Vino nuovo – BUONA DOMENICA! II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO C

«Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.»
Sal 96 (95)

Siamo a Cana. E il contesto ci è più che noto: banchetto di nozze, mancanza di vino, trasformazione dell’acqua in vino. Tutti, fin dai primi giorni al catechismo, conosciamo questo miracolo: uno dei più raccontati, uno dei più strabilianti e, diciamolo pure, uno dei meno necessari. Imparagonabile a guarigioni, risurrezioni, tempeste sedate. Insomma lì c’era in gioco la vita delle persone, qui al più un po’ di reputazione… Eppure… Mai nulla di quello che gli evangelisti raccontano è banale.
Il brano riportato nel lezionario (o nei messalini quotidiani) inizia con: «In quel tempo, vi fu una festa…», mentre nella Bibbia leggiamo: «Il terzo giorno vi fu una festa…». Ecco quel riferimento temporale fa la differenza, almeno dal punto di vista di Giovanni. Il brano è pasquale. Il riferimento non è rispetto ai tre giorni dopo l’incontro con Natanaele o dopo la chiamata dei primi discepoli. È il terzo giorno, il primo della settimana, il giorno nuovo della risurrezione.
Il brano è pasquale e i segni sono pasquali: il banchetto, le nozze, le sei anfore – l’antica alleanza – riempite di vino nuovo, la gioia. Quello che accadde a Cana «fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù», segni che generano fede, che in modo sempre più chiaro delineano per il discepolo la vera identità di Gesù e tracciano il percorso di colui che sceglie di credere.
Oggi non c’è da pensare ad altro se non lasciarci stupire da Colui che tiene alla nostra gioia, che si fa carico della nostra felicità, che entra nel cuore della nostra esistenza e la trasforma, che è il compimento di ogni promessa. Non ci sono anfore vuote che tengano. L’acqua diventa vino, il vuoto viene riempito, il pane viene spezzato, il buio si dissolve con la luce, i sepolcri vengono aperti, il vino nuovo versato. Tutto questo ci condurrà a Gerusalemme, ci permetterà di celebrare una nuova Pasqua, di accogliere nuova vita. È questo il cammino che abbiamo davanti e a farci da leitmotiv ci sono le parole della Madre: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela!».
Buon cammino nel Tempo Ordinario.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Come a Cana

Vergine Madre,
fa’ risuonare ogni giorno per noi
l’invito pronunciato a Cana:
«Qualsiasi cosa vi dica, fatela!».
Accompagnaci lungo le strade
dell’ascolto fiducioso
e dell’adesione sincera.
Insegnaci a guardare ai suoi gesti
e alle sue parole per imparare
l’arte del vivere e dell’amare.
Libera il nostro sguardo,
apri il nostro cuore,
e sii per noi sorella e madre
nell’accogliere le sue proposte
di vita nuova. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Gv 2,1-11)

In quel tempo, vi fu una festa di nozze a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno vino». E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora». Sua madre disse ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela».
Vi erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi litri. E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le anfore»; e le riempirono fino all’orlo. Disse loro di nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il banchetto». Ed essi gliene portarono.
Come ebbe assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti mettono in tavola il vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto, quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il vino buono finora».
Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

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