Sei tu, Signore? – BUONA DOMENICA! III AVVENTO – ANNO A

La terza domenica di avvento è attraversata da un singolare fermento. L’attesa sta per compiersi e la liturgia inizia a farci gustare la gioia che si prova nella realizzazione di un desiderio. Gesù descrive Giovanni come «il più grande fra i nati di donna», e Giovanni di fatto ha potuto godere di quella rara gioia che si prova nello sperare qualcosa che si realizza. Lui annuncia il Messia e ne vede realizzata la promessa. Lui, la cui voce aveva gridato nel deserto arido la speranza, ora è raggiunto da voci che raccontano risurrezioni: gli zoppi camminano, i ciechi vedono, i sordi odono. E Giovanni, che sa riconoscere Dio in azione, ascolta e comprende; ascolta e crede. Le antiche promesse messianiche si sono compiute: colui che avrebbe inaugurato un’era di salvezza universale è già all’opera. Adesso bisogna smettere di attendere e iniziare a credere. E la vera impresa impossibile è proprio questa: credere che quell’uomo di Nazaret sia Dio; credere che il Creatore si sia fatto creatura; credere che la salvezza non scenda dal cielo, ma germogli dalla terra; credere che la storia e il tempo siano diventate la casa di Colui che è oltre il tempo e lo spazio. L’incarnazione di Dio che queste domeniche ci preparano a celebrare ci chiede di sovvertire ogni idea e preconcetto umano. L’Onnipotente che tutti attendevano e invocavano non è mai venuto. Il Salvatore con scettro di ferro non si è avvicinato a noi.
Noi abbiamo conosciuto il Dio fatto carne, Colui che ha reso ogni suo discepola e discepolo testimone e costruttore del Regno. Giovanni lo ha preceduto, ha provato a scardinare vecchie aspettative, ha preparato la via. Ora a noi decidere se attendere a occhi aperti, disposti a farci stupire da un incontro che può superare ogni attesa.

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Sei tu colui che aspettiamo?

Ti aspettiamo, Signore.
Sappiamo che la tua presenza è tangibile.
Sappiamo che rinnovi la tua promessa
di salvezza ogni giorno,
ma in noi abitano domande, dubbi, ricerca.
Non sempre riusciamo a vederti.
Non sempre è facile cogliere
i segni della tua presenza nella storia.
Come Giovanni ci chiediamo:
«Sei tu? O dobbiamo ancora attendere?».
Insegnaci a scoprirti. Insegnaci a cogliere la tua presenza.
Insegnaci a vedere i germogli fiorire.
Donaci quella capacità di andare in profondità
per vedere l’invisibile: scintille di dono,
gemme di perdono, gocce di fraternità.
Vieni, Signore Gesù, vita del mondo. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA (Mt 11,2-11)

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

La PREGHIERA e le COVER in formato da scaricare e condividere sui social

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