix

Il Padre aveva talmente amato il mondo da mandare il proprio figlio a dire agli uomini che Dio vuole la salvezza e quella soltanto!
Che fare, ora? Arrendersi? Lasciar perdere, sparire? Abbandonare l’uomo al suo destino?
Una scelta, l’ultima, assurda, paradossale, esiste: la sconfitta.
Lasciarsi andare, consegnarsi, sparire, forse servirà a far capire che parlava sul serio.
Forse.
Come esserne certi? E’ in gioco la libertà degli uomini, non quella di Dio.
Bisogna morire, come il chicco di frumento.
Scommessa ardita, rischio inaudito, follia.
Davanti alla morte donata, davanti ad un Dio morto e nudo, mostrato, osteso, l’uomo davvero capirà?
Uscirà dalle tenebre finalmente?

Si, Signore, ora possiamo dirtelo, rassicurarti.
Si, Signore, davanti a quel gesto il nostro cuore si ferma, ha un sussulto.
Questa è la misura del tuo amore?
Questo è il tuo volto, Dio sconfitto?
Tu mi ami fino a questo punto.

PER AMORE SOLO PER AMORE!!!

 

…e per riflettere puoi scaricare: Competività

 

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Buona domenica!

Angelo

Colui che nascerà sarà santo
e sarà chiamato figlio di Dio.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)
IV DOMENICA DI AVVENTO -Anno B-

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Non la moglie dell’imperatore, o il premio Nobel per la medicina, non una donna manager dinamica dei nostri giorni, sceglie Dio, ma la piccola adolescente Mariam (la bella).
A lei chiede di diventare la porta d’ingresso per Dio nel mondo.
Cosa direste se domani mattina vi arrivasse una figlia o una nipote adolescente dicendo: Dio mi ha chiesto di aiutarlo a salvare il mondo? Appunto.
Invece Maria ci sta, ci crede e tutti noi non sappiamo se ridere o scuotere la testa davanti a tanta splendida incoscienza, tutti restiamo basiti davanti alla sconcertante semplicità di questo dialogo, davanti all’ardire di una figlia di Sion che parla alla pari con l’Assoluto, che gli chiede spiegazioni e chiarimenti.
Dio ha bisogno della fresca incoscienza di una adolescente, come già aveva scelto fra i pastorelli il più grande re di Isrlaele, come sarà un ragazzo a fornire la merenda che sfamerà le folle nel miracolo dei pani.
Perchè noi adulti, spesso, siamo troppo savi per capire la bizzaria creativa e il senso dell’umorismo di Dio.
Dio sceglie Nazareth e, a Nazareth, sceglie Maria.
E a Nazareth per trent’anni, Dio si nasconde nella quotidianità più semplice: bambino, adolescente, giovane, falegname come suo padre.
Animo! Quando pensiamo di aver sbagliato tutto nella vita, di non aver avuto sufficienti opportunità, quando non siamo soddisfatti dei nostri risultati o siamo travolti dall’assordante incitamento di chi grida: “Devi riuscire”, pensiamo a Nazareth, a questo modo di operare che ci sbalordisce e ci incanta.
Andiamo a Betlemme amici, così come siamo: come Davide nella prima lettura che vuole costruire un bel tempio a Dio, anche noi ci sentiremo rispondere: “Lasciati fare, non preoccuparti di come hai preparato il tuo avvento, sono io che ti vengo incontro“.
Che volete, così è il nostro Dio, lasciamoci incontrare.

 

…e per riflettere puoi scaricare: Il tuo si

 

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Buona domenica!

Angelus

“Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola”.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)
IMMACOLATA CONCEZIONE DI MARIA – Anno – B

 

La parola a…
don Paolo Curtaz

Ci sono dei personaggi chiave all’interno del nostro cammino di fede e, tra questi, Maria è il modello di ogni cristiano. Maria emerge dai racconti di Luca e degli altri evangelisti come una ragazza di grande equilibrio, con un’esperienza di vita che assomiglia alla nostra. Dicevamo, una settimana fa, della necessità di svegliarci, del grosso rischio che corriamo di vivere un po’ “addormentati”, fuori dalla vera vita; tutti indaffarati a trovare degli spazi per riposarci, dimenticando l’essenziale. Anche Maria, giovane credente, si ritrova nel tran-tran familiare: lavoro (che per l’epoca era casalingo), amicizie, tempo libero… Ed è in questo contesto che avviene l’inaudito: a Maria viene chiesto di diventare la porta d’ingresso di Dio nel mondo. Facile, no? E se fosse successo a noi, se Dio ci avesse detto: “Senti, ho bisogno di una mano per salvare il mondo”, cosa avremmo risposto?. Maria tentenna, fatica: come è possibile tutto questo? Ma l’angelo le ricorda che non bisogna mettere ostacoli a Dio: lui sa quello che fa! E Maria crede. Si resta attoniti, increduli, stupiti dalla semplicità di questa risposta: “Eccomi”. Quante conseguenze avrà questa disponibilità! Che razza di radicale cambiamento porterà questo “sì ” a Maria! Problemi con la sua situazione familiare, con un fidanzato che si vede Dio come concorrente in amore… Problemi con questo bambino che dovrà essere continuamente guardato come un Mistero… Problemi con questo Rabbì tutto preso nell’annuncio che si dimenticherà della propria famiglia per aprirsi ad una famiglia più ampia… Sofferenza nel vedere un figlio innocente condannato a morte… Maria si fida, crede nel Dio dell’impossibile.
Maria ci viene donata, o Dio, come sorella, per imparare da lei a credere nelle parole del Dio dell’impossibile. Maranatha, vieni Signore Gesù!

…e per riflettere puoi scaricare: Gusto di vivere

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E’ solo uno spazio…

pennarelli.jpg…ma mi piacerebbe che fosse uno spazio reso vivo da incontri, scambi, riflessioni ad alta voce, provocazioni coraggiose e oneste, modi alternativi di guardare il mondo e di viverlo.
Alternativi rispetto a cosa? 
Rispetto alle normalità segnate troppe volte dalla superficialità, da orizzonti medio-bassi, da un modo così povero di vivere il nostro tempo guardando tutto da lontano.
Spazio in cui sporcare e sporcarsi le mani, questo vorrei che fosse; in cui indossare i grembiuli del “mettersi gioco”, del non fuggire dai Sì, del maturare una propria personale risposta nei confronti di un mondo che chiama, pur con gridi sordi; nei confronti di un’umanità assetata di senso; nei confronti di un futuro che sarà diverso anche grazie a noi.

Cantarelavita è il motto di chi sceglie di abitare questo spazio, costruendolo insieme; ma è anche l’augurio per chi, passando, non tornerà.