Il grave attentato dinamitardo compiuto l’11 marzo a Lahore – Pakistan, ha colpito gravemente il Centro Paolino delle Figlie di san Paolo, insieme all’Agenzia Federale di Investigazione, la Cattedrale, la residenza del Vescovo, una Scuola cattolica, il Centro della Caritas Pakistana, la tipografia cattolica e la case dei catechisti. Numerose le vittime, i feriti e i danni riportati in tutte queste strutture.
La notizia ha già fatto il giro del mondo testimoniando ancora una volta quanto sia grave la situazione nel Paese e come la violenza abbia troppo spesso il sopravvento sulla ragionevolezza.
Le nostre sorelle si trovavano in libreria insieme ai loro collaboratori al momento dell’attacco terrorista. […] Sono convinte che la Regina degli Apostoli, San Paolo, il Fondatore e Maestra Tecla hanno vegliato su di loro.
“Siamo prese fino al collo. Membri delle diverse comunità, sia maschili che femminili ci danno una mano, per poter ripristinare il pavimento e parte della Libreria per poter servire clero, comunità e cristiani tutti per la Settimana Santa. Siamo le uniche ad avere quanto serve per la Liturgia e le Celebrazioni pasquali e dobbiamo ad ogni costo essere a disposizione, sia pure in un ristretto angolo della libreria.
Le comunità cristiane, sono fortemente unite per l’occasione. Tantissimi vengono a partecipare e ad esprimere il loro grande dispiacere per il danno subito dalla nostra Libreria. E’ davvero commovente: un povero catechista è venuto alla chetichella a donarci 2000 Rupie (3 dollari) sottratte dal suo poverissimo salario per le prime spese.Oltre ai muri, alle porte e finestre divelte, abbiamo subito danni per la distruzione di scansie, Computer, libri e oggetti religiosi…
Qui non c’è da aspettarsi risarcimenti, né dal Governo né dalla Chiesa povera e anch’essa fortemente danneggiata. Vi sentiamo tanto care, tanto vicine, tanto sorelle, buone e comprensive e vi ringraziamo di tutto cuore. Continuate a pregare per noi perché al momento non esiste sicurezza in Pakistan, ma reale rischio e pericolo e noi desideriamo continuare a servire bene questo nostro popolo così sofferente a causa delle divisioni, delle violenze e del terrorismo”.
Vi siamo vicine sorelle con l’unica grande forza che le nostre mani custodiscono: la preghiera. Ci unisce il comune mandato: appartenere totalmente ai popoli a cui Dio ci manda e per i quali, ogni giorno scegliamo di dare la vita, per amore…
Grazie per questa intensa testimonianza!


Paolo:
con gli uomini, con Dio’. Ho sempre cercato di farmi guidare da queste parole. In questi anni di lavoro mi è capitato di trattare argomenti che spaziavano dalla cronaca pura all’arte, dallo spettacolo allo sport, ma anche argomenti a sfondo sociale dove emergono con forza disagio, povertà estrema, violenza, sopraffazione, e di contro solidarietà, condivisione, amore profondo per l’uomo.
L’altra sera stavo camminando su una delle strade principali della mia città: un corso pedonale sempre trabordante di gente. D’estate, quando tutte le finestre sono aperte, le voci sembrano inerpicarsi su per i muri, lungo i balconi, entrano nelle case e quell’infinito vociare riempie i silenzi.
«Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? […]


