Buona domenica!

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Nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.

Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Filippesi
(Fil 2, 6-11)
DOMENICA DELLE PALME – ANNO A

 

…e per riflettere puoi scaricare: Domenica delle Palme

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Dare riempie il cuore

Mentre scrivo ho tra le mani un segnalibro su cui è riportata una frase: Prendere riempie le mani, dare riempie il cuore. Mai frase fu più espressiva dei miei pensieri, almeno in questi giorni…
giovani.jpgL’altra sera stavo camminando su una delle strade principali della mia città: un corso pedonale sempre trabordante di gente. D’estate, quando tutte le finestre sono aperte, le voci sembrano inerpicarsi su per i muri, lungo i balconi, entrano nelle case e quell’infinito vociare riempie i silenzi.
Tornavo dagli studi della tv, dopo aver registrato uno di quei programmi per cui, oggettivamente, si può anche essere soddisfatti: 20 minuti in cui parlare di Dio! Niente di più desiderabile: spot divini li definirebbe mia cugina… Eppure camminando, passo dopo passo, non riuscivo a non chiedermi per chi e per cosa avrei dovuto sentirmi soddisfatta… In quanti avrebbero visto quella trasmissione? Chi avrebbe creduto? Quella gente che mi stava camminando accanto cosa sapeva di Dio e quanto desiderava incontrarlo?

Conosco giovani che vivono senza te Signore, che non hanno bisogno di te. Ho conosciuto gente che in noi, che diciamo di averti incontrato, non ha mai potuto sentire il calore del tuo amore, nè respirare la forza di un perdono irrazionale e gratuito.
E noi? Noi, testimoni di un Amore che ci supera litighiamo per dividere preziose mattonelle, per contenderci i santi, per accaparrarci giovani dal volto luminoso…

Dopo quella sera, ogni giorno e ogni notte penso ai “senza casa”… no, non ai barboni. Penso a chi non a più un Dio a cui rivolgersi, agli sfrattati dalle nostre chiese, dal nostro modo di credere, dal nostro stile di preghiera… penso a coloro che al posto della misericordia hanno ricevuto la condanna e a coloro che non hanno mai visto brillare il volto di Dio negli occhi di chi gli camminava accanto.

Penso, Signore… penso a quei giovani di cui non posso fare i nomi, ma che vorrei poter raggiungere con la forza di un amore tenero, che non giudica mai, in nessun caso, che è sempre lì pronto a braccia aperte, per accogliere a lasciar andare…

Raggiungili con la forza travolgente della tua grazia e, di notte, quando la loro libertà non può impedirtelo, sfiora la loro fronte con il bacio intenso della tua tenerezza.


La paura non conosce l’amore!

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La paura non conosce l’amore, anche se l’amore può essere bloccato drammaticamente dalla paura.

Chi teme non può dire di amare perchè mette se stesso, le proprie idee e i dubbi al centro di tutto… ma chi ama a volte può aver paura di perdere!

L’amore vero sa di correre su un binario le cui assi si chiamano fiducia e pazienza: la prima sa attendere e l’altra è disposta anche a soffrire. Chi fa dell’amore una sorgente a cui dissetarsi ha le braccia sempre aperte per accogliere e lasciare andare… sa guardare negli occhi e riconoscere all’altro il diritto all’errore, senza negare a se stesso il diritto di piagere.

Ho conosciuto quest’amore! Forte e necessario più della morte. Ho visto i suoi occhi pieni di lacrime e di fiducia e continuo a sentire le sue parole:

 “Io sono con te e lo sarò sempre. Sarò con te nel abbandono e nel tradimento. Continuerò a essere dalla tua parte quando tutto di te mi rinnegherà, quando i tuoi occhi non avranno il coraggio di guardarmi e le tue mani la forza di toccarmi. Io sarò per te in ogni istante della tua straordinaria esistenza… quando non sarai più niente per nessuno, quando chi ti ha amato, cambiandoti, ti abbandonerà, quando avrai paura di sollevare lo sguardo verso l’infinito… io sarò con te. Questo è il mio amore!”

Di questo amore auguro un’esperienza diretta e appassionata!

La auguro a tutti quei giovani che stanno scegliendo chi essere…

E che nulla, mai e in nessun caso, possa separarvi dall’amore vero!

…il tuo popolo sarà il nostro popolo

Il grave attentato dinamitardo compiuto l’11 marzo a Lahore – Pakistan, ha colpito gravemente il Centro Paolino delle Figlie di san Paolo, insieme all’Agenzia Federale di Investigazione, la Cattedrale, la residenza del Vescovo, una Scuola cattolica, il Centro della Caritas Pakistana, la tipografia cattolica e la case dei catechisti. Numerose le vittime, i feriti e i danni riportati in tutte queste strutture.pakistan_urdu02.jpg

La notizia ha già fatto il giro del mondo testimoniando ancora una volta quanto sia grave la situazione nel Paese e come la violenza abbia troppo spesso il sopravvento sulla ragionevolezza.

Le nostre sorelle si trovavano in libreria insieme ai loro collaboratori al momento dell’attacco terrorista. […] Sono convinte che la Regina degli Apostoli, San Paolo, il Fondatore e Maestra Tecla hanno vegliato su di loro.

“Siamo prese fino al collo. Membri delle diverse comunità, sia maschili che femminili ci danno una mano, per poter  ripristinare il pavimento e parte della Libreria per poter servire clero, comunità e  cristiani tutti per la Settimana Santa. Siamo le uniche ad avere quanto serve per la Liturgia e le Celebrazioni pasquali e dobbiamo ad ogni costo essere a disposizione, sia pure in un ristretto angolo della libreria.
Le comunità cristiane, sono fortemente unite per l’occasione. Tantissimi vengono a  partecipare e ad esprimere il loro grande dispiacere per il danno subito dalla nostra Libreria. E’ davvero commovente: un povero catechista è venuto alla chetichella a donarci  2000 Rupie (3 dollari) sottratte dal suo poverissimo salario per le prime spese.
Oltre ai muri, alle porte e finestre divelte, abbiamo subito danni per la distruzione di scansie, Computer, libri e oggetti religiosi…
Qui non c’è da aspettarsi risarcimenti, né dal Governo né dalla  Chiesa povera e anch’essa fortemente danneggiata.
Vi sentiamo tanto care, tanto vicine, tanto sorelle, buone e comprensive  e vi ringraziamo di tutto cuore. Continuate a pregare per noi perché al momento non esiste sicurezza in Pakistan, ma reale rischio e pericolo e noi desideriamo continuare a servire bene questo nostro popolo così sofferente a causa delle divisioni, delle violenze e del terrorismo”.

 

Vi siamo vicine sorelle con l’unica grande forza che le nostre mani custodiscono: la preghiera. Ci unisce il comune mandato: appartenere totalmente ai popoli a cui Dio ci manda e per i quali, ogni giorno scegliamo di dare la vita, per amore…

Grazie per questa intensa testimonianza!

 

Buona domenica

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Gesù gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?».
Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?».
Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te».
Ed egli disse: «Credo, Signore!».
E si prostrò dinanzi a lui.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 9, 1-38)
IV DOMENICA DI QUARESIMA (laetare) – Anno A

…e per riflettere puoi scaricare: Sguardo

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Scrittori per Dio

Paolo e Paola…

quando anche il lavoro

mette al centro Dio e l’uomo

Paolo e Paola ci sfidano! Ci sfida il loro modo di essere, di lavorare, di scegliere. Ci sfida la loro fede, che ha saputo e voluto dare colore anche al loro lavoro!

penna.jpgPaolo:
“Se davvero c’è un mestiere che è possibile fare senza passione alcuna, chi mai penserebbe al giornalista? Certo, tanti cliché dell’immaginario collettivo peccano decisamente di troppa fantasia. L’idea, però, di una professione ‘totalizzante’, questa sì è vera: una sorta di ‘vocazione’ o ‘missione’, se posso scomodare i termini… Appartengo indegnamente alla categoria da 9 anni, alla Chiesa da… il mio battesimo. Se penso al mio cammino professionale e di vita, non posso non vedere i doni che la Provvidenza mi ha fatto: la fortuna, o meglio la Grazia, di lavorare con (e un po’ spero anche per) il Papa, la Chiesa, il privilegio di essere un tramite fra la loro voce e la gente, tanto distratta quanto assetata di parole vere. Ed è bello, giorno dopo giorno, pure con tutte le debolezze mie e della Chiesa stessa, maturare un senso più forte di appartenenza a questa grande famiglia.
Ma come essere all’altezza di una responsabilità così grande? E’ la domanda che oggi più che mai, festa del nostro patrono, si fa preghiera a Dio”.

Paolo Fucili – 37enne, nato a Fano è giornalista professionista dal 2002. Dal 1999 lavora a SAT 2000, TV promossa dalla Conferenza episcopale italiana, occupandosi di informazione ecclesiale e dal Vaticano. Dal Giubileo dell’Anno santo 2000 ad oggi segue la vita quotidiana della Chiesa e le attività del Papa. Dal 2006 è vaticanista accreditato presso la Sala Stampa della Santa Sede. Insieme a Leonardo Possati ha pubblicato nel dicembre 2007 “Effetto Benedetto. Papa Ratzinger in 40 parole” – Edizioni Effatà.

Paola:
“ ‘Quando lavorate con amore stabilite un vincolo con voi stessi, paola.jpgcon gli uomini, con Dio’. Ho sempre cercato di farmi guidare da queste parole. In questi anni di lavoro mi è capitato di trattare argomenti che spaziavano dalla cronaca pura all’arte, dallo spettacolo allo sport, ma anche argomenti a sfondo sociale dove emergono con forza disagio, povertà estrema, violenza, sopraffazione, e di contro solidarietà, condivisione, amore profondo per l’uomo.
Calandomi nelle pieghe della vita dell’uomo, mi sono chiesta come avrei potuto rispondere alla mia vocazione di giornalista, e giornalista cattolica; quale contributo avrei potuto dare e come avrei potuto essere strumento docile nelle mani di Dio. E man mano mi sono resa conto che la denuncia per le violazioni della dignità umana va di pari passo con la testimonianza dell’amore per l’uomo. Era lì la risposta: essere al servizio dell’uomo denunciando si, il male che mina la sua dignità, facendo emergere, però, anche il bene che si pone al servizio della sofferenza, dando ‘speranza, sottolineando fatti e realtà dove il Vangelo è vissuto’ ”.

Paola Pedullà – salernitana, moglie e madre di 4 figli è redattrice di testate locali dal 1995, giornalista pubblicista e collaboratrice dell’ Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali della diocesi di Salerno dal 2003. Si occupa particolarmente della nuova figura pastorale dell’animatore della comunicazione e della cultura e realizza, mensilmente, una newsletter “Effatà” rivolta proprio agli animatori della diocesi. Partecipa alle attività dei cooperatori paolini di Salerno.

vita… solo chi ne scopre il senso può cantarne la bellezza

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