Un effetto sorpresa – Buona domenica! – XXIV TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.» (Mc 8,34).

La scena sembrerebbe una delle più comuni: il Maestro di Nazaret e i discepoli si evangelizzatori2 cvmuovono per i villaggi, molti corrono per ascoltare e vedere segni miracolosi, in tantissimi, come di consueto, chiacchierano. Ognuno ha la sua idea su questo straordinario Gesù, uomo carismatico e molto fuori dalle righe. Una di quelle persone che, suo malgrado, fa parlare di sé…
Chi lo frequenta sporadicamente lo confonde: Elia, uno dei profeti, un taumaturgo…
Ma chi gli sta accanto riceve la grazia di conoscerlo sul serio: «È il Cristo, non c’è dubbio! È l’atteso».
Fin qui tutto normale. E direi che è ciò che accade anche a noi. Frequentandolo, prima o dopo riusciamo a capire chi sia davvero, riusciamo a credere anche a ciò che gli altri ci annunciano, riusciamo a entrare in relazione con lui.
Ma a un certo punto accade qualcosa: lui inizia a parlare, incomincia a dire la sua. E allora… sbang! Effetto sorpresa: le sue idee iniziano a non collimare con le nostre, le sue via iniziano a non coincidere con ciò che ci saremmo aspettato.
Per noi, per Pietro, per le folle, credere è: certezza, sicurezza, orientamento certo, realizzazione di preghiere e speranze.
Per Gesù, credere è: affidarsi, donarsi, offrire se stessi perché altri abbiano la vita… altri, non noi, non io!orme2
Quando la croce e le logiche di misericordia e di perdono di Gesù prendono il sopravvento su una religiosità tranquillizzante, per molti le cose si raffreddano. Il rischio di perdere diventa alto. Il pericolo di diventare invisibili, non gratificati, non stimati incombe.
Si tratta di scegliere. La proposta è chiara: essere discepoli di Gesù di Nazaret è mettere i nostri piedi sulle suo orme… e le sue orme sono quelle di un uomo che ha preso su di sé la nostra croce, il nostro peccato. Lo seguiamo?

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO   

Seguirti!

La tua croce, le tue orme, le tue parole cariche di gesti:
è da queste poche cose che possiamo e dobbiamo
imparare chi essere, come vivere, cosa scegliere.

La tua croce e le tue orme…
seguendole possiamo imparare a esserti discepoli.
Le tue parole e i tuoi gesti…
vivendoli possiamo imparare ad amare come te.

Null’altro è la nostra fede.
Insegnaci a scegliere la tua croce
e a vivere le tue scelte. Amen.

DAL VANGELO DELLA DOMENICA  (Mc 8,27-35)

In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».croce_fno
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».

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Toccaci, aprici! – Buona domenica! – XXIII TEMPO ORDINARIO – Anno B

«Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!» (Mc 7,37).

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