NO all’invidia! – BUONA DOMENICA! XXV Tempo Ordinario – ANNO A

Il regno dei cieli – ci viene detto nella parabola che oggi la liturgia ci propone – è come un padrone di casa che… non se ne sta in casa, ma esce. Che non aspetta che altri arrivino, ma li cerca, li chiama, li ricompensa. Che non si accontenta di chi già è con lui ma continua a chiamare. È giusto: offre quanto promesso. Ma è anche sovrabbondante: non misura, non lesina, non calcola.

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Guardiamo i chiamati a ogni ora del giorno: noi chi siamo?
Potremmo essere tra quegli ultimi super premiati. Poco lavoro, tanta ricompensa. Affidamento a Dio a bisogno e ottenimento delle grazie richieste quasi al tocco di bacchetta magica. E allora gratitudine e festa si sprecano.
Ma potremmo essere anche tra i fedelissimi della prima ora… di quelli sempre al posto giusto. Capaci di una fedeltà a prova di bomba. Partecipi di una fede ecclesiale anche quando è duro restare. Di scelte evangeliche controcorrente, anche quando sarebbe stato più facile “seguire il mondo”. Fedelissimi che poi, a un certo punto, si scoprono anche inascoltati, non degni di un miracolo, sfortunati nella vita, penalizzati nella fede… A sprecarsi non è più la gratitudine, ma la rabbia, la delusione, la gelosia.
Ma in situazioni così, e alle prese con emozioni così forti, dobbiamo farci subito una domanda: «Perché lo faccio? Cosa cerco quando sto dalla parte di Dio?».
Seguirlo non significa fare delle cose, ma far proprie le sue logiche di gratuità, di passione per l’ultimo, di salvezza per tutti. Essere con lui, significa imparare a gioire delle vite salvate, tutte, in ogni istante della vita. Gioire di una misericordia che non esclude nessuno, mai.
Seguirlo significa impedire al nostro sguardo di diventare cattivo (è il senso del verbo greco), incapace di vedere il bene.
Seguirlo significa chiedere con coraggio e determinazione al nostro cuore di non chiudersi al bene, di non misurare, di non sentirsi il metro e la misura del bene.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Come te Signore!

Signore Gesù,
le logiche del regno dei cieli
ci spingono oltre ogni umana misura,
ci fanno scoprire la totalità
e la determinazione del Bene
che non si stanca di chiamare,
di coinvolgere, di offrire fiducia, di elargire grazia.
Possa il nostro cuore essere capace
di contenere la tua immensità, sconfinandosi.
Possa il nostro sguardo lasciarsi
purificare dal tuo amore.
Possano i nostri occhi non incattivirsi:
insegnaci la gioiosa gratuità del Bene. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 20,1-16)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

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La PREGHIERA e le COVER in formato da scaricare e condividere sui social

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