Come il Re – BUONA DOMENICA! XXXIV Tempo Ordinario – ANNO A

«Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» Mt 25,40

Oggi contempliamo il Re! Straordinario!!! Oggi celebriamo la regalità di Colui che si è offerto totalmente per noi. Che meraviglia! E se me lo consentite, la straordinarietà di questa domenica dell’anno liturgico è amplificata a dismisura dal contrasto che questa regalità crea con il nostro immaginario collettivo, sull’uomo e su Dio.
Se facciamo emergere la nostra idea di «re», difficilmente pensiamo a Gesù di Nazaret. E se pensiamo al Cristo Re, difficilmente pensiamo all’uomo piagato, crocifisso, morto per noi e risorto. Difficilmente pensiamo all’uomo della croce ferito, colpito, schiaffeggiato. Difficilmente pensiamo al maestro accusato di blasfemia e condannato. E forse… ancora più difficilmente pensiamo a colui che si è fatto amico e prossimo di peccatori, prostitute, lebbrosi, pubblicani, traditori.
Eppure è lui il Re che celebriamo.
È lui il Signore dell’universo che porterà a compimento tutta la creazione.
È percorrendo le sue orme che diventeremo capaci di umanità piena e autentica. È assumendo le sue logiche che realizzeremo in pienezza noi stessi e la vita che ci scorre dentro. È coltivando i suoi occhi e il suo cuore che saremo capaci di generare vita, di uno sguardo delicato sul mondo e su ogni uomo e donna, quale fratello e sorella.
Davanti a noi una certezza. Il Re che celebriamo, il Signore dell’universo, Colui che ci chiama a seguirlo è il Dio fattosi fragile carne che carica su di sé ogni corpo fragile, che raggiunge e si china su ogni ferito della storia, che si accorge di ogni lacrima e la asciuga, che nulla trascura di ciò che vive.
Per noi, oggi, una proposta: fare quello che lui ha fatto, agire come lui ha agito. E non solo perché vediamo negli altri il Cristo. Sarebbe agire da opportunisti. Ma semplicemente perché del Cristo abbiamo il cuore, lo sguardo, i desideri. Non li abbiamo ancora? Chiediamoli. Lo Spirito può formarli in noi! Così davanti a Dio e alla storia saremo dei benedetti.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Signore, nostro Re

Signore Gesù, nostro Dio e nostro Re,
lo Spirito ci doni i tuoi occhi,
il tuo cuore, i tuoi sentimenti
perché il nostro sguardo sull’umanità,
il nostro sentire, i desideri che ci muovono
siano un riflesso del tuo amore.
Verrai un giorno nella gloria,
ma oggi abiti il mondo attraverso
ogni nostra scelta.
Riempici di te, Signore: guida, orienta, illumina
ciò che siamo e che scegliamo,
perché il mondo si senta raggiunto,
già qui e ora, dalla tua tenerezza. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 25,31-46)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

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